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sabato, 31 marzo 2007

seduta spiritica

seduta spiritica
.
« Sei tu, papà? » chiesi quando la medium cominciò ad andare in trance
e a parlare con un vocione.
 
Mi rispose uno sconosciuto.
 
Si chiamava Gregorio Busti, disse, e in vita era stato un
rappresentante di etichette per abbigliamento.
« Piacere di conoscerti, » replicai « ma io cerco il mio papi. »
 
Gregorio rispose che non sapeva chi fosse il mio papi, e allora io urlai:
« Che cazzo ci fai, tu, nella mia seduta spiritica? Si può sapere? »
Non sapeva spiegarselo nemmeno lui.

 « Né da vivi né da morti si capisce mai una sega di quello che tocca
fare » mi disse. « Sono stato convocato ma non so
perché mi hanno chiamato qui da te. »
Pareva sincero.
 
Riprovai con altre dieci sedute e tutte le volte, invece del mio
papi, saltava fuori il rappresentante di etichette.
Cambiai anche medium, ma ogni volta arrivava Gregorio Busti.
Entrammo in confidenza.

Mi raccontò una vita fatta di niente.
Un giorno mi chiese se non potessi evocarlo almeno una volta all'anno
promettendomi che avrebbe fatto di tutto per cercare il mio papi.
Ho finito per affezionarmi a Gregorio Busti.
Ogni tre mesi lo evoco e lui mi racconta una vita fatta di niente.
.
DOBB 
.
.
Storia ispirata dal libro Traffici con l'aldilà di Alfred Döblin [Adelphi]
.
[rpst]
postato da: MariaStrofa alle ore 10:50 | link |
categorie: librellule
venerdì, 30 marzo 2007

cronologia e moto del blog: cronomoto

Foto dal blog di DianaLove

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Ho inserito una scritta nella pagina iniziale del blog che è visibile soltanto a coloro che non hanno l'accesso. Se volete prenderne visione dovrete sloggarvi oppure, più comodamente, leggere qui.

Potreste darmi un consiglio su quali ore siano, secondo voi, preferibili?

L'ora è anche cumulabile, nel senso che si potrebbero applicare quattro visioni pubbliche di 15 minuti o 6 di 10 minuti.

Conto sulla vostra collaborazione, grazie.

A tutti coloro che risponderanno offrirò cinquanta centesimi a commento (naturalmente virtuali):

 

[gif di LOSTANGEL]

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letti gli appelli e le accorate istanze presenti nei commenti, avanzo una modesta proposta: 
.
dato il preoccupante esubero di promesse & impegni inevasi, forse sarebbe opportuno ampliare il numero di tacchinator cortesi - e questo per evitare un prematuro logorio della di loro attività performativa, con conseguente e immeritato appannamento di quella promo..
 .
- nell'immagine, la campagna per il neonato movimento pro-tacc
.
- già che mi trovo, auspico che il riposizionamento nei ranghi di uno dei circa 2 titolari del tacchinamento avvenga tosto (e comunque, meglio sardi che mai!)

[testo e immagine di SENZAQUALITA]

postato da: MariaStrofa alle ore 18:09 | link |
categorie: biscotti, gabryella senzaqualità
giovedì, 29 marzo 2007

gli abbaini ci guardano

Foto dal blog di DianaLove

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La signora sta dicendo: "Che cosa guardi, abbaino?"

Pare confermato da sicure fonti vaticane che, in caso di passaggio dei Dico, le case dei conviventi non dovranno avere abbaini per non arrecare oltraggio al sentimento religioso.

Tutto questo, perché qualche etimologo ecclesiastico ha ricordato che abbaino deriva dal genovese abbaén e così si chiama per le lastre d'ardesia che hanno lo stesso colore delle vesti degli abati e per la struttura dell'abbaino che ricorda il cappuccio di un frate.

Ancora non è stato specificato, come si è ricordato qui, se le coppie non sposate potranno bere un cappuccino.

.


Blogger: Sono in black-out adsl e potrò connettermi solo saltuariamente dall'esterno

postato da: MariaStrofa alle ore 11:45 | link |
categorie: etimi e timi
mercoledì, 28 marzo 2007

bitume

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Comunicazione di servizio: le commentatrici di questo blog che non sono ancora state tacchinate da Paolo Ferrucci sono cortesemente pregate di segnalarlo nei commenti.

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Pio Bitume era uno scrittore di gialli così mite che nei suoi libri non aveva mai fatto morire nessuno.
.
Da quando aveva cominciato a scrivere, erano morti moltissimi suoi lettori: ma di questo non aveva certo colpa il romanziere.
 
Nel terzo romanzo giallo, Peppo l’ammazzacristiani, squartatore stupratore pluriomicida, Pio Bitume era stato lì lì per far morire di vecchiaia un giardiniere ultranovantenne, ma alla fine non se l’era sentita e aveva terminato brutalmente il romanzo prima che accadesse l'irreparabile.
 
Tutti i libri di Pio Bitume erano best-seller: i lettori compravano il suo ultimo libro per vedere se finalmente qualcuno sarebbe morto: il vero giallo era questo.
 
Il commissario dei gialli di Pio Bitume, Anfiborio Frasconi, da una parte era contento perché nella sua città non veniva mai assassinato nessuno; ma dall’altra invidiava quei colleghi che andavano sulla scena del delitto a fare i rilievi e a dire con un bel tono incazzato: Non toccate niente prima che arrivi la scientifica.
 
Anfiborio Frasconi era vegetariano: portava scarpe di gomma e cinture di vernice. Nei libri gialli di Pio Bitume non morivano neanche gli animali: né per essere mangiati né per uso pelletteria.
.
Il commissario Frasconi non adoperava l’auto perché non voleva essere responsabile dei moscerini che si spiaccicavano contro i vetri. E dormiva in piedi come i cavalli per paura di stritolare gli acari.
 
Era molto magro perché aveva il verme solitario, ma non faceva nulla per curarsi perché non voleva uccidere neppure il verme, porello.
.
Un giorno parlando con un anatomopatologo, gli chiese se c’era la possibilità di dargli una compagna. Temeva che il verme, a stare sempre così solitario, si deprimesse, suicidandosi.
 
Nel secondo romanzo intitolato Strage, tremenda strage, Pio Bitume scrisse a metà del secondo capitolo muore il giorno.
.
Quando ricevette il libro stampato, accorgendosi che gli era sfuggita un’espressione omicida, costrinse l’editore a ritirare tutte le copie e a stamparne un altro con l’espressione termina una giornata. Già finisce il giorno gli sembrava un'espressione alquanto truculenta.
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Ho saputo da fonti amiche che l'ultimo libro di Pio Bitume si chiamerà Stavolta li ammazzo tutti ziocàn, tutti li ammazzo, puttana schifa: non ne tengo in vita nemmeno uno; voi non ci credete, eh? Vigliacco se non li ammazzo tutti!
 .
Alcuni giornali dicono che Pio Bitume si è ravveduto e che da vero scrittore di gialli farà morire finalmente un po’ di gente: almeno uno come minimo. Altri dicono che il titolo è uno stratagemma per suscitare curiosità e che alla fine anche nell’ultimo libro non morirà nessuno.
 
Chi vivrà vedrà!

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[Foto uno dal blog di DianaLove, foto due di pipopipo21]

postato da: MariaStrofa alle ore 01:49 | link |
categorie:
martedì, 27 marzo 2007

scrivi nel blog? no: faccio il rigattiere

Anche io la cartolina!

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[Paolo Tacchinautor Ferrucci di oyrad]

Premessa:

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ala sinistra del mio garage.

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Ala destra (c'è un po' di casino perché sto traslocando in questi giorni; mi hanno dato lo sfratto ma si è liberato un appartamento due piani sopra, stessa rampa di scale cum ascensore: libri ringraziant!)

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Parte centrale (con libreria - rigorosamente in doppia fila - modello Artemide se a qualcuno interessasse un giorno scrivere la mia biografia...)

Avendo il garage pieno di troppe cianfrusaglie, che anche una cosa utile come l'auto deve dormire fuori, mi dite dove posso stivare tutto il bendidìo che mi è arrivato durante la mia attività bloggante?

Ritratto tutto ciò che ho detto nei due post incriminati prima della chiusura: ecco perché ho dovuto prendere seri provvedimenti.

Indove la stivavo tutta 'sta meraviglia, secondo voi? E potevo rischiare di riceverne ancora? Molto a malincuore ho dovuto interrompere le donazioni trovando il primo pretesto che mi è venuto in mente.

Image Hosted by ImageShack.us

Photobucket - Video and Image Hosting

Questi sono gli oggetti raccolti nei commenti di dieci post,  e siccome di post ne ho fatti 130 circa fate un po' il conto voi di quanta roba ciò in casa.

P.S. Se a qualcuno/a venisse in mente di commentare: ben ti sta, deficiente, così impari a trasformare tutti i blog in succursali di Sanremo: perché se non sollecitavi tu l'invio di tOtta questa roba con i tuoi aneliti da compulsivo commentator fioraio... nessuno te la mandava... ecco... se qualcuno pensa ciò, può esimersi dallo scriverlo visto che l'ho già scritto io!

Adesso, con calma, non è vero (detto con tono e voce di Sandro Pertini), mi indicherete gli articoli che intendete acquistare. Oneri e onori di chi partecipa.

3 euri l'uno, 7 euri se ne prendete 4.

500 euri tutto lo stock: vale di più perché è una serie di 10 post completa.

Nel caso ci fossero delle liti su un particolare oggetto, si procederà a un'asta per l'assegnazione dello stesso.

Potete anche comprarli per conto terzi: per esempio che cosa regalereste a Paolo Tacchinator Ferrucci? Quale oggettino vi sembra meglio per Gaja viperina?

Non si fa credito. Astenersi perditempo. Offerta speciale: chi deciderà di sostituire il suo avatar con uno degli oggetti di cui sopra, per la durata di giorni ventidue, lo avrà in regalo.

 

 

postato da: MariaStrofa alle ore 13:07 | link |
categorie:
lunedì, 26 marzo 2007

eloquente

commento # 122 di Blogger:  al post dio c'è

meravigliose le poesie. la prima una volta mi è anche stata dedicata. sono contenta di essere passata ora che ci sono pure le immagini. che in effetti, non c'è più niente di eloquente per i maschietti.

In risposta al commento di cippi, ricevo da erostratos e volentieri pubblico:

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- Scusate, Cipì dice che sono eloquente.

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- A Mario, qua ce sta na locuente. Te ce lo sai che vor di?

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- Boh. A mme me pare n'antra cosa.

**

sì ma..la prossima volta, per favore, cerca d'aggiustare il tiro!

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postato da: MariaStrofa alle ore 19:05 | link |
categorie: erostratos
venerdì, 23 marzo 2007

amore e commenti

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.
 - Cioran dice che la prostituzione è la forma più onesta di amore che ci sia. Che cosa ne pensi?
 
- Ha ragione. Il rapporto è chiaro, mai equivoco. Paghi e ti viene fornito il servizio adeguato.
 
 - Ma il sentimento?
 
- Quale? Ogni sentimento è una forma di prostituzione: se non è monetaria è morale. Stai con qualcuno perché hai paura della solitudine o ci stai perché è bello, perché è ricco, perché genericamente soddisfa qualche tuo bisogno: chiami sentimento ciò che ti attrae verso lui. Gli dài il corpo perché appaga un tuo bisogno; se è bello compiace la tua vanità, se è ricco e potente ti è utile, se è intelligente colma il tuo complesso di inferiorità; allo stesso modo in cui il cliente paga la puttana o il puttano; cambia il pagamento ma il rapporto è uguale.
 
- Ma non esiste un rapporto disinteressato?
 
- Ci sono alcune persone che si impongono d’amare soggetti che in teoria non amerebbero mai soltanto per soddisfare il proprio ego e ritenersi moralmente superiori agli altri. Amano l’inusuale per snobismo. In tutti i casi ami sempre te stesso e le tue paranoie tramite un altro; l’altro è soltanto uno strumento. Ciò che più lusinga la tua vanità: questo è ciò che chiamano genericamente amore.
 
- E dei commenti che cosa mi dici?
 
