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sabato, 30 dicembre 2006

buon androide

Un post piccolo piccolo, che non occulti quello mirabile di erostratos, per dirvi che è uscito il nuovo film, qui, di fine anno, Buon Androide. Ci risentiamo molto presto (e mi scuso se oggi non risponderò a tutti i commenti)
postato da: MariaStrofa alle ore 14:48 | link |
categorie: cineblog

erostratos 5

Che storia hanno le mogli dei grandi scrittori? Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna? E dietro una grande donna c'è sempre un grande uomo? (non nel senso di quando lo fa alla pecorina, s'intende...)
.
Si vorrebbe dare inizio con questo post di erostratos alla rubrica Mogli dei grandi scrittori o anche Mariti delle grandi scrittrici (o fidanzati o morosi - la parola compagno mi fa venire l'orticaria): anime morte alla gloria ma resuscitate nei limb(r)i delle biografie: larve ipostatiche che assurgono allo status di farfalle virtuali soltanto se accompagnano, obtortobbediènti, il volo di Madame Butterfly (Madame Butterfly c'est moi! dice lo scrittore)...
.
Anime che si sono sacrificate, che hanno oppresso la loro metà con l'ab-negazione, con il ricatto psicologico di un'esistenza vissuta all'ombra del Grande: ricatto sottaciuto o urlato ma sempre ricatto. No, non è facile essere l'altra metà del cielo di un genio. Terribili possono essere le conseguenze...
.
La moglie di Tolstòj
         di erostratos

Sof

  
Tutte le mogli felici si assomigliano fra loro, ogni moglie infelice finisce per assomigliare al marito.
 
Per alcuni anni ancora, dopo la sua morte, i bifolchi di Jàsnaja Poljana videro il conte Lev NikolàeviÄ Tolstòj, il grande scrittore – sguardo vacuo e una soffice matassina di capelli posata in cima al cranio –, attraversare il cortile trottando nella guazza con le sottane tirate.
 
Non era lui.
 
Quella sinistra palingenesi rispondeva sibbene al nome di Sof’ja Andrèevna Tolstàja, nata Bers, secondogenita del medico di corte Bers: sua moglieSof 
Lui la conobbe che era un bijou.                                                                                    
Leggiadra.
Venusta.
Che figa!, si disse il conte (se lo disse in russo, con un’unica emissione di suono, una specie di muggito alcolico che s’impastava nel finale). Me la sposo! (altro muggito)
 
La piccola aveva tuttavia, come si suol dire, un temperamento tragico.
Col tempo peggiorò. Isterica, lagnosa (oh, quanto!) non che incline al battibecco, affetta da una gelosia tenace e disperante, grufolava fra le carte del marito, lo guatava nel sonno, lo concupiva.
.
Giunse financo a sospettare che pendesse dall’altra parte, e che, ogni qual volta il di lui discepolo ÄŒertkòv passava a trovarlo a Jàsnaja Poljana, i due si appartassero per ingropparsi. Avrebbe voluto possederlo solo lei, interamente e senza remissione, tutto per sé, sgnapparselo tutto, scofanarselo dalla testa ai piedi, ciucciargli l’anima insieme con l’uccello. Talora vagheggiava di accopparlo per poi rifarlo esattamente uguale(parole sue).
 
Gli scodellò tredici marmocchi.
 
Lo interiorizzò morbosamente.
 
Poi, non paga, cominciò pure a esteriorizzarloSof
 
Il volto le si rincagnò tutto. Mise fuori una lana intricata, fioccosa, e un nappone con cui si avanzava sopra la spalla del marito intento alla scrittura e ne annusava ingordamente i pensieri.
 
Lui – e si capisce – prese a fuggirla. Ricusò perfino di dormire con lei nello stesso letto.
Solo a toccarla, gli pareva di indulgere a una sorta di onanismo indecoroso e puerile.
Che cazzo, sua moglie era un marito! E poi quel cipiglio, quella barbaccia da pope, quelle fattezze senza grazia... Sì, insomma... gli ripugnavano (non osava approfondire).
 
Per un attimo, colto dalla disperazione, fu addirittura tentato di venirle incontro: di effeminarsi lui. Ma come? Poteva mica fiondarsi a Casablanca... I serpenti! Sì, sì, i serpenti, come coso, lì... l’indovino. Ma che mese era? Quando cazzo si accoppiano i serpenti?? Ma porc... Serate innumere a lessarsi le ciuffole con Hegel, invece di studiare zoologia!   
 
Ma poi no, non avrebbe funzionato comunque: di sicuro l’avrebbe tradita.
Cornificata.
Senza scampo.
Ma certo! Già si vedeva darla a qualche musicista, di quelli con le mani diafane, sottili... Mica ‘sti badili terrosi da mugìco. Quel Taneev, per esempio. O a un ufficiale... Un elegantone coi bottoni dorati e la passamaneria. Sì, meglio un ufficiale.
 
Oppure, più correttamente, si sarebbe gettato sotto un treno.
 
No: era la fine. La diuturna, l’estenuante, la mortificante intimità con se stesso che sua moglie gli infliggeva lo persuase che non si sopportava. La vena gli si inaridì. Tutti quei libri, quel fottio di personaggi sollevati come un muro fra sé e la propria faccia... Tutto inutile.
 
Non fa meraviglia che, la notte del 28 ottobre 1910, il conte Tolstòj uscisse definitivamente di cotenna e, braghe alla mano, si slanciasse in un galoppo belluino lungo le campagne, e poi in carrozza, su! più su! per le nevose salpingi della Santa Madre Russia fino all’ultima stazione di Astàpovo - il suo utero atro -, dove tirò le cuoia (sì, fu un finale circolare).
 
L’infelice Sof’ja Andrèevna sopravvisse al marito ancora nove anni.
Quando morì, era tutta la buonanima.
.
Sof
.
Questo post è gemellato con letturalenta Luca Tassinari, qui, (trafiletto a destra)
.
 
.
Il nuovo film del Cineblog Indovina chi viene (non a cena ma Indovina chi viene... e basta), qui, è dedicato alle donne ma può essere visto, con interesse o disinteresse, diletto o sdiletto, anche da chi donna non è. Per la dedica, si può leggere qui.

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in effetti, Sof’ja Bers fu la vera ispiratrice dell’Anna Karenina, controverso personaggio cui l’Autore assegnerà, tra perle e trine, il marchio del "diverso" e che ebbe poi ad ispirargli la celeberrima frase, dedicata alla consorte: "anna karenina c’est moi et, tout fois, toi aussi!"
(qui, una rivelatoria ma ormai introvabile rappresentazione di Anna mentre, davanti allo specchio, s'immerge nel duplice transfert Sof’ja/Lev)



[SENZAQUALITA
]
postato da: MariaStrofa alle ore 00:01 | link |
categorie: erostratos
venerdì, 29 dicembre 2006

la non festa della donna

WC-VenereC'è il giorno del NON compleanno, dice Alice, che è tutti i giorni meno uno. E poi c'è la non festa della donna: tutti i giorni meno uno anche quella (questo lo dico io mica Alice)

Così per la NON festa della donna, che ricorre anche oggi (e non c'è da regalare mimose), ho deciso di fare un omaggio a tutte le donne portatrici (più o meno sane) di blog con la proiezione del nuovo film Indovina chi viene (non a cena...) Indovina chi viene... e basta.

Il film, qui, è dedicato sì ma può essere visto, con interesse o disinteresse, diletto o sdiletto, anche da chi donna non è.

 

Maria Strofa al bagno.

[geipég di oyrad]

postato da: MariaStrofa alle ore 20:27 | link |
categorie:

il viaggio

maistre5maistre5maistre5maistre5maistre5
.
Il trenta dicembre parto in vacanza per una settimana.
 
Mi trasferisco dalla camera da letto al salotto.
Un viaggio dal freddo del Nord verso il caldo Sud
(il salotto è a Sud)
 
Ho bisogno di cambiare clima
fare un po' di moto, io che sto sempre seduta o distesa
(il salotto è più distante dal bagno
e per andarci dovrò fare lunghe passeggiate)
.
boudoir
.
Addio schiavitù dei fornelli:
in ferie non toccherò una stoviglia che è una.
 
Che vacanza è quando si va in giro a rifare la casalinga?
.
Ordinerò una pizza e mangerò in casa
(con le mani, dentro il cartone)
vicino al tavolo che dà sul terrazzo
da dove si vede il più bel panorama
del condominio di fronte.
.
maistre3
 
Tutte le sere alle otto,
la chiesa qui vicino
tira scampanate meravigliose,
mi sembrerà di essere in un ristorante romantico
mentre un campanaro elettronico fa la serenata al mio tavolo
imbandito di pizza express.
 
