

- Germana, ma che cosa ci fa un poliziotto nella nostra camera da letto?
- Ho deciso di affittare un autovelox, Aurelio, per dimostrare alle mie amiche che non esagero quando dico che a letto sei l'uomo più veloce del mondo.

- Tutte le volte che guardo le copertine dei libri di Schopenhauer non riesco a capacitarmi di come il mio filosofo preferito, esempio unico di chiarezza assoluta, che nella scrittura riusciva a spiegare concetti difficilissimi con parole mai oscure e ingannevoli, scegliesse poi titoli tanto astrusi, velleitari, pretenziosi e, in definitiva, ridicoli.
- Guarda, per me c'è una sola spiegazione: i titoli glieli metteva qualcuno del blog Ibridamenti.

- Perché passi così tanto tempo ad annusare il culo di quel cavallo?
- Quando si inceppa il contatore di splinder, che cos'altro mi resta da fare per tenermi impegnato?
[...]
- Il contatore è stato ripristinato, ora puoi smettere.

- Evviva... l'hanno sempre detto che la merda di cavallo porta fortuna.

- Chi siamo?

- Da dove veniamo?

- Dove andiamo?

- Ma soprattutto... chi e che cazzo commentiamo?

- Simenon ha avuto diecimila puttane, tu trecentomila contatti. Come ti senti?
- Come uno stronzo: non capisco quando e perché ho confuso il target.

- Dio mio che incubo! Ho sognato che andavo in bagno a fare la pipì e al ritorno c'erano già tre commenti che mi dicevano Bentornata Maria, un bacione...

- Che cosa fai?
- Sto leggendo il futuro di questa donna. Diventerà ministro, un giorno.
- Ma per leggere il futuro non si guarda la mano?
- Beh... mica sempre.

- Che dici? Mi si nota di più se chiudo il blog con un bell'annuncio, o se me ne sto in disparte senza aggiungere altri post?

c'mon baby, baby don't you wanna go
c'mon baby, baby don't you wanna go
back to that same old place
sweet home chicago

Lui - Ha aperto il pacco, finalmente. Un cofanetto: due tomi.
Lei - Sì, ma hai visto che stronzata? L'ha fotografato in modo che nessuno veda niente.
Lui - Perché fa così?
Lei - Una forma di gelosia: un libro che cercava da più di vent'anni (e credi che, pur di ringiovanirla, gliene ho tolti un po'), il solo che non era mai riuscito a trovare. Pensa... che ha persino trovato l'epistolario di Dostoevskij in una libreria di Chicago: proprio quello della ESI, tradotto in italiano e curato da Lo Gatto. A Chicago!
Lui - E' andata fino a Chicago?
Lei - Ma no, gliel'hanno spedito. Però quello che mi chiedo io è: come cazzo ci finisce a Chicago l'epistolario di Dostoevskij tradotto in italiano?
Lui - Non saprei. E questo qui che vediamo ora? Da dove proviene?
Lei - Da Maremagnum. Un anno fa lo aveva già incrociato sul medesimo sito: dopo avere passato una notte insonne (erano circa le venti quando vide la scheda sul sito e, data l'ora, non poteva ordinarlo subito) alla mattina telefonò alla libreria... Alle sette! Ti rendi conto?... Alle sette! Sperava che fossero già aperti. Era come invasata. Non capiva più un'ostia. Finalmente, alle dieci, qualcuno rispose... ma...
Lui - Ma...?
Lei - L'avevano già venduto e si erano dimenticati di toglierlo dall'elenco. Credo che Maria abbia pianto per tre giorni. Quando è arrivato il pacco, stavolta, non ci credeva. Adesso vorrebbe condividere la gioia del ritrovamento, ma nello stesso tempo la vuole ritenere dentro di sé a lungo: come la fase anale di un bambino.
Lui - Ma secondo te a qualcuno frega qualcosa di questa storia?
Lei - A un altro bibliofilo demente forse sì. D'altronde... a chi interessano i post che si scrivono nei blog? A chi li scrive e a chi, avendoli scritti, va poi a vedere se ci sono commenti: due persone che sono una sola.
Lui - Hai visto che questi libri non sono nemmeno usati?
Lei - Già: non li ha mai sfogliati nessuno. Non è un po' triste considerare che alla fine si riesce a trovare tutto?
Lui - Triste, perché?
Lei - Come può essere nuovo un libro edito da tanti anni? Forse un regalo; ma chi l'ha ricevuto deve averlo appoggiato da qualche parte senza più toccarlo. Fino al giorno che l'ha rivenduto senza nemmeno leggerlo. O ci hanno pensato i suoi eredi. Ma non è detto che sia andata proprio così. Probabilmente è fallita una libreria nella quale era sempre stato esposto senza che interessasse a nessuno.
Lui - Vita e morte.
Lei - Sì, una compravendita di morti, questa dei libri... Ne arrivano alcuni con firme di appartenenza, e pur nella gioia di averlo ricevuto, se pensi alla mano che ha messo la firma, che l'ha sfogliato, che l'accarezzava, il cuore comincia a sanguinarti. Ti identifichi in chi ti ha preceduto. Devi pur sempre sperare nella morte di un bibliofilo per trovare ciò che ti manca. E non puoi fare a meno di pensare che questa, un giorno, sarà la tua sorte. Vedo spesso Maria che si aggira per casa e fa il Cardinal Mazzarino.
Lui - Maria fa il Cardinal Mazzarino? In che senso?
Lei - Mazzarino passava ore e ore in biblioteca: guardava i suoi quadri e i libri, chiedendosi con le lacrime agli occhi: Perché, perché un giorno dovrò abbandonare tutto questo? La gioia di avere finalmente trovato il libro cercato per anni si è trasformata in una terribile ansia: chi è morto, si chiede Maria, perché lei lo potesse ricevere? E lo accarezza... con la gomma ha tolto tutte le tracce di sporco, poi lo apre e, mentre le pagine le accarezzano le gote, lo sniffa ripetutamente; ma tutto questo orgasmo non riesce a toglierle il pensiero che sarà, anche se in un lontano futuro, costretta a separarsene. E, orribile dictu, arriveranno mani sudicie, che faranno orecchie immonde, che slabbreranno le copertine... Spigoli ammaccati, santiddio!... Maria ha lasciato scritto che se un suo libro dovesse mai finire in una biblioteca, maledirà i suoi eredi fino all'eternità.
Lui - Ma lo diciamo che libro è? Anche se fossero soltanto uno o due: ma qualcuno vorrà pur saperlo.
Lei - No; se Maria lo sapesse ci ucciderebbe. Deve essere lei, lei soltanto.
Lui - E lo dirà mai? Tutta questa attesa dà l'idea che sia un libro importante: e non mi pare che...
Lei - Un libro che lei non era mai riuscita a trovare: questo, solo questo, è ciò che conta.