- Che dovrebbero metterli a pagamento come la prostituzione. I commenti positivi, allora, sarebbero veramente positivi. Con i commenti negativi ti consoleresti sapendo che almeno hanno pagato per darti contro. Pagare è ciò che rende più chiaro e onesto il rapporto. Non c’è ambiguità. Nessuno resiste alla lusinga, nemmeno i soggetti che dichiarano di rifiutarla. Vai ovunque a dire bravo, stupendo, sei forte. Ti crederanno sempre. Ma se costasse cinquanta centesimi lusingare, nessuno lusingherebbe più facilmente nessuno. La gente apprezza soltanto ciò che è costretta a pagare.
 
- Ma pagare è sufficiente a stabilire un discrimine per l’onestà degli intenti?
 
- No di certo, ma che cosa vuoi che freghi a una puttana di essere ammirata o lodata? Basta che la paghi. Se poi la lodi, tanto meglio.
 
- Quindi niente commenti neanche stavolta?
 
- No: possono già leggere o non leggere gratis. Commentare gratis mi pare davvero un’esagerazione intollerabile.
.
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[Foto dal blog di DianaLove]
postato da: MariaStrofa alle ore 18:31 | link |
categorie: biscotti

Qoeleth

Dopo circa quattro mesi di esperienza mi viene da dire che nonostante tra i portatori di blog ci siano persone splendide, la natura stessa del mezzo li trasforma in orribili mostri.

Non mi vengono in mente altre forme di comunicazione o di spettacolo in cui la rappresentazione costringa a un movimento circolare e altrettanto pietoso di do ut des.

Come se uno scrittore fosse costretto per continuare a vendere libri a leggere e a comprare quelli dei suoi lettori. O che un attore dovesse andare da ognuno dei suoi spettatori per assistere alle recite di condominio. In caso contrario, la prossima volta, il teatro sarà vuoto o il libro non venderà nemmeno una copia.

La presunta democratizzazione della rete dà l'illusione a tutti di essere protagonisti, ma è un protagonismo ben triste visto che alla fine la popolarità da condominio la si misura in numero di commenti ricevuti.

La natura stessa del blog, poi, non è affatto dialogica né dialettica. Nel post si lasciano santini come a San Gennaro, o corone di fiori come all'oracolo di Delfi. Il blog non è dialettico: è votivo.

I due blog che preferisco in assoluto (e che non cito per non mettere in difficoltà nessuno) hanno una media di due, tre, quattro commenti al giorno: e il motivo di questo non si riferisce alla scarsa qualità. Si riferisce alla decisione dei portatori di blog di non sollecitare commenti tramite la logica del do ut des.

Qualche mattina, facendo esperimenti da laboratorio, ho commentato un centinaio di blog dicendo stronzate assurde; dopo due o tre ore avevo ricevuto in risposta un ottanta percento di commenti.

Il commento, poi, o il mancato commento diventa una specie di arma punitiva. Ci sono i cagarotti e le cagarotte che non commentano i blog con molti commenti perché non vogliono mescolarsi alla massa: quei tristissimi blog dove i titolari sembrano avere inventato loro la lettura dei libri così come si dice che ogni donna che se la tira ha inventato la figa in quel momento.

Blog pseudo elitari, circoli bocciofile di lettori o lettrici di libri, che celebrano i loro misteri eleusini alla stregua delle signore bene che per il loro tè rancido invitano soltanto pensionati e pensionate d'élite.

Del tutto comici poi quei portatori di blog che si vantano di avere pochi commenti; magari ne hanno uno o due ma nemmeno loro hanno la forza di cancellare il commento plastificato: bel blog, brava, bravo.

Tragici invece quegli sfigati che non se li caga nessuno e vomitano ogni giorno la loro bile a commento zero.

La logica di scambio all'interno dei blog non mi interessa più, né so se mi interessi scrivere ancora per mandare qualche messaggio in bottiglia: per divertire e intrattenere anonimi che nemmeno conosco. Sentimentalmente e sessualmente sono a posto sin da quando ho cominciato: non ho bisogno di tenere un blog per cuccare.

Il blog è uno strumento dittatoriale frazionato e moltiplicato in centinaia di migliaia di unità. Una popolazione di anonimi diventati star, editori e protagonisti che, senza nessun talento, si sentono artisticamente uguali a chiunque. La letteratura e lo spettacolo non sono mai stati democratici; ma il blog è riuscito a creare l'oscenità di passare direttamente dalla poca democrazia alla dittatura dei tutti.

I molti commenti che ho ricevuto non dipendono dalla qualità del mio blog: dipendono dal fatto che, volutamente, ho fatto centinaia di migliaia di pisciatine in giro che mi sono ritornate.

Dice Samuel Johnson: Solo uno sciocco scriverebbe se non per denaro.

Aggiungo io: solo uno sciocco scrive gratis o per ricevere un commento a condizione di avere fatto un commento a chi ti commenta.

Non scrivetemi in email perché non rispondo a nessuno.

postato da: MariaStrofa alle ore 14:51 | link |
categorie:
giovedì, 22 marzo 2007

dio c'è

 

 


In seguito alla proteste di Floripedis (#11 e successivi) che non ha gradito la figa ritratta nell'Origine del mondo di Courbet, si è pensato di metterle adeguata copertura sia per decoro sia perché come ha scritto gabryella, che ha fornito la mutanda, qui si gela. Dall'origine del mondo all'origine del mondato.


[SENZAQUALITA]

 

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segna libro

[SENZAQUALITA]

 

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DIO
.
Dio c’è.
Se c’è la fica c’è.
Solo lui poteva inventare una cosa così,
che piace a tutti a tutti
in ogni luogo,
ci pensiamo anche se non ci pensi,
appena tu la tocchi cambi faccia.
Che momento, lungo o corto non si sa.
Fa anche dei miracoli,
un muto
per chiamarla
gli è tornata la voce.
Ah se potessi spiegarmi ma
è difficile
come parlare del nascere e del morire.
.
[Cesare Zavattini]
.
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.
EPIGRAMMA
.
C'era una poetessa oltremodo stitica
ch'era sul letto in posizione critica
l'amante le stava dietro, ed esclamò:
De retro! Il culo è riservato alla critica.
.
[Ennio Flaiano]
.
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..
DORA
.
Ei fu. Siccome immobile
s'appisola il pisello
dietro la patta, immemore
del turgido martello:
osserva Dora attonita
s'appiana il dislivello.
.
[Alessandra Manzettina]
.
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.
NON MUGGHIARE
.
Non mugghiare non rompere
in questa sbavardosa godurizia
di leccalingua stracco e strutto
taglia-taglia mammasantissima
(parla assai chi dice niente)
.
[Jolanda Insana]
.
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.
CANTATA VENTIQUATTRO
.
[...]
.
E' dalla fica che è venuto fuori
il mondo, con gli alberi, le nuvole, il mare
e gli uomini uno alla volta
e di tutte le razze.
Dalla fica è venuta fuori anche la fica.
Ostia la fica!
.
[Tonino Guerra]
.
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.
VIVA LA FICA
 .
Viva la fica, il cielo sereno,
il buco del culo e l'arcobaleno.
.
[Anonimo]
.
 
.
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MISTERO
.
Pane, prosciutto, figa, lambrusco
e hai già risolto il Mistero etrusco.
..
(La passion predominante - Antologia della poesia erotica italiana di Guido Almansi e Roberto Barbolini, Longanesi - Tea - L'ultimo distico, ovviamente, è apocrifo)
.
Se siete minorenni o troppo pudichi non cliccate qui: colonna a destra.
postato da: MariaStrofa alle ore 10:21 | link |
categorie: librellule, gabryella senzaqualità
mercoledì, 21 marzo 2007

emorroidi

Inizio post:

Ho le emorroidi, c'è mica qualcuno che sa indicarmi una pomata buona?

Fine post.

Commenti:

#1 - Primoooo, sono arrivato primo!

#2 - Buona primavera, un abbraccio.

#3 - Ciao: non ho tempo di leggerti ma ti mando un saluto.

#4 - Bel post, al solito, se hai tempo passa dal mio blog e vota il mio sondaggio.

#5 - Sì, grazie, mio nonno sta meglio ora. Quando ho scritto il post stava davvero male.

#6 - Arrivo tardi per lasciarti un commento, hanno già detto tutto. Un abbraccio.

#7 - Quoto il commento numero #2

#8 - Grazie per la visita nel mio blog.

#9 - Sempre bello leggerti, mi allieta la giornata.

#10 - Miseria quanti commenti, chissà se leggerai il mio.

#11 - Ti adoro, sei un genio.

#12 - Davvero splendida l'immagine nel tuo post.

#13 - Ma sei uomo o donna?

#14 - Bel post e bellissimo blog. Complimenti.

#15 - Buona giornata, Maria.

postato da: MariaStrofa alle ore 13:22 | link |
categorie: biscotti

bisturi e pistola

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Il secondo caso dell'ispettore Gabriello è noto alle cronache come

IL SERIAL KILLER DI PISTOIA

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto bagnini. La polizia indagò vanamente finché i carabinieri del RIS di Parma non stabilirono che le vittime erano state sgozzate con un bisturi.

Non appena lo seppe, il commissario Gabriello della polizia di Cesenatico (Cesenatico Police Department) ebbe una delle sue folgoranti intuizioni etimologiche.

- La parola bisturi - disse - deriva dal latino Pistoria (Pistoia), città celebre per la fabbricazione di armi e lame. Arrestate tutti i pistoiesi che sono a Cesenatico e troveremo l'assassino.

- Ma capo - protestò il vice commissario Triburzi - dove minchia lo troviamo un pistoiese a Cesenatico? Siamo in inverno, possiamo mica girare per strada a chiedere a tutte le persone se c'è qualcuno di Pistoia.

- Consultate l'anagrafe, controllate tutti i cittadini che risiedono qui.

- E se il killer di Pistoia fosse venuto solo per uccidere per poi tornarsene a Pistoia? - osservò il vice commissario Triburzi.

- Lo vedremo: Triburzi, non mi rompa i coglioni con queste ipotesi.

Consulta, scartabella, analizza: a Cesenatico c'erano rappresentanti di tutta la popolazione mondiale (eschimesi, cingalesi) ma di pistoiese non ce n'era nemmeno uno. C'erano perfino dieci neozelandesi, e che cazzo ci facessero a Cesenatico dieci neozelandesi lo sapevano solo loro.

La notizia trapelò sui giornali, e Pistoia fu additata come la città del crimine: era dai tempi di Dante e della sua famosa invettiva contro Vanni Fucci che Pistoia non conosceva un periodo così oscuro. Tutte le città toscane proibirono l'accesso ai pistoiesi. Pistoiese divenne sinonimo di assassino.

Fu a questo punto che il serial killer si costituì. Si chiamava Giorgio Pralinotti detto il Pistola, titolare del bagno omonimo.

- Sono rovinato - disse il Pistola. - Ho ucciso i colleghi bagnini per avere più gente da me, ma da quando è scoppiato il caso di Pistoia tutti i clienti mi hanno annullato le prenotazioni. Anche se il mio bagno si chiama Pistola, nessuno vuole più averci a che fare. Quel deficiente di un pittore che mi ha dipinto l'insegna ha fatto una l così piccola che sembra una i, e tutti leggono Pistoia invece di Pistola. Sono rovinato, sono pieno di debiti. Sono costretto a farmi mantenere dallo Stato.

- Il caso è stato brillantemente risolto. - annunciò l'ispettore Gabriello in conferenza stampa - Grazie alla mia intuizione etimologica del bisturi di Pistoia, il criminale Pistola è stato assicurato alla giustizia.

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[Immagine di pipopipo21]

[Lo scudetto della polizia Cesenatico Police Department  e la gif  promozionale sono di LOSTANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:41 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
martedì, 20 marzo 2007

meglio puttana che baldracca

 

L'ispettore Gabriello di Cesenatico è passato alla storia per avere risolto i casi criminali più intricati tramite la perizia etimologica.

Questa passione gli era nata da quando, appena entrato nella polizia, aveva scoperto (cosa ormai arcinota) che il termine assassino deriva dall'arabo Hashishiyya che significa uomini dediti all'hashish; una volenta setta musulmana i cui seguaci, come attesta Marco Polo, non rifuggivano dall'uccidere convinti di meritarsi la vita eterna nel paradiso di Allah.