Anche la televisione, per esempio, la guarderò, sì
ma riflessa dallo specchio del salotto.
E sarà come vederne una nuova.
.
.maistre5maistre5maistre5maistre5
.
Il trentuno dicembre vado in ferie per una settimana.
E prima di partire tiro giù per bene tutte le tapparelle.
Che non rimanga neanche una feritoia.
I vicini devono saperlo che sono partita per il mio viaggio
dalla camera al salotto.
.
[Libro ispiratore: Viaggio intorno alla mia camera di Xavier De Maistre - Oscar Mondadori, 6 euri e 40]
------------------------------------------------------------------------------------------------
In programmazione nella sala 2, qui, il nuovo film di Stanley Kubrick & co. I testimoni di Geova suonano sempre quattro volte.

[Fine post: seguono contributi]
♦♦

Sì, viaggiare
evitando però di inciampare
nelle pieghe del tappeto del salotto
appestato dall’incenso al bergamotto.

Circumnavigare il tavolo di cucina,
sotto la luce al neon un po’ freddina,
passare nello stretto della lavatrice,
con un passo leggiadro, da danzatrice.

Valicare le montagne dei panni sporchi,
che spuntano dal cestone soverchi,
chè tanto ci si penserà al ritorno,
a rifar le faccende
e la casa splendidesplendente.

Mi dirigo verso la mia meta,
la mia località segreta.

Chiudo la porta a chiave,
e mi siedo sul pavimento
in una mezz’ora di raccoglimento,
lontano dal water,
più accosto al lavandino,
è proprio questo il mio nascondino:
il bagno di casa,

signori miei, olè,
come Virginia stessa suggeriva,
ecco la stanza tutta per sé.

[biancanera]
.
.

son fortune. io mi sono decisa troppo tardi e oggi ho scoperto che il salotto è tutto prenotato fino alla befana. [casalingaprecaria]
.
Io viaggio spesso nei w.e.
A volte vado anche alla pizzeria qui sotto. Mi porto sempre una cartolina che appoggio al bicchiere vuoto e giro così il mondo intero.
Gran bel viaggiare:) [sgnapisvirgola]
.

Se ritieni, potrei affittarti la mia casa: che oltre a cambiare stanza, potresti cambiare piano, visto che abito in una sorta di ascensore, con 3 camere su 3 piani diversi. Pensa... persino aria, riesci a cambiare, trovando quella rarefatta nella camera da letto, al secondo piano, passando alla media altezza, per poi tornare con i piedi per terra, entrando in cucina e all'adiacente salotto.
Che dici? Proposta interessante?
Beh... per le prossime vacanze, ovvio. Quest'anno, è già al completo!
[aria59]
.
non conta la mèta, ciò che conta è andare, spostarsi... (oddio, se devi andare al bagno ciò che conta, in effetti, E' la mèta [gaja]
.
Anch'io farò forse un simile viaggio, cara Ma.stro. Chissà, forse potremmo incontrarci in qualche specchio... [arden]
.
Tu almeno vai dalla camera da letto al salotto, c'è chi starà fermo immobile nello stesso punto, senza fare niente. [MyAria]
.
eheh io a volte per pigrizia non emigro neanche verso il caldo e resto al freddo delle mie stanze... [dreca]
.
vivere in un monolocale, dunque, è come viaggiare in cerchio, sempre. è un problema metafisico, un monolocale. [manginobrioches]

.

Beata tu che puoi cambiare aria e vedrai altri paesaggi. Io vivo in un mini e la camera da letto è uguale identica al soggiorno, a proposito di strofe e stanze. [totocorde]
.
...a viaggi così affaticanti preferisco sempre lo stare seduti su se stessi. [Esterazy]
.
Nel tuo viaggio, dico, ti sei fatta una mappa? Vorrei mai che ti perdessi...tra un salotto e una cucina potresti incappare in un ripostiglio e allora chissà cosa saresti capace di scrivere! [trudilollosa]
.
c'è chi viaggia soltanto dentro la camera da letto. per loro è un viaggione. immagina. [L3oLa]
.
I viaggi low cost sono in voga, il tuo supera proprio tutti. Dovresti aprire un'agenzia, in questo periodo di magra faresti affaroni. [ mata63]
.
Maria, è un bellissimo programma di viaggio, il tuo. Forse, se avessi potuto farlo io, avrei invertito la località di partenza con quella di arrivo, ma son gusti. Del resto la tua meta è da sempre un'oasi di pace decentrata rispetto ai grandi flussi turistici. Mi ricordo che a casa di mia nonna le frontiere di Salotto erano chiuse a chiave quasi tutto l’anno, per aprirsi solo un paio di volte, a Natale e in occasione della visita di zia Rosina.
Già ti vedo, seduto al tavolo con te, a lume di raggio catodico, a ordinare per telefono una Bianca con provola, poco olio, mentre tra le fessure delle persiane si intuisce lo skyline del civico 71 scala B.
Ma veniamo al sodo. Laggiù, a Salotto, disporrai di una connessione ad internet? I dati del Ministero delle Comunicazioni sul digital divide nelle case degli italiani sono talmente allarmanti... Sembrerà assurdo, ma pare che ci siano ancora intere stanze, specialmente quelle più remote, non ancora raggiunte dall’infrastruttura di rete!
Non dimenticare di fare questo check-up tecnologico prima di metterti in viaggio. [ HangingRock]
.
il viaggio è un luogo dello spirito.  [mariasegreta]
.
Però. Che coraggio.
Io nei weekend mi limito a scivolare dal cesso al bidè.
Al limite la doccia.
E' che i posti esotici mi mettono ansia.
Mi raccomando, fa tutti i vaccini. [davizz]

se in futuro pensa di diventare nostra cliente, la nostra agenzia di viaggio le propone una complementary week ogni due settimane, da trascorrersi in cantina o garage [monodose]

Un viaggio...interessante.
I mei vicini chiudono veramente le tapparelle a ferragosto per la simulazione delle ferie. [cronomoto]

.
postato da: MariaStrofa alle ore 01:00 | link |
categorie: librellule
giovedì, 28 dicembre 2006

I Pooh e Cervantes

cervantes

Il testo di Uomini soli, qui, ha avuto una genesi molto tormentata.

I Pooh, volendo entrare nel giro della canzone d’autore, chiesero al grande poeta Piero Menardi (e chi non lo conosce?) di scrivere un testo per loro.

Piero Menardi, dopo molte insistenze si decise a comporre un brano che chiamò Don Chisciotti.

Dovendo presentarlo a Sanremo, i Pooh ebbero timore che non sarebbe stato compreso dal grande pubblico e apportarono numerose modifiche al testo di Piero Menardi.

Nonostante lo stravolgimento dei Pooh, si notano però ancora molte analogie tra i due brani (PM: perduti nella correlazione della selva/Pooh: perduti nel Corriere della Sera; PM: Diacronicità/Pooh: Dio delle città). Ecco il testo originale:

 

Don Chisciotti di Piero Menardi

.

Uomini brevi e intonsi, senza rima

con endecasillabi spettinati

e magre gamme

perduti nella correlazione della selva

 

toraci epidittici e satirici

palinsesti flosci

con sparuti campi lessicali.

 

Diacronicità... e dell’intensità

se è vero che ci sei e hai versato più di noi
vediamo se si può imparare questa rima
e magari un po' cambiarla
prima che ci cambi lei.

.

Uomini senza sillabe assonanti

con incipit stichici e timidi

che non hanno in terra alcun locativo

e che pagano la frase

la mise en abŶme!

per concludere i loro versi geminati

in orgasmi ermetici

 

merisma liquido che strofa e sgocciola

come pioggiacida nel prefisso

a pregare che il loro spirito

si preservi almeno qualche istante

prima che finisca nella spezzatura

immemore

 

ma diacronicità... e dell’intensità
magari tu ci sei e proclisi non ne hai
ma quaggiù non siamo in chiosa
e se un uomo perde il feedback
è soltanto un uomo scempio.

 

don_chisciotte

 

Ogni nazione, è questa la morale della favola, riscrive come può: in Francia, come racconta Borges, Pierre Menard riscrisse il Don Chisciotte; in Italia i Pooh hanno riscritto Don Chisciotti di Piero Menardi.