Lo aspettavo da così tanti anni che non so se avrò mai il coraggio di aprire il pacco.
Il corpo finale mi ero rifiutato di vederlo. L’idea di trovarci un’espressione inventata dai tiraggi degli imbalsamatori mi faceva orrore: non volevo rischiare di vedere il volto di Cher o di Ivana Spagna sovrapposto a quello di mio padre.
Quando entrai nell’appartamento, rividi tutti i suoi calendari appesi alle pareti: un’infinità di tette e culi che erano stati il Viagra iconografico dei suoi ultimi tempi. Che cosa si fa in questi casi? Non mi era mai morto un padre e dovevo inventarmi scelte che non sapevo.
Stivare tutti i culi e le tette in uno scatolone era molto più che seppellirlo una seconda volta; significava cancellare la sua gioiosa identità di vecchio porco; ma appendere trenta calendari di donne nude in camera mia, e farne una specie di sexy shop, la vedevo piuttosto dura. Fra le tre, forse soltanto mia madre e mia figlia avrebbero capito.
Accesi lo stereo. C’era il CD Coltrane for Lovers, l’ultimo che gli avevo regalato due settimane prima. Lo tolsi e lo misi nella custodia giurando che lo avrei ascoltato tutti i giorni: è in questo modo, mi chiesi, che si fa rivivere un padre?
Come si fa ad accettare il senso di colpa quotidiano provocato dalla perdita di memoria? Quando ti accorgi che le ore del ricordo diminuiscono, che finirai col pensarci dieci minuti al giorno e poi i giorni senza ricordo aumenteranno così tanto?
Guardare almeno una volta al dì le “sue” tette e i culi con il sottofondo di Coltrane for Lovers?
E poi cravatte, pantaloni, camicie, scarpe, calzini, mutande, canottiere…
Tenerne un paio di ogni articolo nel mio armadio?
Mi metto una sua camicia spesso e mi dico che è quella di Nesso, ma i calendari non li ho appesi: non ascolto tutti i giorni Coltrane for Lovers. Non ho mai voluto vedere mio padre morto, e non l’ho più rivisto vivo: direbbero i soldati di La Palice.
Domani riesumerò un calendario sexy e ascolterò Coltrane. A mio padre piacevano la figa e il jazz.


L'immagine di me voglio che sia
sempre ventenne, come in un ritratto;
amici miei, non mi vedrete in via,
curvo dagli anni, tremulo, e disfatto!
Col mio silenzio resterò l'amico
che vi fu caro, un poco mentecatto;
il fanciullo sarò tenero e antico
che sospirava al raggio delle stelle,
che meditava Arturo e Federico,
ma lasciava la pagina ribelle
per seppellir le rondini insepolte,
per dare un'erba alle zampine delle
disperate cetonie capovolte...
[Gozzano]

LUI - Mettiamo su un film porno?... No?... Allora facciamo un gioco di ruolo? Che cosa preferisci? Il direttore di casinò che rimette i debiti alla bella giocatrice? Il pompiere e la vergine portata fuori in braccio dalla casa in fiamme? Il chirurgo che salva la vita al figlio di lei? Il direttore del carcere e la detenuta?
LEI - C'è mica un gioco tipo lo stupratore gentiluomo che lui, prima di sbattermi, cucina, lava i piatti, pulisce per terra e mette a letto i bambini?