Il primo caso risolto brillantemente dall'ispettore Gabriello fu quello noto alle cronache come

IL CASO DEL SERIAL KILLER DELLE BALDRACCHE NEL LETTO A BALDACCHINO

Otto baldracche furono uccise nel giro di un mese; e tali baldracche concedevano i loro favori in letti a baldacchino. Non furono uccise baldracche in macchina, per strada, e nemmeno baldracche che fornicavano in letti normali.

La polizia indagò vanamente senza capire quale fosse il mistero delle baldracche nel baldacchino finché l'ispettore Gabriello, con una geniale intuizione, risolse il caso.

- L'assassino è un iracheno - disse l'ispettore Gabriello. La parola baldacchino deriva da Baldacco che era il nome con cui Marco Polo chiamava Bagdad; inoltre anche la parola baldracca deriva da Baldacco (Bagdad) perché questa era ritenuta una città dissoluta.

Tutti gli iracheni di Cesenatico furono fermati, rinchiusi nella palestra di pallavolo comunale, e interrogati. Nessuno confessò.

Dopo una settimana, si costituì alla polizia il vero serial killer Pietro Ansaloni, romagnolo purosangue, un commesso dell'IKEA che di iracheno non aveva nemmeno il timbro di turista sul passaporto.

- Avevo paura di perdere il lavoro - disse il commesso dell'Ikea - e così ho cercato di dissuadere quante più persone dall'adoperare i letti a baldacchino.

- Ma perché uccidere delle baldracche? - chiese il vicecommissario Triburzi che conduceva l'interrogatorio.

- A me, senza pagare, non me l'ha mai data nessuna; perciò andavo spesso a baldracche ma quando capitavo in casa di una baldracca che fornicava in un letto a baldacchino, la mia ira di commesso dell'Ikea diventava incontenibile.

- E perché costituirsi? - gli chiese il vicecommissario Triburzi - Nessuno aveva sospetti su di lei. Anche il commissario Gabriello ha pestato una bella merda credendo fosse stato un cittadino dell'Iraq.

- Mi sono costituito - rispose Ansaloni -  quando ho letto che del crimine erano sospettati gli iracheni. Non ho avuto coraggio di procurare altro motivo di dolore a questo popolo così tormentato - disse il commesso dell'IKEA Pietro Ansaloni che uccideva le baldracche nei baldacchini, sì, ma era politically correct e di animo socialmente sensibile.

- L'etimologia è stata la chiave vincente  - disse l'ispettore Gabriello in conferenza stampa - Se non avessimo arrestato tutti gli iracheni grazie alla mia intuizione etimologica, l'assassino non si sarebbe mai costituito. 

Pietro Ansaloni era un tipo davvero sfigato al contrario dell'ispettore Gabriello; se nei giornali si fosse parlato di puttane, troie, battone o mignotte, invece di baldracche, l'ispettore Gabriello non sarebbe mai arrivato ad associare le parole baldracca e baldacchino e a risolvere il caso.

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[Prossimo caso dell'ispettore Gabriello: il serial killer di Pistoia]

[In rete c'è un altro investigagore più famoso di Gabriello: l'ispettore Maupertuis di zop. Due grandi indagini qui e qui]

 


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categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
lunedì, 19 marzo 2007

una bottiglia rivoluzionaria

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Yeahh... In questa house di Maria Strofa succede fatti very strange yeahh: c'è libri che parla di notte, yeaah,.. How is it possible che libri parla? Don't know: but siamo in Italia, qui tutte stronzate are possible.

Good morning Americaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Wow, Wow!

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[Quella testa di cazzo di uno yankee è già ubriaco alla mattina presto] 

- Vov, scornacchiato di un americano, ti ho detto che mi chiamo Vov! Tua nonna si chiamerà Wow, scornacchiato, io mi chiamo Vov.

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What's scornacchiato?... Bello qui in Italia, wow, sole, spaghetti, bele girls, pizza, mandolino. Happy di essere qui. Tu bevanda italiana and mafiosa, wow, yeaaah. Io venuto qui da States per portare democracy, yeahhh. Me mi beveva Frank Sinatra yeahh, te ti beve Orietta Berti yeahhh. Voi italiani mafiosi non volere allargare base di Vicenza, yeaahh, ma noi bisogno di base NATO per portare democracy nel word, yeaah.

Voi paese che non conta più un cock di nothing, yeaaah, bravi solo fare vestiti yeah! Italia fai vestiti e mafia, yeaah. Noi instead porta freedom e democracy nel world, yeahhh.

Tu wow bevanda da nothing, yeah... Se tu avere gusto di petrolio noi americani bere te, wow, e lottare per te, yeahhh, ma tu no gusto di petrolio bevanda mafiosa: tu gusto di uovo, yeahhhh.

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.



 

..che poi, 'sta roba qui sanno apprezzarla, eccome!

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Tu meriti il premio Strega :)
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postato da: MariaStrofa alle ore 01:31 | link |
categorie: biscotti
sabato, 17 marzo 2007

s'olia a sa sarda

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La mia seconda passione, dopo quella dei libri, è la cucina.

Do inizio con questo post a una rubrica di cucina regionale.

Essendo io di origine sarda (mia nonna materna era sarda) propongo come prima ricetta:
 
S'OLIA A SA SARDA (l'oliva alla sarda)
.
Una ricetta che è la quintessenza dell'antichissima arte di cottura chiamata
S'ACCARRAXAU (il sepolto).
 
Si prende un'oliva e la si innesta in un uovo sodo, che va rivestito di
pancetta fatta in casa e si precipita a farcire una quaglia o un tordo.
 
L'ex volatile andrà a farcire una lepre selvatica, che a sua volta sarà il
ripieno di una pecora.
 
La pecora andrà a farcire una mucca, ma potrebbe il
processo fermarsi all'ovino.

Fase due: scavare una grande buca nel terreno
argilloso e rivestirla con mirto e ramoscelli di ginepro (con le bacche),
alloro e rosmarino; a questo punto, deporre delicatamente il futuro pranzo e
ricoprirlo con le medesime essenze.

Fatto questo, ricoprire la buca con terra,
spianare e accendere un grande fuoco sopra.

Dopo almeno due ore, scoperchiare la buca e servire
la profumatissima leccornìa.
 
Ecco ottenuto l'effetto pentola a pressione ante litteram.

Il piatto proposto è assolutamente prelibato e sanissimo.
Dicono.

Dacché io non l'ho mai potuto assaggiare:
una volta ricoperta la buca, andavo a cercare la legna e
al mio ritorno, sotto pesanti tronchi e fascine...
non mi ricordavo mai dove cazzo avevo sepolto l'animale trattato.

[Lucio Salis]
.
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.
[Immagine di Loreto van de Velde]
postato da: MariaStrofa alle ore 22:51 | link |
categorie: biscotti
venerdì, 16 marzo 2007

lei è italiano? e che lingua si parla in italia?

Avevo un problema al computer e ho chiamato questo mio amico di nome Crisostomo che è venuto subito a casa mia per cercare di sistemarmelo.

- Che error? - mi fa Crisostomo appena entrato. - Hai fatto prima uno scan disk?

- Il word processor. Non mi prende lo start il print della stampante. E poi non riesco a fare un file per editare il blog - gli ho risposto.

- Se il microchip è ok, espandi la Ram. Quanti giga di Ram? Vuoi stampare in background? Helper o layout? Digita print, metti il floppy nel drive e click sul mouse left. Oppur ti do il link della laserprint e fai il download dei drivers, vai sull'url e fai il log in. Aggiorni i drivers e poi fai il reboot del system. Certo che Windows è un system... A meno che non sia il java plug in: l'ultimo relaise è pieno di bug.

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- Chi è stato a parlare - ha fatto il mio amico Crisostomo tutto spaventato.

- Io non ho sentito niente - ho cercato di minimizzare.

- No, io ho sentito bene. Qualcuno ci ha mandato affanculo e ci ha chiamato teste di cazzo. Chi c'è nella stanza di là?

- Nessuno... ci sono i muri sottili - ho detto io - Sono quelli del piano di sopra che litigano.

Sono riuscita a convincere Crisostomo sperando che Dante non insistesse, ritenendosi soddisfatto di averci definito delle teste di cazzo. Capivo bene il suo stato d'animo. Dante aveva inventato la lingua italiana e adesso gli toccava di sentire parlare in ostrogoto tutto il giorno.

- Allora dicevo... - ha continuato Crisostomo - con Windows sei sempre down, ti conviene Linux che almeno non ha quella shit del genuine certificate advantage visto che tu hai una pirate copy, ma adesso ti smonto l'hard disk. Hai un Matrox? Prima dammi un ingresso USB che voglio provare questa recovery-tool. Firewall e antivirus tutto ok?

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- Hai sentito? - fa il mio amico - Stavolta la voce proveniva dalla stanza di là, l'ho sentita troppo bene. Ma chi c'è? Dimmelo.

- Ma no, ti ho detto, sono i vicini. Aspetta un attimo che vado a dire a quelli di sopra di fare meno casino.

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Dante, Sommo, tu Duca, tu Segnore, e tu Maestro... perdonami... e credi che mi vergogno anch'io a parlare così. Ma come si fa? C'è un'alternativa? Per mettere a posto il... coso... lì... e fare il blogo (ho detto blogo in italiano, sì, ho detto blogo) devo parlare in anglo-americano-computerese. Porta pazienza fino a quando non ho finito. Poi chiedo a DianaLove o a goodnightmoon se hanno una foto di Beatrice nuda e te la metto come segnalibro per tutta la notte. D'accordo?

**

 

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postato da: MariaStrofa alle ore 19:20 | link |
categorie: librellule
giovedì, 15 marzo 2007

il voto è vuoto?

[Rientrando a casa dopo una passeggiata]

.

Blogger: MariaStrofa

 Oh, tu... vieni fuori da lì: ma cosa stai facendo?

 .

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Si conversava piacevolmente con Madame Bovary.

.

Blogger: MariaStrofa

 

.

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.Io non c'entro niente.

.

Blogger: MariaStrofa

Ah no, è questi di chi sono?

 .

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I figli so' piezz 'e carta! Sono di chi li legge, non di chi li fa.

.

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Ma perché te la prendi con noi? Secondo Rosi Bindi noi siamo nel giusto. Mettiamo al mondo figli regolari. Piuttosto... Da quanti giorni non controlli più la libreria che c'è in camera degli ospiti? Lì sì che succedono cose turche, mica qui.

.

Blogger: MariaStrofa

Dici? Vado a vedere subito...

 

[...]

 

Blogger: MariaStrofa

 

.

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Sarebbe meglio che questi libri vivessero in Africa piuttosto che vivere accanto a Wilde e Proust.

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Papà Marcel, Papà Oscar!

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Che cosa c'è, tesoro?

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E' vero che la Rosi Bindi vuole mandarmi in Africa piuttosto che lasciarmi in adozione da voi?

Vota l'Ulibro per una libreria migliore.

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Per proteggere i tuoi libri vota la casa delle librerie.

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********************************************************************

Dopo il libri che trombano le trombe che librano.

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**

se la signora bovary è in fregola ma a rischio di gravidanza, io avrei qualche bel tomo ancora incellophanato. sesso sicuro. :P

Blogger: Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente erostratos

 

Blogger: MariaStrofa La tua soluzione, erostratos, è certo migliore ma io non ho alcun volume incellophanato. Stanotte, intanto, mi regolo così:

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Ossignore... Ma... Oscar! Marcel! Smettete subito! Non è ancora notte, vi vedono tutti.
Don Giovanni... e per conversare hai bisogno di entrarle dentro? La Bovary ha già avuto cinque figli da Kierkegaard, vorrai mica metterla incinta ancora, vero?
postato da: MariaStrofa alle ore 18:04 | link |
categorie: librellule

l'infinito margine bianco

 

 

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Prima di concludere, un piccolo passo indietro. Il luogo dove mi trovavo si chiamava l'Infinito Margine Bianco ed era il luogo di raccolta di tutti i libronauti: quei lettori che, entrati fisicamente nella dimensione libro, ne erano poi stati espulsi per avere compiuto azioni sovversive contro l'ordine costituito del testo.