°°°

[In visione nella sala 2 del cineblog, qui, un nuovo film: Il racconto del riconto di Ridely Scott]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:44 | link |
categorie: cervantite
mercoledì, 27 dicembre 2006

il racconto del riconto

pag 123 E lo stesso si può raccogliere da molti altri filosofi, non solamente platonici, ma peripatetici; e particolarmente Alessandro Afrodiseo non vuole che l'immaginazione sia ne l'uomo imperatrice del consiglio, ma che sia riposto in lui il consultare. [Torquato Tasso - Lettere dal manicomio; le Nubi edizioni]
[Scelto da
didolasplendida, al cui sito rimando per spiegazioni, scelgo Paolo Ferrucci, biancamara e gaja.]

.

postato da: MariaStrofa alle ore 21:32 | link |
categorie:

distinguersi dagli altri

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[Sempé]

♦♦

[Nella sala 2 del cineblog, qui, è in programmazione Il burro e il purgante, remèic di un film di Francis Ford Coppola; ancora visibili Platy Woman in sala 1, qui, e Il professore guardone qui]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:10 | link |
categorie:
martedì, 26 dicembre 2006

compromesso

I sentimenti hanno parole logore

e io fatico a trovare segni condivisi

più eloquenti di un pudore muto.

 

I sentimenti non hanno parole nuove

ma tiamocomenessunohamaiamato

mi sembra un po’ diverso

scritto così tuttattaccato.

madeinranca22

geipèg made by madeinfranca

Informiamo che è ancora disponibile la visione dei film per adulti:

Il professore guardone, sala 2, e Platy Woman sala 1.

postato da: MariaStrofa alle ore 11:58 | link |
categorie: biscotti
lunedì, 25 dicembre 2006

natività

nativita2

 

 

 

 

 

 

 

 

mortalità

postato da: MariaStrofa alle ore 18:20 | link |
categorie:

Il post dell frgl

mariastrofaAugurando a quelli che vogliono sentirselo augurare un Buon Natale, e disaugurando gli altri, celebro anch'io il Santo Giorno non scrivendo un nuovo post.

Vi segnalo soltanto questo film di Ingmar Bergman di cui ho fatto qui un remèic e che può essere infilato tra un panettone e l'altro come un candito.

[Ritratto di Maria Strofa della pittrice Gabryella]

postato da: MariaStrofa alle ore 01:26 | link |
categorie: cineblog
sabato, 23 dicembre 2006

Platy Woman

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[locandina di decablog]

Platy è una ragazza appassionata di filosofia e in particolare di Platone.Tutti, perciò, la chiamano Platy Woman. Ecco un dialogo platonico di Platy in due tempi. Cliccando su alcuni termini è possibile averne una definizione più estesa.

PRIMO TEMPO

1 ho_un_idea

Ho un'idea...

2 figurati se Platy non ha un idea

Figurati se Platy non aveva un'idea...

3 voglio vedere se c

Voglio vedere se c'è il noumeno, qui...

4 che noumeno, adesso gli fa vedere il mito della caverna

Adesso Platy gli spiega il mito della caverna, altro che noumeno!

5 che cazzo sara mai comunque lasciamola cercare

Non ho idea di cosa sia questo noumeno, ma se cerca lì va bene.

FINE DEL PRIMO TEMPO

foto_sigaretta2toiletteDISTRIBUTORE

.

SECONDO TEMPO

6 te lo do io il noumeno adesso, Platy

Platy, adesso basta con questa storia del noumeno!

7 sì, chissenefrega del noumeno sei un fenomeno

Ah sì, Aristotele, chissenefrega del noumeno: sei un fenomeno!

ho idea che questo mi sposi, devo averlo infigato bene

Ho idea che Aristotele mi sposi, devo averlo infigato ben bene...

titoli di coda

the end

Platy Woman, il film di Natale visibile nei migliori blog!

postato da: MariaStrofa alle ore 21:49 | link |
categorie: cineblog

la carne è stanca

BigBang

.

« Ho l'età del Big Bang » mi disse il vecchio.

« Sono tutte idiozie quelle che raccontano gli scienziati.

Il Big Bang è stato quando Dio si è sparato.

Io ero lì e L'ho visto.

Tu sei la seconda persona dopo Nietzsche

a cui ho detto che Dio è morto. »

 

Friedrich Nietzsche (by Edvard Munch).

.

 C’è stata una lotta tra angeli e cherubini

per prendere il comando.

La mia fazione (io ero un sottangelo) ha perso.

Non riuscivano a eliminarmi.

Mi hanno impiccato, trafitto con spade di fuoco

Satana mi è entrato dal culo e uscito dalla bocca: niente.

.

BigBang2

.

 Ero immortale. Dio è riuscito suicidarsi perché può tutto

ma un sottangelo non può morire.

 

« Togliti dalle palle » mi hanno detto i cherubini.

« Qui comandiamo noi. E se vai per il mondo

ricordati di farci sapere quando vorrai fermarti con l'età.

Scegli l’età che vuoi e noi te la blocchiamo per sempre. »

 

Arrivai sulla Terra in forma di quindicenne.

Decisi che avrei continuato fino a trentadue

e poi, nel pieno vigore fisico mi sarei fermato per sempre.

 

A trentadue anni mi innamorai.

Lei era sposata e io mi fissai di aspettarla.

Avevo letto L’amore ai tempi del Colera di Marquez.

L’amore vince sempre, mi son detto.

 

Ma vaffanculo te, l’amore, e Marquez!

.

anonimo 

.

Il marito di lei non era immortale, no

ma ha resistito fino a settantanove.

 

Sono morti insieme, lui e lei, cadendo abbracciati dalle scale di casa.

 

Quando l'ho saputo avrei voluto suicidarmi dal nervoso

ma essendo immortale non potevo.

 

Non volli fermarmi a trentadue

e vederla invecchiare da sola

così sono andato avanti di età con lei.

 

Adesso ho ottantadue anni.

Mi sono fermato, sì

ma non mi tira più l’uccello.

Ho i reumatismi dappertutto.

Ho letto tutti i libri come Mallarmé e la carne è stanca.

Mi annoio da morire.

Io sono immortale » disse il vecchio.

.

BigBang.

.

[Le foto sono di leo]

 

postato da: MariaStrofa alle ore 00:02 | link |
categorie: pesci rossi
venerdì, 22 dicembre 2006

la cortigiana snob

Cortigiana


.

[La mia antenata Maria Strofa]


.

Le prostitute non baciano in bocca: così dicono, così si sente dire.

Elleno prostitute sogliono attribuire tale usanza all’intimità maggiore che avrebbe il bacio rispetto al coito.

 

Non la pensava così, tuttavia, una mia antenata di cui pubblico un documento eccezionale; ella si chiamava Maria Stanza, figlia del Duca Mario Ritornello, andata in isposa prima al Conte Lucangelo Verso e poi al Marchese Bonifacio Strofa di cui ha mantenuto il cognome, disceso per li rami e giunto fino a me.

.

Benché le croniche dell’epoca non ne facciano minzione, Maria Strofa fu la cortigiana preferita di Machiavelli che la conobbe tramite quel noto ruffiano di Salviati.

 

machiavelliLa poesia di Maria Strofa fu ritrovata nel 1986 insieme con la famosa lettera del Machiavelli ad Alamanno Salviati.

 

Per non isporcare la riputazione del Machiavelli, gran puttaniere, tale lettera fu distrutta. Una copia trascritta su foglio A4 fu recapitata per gentilezza alla mia famiglia in forma anonima da tale Henry Newbolt.

 

La lettera si concludeva con questa frase: Dovemmo distruggere l’originale per salvare la reputazione di Niccolò. Come dicono che dicesse Machiavelli: il fine giustifica i mezzi.

 

In questa poesia, smentendo le teorie odierne che vorrebbero nel bacio un fatto di maggiore intimità sentimentale rispetto alla penetrazione (anche ove si adisca vaso indebito) Maria Strofa spiega perché Ella ricusasse di baciare i suoi clienti. Sono motivi culturali e niente affatto romantico amorosi.

.

Femminista avanti lettera, donna colta e snob, benché gran puttanone, la Strofa (Alamanno Salviati la chiamava Maria Scrofa) temeva che la troppa contiguità con il cliente potesse contagiare, per simpatia, la purezza delle sue virtù cerebrali diminuendone la forza e la sostanza. Ella non baciava, adunque, molto più per riguardo all'intelletto che al sentimento.

 

La poesia si intitola:

 

Conciossiacosaché abbiti lo mio corpore ma non la mia lengua.

 

 

Per ispiegar grande cattiveria

delli pigmei (uomini piccini)

diceva Rabelais, con aria seria:

 

che hanno merda e cuor troppo vicini

 

Benché puttana, io, mai non bacio in bocca

(se pur permitto ch’ovunque mi s’incocca...)

e dico ad alto e basso, a questo e a quello:

 

la bocca ho assai vicina allo cervello!

.

♦♦

.

mariastrofa

.