PREMESSA
[Nel 1580 e nel 1581, Montaigne fece viaggi in Francia, Svizzera, Germania e Italia sperando di trovare beneficio nelle acque termali per combattere la calcolosi renale di cui soffriva. Finché qualcuno non gli parlò di un grande dottore...]
- Caro Michel, l'operazione è durata diciotto ore e tutto è andato benone.
- Dottore, mi ha estratto molti calcoli?
- Una montaigne.
- Mio marito aveva l'abitudine di scopare con i fantasmi. Faceva l'amore con me pensando alle attrici, alle veline, o altre donne di sua conoscenza. Rimasta sola, adesso con i fantasmi ci scopo io. Tiro su le gambe e faccio vedere la passera, sperando ci sia qualche fantasma a cui piace.
- L'imperatore Caligola nominò senatore il proprio cavallo.
- Cazzo, che dilettante: Prodi, di una mastella, ci ha fatto addirittura un Ministro della Giustizia!
Nelle due immagini, il picciolo della mela biblica di Adamo e Eva: il pezzo più pregiato della collezione di Walter Benjamin; picciolo da lui usato come segnalibro durante la lettura di Berlin Alexanderplatz di Döblin.
Dell'esistenza del picciolo biblico, il solo pezzo di cui non si fa menzione nel libro di Mari, nemmeno Erich Auerbach seppe mai nulla. Il venditore del picciolo mi ha impedito di rivelare altri dettagli relativi al ritrovamento.
- Finalmente, Albee, eccoti qui. Era da un po' che volevo incontrarti, idiota, e chiederti ragioni di quel bel titoletto che hai messo alla tua commediola. Un altro non c'era, vero? Uno più intelligente e sensato tipo:
Chi prova attrazione sessuale per Aristotele?
Chi si mette il fondotinta di Cecco Angiolieri?
Chi annusa il culo di Jonathan Swift?
Perché vorrei proprio capire il motivo di questa domanda titolatrice che, fra l'altro, non c'entra nulla con l'oggetto della commediola. Paura di che cosa, cretinetti? A chi farei paura, io? E perché tu dovresti chiedere chi ha paura di me?... Tra l'altro, chi non conosce la mia biografia, e ha sentito parlare del film tratto dalla commediola, mi scambia per un mostro e pensa che quei due lì si scannino per me: ci sono un sacco di libri che quando mi vengono posti accanto cominciano a rabbrividire o fanno richiesta di essere spostati. E tutto per colpa di quel titolo, dato senza pensare alle conseguenze per la mia reputazione. Se potessi querelarti, ti trascinerei in tribunale: pirla. Allora, caro Albee, adesso, mi dici finalmente che cosa intendevi fare, e che senso c'è in tutto questo... E se non c'è un senso, vuol dire che sei scemo. Ma allora... se sei scemo lo dici e bonanotte: sono scemo! Cara Virginia, sono scemo. Ah... stai lì e non dici niente? E fai pure quella faccia? Vuoi proprio sapere che faccia hai? Hai una faccia come il mio culo, guarda!
- Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento... Mi è andata
anche fin troppo bene...
Perché si diventa scrittori? Ma, soprattutto, che cosa fa diventare grandi scrittori?
C'è un comune denominatore riscontrabile in Paolo Ferrucci, Cervantes, Dio Stoevskij, Sterne, Proust, Boccaccio, George Eliot, Flaubert, Charlotte Brontë, Jim Thompson, Georges Perec, Gadda, Carson McCullers, Dorothy Parker, Cronomoto, e tanti altri che, soltanto lacune di memoria e il poco spazio, mi impediscono di citare?
Si tratta di un talento innato o sono le circostanze sociali che favoriscono la vocazione?
Benché non sia facile dare una risposta generale, questa rubrica si occuperà di spiegare i misteri che hanno dato origine ai più grandi talenti di tutti i tempi.
Cominciamo con un immenso scrittore russo. Lo studio delle condizioni che ne hanno favorito lo sviluppo artistico nasce dalla collaborazione con
tendarossa, uno slavista sardo, nipote di un sardista russo, che si è posto per primo questo arduo problema ed è riuscito a risolverlo con una brillante intuizione, trovando nei rapporti famigliari dello scrittore la spiegazione di tutto.
Avendomi tendarossa comunicato questa mirabile intuizione, ho potuto fare ricerche in proposito e ho trovato documenti incontrovertibili, a supporto, che dimostrano come assolutamente inoppugnabile la tesi dello slavista sardo.
Nell'immagine che rappresenta l'adolescenza dello scrittore,
vediamo che la mamma riprende aspramente il figliuolo, ammonendolo che a forza di toccarsi continuamente (Antonuchka, niet, niet, troppe pugnettev, masturbazia disgrazia), il piccolo Anton PavloviÄ sarebbe diventato, come poi divenne, ÄŒechov .
Cara Ulderica, la felicità coniugale, con quella mozzarella di mio marito, è proprio una bufala: la nostra vita, una pizza che non ti dico. E a te come va?
- Che cosa ne pensi della nuova storia d'amore fra la Bruni e Sarkozy?
- Proprio niente, guarda; io prediligo ancora il pompino della Lewinsky a Clinton.