Io ero entrata nei Promessi Sposi e, per voler proteggere Lucia, avevo cercato di calmare i bollori di Don Rodrigo offrendomi in sacrificio. Ma quando Don Rodrigo tentò di farmi la festa, fui espulsa dal libro e mi trovai nell'Infinito Margine Bianco.

Manzoni non aveva previsto che Don Rodrigo scopasse con me, e il testo non accettava variazioni di sorta.

L'Infinito Margine Bianco è uno spazio che circonda il pianeta Libro; pianeta che gira su sé stesso e intorno al sole come la Terra. Mentre gira, tutte le pagine del pianeta sono aperte. Al confine dei margini di ogni pagina, e cioè a margine dei margini, ha inizio l'Infinito Margine Bianco, uno spazio territorio che che si diparte da ogni pagina estendendosi all'infinito. Da lì non si torna più indietro. Si può soltanto recarsi in un luogo scrincellato a piacere.

Secondo alcuni libronauti, con cui ebbi modo di parlare, esisteva una formula magica in grado di riportare tutto alla normalità. Chi avesse trovato questa formula, sarebbe tornato a casa annullando l'incantesimo senza bisogno di scrincellare eternità nuove. Chi diceva fosse vero, chi la considerava soltanto una leggenda.

Il testo che mi fu dato da scrincellare era una poesia ermetica di tale Rino Guidazzi intitolata:

Non chiedere al semaforo rosso di diventare verde prima che sia concluso il ciclo della sua ipostatizzazione luminosa, poiché anche i semafori hanno un concetto sincronico della trascendenza e sono il diaframma gestaltico della rappresentazione del sé lacaniano.

Purtroppo, il titolo non era scrincellabile per statuto.

Ecco il testo della poesia:

Occasioni

oh

chimere

leggerezza

Ormai ero rassegnata a dover trascorrere tutta l'eternità nell'Infinito Margine Bianco quando, presa dalla disperazione, scrincellai tre parole che erano un atto d'accusa alla mia vita di lettrice. Un epitaffio sulla mia tomba intellettuale. La fine, sì, ma coronata da uno sberleffo.

Scrincellate le tre parole, la cabina cominciò a girare su sé stessa finché io non mi sentii risucchiare da un vortice e, dopo un lungo volo, mi ritrovai a casa mia, nel punto esatto dal quale ero partita.

Quella che avevo scrincellato era davvero la formula magica: la sola formula capace di spezzare l'incantesimo con cui il libro ci attira e ci perde, la formula in cui è racchiuso il senso di tutta la letteratura.

Tre parole: la prima di 5 lettere, la seconda di 3 lettere, la terza di 5 lettere. Chi non riesce a scrincellarle può trovare la formula, qui.

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[Immagine di gabryella SENZAQUALITA]

postato da: MariaStrofa alle ore 11:09 | link |
categorie: cervantite, gabryella senzaqualità
mercoledì, 14 marzo 2007

l'eternità come idea del mondo e scrincellazione

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Schopy, Schopy...

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Dimmi, Platy.

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Mentre la Strofa è impegnata a scrincellare l'eternità, ti va di fare un dialogo?

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Ma certo, sai bene che io parlo soltanto con te e Kant.

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Ho come l'idea che le abbiano riservato l'inferno. Quale eternità rigida e immutabile non verrebbe a noia prima o poi? Metti che la Strofa riceva un testo sufficientemente ampio e riesca a scrincellare ciò che vuole... ma...

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Non riuscirà nemmeno a fare questo. Nei limiti di tempo di due ore scolastiche che le sono stati assegnati è impossibile. Avrà sempre il timore di avere dimenticato qualcuno o qualcosa. Un amico di cui non si ricordava al momento, prima di mettere la parola fine... il cagnolino morto. E gli oggetti? La natura umana è fatta in modo tale che anche costruendo un Paradiso, rimpiangerai di non averci collocato il portamatite che avevi sulla scrivania.

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Sì, ci sono problemi strutturali legati al testo assegnato e alla possibilità di scrincellarne un'eternità ideale. Mi pare che sia Mark Twain in Viaggio in Paradiso a dire che vivere un'eternità sentendo gli angeli suonare musica celestiale è peggio dell'Inferno.

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Ogni cosa eterna è un inferno. In primo luogo non avrà mai tutto, veramente tutto, ciò che vuole; ma anche riuscendo a scrincellare la sua idea di Paradiso, mettendoci il più possibile di cose... Come sopravviverà per esempio al rimorso di non avere resuscitato Giordano Bruno? O tutte le vittime della storia morte ingiustamente? Sarebbe questa la sua idea di eternità felice? Godere gli agi di una vita eterna, ad esempio, tra sesso droga e rock 'n roll, e non fare nulla per risarcire gli umiliati e offesi?

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E me e te... ci richiamerà in vita? Avrà parole sufficienti per scrincellare tutti i libri che ha ora? Sopporterà di essersi dimenticata di un libro, anche di uno solo, che non potrà mai più vedere per l'eternità?

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Povera stella, non so che cosa accadrà ma tutto ciò che le è capitato assomiglia a un incubo dal quale non so come farà a uscire. O se ne uscirà, dovrà vivere un'eternità da lei scrincellata senza più nemmeno potersela prendere con la Volontà o con ciò che altri chiamano Dio.

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L'idea di felicità che c'è nel mondo terreno non può essere trasportata in un'eternità che non la rende ipso facto possibile: visto che la felicità umana è connaturata alla precarietà dell'esistenza. In un'eternità ideale non esisterebbe nemmeno la felicità. Che cosa scrincellerà mai?

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Vorrei saperlo anch'io. E gli altri, al posto suo, che eternità scrincellerebbero?... Mi pare che abbia ricevuto il libro ora... vediamo...

(continua)

postato da: MariaStrofa alle ore 12:17 | link |
categorie: librellule, cervantite
martedì, 13 marzo 2007

scrincellare l'eternità

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.
“Bene” disse l'angiolessa “e così anche lei ha concluso il terreno transito, vero?”
 
“A quanto pare sì” confermai. "Ma come le sta bene quel vestitino" aggiunsi per cercare di ingraziarmi l'angiolessa. "Prada?"
.
"Dior" ribattè lei, stizzita. "Prada veste solo il diavolo".
.
“Ah già... " feci arrossendo di vergogna. "Ma... adesso... qual è il mio destino? Andrò all’Inferno, in Purgatorio o in Paradiso?”
 .
“Prego?.. Ma lasci perdere le stronzate che ha sentito giù. Questi luoghi non sono mai esistiti. Sarà a lei decidere dove andare per l'eternità. Prima deve affrontare La Grande Prova."
.
"La Grande Prova?"
.
"Sì. Dovrà chiudersi in una cabina, e..."
.
"E votare...? No, cazzo, no, eh?... io morii dall'Italia, come lei sa. Mi toccherà mica di votare ancora qui, eh? Ho votato per una vita, adesso basta!"
.
"Ascolti invece di interrompere! La Grande Prova non è un voto. In cabina le verrà assegnato un libro e lei dovrà scrincellarlo.”
 .
“Che cosa dovrò fare, io?”
 .
Scrincellare: voce congiunta dei verbi scrivere e cancellare. Lei cancellerà le parole dal testo scrivendone uno nuovo. Le faccio un esempio... Supponga che il testo cominci con Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la dritta via era smarrita. E supponiamo che lei voglia tornare a vivere per l’eternità nella sua villa.
 
Dopo avere opportunamente scrincellato le parole o le lettere che non le servono, otterrà questa sequenza: Nel mezzo del camin di nostra villa… Messa la parola fine al testo, lei piomberà giù direttamente per la canna fumaria del suo camino. Naturalmente quante più cose ci metterà, tanto più la sua eternità sarà ricca di presenze e di cose.”
 
“Spero che non mi capiti una poesia di Ungaretti perché sarebbero cazzi amari. Che cosa ne scrincellerei?”
 
“La fortuna, anche qui gioca un ruolo importante. Più parole avrà a disposizione e più cose potrà ottenere per ricreare il suo ambiente dove vivere per l’eternità. Vuole un harem, vuole miliardi di dollari? Vuole vivere in un paradiso tropicale? Lei scrincelli il testo, e, messa la parola fine, l’otterrà… Scrincellare significa dar voce ai propri desiderii... per sempre...”
 
Entrai in cabina... Cominciai a pregare il mago Otelma che mi arrivassero i Miserabili, Guerra e pace, Alla ricerca del Tempo Perduto: avrei avuto la possibilità di scrincellare e scrincellare a piacimento…
 
Dopo un tempo che mi parve interminabile, la tenda si mosse…
 
“Ecco il suo libro…” disse l’angiolessa.
 
(continua)
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[Immagine di SENZAQUALITA]
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[La foto dell'angiolessa è stata inviata da DianaLove al blog di lefty333boy]
 
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[Il libro più letto nell'Aldilà - Immagine di erostratos]
 
postato da: MariaStrofa alle ore 15:42 | link |
categorie: pesci rossi, cervantite, erostratos, gabryella senzaqualità
lunedì, 12 marzo 2007

vieni avanti, cretino

La notte scendette e io chiedei a mia madre di stare sveglio fino alle prime luci dell'alba. Fin'ora non gliel'avevo mai chiesto. La radio diceva che in Austria soffiava un austro che faceva cadere una profluvie di fiocchi di neve taglienti come lame. Volevo finire di leggere un libro di Pasolini che, com'è noto, era mosso da desideri carnali per uomini del suo stesso sesso. Leggevo e mangiavo ciliege,  e accelleravo la lettura, attratto dalla suspence del racconto. Ripensavo all'estate, quando tutte le mattine mi alzavo alle sette per vedere sorgere l'aurora. Poi il tempo cambiò e vidi un lampo che durò trenta secondi. Avevo cominciato a leggere alle ventitre.

Che questo sia un raccontino demenziale è evidente; ma tranne che assemblare le frasi, e senza inventare una sola parola, tutti gli errori, che farebbero prendere 3 alla verifica di italiano di qualsiasi studente, sono errori d'autore.

Essi autori, direbbero Cochi e Renato, sono (nell'ordine):

Pietro Citati, Vincenzo Consolo, Umberto Eco, Andrea De Carlo, Umberto Eco, Italo Calvino, Umberto Eco, Giorgio Bocca, Guido Ceronetti, Corrado Augias, Alberto Moravia, Antonio Tabucchi, Luigi Malerba.

Il libro che denuncia gli erori (scrivo erori con una sola erre, parafrasando Totò, altrimenti che erori sono, è un libro ormai introvabile - un bel vaffanculo all'editoria italiana:

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scritto dal più grande glottologo del secolo scorso. Se dovessero chiedermi a brutto grugno quale sia il libro più rivoluzionario che io ho mai letto, se L'EmilioLa capanna dello zio Tom, Il Capitale, i diari di Che Guevara, Piccole donne crescono, e similaria, tralasciando tutti questi, io direi che è senz'altro Matita rossa e blu di Luciano Satta.

Rivoluzionario nel senso più compiuto della parola: perché leggendo questo libro ormai introvabile (un bel vaffanculo all'editoria italiana) chiunque prende consapevolezza che se tutti gli esseri umani non sono uguali di fronte alla legge lo sono, di sicuro e senza eccezione alcuna, di fronte all'ignoranza.

Siamo tutti ignoranti uquali: e tale dimostrazione, eternata nero su bianco con matita rossa e blu, è una vera rivoluzione antropologica. L'ignoranza umana, a qualsiasi livello di istruzione, è la forma di democrazia più estesa del pianeta.

Vieni avanti, cretino!

P.S. Nemmeno gli stranieri sono messi meglio: Hemingway faceva tanti errori di ortografia che l'editor passava giornate intere a correggerli; Flaubert in Salammbô dispensa inesattezze storiche a piene mani... ma di questo, magari, un'altra volta.

P.P.S. io in un libro, invece di ex aequo (a pari merito), ho scritto ex equo (da cavallo)!

P.P.P.S.

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Nemmeno questo si trova più: 170 pagine sull'uso del congiuntivo.