La tua ava (qui, una versione censurata del ritratto) si depilava l’area sopra il labbro e poiché il contatto risultava, di fatto, molto scabro, non baciava. E credo che la meschina ricorresse al debaffamento per non far sgamare ch'era una falsa bionda ("il mezzo giustifica i fini") [senzaqualita]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:04 | link |
categorie: biscotti
giovedì, 21 dicembre 2006

la chiamavano mimì

mia_1

Con ogni evidenza, chi teme che qualcuno gli porti sfiga non sa che la sfiga lo ha già visitato da un pezzo. [erostratos]

Questa frase me l'ha inviata erostratos in email parlandomi di Mario Praz (anglista Sommo) di cui tante persone, ancora, temendo che porti sfiga, non pronunciano il nome e lo chiamano soltanto il Professore. Io l'ho associata anche alla sublime MIA MARTINI... a cui la dedico.

postato da: MariaStrofa alle ore 15:00 | link |
categorie: erostratos

to be or not to be shakespeare

OperaCattelan

.

Avevo fatto leggere qualcosa

a un tale che poi mi aveva presentato un tale:

 

era uno di quelli che ti fa pubblicare

anche la lista della spesa.

 

Gli ho dato le poesie

che mi sembravano più buone.

 

shake3Non sei mica Shakespeare

mi ha detto dopo averne lette due.

Aveva l'aria grave di un dottore

che sta guardando le lastre.

Intanto continuava a leggere.

 

Non sei mica Shakespeare ha detto facendo

segno che aveva finito.

 

Ho sorriso triste come per esprimere

che mi dispiaceva dare tanta delusione.

 

shakNon sei mica Shakespeare ha

ribadito il critico con uno sguardo

che diventava sempre più critico.

 

A un certo punto, mi ha fatto capire che

voleva leggermi anche nelle mutande.

 

Non sono mica Shakespeare gli ho detto

tenendo le mutande indosso.

.

william-shakespeare

 

Se ne è andato ingrugnito sbattendo

le poesie sul tavolo.

 

Che cosa cercava nelle mie mutande?

Il sonetto 155?

 

shake4Non sono mica Shakespeare.

.

.

[L'opera di Catellan, in alto, mi è stata inviata da oyrad]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:00 | link |
categorie: pesci rossi
mercoledì, 20 dicembre 2006

Fenomenologia della merda in Mozart

mozartmozartmozartmozartmozartmozartmozartmozartmozart

Ma très chère Cousine!

 

Ti cago sul naso e tutto attorno al mento. Adesso auguro una notte buona, smerdi il letto finché risuona; dorme contento chi tira il culo su fino al mento.

Nel frattempo mi stia bene, ah mi arde il culo come fuoco. Che vorrà mai dire? Che la merda vuole uscire? Sì, sì, merda io ti conosco, io ti vedo, io ti gusto. Smetto di scrivere. Se guardo fuori dalla finestra, l’odore scompare: finalmente la mamma mi dice: scommettiamo che ne hai mollato uno? No, non credo mamma. Faccio la prova, mi infilo il primo dito nel culo, poi annuso e – esce: provatum est!

Perdoni la mia brutta scrittura, ormai la penna è vecchia, da quasi 22 anni cago dallo steso buco, e non si è ancora consumato! – nonostante le volte che ho cagato – e con i denti la merda ho staccato.

Hop non me lo stringere, leccami il culo. Del mio fatto sono sicuro, dovessi ancor oggi fare uno stronzo duro, pur se tra due settimane sarò a Parigi, glielo giuro. Stronzo! – merda! – cacca! – o dolce parola! – cacca!- pappa! – anche bello! – cacca, pappa – cacca lecca – leccacacca. I miei complimenti a tutti gli amici, e chi non ci crede mi lecchi senza posa, da adesso al giorno del Giudizio, finché il senno mi ritorni a iosa. Da leccare ne avrà per un pezzo, mi vien paura se ci penso adesso, temo che la merda possa finire, non ne potrà più tanta digerire. Dunque venga di sicuro, altrimenti cago duro; e allora le porgerò io stesso i miei di persona, le chiuderò il culo con della cera buona, le sua mani bacerò, con lo schioppo didietro le sparerò, l’abbraccerò, un clistere davanti e dietro le farò. Merda - il parroco di Rodempl ha leccato il culo alla sua cuoca. Il mio culo viennese non è: il Tura Michele c’è ancora? Soffiami nel buco ognora.

 

Il suo sincerissimo cugino e amico Wolfgang Amadè Mozart!

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mozartmozartmozartmozartmozartmozartsta lettera è un mio collage di nove lettere di Mozart scritte alla cugina e pubblicate da SE.

Questa lettera è un mio collage di nove lettere che Mozart scrisse alla cugina: lettere pubblicate da SE, 94 pagine, 12 euri.

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Nessuna parola è stata aggiunta,  nessuna modificata.

.

Ora ci si chiede: considerando che tutti abbiamo tanta merda da distribuire in giro (ad amici,  amori,  parenti,  e anche a noi stessi) e non sempre si riesce a smaltirla tutta, ciò che pregiudica concentrazione e spiritualità, vuoi vedere che qui si spiega il segreto del genio di Mozart?

.

Lui distribuiva tutta la merda che aveva alla cugina, sicché rimaneva puro spirito e poteva comporre, libero dalla gravità del corpo, la sua musica sublime.

.

Oppure c'è un rapporto stretto, più stretto di quanto non si voglia credere tra Spirito e Materia? Merda e Arte? Lo spirito si affranca mai dalla merda? L'arte sublimerda?

.

Rivolgo il quesito a due categorie di specialisti:

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1) Specialisti di Mozart

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2) Specialisti di merda

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postato da: MariaStrofa alle ore 09:29 | link |
categorie: librellule

il trucco

cetaceocetaceocetaceocetaceocetaceo

 

Marco è il mio migliore amico.

Non c’è malizia tra noi:

né ambiguità.

Però è un amico e spesso 

mi fa richieste strane

(gli amici, bisogna aver pazienza!)

.

Marco, quando viene a trovarmi

mi chiede di guardare ...

Ha sempre con sé una torcia elettrica.

Io mi metto come dal ginecologo.

Lui guarda, guarda, poi mi guarda ancora.

.

leo - luce 

 

"Tu lo sai che cos'ha di particolare?" mi chiede.

"Perché... io... tutto questo... come dire...

entusiasmo nostro, ecco, non lo capisco.

Di noi uomini, dico."

 

Guarda, aggrottando la fronte

e muovendo la torcia.

Si gratta in testa.

Me la divarica un po'.

Cerca di guardare bene anche dentro.

E' delicato.

 

"Ma secondo te noi uomini siamo normali?" mi domanda.

 

Guarda e tira su col naso.

 

"Insomma... a vederla bene

non è poi tutta 'sta gran roba.

Cioè tu sei bella, eh? Per carità. Sei stupenda.

Parlo solo della patatina (la chiama patatina!), eh?...

Presa da sola... la tua patatina è come dire...

Cioè è uguale alle altre, ma dico la patatina in sé... "

patata 

Si allontana per guardarla un po' da lontano.

Poi si riavvicina.

 

"Dov'è il trucco?"

 

Scruta per un'ora, si interroga, fa domande

sempre le stesse a cui ormai non do più risposta.

 

"Secondo te perché noi uomini

vogliamo entrare sempre qui dentro?

Un uomo salta fuori dalla patatina, giusto?"

 

Annuisco.

.

.originedelmondozt4

.

"Uno salta fuori di lì, poi tutta la vita vuol tornarci dentro.

Dico bene?"

 

Annuisco.

 

"Non ha senso, cazzo. Esci entra, esci entra. Potremmo

starcene un po' calmini.."

 

"E' vecchia" dico io.

 

"Che cosa?"

 

"La storia dell'entrare e uscire

Ci hanno già fatto un sacco di battute

E' vecchia."

 

"Ah, certo. E' vecchia" fa lui.

 

Muove la torcia, me la divarica

piega la testa di lato, come a cercare

un miglior punto d'osservazione.

 

"Secondo te noi uomini siamo normali?" mi chiede.

 

Guarda ancora.

Si accende una sigaretta.

.

bogart

 

"Ti è mai capitato qualche volta" mi chiede

"che uno ci andasse dentro completamente?...

In certi casi quando spingo troppo forte mi viene

anche questa paura qui, a me. Penso: e se adesso

fossi risucchiato nel buco nero? Mi passa fin

l'erezione. Puoi dirmelo, eh?... Nessuno ti è

mai entrato dentro testa e piedi?"

 

Faccio di no con la testa.