P.P.P.P.S.

Di Luciano Satta non si trova più nulla:

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Tralascio altri titoli; però...

si trova ancora il suo DIZIONARIO:

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Questo è il miglior dizionario di lingua italiana: nessun altro gli sta alla pari; niente a che vedere con quelle ciofeche del Devoto-Oli (attuale), Zingarelli, Sabatini e Coletti, Garzanti, o dizionarietti buoni ma minori quali il De Mauro.

postato da: MariaStrofa alle ore 12:52 | link |
categorie: librellule
sabato, 10 marzo 2007

il perdono e il pellegrino

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36f6f9ca209c61e97300ad1b3b424e6aBe': ma dove andate, si può sapere?

.

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Ce ne andiamo, ci siamo rotti i coglioni di te che ci tieni qui senza più considerarci! Ci scatti solo delle foto come se fossimo delle top model e non ci leggi più.

Passi tutto il giorno a leggere i blog e a mandare rose alle signore: se ne sono accorti tutti, che cosa credi? Che cazzo sei tu? Intellettuale o fiorista? Ce ne andiamo in cerca di chi è disposto ad amarci sul serio.

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Perdono... sì quel che è fatto è fatto io però chiedo
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una
Rosa... su questa amicizia nuova pace si
Posa... perché so come sono infatti chiedo...
Perdono... sì quel che è fatto è fatto io però chiedo
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una
Rosa... su questa amicizia nuova pace si
Posa... PERDONO

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Ma vai a cagare tu e Tiziano Ferro! E' questo il modo di chiedere perdono? Inoltre, le rose regalale alle portatrici di blog: a noi ci hai rotto. Non ti rendi conto che tutti i veri intellettuali ti hanno girato le spalle?

Una volta eri il loro cocco, adesso ti guardano con compassione. Dicono che hai tradito la causa perché ti sei mescolata alla massa. Hai osato frequentare persone che non leggono. Che non parlano di libri dalla mattina alla sera!

.

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Leggere libri ed essere intelligenti e gradevoli sono due cose diverse. Io leggo libri ma non valuto le persone in base a quello che leggono. Il mondo è pieno di imbecilli che leggono e di persone intelligenti che non leggono un cazzo.

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Tu allora sei medio proporzionale tra le due categorie: sei un'imbecille che legge; anzi: che leggeva... Da quanto tempo non leggi più un libro?

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 Da venti minuti, ormai...  Ho finito Mammifero italiano. Due giorni fa ho letto Dall'Ellade a Bizanzio. Va be', è vero che non leggo più dieci libri alla settimana ma tre li leggo ancora, su. Non potete farmi questo.

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Noi ce ne andiamo: mettici quei cazzo di blog sugli scaffali della libreria.

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Restate, vi prego: lasciate che vi abbracci!

.

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- No, tra noi è finita.

Blogger: MariaStrofa

 

 

- Ah sì? Così la pensate? Fermatevi o per voi sarà la fine. Ray, Ray!

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- Dica, padrona!

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- C'è da far fumare un po' di libri.

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- Provvedo subito.

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.- No, no, quand'è così... alziamo bandiera bianca: pace, pace!

Ritorniamo obbedienti all'ovile. Ma tu facci una carezza ogni tanto, toglici la polvere di dosso, sgranchisci un po' le nostre pagine anchilosate. Sfoglia una nostra pagina in più e fai un commento di meno.

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[Che ingenui... Ci cascano sempre! Piuttosto che torcere una pagina a un libro, Maria Strofa si dà fuoco lei. Una volta ha lasciato un moroso soltanto perché costui ha preso in mano un libro di cucina, lo ha lasciato inavvertitamente cadere ed è venuta un'orecchia alla copertina.]

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Pellegrino... Artusi!... Pellegrinoooooooo!

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- Dica, Signora.

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Ascolta, non farti vedere o sentire da nessuno... Devo confezionare un post e vorrei che tu me ne cucinassi uno buono.

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Ma Signora... non c'è rimasto più niente in dispensa. Lei fa un post al giorno, non abbiamo più ingredienti... Ma come si fa? Con che cosa le cucino un post, ora?

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Prendi questi e vedi che cosa riesci a fare:

.

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Va bene, Signora: vedrò quello che posso fare... Lievito e zafferano... verrà una schifezza ma ci provo...

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 Fai quello che vuoi, ma in silenzio e discretamente. Se i libri vedono che qui si sta cucinando un altro post mi si rivoltano contro.

 

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[L'immagine dell'abbracio librario è di L0stangel; il lievito e lo zafferano sono di oyrad]

postato da: MariaStrofa alle ore 22:40 | link |
categorie: librellule
venerdì, 09 marzo 2007

il cantico dei cantici e il cantautore

PRIMA DEL MATRIMONIO (canta il Cantico dei Cantici - La Bibbia)

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Come sei bella, amica mia, come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre,
che scendono dalle pendici del Gàlaad.

I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
che risalgono dal bagno;
tutte procedono appaiate,
e nessuna è senza compagna.

Come un nastro di porpora le tue labbra
e la tua bocca è soffusa di grazia;
come spicchio di melagrana la tua gota
attraverso il tuo velo.

Come la torre di Davide il tuo collo,
costruita a guisa di fortezza.
Mille scudi vi sono appesi,
tutte armature di prodi.

[...]

DOPO IL MATRIMONIO (canta il cantautore Charles Aznavour)

- Ti lasci andare

E tu sei buffa più che mai
Con questa tua severità
Vuoi che stia zitto e invece no
E' l'alcool che mi fa parlar
Mi da il coraggio che non ho
Di confessar la verità
Che sono stufo sia di te
che della tua malignità
e del tuo corpo che non sa
tentarmi nell'intimità
Ne ho gia' abbastanza ti dirò
Di quel carattere che hai
Esasperato finirò
Perché tu esageri lo sai
Si si che lo sai e come no
A volte ti strangolerei
Dio cinque anni e adesso tu
Ti lasci andare sempre più
Ah che spettacolo che sei
Con quelle calze sempre giù
Mezza truccata e mezza no
Coi bigodini ancora su
Io mi domando come può
un uomo avere amato te
io l'ho potuto ed oltre a ciò
la vita ho dedicato a te
sembri tua madre che non ha
nessuna femminilità

[...]

Per una completa visione dei testi a confronto, qui.

[Prima foto tratta dal blog di DianaLove, seconda immagine tratta dal blog di oyrad]

Nuovo film in programma sul cineblog, qui, Lo sguardo obliquo verso il sole di Ingmar Bergman.

postato da: MariaStrofa alle ore 23:24 | link |
categorie: biscotti
giovedì, 08 marzo 2007

gli alieni hanno cazzi umani

 

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Non immaginavo che l’invasione aliena sarebbe avvenuta in questo modo. C’è un corpo estraneo in casa mia. Quando ho aperto gli occhi, stamattina, l’ho visto che era già lì, sdraiato alla mia sinistra. Credevo di morire.
.
Se non fossi terrorizzata, direi che sono delusa. Mi sarei aspettata che gli alieni arrivassero con certe astronavi di lusso, atterrando nel cortile della Casa Bianca o sulla Piazza Rossa; e poi che scendessero orribili e lucicanti brandendo armi sofisticate.
 
Mai e poi mai avrei pensato che per invadere la Terra, piombassero nudi nei letti; anche se a ben pensarci questa è una tattica molto efficace perché si avvale dell’effetto sopresa.
 
L’alieno se ne sta ben coperto, con il lenzuolo tirato fin sulle spalle. Tutto ciò che riesco a distinguere del suo corpo, riverso sul fianco, con la schiena girata verso di me, sono la nuca, il collo e l’orecchio sinistro. Ha i capelli tagliati cortissimi.
 
Poco fa ho tentato di afferrare il portacenere di cristallo sul comodino. Volevo dargli una botta in testa per essere libera di scendere dal letto e cercare di mettermi in contatto con altri umani per organizzare la Resistenza Terrestre. Ho allungato il braccio con molta cautela ma il portacenere è tropo lontano.
 
Ho paura, paura che muovendomi e facendomi vedere aggressiva si svegli e mi fulmini con uno sguardo laser.
 
Ma dorme, poi? Chi non mi dice che in questo momento sia sveglio… Magari mi tiene sotto controllo con fibre ottiche invisibili piazzate chissà dove, e nel frattempo mi sta succhiando l’energia vitale. Sono più di due ore che mi sta facendo una trasfusione, ecco perché mi sento così incapace di reagire… Sono prigioniera di un campo magnetico… Mi illudo di poter fare qualcosa ma non riesco a fare nulla.
 
Ora si muove... che cos'è?... sento qualcosa di metallico sotto il ginocchio. Come se gli si fosse staccato un pezzo di gamba... Devo togliermi quest'oggetto di dosso prima che sia troppo tardi… non vorrei mi si incuneasse dentro trasformando anche me in un'aliena. L'ho afferrato... E’ di forma ditoidale, direi, sebbene sia rigido, liscio, e uniformememente bombato.
 
Ha tutta l’aria di essere un mio accendino BIC. O potrebbe essere suo (i BIC non si sa mai di chi cazzo siano) e se lo accendessi, chissà, mi scoppierebbe la casa. Ma devo fare qualcosa… Gli sfilerò il lenzuolo e accenderò il BIC per vederlo. Accada ciò che deve accadere... Ho acceso. Lui si è girato verso di me... Per fortuna continua a dormire.
Alieno, sì, ma con cazzo umano. Sulla coscia sinistra c’è un neo a forma di…
 
Cielo, mio marito! Solo lui ha un neo a forma di ombrello aperto.
.
II
 
Prima di stamattina mi era già accaduto altre volte di svegliarmi e chiedermi chi fosse quella persona che mi dormiva accanto, eppure non l’avevo mai scambiata tanto a lungo per un corpo estraneo.
.
Spesso sogno di essere ancora la ragazza libera di un tempo, e quando mi sveglio rimango imprigionata per molti minuti nella suggestione. Certe mattine ho ancora paura di non essere preparata per il compito in classe di greco. Poi, con il passare dei minuti, tutto contribuisce a ricordarmi che non ho più diciott'anni, che non vivo più con mamma e papà e che sono sposata.
 
Non solo la mattina, comunque, ma anche di giorno, quando me lo vedo girare per casa, ho l’impressione di avere accanto un corpo estraneo. Chi cazzo è, costui, mi chiedo: che cosa ci fa nella mia vita?
.
E io? Chi ero io quando pensavo di avere qualcosa in comune con l'alieno che mi dorme nel letto? Eppure, un giorno, ho firmato da qualche parte e ho acquisito il diritto a mettermelo in casa per il resto della mia vita. Un tempo scopavamo (vai a capire) ma soltanto a pensarci ora la cosa mi fa senso.
.
Non fosse che a pranzo o a cena, quando mi dice passasmi il sale con un tono da maiale incazzato, io per lui sono invisibile. Nuda o vestita mi vede soltanto quando cammino davanti alla televisione: e non sempre. Se sta guardando una partita, allora mi dice: Spostati, cazzo. Segno che il calcio è così potente da rendere visibili per un attimo anche i fantasmi.
 
A volte, quando l'assurdità di questo matrimonio mi appare in tutta la sua desolante evidenza, mi consolo pensando che nemmeno per mio marito deve essere facile. Davvero non so dire chi stia peggio tra noi due: se io a vivere con un alieno o lui con una donna invisibile.
.
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.
[La prima immagine è tratta dal blog di DianaLove, la seconda è di pipopipo21]
postato da: MariaStrofa alle ore 22:30 | link |
categorie: pesci rossi, pipopipo21
mercoledì, 07 marzo 2007

la precarietà del cosmo: puttana mimosa!

In attesa dell'otto marzo, che è la festa della donna (e perciò anche mia), una vignetta dedicata alle donne:

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La vignetta di Altan si chiama vignetta perché nel XVI secolo, come si vede nell'immagine sotto, gli illustratori avevano l'abitudine di illustrare i libri con motivi floreali e in special modo con vigne.

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La nostra casalingaprecaria si chiama precaria perché precario deriva dal latino precarius che discende da prex, precis (preghiera) e significa perciò ottenuto con la preghiera. La nostra casalinga, per essere precaria, dunque, ha dovuto financo pregare.