 

"Mi fa paura l'idea... ma sarebbe l'unica soluzione.

Entrarci intero, dico.

Secondo me ad andarci dentro del tutto

si capisce che cosa c'è di speciale lì dentro.

.

balena

.

Quando si nasce non si capisce mica tanto bene.

Chi si ricorda che cosa c'era?

Bisognerebbe andarci dentro ben bene da adulti

stare lì una settimana, girarla in lungo e in largo

per capire tutto il mistero.

Andarci dentro a Natale, per esempio

che c'è un sacco di tempo libero."

 

Spegne la sigaretta e punta ancora la torcia.

 

" Io non vedo niente, ma deve esserci

un trucco da qualche parte.

Un'ampolla con un filtro che ci obnubila

gli ormoni.

Dove hai nascosto l'ampolla?

Dài tu che lo sai, dimmelo dov'è il trucco.

Perché noi uomini siamo attratti così

irresistibilmente dalla patatina? "

 

 patata

Si gratta in testa e cerca le parole.

Poi avvicina l'orecchio, in ascolto.

La prima volta gli ho chiesto che

cosa facesse.

.

"Voglio sentire se c'è un fischio.

Dov'è il fischietto per richiamare gli uccelli?

E' questo il trucco, vero?...

Tu hai mai sentito che fischi la patatina?

.

Scuoto la testa in segno di diniego.

.

"Che strano... A vederla così, la patatina sembra che non

nasconda niente... Forse più dentro, ma come si fa

a tornare nell'utero? A vedere se ci sono

ampolle con filtri e fischietti da richiamo..."

 

Spegne la torcia e si sdraia estenuato sul divano.

 

"Va bene, nemmeno tu vuoi dirmelo...

Voi donne lo sapete ma non ce lo dite...

ma prima o poi arriverò a capirlo dov'è il trucco...

arriverò a capirlo."

 

mandrake

 

[La foto della lampadina è di leo: sul suo blog anonimo

anomalo è riprodotta più in grande insieme con tante

altre bellissime]

.

[Il geipèg della patatina l'avevo salvato

da Mutande di latta di sgnapisvirgola

post (ancora) disperso nel disastro!]

.
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categorie: pesci rossi
martedì, 19 dicembre 2006

de libro albino

librobianco

Il librobianco di gabryella è lo sviluppo di un'idea di Laurence Sterne che mise una pagina bianca nel Tristram Shandy; gabryella, meno tirchia del grande scrittore irlandese, di pagine bianche ne ha messe 580.

Il librobianco di gabryella, tuttavia, non è di quel bianco che più bianco non si può.

 

Se fosse un libro del tutto bianco, come quello che Virginia Woolf donò alla sua amante Vita Sackville-West, se fosse un libro disperatamente bianco (senza qualche nota decontestualizzata a piè di pagina) detto libro sarebbe del tutto nero, come ci spiega erostratos nella prefazione al libro collocata in nota a pagina 10.

 

 

Un libro non può essere disperatamente bianco, perché un libro bianco, ma bianco con disperazione, non è cosa che ignori la nerezza, nossignore, anzi, quella stessa nerezza, sottratta al novero dei confortevoli tesori dell’interiorità la cui funzione precipua consiste nel permettere agli allocchi di gloriarsi del loro disvelamento, la abita ora interamente, irredimibilmente, lo informa di sé con la flagrante pervasività di una speranza tradita.

erostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratos

 

Sui contenuti di questo libro c'è ancora grande mistero (erostratos ci ha inviato la sua prefazione in email chiedendo che restasse riservata, cosa che abbiamo fatto riservandola per questo post):

 

gabryella, dopo molta insistenza, ci ha anticipato tre note: le note a pagina 15, 16, 17,

 

La nota a pagina 15 dice: vedi nota  a pagina  17

 

La nota a pag 17 dice vedi nota a pagina 16

 

La nota a pagina 16 dice: Questa nota non è una nota ma una pipPa, come abbiamo spiegato a pagina 18.

 

300px-Magritte_Pipa

 

Ma la nota a pagina 18 non ci è stata mandata.

 

Vani i tentativi di avere altre anticipazioni da parte di gabryella. Abbiamo perciò incaricato un hacker di entrare nel suo computer (in quello di gabryella, non in quello dell'hacker); hacker che è riuscito, prima di essere fairuollàto, a farci avere le seguenti note:

 

nota di pagina 101:

Brava brava gabryella, ogni cosa sai far tu, qui la vita è sempre rosa solo quando ci sei tu. [nota di mariarosa]

 

Nota di pagina 102:

Blog runner - Ne ho visti blog che voi umani

non potreste nemmeno immaginarvi.

Blog da compatimento in panne al largo dello sbattimento di coglioni

E ho visto i fantasy di ***  balenare nel buio vicino alle porte di Polenta e Osei.

E tutti quei commenti andranno perduti da Palermo a Chioggia come

lacrime nei fazzoletti Tempo. E’ tempo di morire [nota del cazzo o di Dick. Dick non ha mai scritto questa nota perché l'ho scritta io, ma Dick non ha mai nemmeno scritto l'originale Ne ho viste cose che voi umani...  perché l'ha scritto Rutger Hauer]

 

Nota di pag 142:   

Ma vaffanculo Tassinari, va’.

 

Nota di pagina 397:

Lucius Sergius Catilina se netabat culum cum carta velina. Carta velina se foravit, ditus in culum penetravit. (apocrifo di Teofilo Folengo)

 

folengo

 

Nota di pagina 420

Io muoio e quella puttana di Madame Bovary mi sopravviverà (Flaubert)

 

Nota alla nota di pagina 420:

Così Alfiuccio (La Frusta) la smetterà di dire che questa affermazione di Flaubert non è scritta in alcun libro e la riporta soltanto George Steiner.

.

 

Nota di pagina 499:

angeliniDoppioPetto Una foto di Hans Christian Andersen in costume da Lucio Angelini.

 

Nota di pagina 580:

[al lettore] Che cazzo stai sempre a leggere libri? Ma vai un po’ in giro su Internet. Fatti una vita vera, conosci avatar, avataresse. Get a life (account!)

 

Qualcuno di voi conosce altre note del libro di gabryella?

 

librobianco

[Post gemellato con senzaqualità blog con molta qualità

per la serie dai link di Gabriella Alù]

.

************************************************************************

Altre note del libro di gabryella

.

sì, ok, la prefazione... però devi raccontare della seduta, se no non si capisce.
insomma, la gabry stava facendo una seduta spiritica: impetrava per il suo libro la benedizione di le corbusier (fanatico apologeta del bianco), ed ecco che a un tratto le vengon gli occhi scerpellini, li strizza, li strabuzza, li protrude, e quando li riapre uno guarda a babordo e l'altro a tribordo (tutti capiscono che ha cuccato sartre). poi comincia a sghignazzare, ma di brutto, non la finisce più... sbanfa! ci ha il parletico! nella convulsio, caccia fuori una voce grassa e chioccia di cui si afferrano a stento alcune parole schioppate: livre blanc (e ride)... audiberti (e ride)... ridicule... noirceur secrète (e ride)... désespérément ... uh!... au lait!... je me pisse dessus... je me pisse... e di colpo si arrovescia sulla sedia come le dive del muto. quando si rianima, la gabry, non ricorda nulla. e tutti a dirle wow, sapessi! le corbusier... un figo, gli è piaciuto un casino! vai tranquilla...
beh, si è commossa. ha estratto il fazzoletto dalla tasca e si è asciugata gli occhi.
aveva ancora un richiamo di esoftalmo, ma era carinissima. [erostratos]

.

°

A pag.113 si cita il famoso aforisma "Laif is nau perché l'ottimismo è il profumo della vita" Lo diceva il capitano Nemo ai suoi intrepidi tigrotti mentre cucinava loro i bastoncini di pesce.. [annaritav]
 
°
Visto che l'hai mandato indove che l' mandasti non posso che segnalare un suo contributo (è lettore lento, ma ha un intuito, il professore! Oh, che intuito!)
qui [fuoridaidenti]
 
°
pag. 220: non è nota.  [manginobrioches]
°
colgo l’occasione per sottolineare l’eccezionalità della nota 69 – trattasi di nota disambigua: essa, infatti, offre un’audace interpretazione della nota 68, laddove s’indaga sul senso del titolo dell’immortale opera di d’Arrigo "Norcinus, orca", decrittandola come l’esclamazione stizzita di un macellatore di porci, da non confondere (come brillantemente intuito nella nota 71) con quanto riportato nella nota 70, riferita a "Porcinus lorca", espressione che allude al delicato poeta, (già autore del surreale romanzo "Nadadora su meringa"[nuotatrice su meringa]) del trasgressivo "el caso de Bernarda alba, tota nuda y tota calda"
 
°
Nota bis a pag. 580: La fine è nota
[metallicafisica]
 
°
Se a qualcuno interessa ce l'ho fotocopiato. [Loreto]
 
°
 
La nota a pag. 18 ce l'ho io: sono tre righe completamente nere.

Poi ho la nota ter a pagina 580: "[a erostratos] Che cazzo stai sempre a commentare blog? Ma vai un po’ a scrivere un saggio su Imbriani e mandalo *subito* a Tassinari, all'indirizzo specificato nella nota a pagina 142". [letturalenta]
.
°
nota alla pag. 113.
molly e james: fine di una storia.
la loro unione si smembrò, quando lei disse a lui: ma perchè non scrivi libri che possano leggere tutti? [casalingaprecaria]
 
 
°
di grandissimo valore esegetico la nota 461 bis , che rimanda a Ishida Takeshi, "Element of Tradition and Renovation", che a sua volta riprende il concetto di dicotomia Orizzontalismo/Verticalismo, espresso da Peter N. Dale, che dal canto suo non aveva potuto fare a meno di integrare la classificazione di Sakuta Keiichi, in "The Loss of Meaning of Death" , il quale, a sua volta, quel giorno non aveva un alibi sufficiente e nemmeno un capro espiatorio [flounder]
 
 
°
Nota zero."Il poco che sorregge il molto". E' la "nota" del midrash. Il Midrash è "l'arte" di interpretare i testi, di sviscerarli. Nel midrash, cioè nella sostanza della religione ebraica (una vera cultura occidentale parte dalla comprensione del significato profondo del midrash) il testo ha il significato di esistere solo tra gli spazzi bianchi. Peraltro è assolutamente vietata la memorizzazione, per evitare di perdere la capacità di far "vibrare" il testo nelle sue infinite interpretazioni. [mic]
°
esiste, ed è di prossima uscita, un Libro delle note alle note del libro
Finalmente, in un unico volume (pagg I- XIX e 1- 10.8075,2), il commentario e l'esegesi dell'intero corpus di note - alcune inedite, altre apocrife, talune antropofaghe - che chiosa il Libro Bianco delle Qualità.
Il libro delle note alle note del libro è un maxiemendamento, necessita della vostra fiducia. [Effe]

°
[Interessante invece l'appendice o qualcosa del genere che mi ritrovo rilegata insieme al libro. Si dice che tra i primi a tentare un'operazione di "ripulitura" delle pagine fu Joyce.
Ti riporto l'inizio dell'inedita nota originale a piè di pagina al monologo di Molly Bloom.

Nota: ,,.,,.;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,..;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,..;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,.,:,.,..;:,-..;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,..;:,-. (...)]  [Loreto]

°
1) La mamma di tutte le note: l'alunno in classe era distratto. 2) Nota: durante l'ora di catechismo l'alunno fingeva di leggere con interesse un libro completamente bianco. 3) Nota: l'alunno, quando il maestro cerco' di dar fuoco alle pagine, per capire se era scritto con inchiostro simpatico, glielo strappo' dalle mani e colpi' forte sulla testa il sottoscritto. (Ziacassie)

°

Già il libro bianco mi ha estenuato, non è che ci sarebbe un abstract delle note? (qui si sa come va a finire, una nota tira l'altra e alla fine si canticchia tutto il giorno) [ Tez]

°

La mia nota era a pagina SETTEpijoteazZERO. [Gaja]

°

la nota di pag.18 è un NB che rimanda al Nota Bene di pag.19 (dove si può bellamente notare come ci sia un bel nulla da notare) [gabryella]

°

Sol [Giocatore]

°
 
nota.
anche no-ta.
no-tav.
un po' di impegno sociale, in somma (che fa fine scrivere in somma, sé stesso e anche non ostante. grandi innovazioni linguistiche. prendete nota).
r [sambigliong]

°

Di libri bianchi si discorreva tanto tempo fa, quando it.cultura.libri era it.cultura.libri.

Il link:
http://snipurl.com/15c1o [Federico Platania]

°

nota 2: re [Mrs Olga]

°
nota a pagina 49:

As (A flat: 415 Hz), La bemolle, semiminima,
Gesangvoll, Mit Innigster Empfindung (Andante Molto Cantabile Ed Espressivo) [Aitan]

°
...mal di testa... :/
già i numeri mi tormentano in ufficio! [troppogenuina]

°

nota a pag. 504

forse in riferimento alle famose marine di G. Perec, ibidem. [Mauro Gasparini]

°
Anche Albano ha lasciato 2 pagine bianche 1 per Romina e 1 per la Lecci nella sua autobiografia e l'ha detto con molto orgoglio cavalleresco.
La mia nota è a pagina 44 col resto di due che è il numero degli insulti che trapela da ogni poro di cellulosa. [sgnapisvirgola]

°
il libro è forma o sostanza ??
glf

°
ne prendo sei copie [ cobblep0t]

°
Nota a pag. 579:

Gli studiosi non sono ancora concordi sull'identità dello scalpellino che incise l'epitaffio sulla tomba dello scrittore ispano-americano Pepito Ruiz:

"quando tutto filava liscio come l'olio
e la goccia ha fatto trabocare il vaso
c'ero." [Paolo Ferrucci]
postato da: MariaStrofa alle ore 00:01 | link |
categorie: biscotti, librellule, erostratos, gabryella senzaqualità
lunedì, 18 dicembre 2006

la sostanza stupefacente (a detective story)

 

 

bSHbSHbSHbSH.

 

Quando morì l'architetto Frillozzi, trovarono il mio numero di telefono
nella sua agenda. Fui convocata per un interrogatorio dall'ispettore Giacomoni del comando di Polizia. Nell’agenda, oltre al mio numero di telefono, la parola stupefacente era associata più volte al mio nome.

agenda« Lei conosceva l'architetto Frillozzi., signora? »
« Lo conoscevo, sì. »

« Risponde al vero che lei lo riforniva di sostanze stupefacenti? » domandò Giacomoni facendo una smorfia tipo detective americano.

« Sì » confessai.

« Può dirmi anche quali? »

 « Solo una » risposi. »

« E come si chiama? »

« ... »

« Signora, urlò l'ispettore Giacomoni, irritato per la mia riluttanza a rispondere. «Frillozzi è morto tutto in un colpo. L’autopsia stabilirà se si è trattato di overdose o di altra ragione. Ma lei rischia grosso se non collabora. »

 « Overdose? » piagnucolai. « Ma Frillozzi la prendeva una volta alla settimana, da me. Non può essere stata colpa mia se l'architetto è morto di overdose. Si vede che si riforniva anche altrove. »

« Mi dica come si chiama la sostanza stupefacente o la arresto » minacciò l'ispettore.

« Be...  »
« Be...?»

« Be… »

« Be…? »

 « Bernarda... » risposi, arrossendo.

« Bernarda? » sgranò gli occhi Giacomoni.
« Bernarda » ripetei.

« E che droga è questa bernarda? »
 « Droga? Ma, ispettore... io parlavo della... »

 « Della?... »
 « Della passerina… la patonza... Insomma, come devo chiamarla? »

« Lei parlava della passerina?... La passerina?...Ma io le avevo chiesto se faceva uso di sostanze stupefacenti. »
 « Giustappunto, ispettore: l'architetto Frillozzi, ogni volta che aveva finito di fare all’amore con me, diceva sempre stupefacente! stupefacente! Non mi ha detto lei che Frillozzi lo ha scritto sull’agenda che la mia... cioè,  che io sono stupefacente? »

Avevo appena finito di fare questa dichiarazione che entrò nella
stanza il braccio destro dell'ispettore Giacomoni: il tenente Sganozzi. Nelle inchieste lavoravano sempre in coppia come Sherlock Holmes e Watson.

bSH

I due erano inseparabili.

« Allora, ispettore » chiese Sganozzi, Ha confessato? E' stata la Signora, qui, a dare all’architetto la sostanza stupefacente? »

« Non so ancora » rispose l'ispettore Giacomoni « Devo recarmi al di lei domicilio per fare ulteriori accertamenti. Andiamo, signora. »

« Ispettore, » domandò il tenente Sganozzi  « vengo anch'io? »

« No, tu no. »

S & W

 

postato da: MariaStrofa alle ore 00:06 | link |
categorie: pesci rossi
domenica, 17 dicembre 2006

unione senza strascico

AccappatoioCuba_gCAXMQ5UH
Non c'era sole la domenica che ti sposai
pioveva che Dio la mandava
(sì… sposa bagnata…)

Non c’era sole al nostro matrimonio.
In compenso non c’eri nemmeno tu.
 