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Immagine del cosmo: l'ordine delle cose create.

Da cosmo deriva la parola cosmetica, mettere in ordine il viso.

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 Grandine grossa, acqua tinta e neve
      per l'aere tenebroso si riversa;
  pute la terra che questo riceve.

scrive Dante Alighieri nel VI canto dell'Inferno.

La parola pute, qui, significa imputridisce. La puttana (che deriva da pute e significa putrida) anche se fa uso di cosmetica e si mette in ordine, è ugualmente putrida come l'origine del nome suggerirebbe? La puttana fornica.

Ma questa storia del non fornicare? Si può sapere che cazzo significa 'sto non fornicare, a parte la vecchia battuta scolastica di non uccidere le formiche?

Il fornice è un'apertura sormontata da un arco: qui, nell'arco di Costantino, ce ne sono tre. In epoca romana i bordelli erano collocati sotto i fornici: non fornicare.

E la mimosa... che domani se ne sentirà parlare per tutto il giorno? Che cosa significa mimosa?

Significa qualcosa che mima, proprio come

un mimo.

La mimosa sembra scherzare con la mano di chi la tocca: mima un gesto; per questo è stata chiamata così. Non chiedete a me perché l'etimologia dica questo, so mica io: voi avete mai visto le mimose che vi scherzano insieme?

Chissà che cosa ne pensa madeinfranca, in proposito, e il suo blog on n'est pas [seulement] de mimosas che in questi giorni festeggia un anniversario.

.

E per concludere degnamente, riaggacciandomi al post precedente, ecco

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..e così paolo, dopo aver tracannato svariati bicchieroni di pozione metallica, si ritrovò dentro un libro - purtroppo, per l'emozione, dimenticò di pettinarsi la verzura.
.
[Immagine e didascalia di gabryella SENZAQUALITA]
.
Inviterei tutti a prendere visione di questa immagine, che dire stupenda è poco, qui.
postato da: MariaStrofa alle ore 21:06 | link |
categorie: erostratos, etimi e timi, gabryella senzaqualità
martedì, 06 marzo 2007

il tentato stupro di Paolo Ferrucci

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Blogger:  "Tu sei sicura che con questa pozione io riuscirò a entrare nei libri per carpirne i segreti?" chiese Ferrucci alla maga Sabrina Metallicafisica.

Blogger: metallicafisica "Sì, Paolo, bevine tre cucchiaini al giorno, dopo i pasti, e sarai in grado di entrare nei libri. Potrai carpirne i segreti più reconditi e diventare il più grande scrittore di tutti i tempi."

Finalmente accadde ciò che il manager scrittore di mistery agognava da tempo...

Una domenica pomeriggio, Ferrucci stava leggendo Mistero etrusco a Manhattan di George Falletty quando avvertì un improvviso senso di vertigine.

Ferrucci distolse lo sguardo dal libro, sollevò il capo, e vide Jane Batton che giaceva languida sul letto. Un'imponente cascata di capelli biondi le nascondeva quasi per intero il viso.

Jane, seminuda, indossava un body grigio perla. Le gambe appena divaricate erano tormentate da un tremito impercettibile: un presagio tenue della furibonda galoppata d'amore che avrebbe fatto di lì a poche ore con il suo ganzo James Falloppio.

"Chi sei tu?" chiese Jane Batton vedendo Ferrucci materializzarsi nella sua camera da letto.

"Stavo leggendo di te e del tuo libro, quando ci sono finito dentro" disse Ferrucci.

"Esci subito di qui o chiamo la polizia" strillò Jane Batton.

La vista di quella preda indifesa e impaurita infiammò il desiderio di Paolo Ferrucci che si slanciò sul letto pronto a violentare Jane. Le descrizioni erotiche del libro lo avevano eccitato e ora poteva scoparsi il personaggio letterario in carta e ossa.

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Jane cercò di difendersi dall'attacco: agitava le braccia e le gambe, dimenava la testa, ma continuava a rimanere distesa sul dorso, come se il tronco fosse inchiodato al letto.

Jane era vincolata alle leggi del testo letterario, e il testo la vincolava alle lenzuola del letto; l'autonomia motoria di cui lei disponeva era subordinata ai dettami dell'autore e non poteva in alcun modo spingersi sino al punto di operare cambiamenti o mutare radicalmente posizione per difendersi dall'attacco di Ferrucci.

Ferrucci le saltò addosso, ma mentre stava per penetrarla, proprio nel momento in cui il suo giasone stava per immergersi nella colchide, fu risucchiato da una forza possente, e rimase sospeso a mezz'aria come un gatto tenuto per la collottola.

Poi vide le pareti e il soffitto vorticargli attorno, più forte, sempre più forte, quasi che la stanza fosse una lavatrice e Ferrucci si trovasse nel momento di massima centrifuga.

Ferrucci uscì a razzo dalla finestra, volò in aria per circa trecento metri, cozzò contro un palo della luce, cadde svenuto e, quando si risvegliò, si trovò rotto e pesto nella poltrona dalla quale era partito.

Che cosa era accaduto?

L'autore del lbro non aveva previsto che Ferrucci copulasse con un suo personaggio, sicché il libro, nel cui corredo cromosomico erano contenute le informazioni atte a farlo funzionare, di fronte a un corpo estraneo che voleva introdursi e modificare la fisiologia dell'organismo, si era comportato come il corpo umano attaccato da un virus.

Il libro aveva prodotto un potentissimo anticorpo che aveva espulso Ferrucci senza ucciderlo, perché anche la sua morte (per fortuna) non era prevista dalla sceneggiatura del testo.

"La fantasia letteraria è molto più rigida della realtà e non tollera l'intrusione di elementi estranei" si disse Ferrucci vuotando nel lavandino il flacone di sciroppo che faceva entrare nei libri. "Ho molte più possibilità nella vita reale" concluse mestamente.

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[L'immagine 1 è di leo, la 2 dal blog di DianaLove, la 3 di pipopipo21]

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Nel blog di unovalelaltro, qui, è stata postata una mia foto in cui sono nuda (come mamma mi ha fatto). Non avrei mai voluto che la mia privacy fosse violata in questo modo, ma ormai che il danno è fatto, e la mia immagine è di pubblico dominio, la ripropongo anch'io.

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Marya desnuda

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postato da: MariaStrofa alle ore 19:54 | link |
categorie: pesci rossi, cervantite, pipopipo21

il mutuo di sisifo

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L'argomento più trattato in letteratura, contrariamente a quanto si crede, non è affatto l'amore: sia esso inteso nella sua forma materiale o spirituale.                                                                           

Ciò che ossessiona da sempre gli scrittori di ogni razza e paese, e che ha fatto versare i proverbiali fiumi d'inchiostro, è il

mutuo!

Per rendersene conto, valga il seguente elenco:


Il caro mutuo estinto    di Evelyn A. Waugh

Il medico del mutuo    di Giuseppe D'Agata

Torchiato Tasso    di Goethe

Sogno di una notte di mezze rate    di Shakespeare.

Vent'anni dopo    di A. Dumas 

Tass dei d'Ubervilles      di Thomas Hardy

Il dottor Zì_Pago     di B. Pasternak

Le rateazioni pericolose      di Choderlos de Laclos

Aspettando Godo     del banchiere di S. Beckett

Tenera è la nota [1]     di F.S. Fitzgerald   [1]nota spese

Il pagato immaginario    di Molière

Gente di Dobloni    di J. Joyce

I promessi spogli      di A. Manzoni

Verrà il mutuo e avrà i tuoi baiocchi    di C. Pavese

La malattia mortale della pietra      di Soren Kierkegaard  

Per chi sconta la cambiale   di Hemingway/J. Donne

I 49 estratti conti    di Hemingway

Festa d'immobile     di Hemingway

Il Mutuo come Volontà di Rateizzazione  di Arthur Schopenhauer

Frammenti di un discorso oneroso      di Roland Barthes

Cristo si è fermato a oboli di Carlo Levi

Fratelli! cara! m'amàzov!      di Dostoevskij (Ivan non riesce a pagare il mutuo)

Il fu Mutuo Paschi    di Pirandello  

Critica della magion dura  di I. Kant

Chi ha paura del mutuo di Virginia Woolf? di Edward Albee  

Ogni segnalazione che fosse sfuggita a questa ricerca condotta dall'università di Taxford, sarà molto gradita.

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[La foto di Misha Gordin, tratta dal blog di DianaLove, rappresenta egregiamente la condizione di chiunque abbia contratto un mutuo]

**

#1   06 Marzo 2007 - 06:32
 
Casa di Bancola - Henrik Ibsen

La Cà-Pitale - (la paghi cara e va subito a pezzi) Karl Marx

Don Càsciotte - (lotta di un mutuato contro i mulini a vento bancari) Cervantes

Cà-vere o Essere - Fromm

Psicopatologia della rata quotidiana - Freud

Domus Homini Lupus - Hobbes

Una magione all'inferno - Rimbaud

La casa in collina (ancora per poco) - Pavese

la Cas-Villana - Vincenzo monti

Le ultime rate di Jacopo Ortis (della casa a ventimiglia) - U. Foscolo


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#2   06 Marzo 2007 - 07:21
 
Il Signor Samsa mi suggerisce una sua interpretazione

scar
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#3   06 Marzo 2007 - 07:55
 
Beh, che dire, Maria Strofa, ti ho inseguito fra i vari post di paolo ferrucci e vi faccio i miei complimenti!
Bravi, tutti e due. Proponete divertissement leggeri ma non superifciali, mai futili. Creando interazioni che vanno oltre il post e la sua corte di commentatori...e questo è un bene per la Rete!
Segnalo anche a te il bel libro Blog generation, Editore Laterza.

baci

francesca
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#4   06 Marzo 2007 - 08:26
 
Il mutuo: un peso da trascinarsi dietro tutta la vita!...Ciaooooo
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#5   06 Marzo 2007 - 08:28
 
A me vengono in mente due testi fondanti del moderno umorismo all'italiana:

- Come rateizzare la moglie e perché

- Come rateizzare il marito senza tanti perché

di Antonio Amurri.
:)
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#6   06 Marzo 2007 - 08:46
 
ci sono anche dei film su questo tema!
tipo: "guido tersilli il medico del mutuo"


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#7   06 Marzo 2007 - 08:52
 
http://www.dominique-aubier.org/index.php?lang=en

http://en.wikipedia.org/wiki/Dominique_Aubier

http://www.univision.com/content/content.jhtml?cid=527999

http://www.dominique-aubier.org/france/books/Q1-2.html

Più è grande un libro più si trova no? un besito ciao :o)
La mia homepage: http://cordovero.blogspot.com utente anonimo

#8   06 Marzo 2007 - 08:57
 
Stupendo, da incorniciare questo post! E il commento di Hidra con annessa immagine, anche. Il blog di Dianalove è una miniera inesauribile, una gioia per gli occhi: grazie per avermelo fatto conoscere.
Piccola notazione di colore: ASPETTANDO GODO. :DDDD. Da piegarsi in due dalle risate...
Blogger: La mia homepage: http://www.sinestetica.net Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GajaC

#9   06 Marzo 2007 - 08:59
 
Il giorno della colletta di Sciascia
Filosofia del Dar di De Sade
Il mutuo dimezzato Di Calvino
De Sprofundis di Wilde
:-)
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#10   06 Marzo 2007 - 09:03
 
ogni pre-testo è buono :)
hai una passione così viscerale per i libri, per la letteratura in genere, da riuscire a viverla nella libertà più assoluta, che trova nell'ironia la sua forma più viva.

eh, vabbè. tutto sto casino per dirti che me gusta mucho questa tuo sentimento appassionato :)

ciao. buona giornata.
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#11   06 Marzo 2007 - 09:04
 
uah uah uah
La mia homepage: http://www.anfiosso.wordpress.com utente anonimo

#12   06 Marzo 2007 - 09:05
 
uah
La mia homepage: http://www.anfiosso.wordpress.com utente anonimo

#13   06 Marzo 2007 - 09:08
 
e poi, come dimenticarsi de "il giorno della scadenza" di L. Sciascia :-)
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#14   06 Marzo 2007 - 09:10
 
alla ricerca del tasso perduto ?
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#15   06 Marzo 2007 - 09:12
 
Gerald Durrel - Il mio mutuo e altri animali

Konrad Lorenz - E l'uomo incontrò il mutuo

Eugen Herrigel - Il mutuo e il tiro con l'arco

Elia Canetti - Auto da mutuo

Gustave Flaubert - Dizionario dei mutui comuni

Friedrich Nietzsche - Sull'utilità e il danno del mutuo sulla vita

Sigmund Freud - Al di là del principio del mutuo

Jaime de Angulo - Mutui in tuta

Jorge L. Borges - Il libro dei mutui immaginari + Finzioni
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#16   06 Marzo 2007 - 09:22
 
Mutuo di Portici. Ouverture à grand orchestre.
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#17   06 Marzo 2007 - 09:31
 
il mondo come volontà di tassazione (schopenauer)
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#18   06 Marzo 2007 - 09:32
 
Philippson :Origini e forme del mutuo greco
J.P.Vernant : Tra mutuo e politica
M. Untersteiner : la fisiologia del Mutuo
M Detienne : l'invenzione della mutuologia
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#19   06 Marzo 2007 - 09:39
 
De Monarchia -De pensione
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#20   06 Marzo 2007 - 09:41
 
A Zacinto a mutuo estinto
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#21   06 Marzo 2007 - 09:44
 
La pioggia nel pineto/ la pioggia del Rateato
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#22   06 Marzo 2007 - 09:47
 
dalla Pioggia nel pineto alla PIoggia del rateato
ps cancella sopra... immagine nn riuscita
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#23   06 Marzo 2007 - 09:51
 
Soldati Saldati i debiti... forse

per concludere con "BASTA CHE PAGHINO" di A Golinelli... più esplicito di così
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#24   06 Marzo 2007 - 09:55
 
Soldati con Saldati i debiti forse?
per concludere con la contemporaneità BASTA che paghino di Alessandro Golinelli... più esplicito di così----
:-))

cancella i commenti senza immagine
ciao
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#25   06 Marzo 2007 - 10:06
 
altri due titoli (ciao, moon!!):

- Morte a credito, di L. F. Celine

- Belli e spennati, di F. Scott Fitzgerald.
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#26   06 Marzo 2007 - 10:09
 
Per non parlare della storica band musicale italiana, cara Maria il BANCO DEL MUTUO SOCCORSO...
la tua fantasia non ha limiti, cara... fai quasi paura:)***
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#27   06 Marzo 2007 - 10:29
 
ahah...mi sembrava che 'amore fosse un tema banale per "spenderci" fiumi di inchiostro ;-.)
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#28   06 Marzo 2007 - 10:49
 
Grande!

buona giornata!
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#29   06 Marzo 2007 - 10:49
 
Ciao MariaStrofa, è sempre bello passare da te. Ma oggi son passato per lasciarti un pensiero
Tanti auguri




Con simpatia
Patty
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#30   06 Marzo 2007 - 10:52
 
così pagò zarathustra - nietzsche

ne aggiungo solo uno che già sono tanti, no?
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#31   06 Marzo 2007 - 11:17
 
Val la pena di leggere anche " Le mille e una rata" ...non credi? :)
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#32   06 Marzo 2007 - 11:25
 
Ma che ridere!
:O)
LIZBETH
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#33   06 Marzo 2007 - 11:29
 
Anche il mondo delle locuzioni latine è alquanto fecondo:


mutuatis (in) mutandis

ad usum del-fido

mutua, paga, tace, si tu vis vivere

Creditor mutuus laudat

Ave Caesar mutuati te salutant

Cedant arma ratae

Mutuo pro domo tua

Mutuo ergo sum

Mutuo sine qua non

Mutuatum Est! (quant'è vera questa!)

Mutuo dissolvi

Delirant isti Mutuati!

Mutuo gratias!

Deus dedit, Mutuus abstulit

Mutuus ex machina

E pluribus mutuum

Errare humanum est, mutuare diabolicum

Estote Mutuati!

Ex mutuo omnia

In mutuo stat cirrosis

In mutuo veritas

Ite mutuo est!

Mutuus in fabula

Mutuo nostrum

Memento mutuare semper!

Memento mutui

Mirabile debitu!

Mors tua rata mea

Natura abhorret a mutuo

Numera ratae si potes

O felix mutuo!

Obtorto mutuo

Omnia mutuantur, nihil interit

Mutua et labora

Mutua pro nobis

Mutuum cum dignitate

Mutua sunt servanda

Mutuande ac cadaver

Primum non mutuare!

Pro Rata mutuis

Qui mutuo fecit rata perit

Quo paghis?

Timeo Bancas et mutua ferentes

Vae mutuatis!

....

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#34   06 Marzo 2007 - 11:40
 
Se si citano i 49 estratti conto pare brutto non citare anche i 60 estratti conto di Buzzati (che scelse un piano di rimborso più esteso di Hemingway).

A proposito di "Verrà il mutuo e avrà i tuoi baiocchi", come non ricordare lo stupendo ultimo verso?
"Scenderemo nel gorgo dei mutui"...
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#35   06 Marzo 2007 - 11:41
 
illustrissima, vieni a roma che ti offro una birra!
ciao,
mila
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#36   06 Marzo 2007 - 11:53
 
Il conto a cui tendevi
col bancomat la mano,
Il conto verde e sano
Da' ricco di soldi e d'or

Col mutuo tuo solingo
Si svuotò tutto or ora,
E giugno non ristora
col sole il tuo pallor.

O mur de la mia casa
Percossa e ipotecata,
Tu de l'odiata rata
Estremo unico fior,

Son ne la merda fredda,
Son ne la merda negra;
Mutuo che non rallegra
Firmato per error.
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#37   06 Marzo 2007 - 12:06
 
[Scusa, brnzltdn, dato che zoppichicchia, si dovrebbe leggere: "Il conto verde e sano / Dà al ricco soldi ed or", gst?
La mia homepage: http://www.anfiosso.wordpress.com utente anonimo

#38   06 Marzo 2007 - 12:06
 
]
La mia homepage: http://www.anfiosso.wordpress.com utente anonimo

#39   06 Marzo 2007 - 12:06
 
ah,mi era mancato questo blog! :D
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#40   06 Marzo 2007 - 12:08
 
bello il post e godibilissimi i commenti !
Bravi tutti e buona giorn-rata
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#41   06 Marzo 2007 - 12:19
 
Anfiosso, andrebbe tolto quel Dà. Sarebbe così (se MS sega il precedente):


Il conto a cui tendevi
Col bancomat la mano,
Il conto verde e sano
Ricco di soldi e d'or,

Col mutuo tuo solingo
Si svuotò tutto or ora,
E giugno non ristora
Col sole il tuo pallor.

O mur de la mia casa
Percossa e ipotecata,
Tu de l'odiata rata
Estremo unico fior,

Son ne la merda fredda,
Son ne la merda negra;
Mutuo che non rallegra
Firmato per error.
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#42   06 Marzo 2007 - 12:48
 
Mutuo o son desto?
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#43   06 Marzo 2007 - 12:53
 
non recidere, forbice, quel conto,
solo per l’indicizzo che mi sballa,
non far del grande suo fido irrisolto
la mia rabbia di sempre.

un tasso cala...duro il colpo svetta.
e la casa ferita da sé crolla
sul risparmio di cicala
nella prima bolletta di novembre.

(montale, le occasioni; mottetti)
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#44   06 Marzo 2007 - 13:14
 
Senzaqualità: sublime! Ti rispondo con la voce soave del Dolce Stil Novo:


Tanto bastarda e tanto stronza pare
la banca mia col mutuo che m'aiuta
ch'ogni sua rata mi riguardo muta,
e soldi io non tengo da pagare.

Ella sen va, sicura d'inculare,
felicemente co' miei soldi astuta;
e par che sia una truffa venuta
da inferno in terra a chiunque fregare.

Mostrasi sì fetente a chi si gira,
che dà bruciante e gran dolore all'ano,
che 'ntender no lo può chi no lo prova.

e par che de la sua labbia si mova
un fetore di sterco e pur di guano,
che va dicendo a 'l conto mio: su, spira.
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#45   06 Marzo 2007 - 13:27
 
MITICA!!!!
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#46   06 Marzo 2007 - 13:29
 
brianza..

cadere come le allodole attirate
dal miraggio
o come la quaglia
cassato il fido
ai primi sbagli
perché di pagare
non aveva voglia

ma non vivere di lamento
come un pollastrino spennato

(ungaretti, agonia)
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#47   06 Marzo 2007 - 13:36
 
hai capito il mutuo...ahahah

mai fatto uno, ma io sono nullatenente... anche la bicicletta, l'ho rubata al nonno ;-))
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#48   06 Marzo 2007 - 13:50
 
Oh mutuo,
semestrale,
indicizzato,
pagato.
Uno finito:
uno ricominciato:
che ridere: a-ha, a-ha, a-ha!
C'era un grande filosofo
stalliere
che sosteneva che finchè "te ghe dei puffi
ne te mei!"
quindi viva i mutui.
Che culo!

per il resto simpatico come sempre....e bellissimissimo come sempre.!!!!!!!
che bella la foto da dianalove.......gli uomini sono poco forti e meno grossi delle arance........
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#49   06 Marzo 2007 - 14:12
 
non ti smentisci
mai
un saluto
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#50   06 Marzo 2007 - 14:13
 

La rata, andiamo. È tempo di pagare.
Leggo l'estratto conto e son dolori:
lascio la stanza e vado a vomitare,
chè mi dissangua il mutuo selvaggio
al verde come i pascoli dei monti.

Hanno bevuto quei bancari ai conti
correnti, che gli vada in malattia!
Nel portafogli nulla a dar conforto,
e culo in terra resterò per via:
ho perduto la casa d'avellino.

E svuotano il mio conto a tutto spiano,
in modo lesto, rapido e silente,
E ciucciano di brutto, quei papponi!
O voce di colui che primamente
si trova depredato: è una rapina!

Ora depresso me ne vo e cammino
sfrattato. E gira un avvoltoio in aria.
Il mutuo è caro sì, porca puttana
che il rosso del mio conto non divaria.
Andate a fare in culo, alligatori!

Ah, non paion caimani, quei gestori?
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#51   06 Marzo 2007 - 14:21
 
c'è da piegarsi in due a passare di qua...bello il post, magnifici i commenti!Dopo voglio provare a fare una ricerca con google, se metto mutuo voglio vedere se viene fuori questo post! Besos
Miranda
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#52   06 Marzo 2007 - 14:30
 
Serve una commercialista? :D
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#53   06 Marzo 2007 - 14:33
 
Chatwin, Le Vie dei Conti
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#54   06 Marzo 2007 - 15:14
 
Che Guevara
Guerra per rate
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#55   06 Marzo 2007 - 15:17
 
ah, che post geniale! pensa tu, vorrei essere una felice proprietaria di mutuo (=debiti)... chi contrae un mutuo non è proprietario di casa, ma di debiti. la casa è della banca!!
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#56   06 Marzo 2007 - 15:20
 
L'inferno Dante Alighieri :-)
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#57   06 Marzo 2007 - 15:26
 
mutuatis mutuandis, devo scrivere qualche post in più sul cinema mutuo di una volta
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#58   06 Marzo 2007 - 15:30
 
Con i miei sentiti omaggi a due Personaggi del mondo blogger :)
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#59   06 Marzo 2007 - 16:07
 
vabbè:
l'insostenibile leggerezza del rateo, per dirla alla Kundera.
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#60   06 Marzo 2007 - 16:23
 
..mi sa che devo riaggiornare la mia biblioteca!!!

ti ringrazio del "prestito"...

azzzz

;-)
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#61   06 Marzo 2007 - 17:30
 
trovo geniale il post, e fenomenali i commenri (a questo punto deduco dei correntisti.....) un saluto
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#62   06 Marzo 2007 - 17:46
 
per risollevare gli animi un pò di sano ottimismo. Dopo il mutuo qualcosa rimane:

la casa dipinta
la capanna dello zio tom
le finestre di fronte
la notte
oceano mare
la luna e i falò
il profumo
la mia vita per la libertà
la coscienza di zero
l'insostenibile leggerezza dell'essere
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#63   06 Marzo 2007 - 18:02
 
Eh, sì. Non c'è niente di più importante del mutuo nella letteratura contemporanea! ;-) Dillo a me poi che ne ho giusto uno da pagare!!!! :-)
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#64   06 Marzo 2007 - 18:13
 
Or poserai per sempre,
Mutuo mio dur. Perì l'inganno estremo,
Ch'estinto ti credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la rata, il pagamento è spento.
Paga per sempre. Assai
Rateasti. Non val cosa nessuna
Gli sforzi tuoi, né di sospiri è degna
La casa. Amaro e noia
il fisso, altro mai nulla; e fango è il conto.
T'acqueta omai. Và in rosso
L'ultima volta. Al gener nostro il fido
Non restò che sfondare. Omai disprezza
Te, l'ipoteca, il brutto
Poter che, accesa, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tasso.
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#65   06 Marzo 2007 - 18:17
 
maria! Qui basta che dai il LA....
italiani brava gente
poeti
e tanta voglia di far niente

ciao
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#66   06 Marzo 2007 - 18:38
 
Per chi sconta la cambiale di Hemingway/J. Donne questo devo proprio leggerlo!!!! XD
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#67   06 Marzo 2007 - 18:51
 
il pagato immaginario pagato nella sua fervida immaginazione?
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#68   06 Marzo 2007 - 18:54
 
:-)))))...
Non ho parole!
Anzi si..
dopo "se questo e' un uomo"
"se questo e' un mutuo.."
ciao! :-)
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#69   06 Marzo 2007 - 19:17
 
Io ho solo un chiodo fisso: il sesso. Le donne.