La cerimonia cominciò alle sette di mattina
mentre tu eri in camera da letto con tua moglie.
 
Anch'io ero in camera a casa mia
sposavestita con il mio accappatoio bianco.
 AccappatoioCuba_g
Due peluche (Kermit e Wile E. Coyote)
mi fecero da testimoni.
 
Mi infilai all’anulare sinistro
una linguetta di Coca-Cola in lattina
e posai la mano destra sulla Bibbia
dicendo lo giuro!
 
(sì, lo so: era un matrimonio e non un processo
ma lo sai come mi piacciono i telefilm americani
ho sempre sognato di poter dire lo giuro,
tutta la verità nient’altro che la verità )
 
Dissi lo giuro! altre due volte perché fosse ben chiaro
che ti avevo scelto per sempre.
 
Sposati che ci ebbero, uscii dalla camera
lanciando in alto sulla mia testa
una manciata di riso Scotti.
.
Fatto qualche sorriso al riso
mi legai alla caviglia destra tre lattine di Sprite
e feci una corsa per il corridoio
canticchiando Just married, just married.
lattinalattinalattina
 
Non c'era sole la mattina che ti sposai
ma tu, o sole mio,
mi dedicasti quella poesia di Zavattini che si chiama La Bassa:
Ho visto un funerale così poveretto
che non c’era neanche il morto dentro alla cassa…[…]
377
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sabato, 16 dicembre 2006

Fighèntola

   cenerentolascarpa.jpg20050828180953           

 °

Gli ho fatto da mangiare

Gli ho lavato le mutande

Gli ho stirato le camicie

Gli ho fatto anche un pompino

(a gentile pretesa)

 

Lui non mi ha fatto niente.

(Quando è venuto, ha fatto Ohhhhhhhhhhhhh

come i bambini di Povia)

 

Si è addormentato russando

non senza dirmi che mi trova ingrassata.

 

Aspetto sempre la mezzanotte, con trepidazione

per timore che finisca questo

ballo in casa del Principe.

 

Per aspettare meglio, a volte,

metto il piede dentro il portacenere di vetro

pieno di cicche sue

e mi dico che è una scarpina.

.

_portacenere_sigarette

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

[La storia di Fighèntola è dedicata

a sgnapis virgola per queste ragioni.]


 

[Post gemellato con hidra]

 

postato da: MariaStrofa alle ore 00:11 | link |
categorie: pesci rossi
venerdì, 15 dicembre 2006

SGNAPISVIRGOLA è TORNATA

SGNAPIS

Ci informano dalla regia che sgnapisvirgola è tornata a postare dopo il grave danno tecnico che le aveva distrutto il blog. Ecco un'istantanea di sgnapisvirgola prostrata dall'incidente. Ma a giudicare dal suo ultimo post, deve essersi rimessa notevolmente bene!

postato da: MariaStrofa alle ore 21:39 | link |
categorie:

l'evoluzione della specie

madeinfranca

Una volta ci siamo incontrati:
tu stavi andando a puttane
e io a comprare un bestseller per mia cugina.

Adesso tu scrivi bestseller,
mia cugina è morta

e io faccio la puttana.

postato da: MariaStrofa alle ore 00:01 | link |
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giovedì, 14 dicembre 2006

nel letto di K

cuscino

 

Una mattina, destandomi da sogni inquieti,
mi sono trovata uno sconosciuto che dormiva nel letto.

 

« Scusi, » gli chiesto, svegliandolo con relativo garbo
« lei che cazzo ci fa qui? »

Lo sconosciuto mi ha guardata spaventato.
Poi ha dato un'occhiata in giro.
Infine si è guardato tutto il corpo.
Sembrava non si fosse mai visto prima.
« Dio bello, ho subìto una metamorfosi » mi ha detto.

 

A sentire lui viveva in casa mia da molto tempo
Era sempre stato un insetto mostruoso.
Avrei voluto dirgli che non era un adone nemmeno da uomo, ma tacqui.


Non mi sembrava la questione principale.

Ho lasciato che si ambientasse un po’ nella sua nuova forma.
Gli ho chiesto come voleva essere chiamato.
Abbiamo provato tanti nomi. Alla fine ha scelto Cappa.

 

Si è messo un mio pigiama per coprirsi almeno in parte.
Gli ho preparato anche un caffè.


Man mano che prendevamo confidenza si è fatto più intraprendente.

Siccome già mi conosceva, poiché abitava in casa mia da tanto,
mi ha chiesto se poteva scoparmi.
 


Da insetto aveva sempre goduto poco, mi ha riferito.
« Ho visto quel che succede qui... e mi sembra più interessante...
Vorrei provare. »

 

cuscinocuscinocuscinocuscino

 

« Scopare mi sembra eccessivo, visto che non ti amo » ho replicato.
« Magari mi produco in uno strip-tease e tu ti fai una sega.
 E poi sei un uomo da poco tempo e devi fare esperienza.
Tutti gli uomini cominciano così. Si imbottiscono con un bel po’

di pugnette prima di arrivare al dunque. »

 

Mi sono spogliata e lui ha cominciato a toccarsi.
Un fenomeno!
Cinque volte una dietro l'altra.

 

« Adesso basta » gli ho detto al principiar della sesta.
« Ora pensiamo a cose più serie. Abbiamo per le mani una fortuna.
Narriamo al mondo la tua esperienza e diventiamo famosi.
Una metamorfosi non capita tutti i giorni. Apriamo un blog.

Soldi, interviste. Facciamo a metà, va bene? »

 

« Ci sto » ha detto.

 

Sono andata a fare pipì un attimo.
Quando sono tornata non c'era più.
Il portinaio ha detto di non avere visto nessuno sconosciuto uscire.
In ascensore non c’era, per le scale nemmeno.

Non so che cosa concludere.
O Cappa è tornato insetto per colpa del troppo godere
(sul pavimento c’era uno scarafaggio che sembrava morto per un coccolone)
oppure è scappato per aprire un blog da solo.

parquet

parquet

 

[Operai al lavoro nella mia casa. Dopo la scomparsa di Cappa ho cambiato tutto il parquet

in segno di lutto, casomai vi fosse deceduto davvero. La foto è stata scattata da oyrad Caillebotte]


 

Post gemellato con 
http://citarsiaddosso.blogspot.com/2006/10/lo-strano-caso-di-gregorio-s.html

 

 

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categorie: pesci rossi
mercoledì, 13 dicembre 2006

la giornata enigmistica

IMG_0152_ulissegabrilulisseLa Settimana Enigmistica vanta numerosi tentativi di imitazione, ma La Settimana Enigmistica è l'imitazione di Una Giornata Enigmistica? La giornata del 16 giugno 1904?

Ci ho messo tanti enigmi e rebus che i professori avranno da fare secoli per capire quello che volevo dire, e questo è il solo modo per assicurarsi l'immortalità. [James Joyce, a proposito dell'Ulisse: dichiarazione confermata dalla biografia di Richard Ellmann e da questo libro]

Incaricato di dattilografare il monologo di Molly Bloom, il poeta Robert McAlmon seguì dapprima il testo di Joyce, poi, annoiato dal lavoro di trascrizione da un manoscritto pieno di scarabocchi e da quattro quaderni pieni di aggiunte evidenziate in rosso, giallo, blu, porpora e verde, prese una scorciatoia e cambiò l'ordine dei pensieri di Molly: tanto, essendo un monologo interiore, monologò interiormente McAlmon, non cambiava nulla: Molly poteva ben aver pensato questa o quell'altra cosa una pagina o due dopo, o mai. Anni dopo, McAlmon riferì la cosa a Joyce. Joyce rispose che se n'era accorto e che gli stava bene così. [Fonti: 1 e 2]

P.S. geipèg trafugato a Gabriella Alù - post gemellato nr 1

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categorie: biscotti
martedì, 12 dicembre 2006

il gioco e la generosità

madeinfranca madeinfranca madeinfranca madeinfranca madeinfranca madeinfranca

Ho sempre adorato le citazioni, la possibilità di ricordare, collezionare, e collazionare!, le parole dei grandi spiriti che hanno forgiato l’umanità. Tutta la saggezza distillata in libri di aforismi, di massime, in libri di battute, in scatole di baci Perugina. Sin da quando comparve sulla Terra (questa è una citazione classica: perché con questa frase comincia il novantanove percento dei temi degli studenti) - sin da quando, dicevo, l'uomo comparve sulla Terra sentì il bisogno di raccogliere citazioni celebri, di tramandare alla memoria della specie le parole dei Grandi. Ecco qui un campionario di dieci citazioni d’autore, messe insieme con studio e con fatica, citazioni che difficilmente si trovano nelle antologie: ma che, come ognuno potrà constatare, sono ineccepibilmente d'autore.

madeinfrancamadeinfrancamadeinfrancamadeinfrancamadeinfrancamadeinfranca

.

Goethe: Fa tanto freddo.

 

Dostoevskij: Alla tua salute!

 

Shakespeare: Sono stanco.

 

Flaubert: Putain!

 

Stendhal: Sì, certamente.

 

Platone: Esco un attimo.

 

C. E. Gadda: Ah, congratulazioni sentitissime.

 

Proust: Ma sì.

 

Laurence Sterne: Si è fatto tardi.

 

Schopenhauer: Arrivederci.

.

madeinfranca

 

[Dedico questo post a madeinfranca e al suo bellissimo blog on n'est pas de mimosas]

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categorie: biscotti
lunedì, 11 dicembre 2006

gli autori che non sopporto:

paul_klee_gallery_72Jane Austen, Goethe, Rabelais, Flaubert (tranne il primo capitolo di Bouvard e Pécuchet), Calderon de la Barca, Stendhal, Zweig, Maupassant, Boccaccio, Proust , Zola, Balzac, Galdos, Lovecraft, Edith Wharton, Neruda, Alejo Carpentier, Thomas Mann, Garcìa Marquez, Amado, Tolstoj, Lope de Vega, Garcìa Lorca, Pirandello.

Ho dimenticato Borges.

Un giorno da Borges suonò il postino e gli consegnò un grosso pacco che conteneva un’edizione di lusso del suo racconto Il congresso del mondo, pubblicata in Italia da Franco Maria Ricci. Era un volume enorme, rilegato in seta nera e racchiuso in un astuccio pure di seta nera, con impressioni in oro, stampato su carta a mano azzurra di Fabriano; le illustrazioni (pitture tantriche) erano incollate a mano e ogni esemplare numerato. Borges mi chiese di descriverglielo. Ascoltò con attenzione e poi esclamò: "Ma non è un libro, è una scatola di cioccolatini!" e lo regalò senz’altro allo sconcertato postino.

P.S. Gli autori di cui sopra era Borges che non li sopportava, come racconta Manguel di cui riporto l'aneddoto. [Con Borges; Alberto Manguel; Adelphi; 7 euri e cinquanta]

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categorie: librellule
domenica, 10 dicembre 2006

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In ogni uomo grasso c'è un uomo magro che preme per uscire.

(G.K. Chesterton)

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categorie: biscotti
sabato, 09 dicembre 2006

una scopata retorica

trocheotrocheotrocheotrocheotrocheo

.

Stasera te la do, la figura, Trocheo:

e non è retorica.

 

Chiasmami, orsù, Trocheo!

Aspetta, prima mettiti il colophon:

non vorrei restare incipit.

 

Sì, dài... no, non metàfòra!

Trocheo!

Qui, qui, tra le mie enjambment!

Nella cesura...

 

Oh, ma che scazonte che hai!
Che metrica! Com'è glossa la catafora.

E le tue ipallagi.

Sono tutta ballata...

Senti come sdrucciola

lo scazonte nella mia topica.

 

Che versi mi fai fare!

Mi sandhi?

 

No, il colon no, amore.

Ancora nella topica, ti prego.

 

Hysteron próteron, sì: ma stasera

solo próteron!

 

Dattilo, dattilo quel giambo. 

Voglio la tua polisemia!

E io ti do la metonimia.

Spondèa, Trocheo, spondèa!

Fammi raggiungere il climax.

 

Sì, così, verboooooooooo...

 

Come mi chiasmi bene, Trocheo.

Glotto, ah come glotto...

 

Oh... si è rotto il colophon, Trocheo,

e mi hai inondata della tua semiotica.

Non importa, sono stata dal gliconeo ieri

e mi sono fatta mettere la sineddoche.

 

Baccheami ora, Trocheo, fammi le cobbole

alle figure, lo sai, dopo la copula

piacciono tanto le cobbole.

trocheo

 


 

 [commenti in tema]
- Trocheo Trocheo sei tu Trocheo... [sgnapisvirgola]
- io son qui con le esapodie catalettiche di Virgilio ... altro che il Kamasutra! [oyrad]
- e chissà come ci si sente anapesti, dopo... [manginobrioches]
- o strofica maria, parmi che dopo il trocaico idifallico, Trocheo (già catalettico) sincopasse.. [senzaqualita]
- Uno splendido esempio di ars rerotica, quarta arte del trivio (o quinta del quadrivio, non ricordo bene) [letturalenta]
- Pòro Trocheo, a lungo andare sarà d'uopo si procuri una protasi [fuoridaidenti]
- Trocheo er mejo der Prosopopeo (poppeo, etiam dicitur...) [decablog]
-  è proprio una tripodia di risate! [casalingaprecaria]
 - Ossi...moro dalle risate. [decablog]
°
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venerdì, 08 dicembre 2006

allarme virus: il virus JBT

Un mese fa mi è arrivata un’e-mail con un allegato.
L'ho aperta e lo schermo si è offuscato.
Si sono sentiti dei botti terribili.
Sembrava giunto capodanno,
poi una nuvola di fumo - tipo concerto pop -
e dal computer è saltato fuori un marcantonio grosso così.

E' uscito dallo schermo come un neonato dalla vagina,
soltanto che era già uomo fatto.
Un metro e novantacinque per ottantanove chili.
Pareva un incrocio fra Mastro Lindo e Gerard Depardieu.

lindoooDepardieulindoooDepardieu

Mi ha detto che si chiamava Jean Baptiste Tuzzariello,
e che era una specie di replicante.
Quelli come lui vanno nelle case della gente
tramite i virus allegati alle e-mail.

« E adesso cosa si suppone che farai in casa mia? » gli ho chiesto.
Ho provato a formattare l'arduo disco ma non se ne andava.

« Niente » fa lui « Ti sei presa il virus e adesso mi tieni.
Hai aperto l'allegato. »

Non c'è stato verso di chiamare la polizia
perché mi ha sequestrata in casa.
Mi seguiva anche al gabinetto,
sebbene fosse molto discreto in certi momenti.
Pipì si voltava verso il muro. Popò usciva dal bagno.

Mi ha requisito il telefonino, ha staccato il telefono
e ha voluto la chiave dell'appartamento per chiudermi dentro.

Dell'organizzazione che lo ha creato non ha voluto dirmi niente.
Forse non lo sapeva nemmeno.
Perché noi cosa sappiamo di noi?

Come se andassimo sul pianeta Mercurio - metti -
e i mercuriani ci chiedono chi ci ha creati e perché.
Che cazzo gli dici di sostanziale?

Lui è nato, come noi,
si spostava, e non sapeva molto altro.
Si cibava soltanto di legno
In due giorni mi ha fatto fuori una scrivania e tre sedie del salotto
(le briciole le usavo come segatura quando il gatto sporcava).

Fortunatamente l’ho convinto a mettersi a dieta.
Ha accettato a patto che non trattassi il legno con Pronto
perché gli venivano degli sfoghi nella pelle.

Baptiste aveva poteri magici con gli animali.
Quando il mio gatto ha avuto un blocco renale
lui gli ha soffiato in un orecchio e il gatto si è rimesso di colpo.
« Non accetto che muori » gli ha poi detto, come sgridandolo.
Anche i canarini in sua presenza cinguettavano felici.

Nei lavori pratici di casa era un fenomeno
uno di quelli che smonta una scrivania
e la trasforma in un divano letto.

Lavava i piatti, puliva casa
ed era appassionato di Telemarket.
« Mi compri quel quadro? E quello? E quello? »
Diceva che gli sarebbe piaciuto portarsene uno
appeso al collo a mo’ di ciondolo.

Una settimana fa, Jean Baptiste Tuzzariello è morto.
Gli avevo insegnato a giocare a briscola
ed era sempre molto gentile con il mio gatto che l’adorava
e si strofinava fra le sue gambe.

Baptiste stava mangiando un pezzo del mio comodino
(il cassetto)
quando ha strabuzzato gli occhi e si è dissolto evaporando nell'aria.

Il mio gatto, nel vederlo sparire, sembrava impazzito.

I canarini si sono ammutoliti.

Adesso che non c'è più, Baptiste Tuzzariello mi manca.

Vicino al computer metto sempre fiori freschi tutti i giorni.

fiori%20-%20flowersNon so che cosa volesse, e perché, o chi l'avesse mandato
e che missione dovesse compiere nel nascere e nel morire.

Non so nulla di lui, ma nemmeno di me so molto di più.

 

°

 

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