Le Donne sono il solo DIO in cui credo.

E se provi a dire il contrario ti mando il bambino di quattro anni a picchiarti come si deve. :-D
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#71   06 Marzo 2007 - 19:27
 
io ho i commentatori invisibili!
Sono duemilionidibilioni
ma non li vedono gli stolti.
Tu li vedi i commentatori da me?
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72   06 Marzo 2007 - 21:31
 
Il post è molto piacevole ma alcuni commenti sono davvero strepitosi. Bria poi si è scatenato. Bravissimi tutti:)
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#73   06 Marzo 2007 - 22:28
 
mutuo, ergo sum.

(post e commenti strepitosamente sinfonici)
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#74   06 Marzo 2007 - 22:36
 
Le rateazioni pericolose

la mia preferita è questa :))
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Il Signore dei Mutui
Il vecchio e il mutuo
Cent'anni di rate
Orgoglio e debiti
Il potere degli interessi
I mutui della Terra
I mutui morti
Tropico delle rate
L'insostenibile pesantezza delle rate
L'Orlando indebitato
Il mutuo del capitano
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...
Il maestro e la Mega Rata
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#77   07 Marzo 2007 - 16:25
 
aahahaha...ci provo, ma...

-Piccolo mutuo antico.
(A. Fogazzaro)
-Il mutuo furioso.
(L. Ariosto)
-Piccole rate.
(L.M. Alcott)
-Le piccole rate crescono.
(L.M. Alcott)
-I racconti di RATErbury.
(G. Chaucer)
-Dieci piccole rate.
(A. Christie)
-La rata nova.
(Dante)
-Il mutuo rampante.
(I. Calvino)
-Le rate del male.
(C. Baudelaire)
-Le cambiali del giovane Werther.
(J.W. Goethe)
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lunedì, 05 marzo 2007

e più non dimandare

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Papè Satan, Papè Satan Aleppe: what happened? Ci hanno sbattuti al cesso, noi classici?

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No, no, Alighiero: noi siamo sempre dov'eravamo. Altri, invece, sono stati deportati: vita nova in libreria.

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Igitur, che cosa ci fa un rotolo di carta igienica nel mezzo dello scaffale di nostra vita?

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Pare che sia un romanzo della nostra padrona Maria Strofa. Un certo Calcabrina, che tu ben conosci, ha deciso di pubblicarglielo sulla carta igienica. Per mettersi tra me e te, la Strofa ha deportato Virgilio e Chaucer.

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Come si chiama il romerdanzo?

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Mia nonna Emilia!

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Tua nonna è qui, Guglielmo Crollalanza? Dove? non la vedo.

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No, non mia nonna: Mia nonna Emilia è il titolo del libro.

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Ma è una roba... non ci sono più le titolagioni d una volta.

Ti regalerò una merda...

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In che senso mi regalerai una merda, Alighiero? Per sfruttare il rotolo di carta igenica?

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William: non sei stato tu a dire che la rosa, anche se non si chiamasse rosa, avrebbe lo stesso profumo?

What's in a name? That which we call a rose, by any other name would smell as sweet. Romeo & Giulietta, 2,2 versi 43-44.

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Fui io quel desso ma non capisco il nesso.

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Canticchiavo la canzone che ha vinto Sanremo.. e siccome tu hai detto che una rosa profumerebbe allo stesso modo anche se, poniamo, si chiamasse merda, visto che io ho inventato la lingua italiana, potrò ben fare una modifica, no? Così ho pensato di cambiare il termine: tanto è uguale.

Ti regalerò una merda...

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Che dolce stilnovo, Alighiero... A proposito... hai sentito che Cassano, l'ex giocatore della Roma, ora al Real Madrid, ha regalato 500 merde alla Hunziker?

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Ma taci... Speravamo tutti fosse stato Ramazzotti a regalare 500 merde all'ex moglie per ringraziarla che lei la prima sera ha can-cantato Adesso tu, aggiungendo poi che la sola cosa di buono che ha fatto nella vita è stata di avere una figlia con l'uomo nato ai bordi di periferia dove i tram non vanno avanti più.

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Anche prendere un milione di euro per presentare Sanremo però non è malaccio: sarà la seconda cosa buona che la Hunziker ha fatto nella vita. Ma dicevamo di Cassano...

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Ecco... che casso c'entri Cassano non ho capito. Perché sembrava il festival delle famigliole felici: i fratelli Bella, il padre e il figlio di Pooh... speravo perciò che si riunisse anche la famiglia Ramazzotti.

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Senti, Alighiero, ma tu al padre e al figlio dei Pooh che cos'avresti regalato?

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500 merde!

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Come Cassano alla Hunziker?

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No, no: merde vere e proprie... di quelle che sanno di merda. Senza petali, intendo. Il Pooh padre, porello, a momenti gli parte la dentiera come successe a Paul Anka. Quando cantava, diceva uamo invece di uomo perché non ce la fa più. Dio delle città... a momenti si caga addosso quello là. Ma gliel'ha ordinato il dottore di fare gli acuti in falsetto anche quando è in pensione?

Una volta o l'altra si caga addosso davvero: hai visto come gli si enfiavano le vene del collo?

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Se si caga addosso, gli mandiamo il libro della Strofa! Però a Facchinetti senior bisognerebbe anche mandargli un altro figlio in sostituzione di DJ Francesco, porello.

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Smettiamo di parlare male, William, o andiamo all'Inferno. Senti, ma del governo italiano che è tornato in carica che cosa mi dici?

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Che è una rosa!

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E più non dimandare...

postato da: MariaStrofa alle ore 01:59 | link |
categorie: librellule
sabato, 03 marzo 2007

mia nonna Emilia: la guarigione

 

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“Le propongo il classico patto col diavolo” disse Calcabrina. “Io salverò Mia nonna Emilia se lei si impegna a non pubblicarlo mai con nessuna casa editrice… nello sciagurato caso, intendo, che qualche editore uscito di senno intendesse pubblicarlo…”
 
“Uscito di senno?... Lei ritiene che Mia nonna Emilia sia dunque una tale cagata?”
 
“Non sono un critico letterario ma so per certo che se si è ammalato… Non si ammalano romanzi dalla complessione robusta, romanzi destinati a durare per l’eternità… ma il LAIDS attecchisce su soggetti come il suo… Deve scegliere… non c’è più tempo ormai. Mia nonna Emilia sta tirando gli ultimi, e una volta morto sarà impossibile per me resuscitarlo. Vuole guarirlo? “
 
“Questo è il mio romanzo, la mia ragione di vita…”
 
“E allora se vuole mantenerla in vita la sua ragione, accetti la nostra proposta. Il libro sarà pubblicato da noi in un’edizione speciale in brossura con caratteri bodoniani. Un’edizione pregevole in cui le pagine non si staccheranno mai… bisognerebbe strapparle apposta… Finissima carta di qualità cinese…
.
Se accetta metta la sua firma qui con una goccia di sangue... Il libro le sarà recapitato a casa e potrà metterlo in libreria... farlo vedere agli amici… Lei avrà pur sempre pubblicato un romanzo anche se in copia singola.”
 
Nello stesso istante in cui cadde la goccia di sangue sul contratto, Calcabrina si sciolse nell’aria e Mia nonna Emilia guarì. Il manoscritto ritornò più bello e più sano che pria.
 
E poi giunse il momento tanto atteso… Il mio libro stampato e pubblicato dalla Rotolibri s.p.a.i. (società per azioni infernali).
 
Sentii suonare il campanello, aprii la porta e trovai un gran pacco posato sullo stuoino… Stracciai la carta alla violentaregàlo e... lo vidi… il mio libro stampato…
 
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Come apparivano argute e diaboliche le rassicuranti parole con cui Calcabrina mi aveva parlato della speciale edizione in brossura… i fogli non si staccheranno mai e poi mai. Bisognerebbe strapparli apposta”.
.
C'era anche un biglietto di Calcabrina accluso al libro:
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"Cara Maria Strofa, questa è la miglior edizione possibile per il suo libro. E, ricordi, quando le torna l'uzzolo di scrivere, ricordi quel che dice La Bruyére...
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GLORIA E MERITO DI ALCUNI È SCRIVERE BENE, E DI ALTRI NON SCRIVERE AFFATTO."
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[La foto in alto, di Bohdan Vandiak, è tratta dal blog di DianaLove]
 
[Le quattro puntate di Mia nonna Emilia si possono ascoltare narrate dalla voce di cassiodorov nel suo blog: un grande ringraziamento a cassiodorov per l'onore che mi ha fatto]
 
Paolo Ferrucci, in questo post, riprende il tema della proliferazione manoscrittara]
 
postato da: MariaStrofa alle ore 16:18 | link |
categorie: pesci rossi, cervantite
venerdì, 02 marzo 2007

diagnosi della malattia di mia nonna emilia

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[Premessa -  qualsiasi tentativo tecnico di salvare il testo manoscritto fu inutile: compreso dettare il romanzo per telefono a mia cugina Alberta; la sventurata, dopo il primo paragrafo, cadde in coma. Mi restava soltanto una soluzione estrema...]

"La piaga del suo romanzo ha nome LAIDS" mi disse Calcabrina.

"Ma io non sono sieropositiva e anche se lo fossi, le giuro che non ho mai scopato con Mia nonna Emilia."

"Non ho detto AIDS " proseguì Calcabrina "ma LAIDS: cioè sindrome da immunodeficienza letteraria acquisita; è una malattia che si propaga tra i testi letterari. AIDS E LAIDS hanno molto in comune sotto il profilo epidemiologico. Le cause dei processi morbosi e i meccanismi di diffusione sono uguali.

"Gli scrittori dovranno mettersi il preservativo mentre scrivono? E io, che sono donna, dove me lo metto?" domandai molto incautamente.

"Maria Strofa non dica stronzate! Non c'è preservativo che tenga per scongiurare il contagio con un simile puttanone. Un tempo la clientela di Madama Letteratura era colta e selezionata: oggi la mignotta si concede a tutti.

Fra i suoi clienti ci sono minorenni che pubblicano il diario scolastico, accalappiacani che scrivono l'autobiografia, pescatori di pescigatti che scrivono di una vita da cani, casalinghe e pensionati convinti che la loro vita è un romanzo, personaggi televisivi e comici: tutti scrivono, tutti fottono con la letteratura. Tutto il mondo scrive, Dio stoevskij [imprecazione infernale], scrivono tutti e non legge più nessuno!
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Questa massa di fornicatori letterari, bramosa di godere anch'essa le grazie della fama, a forza di rapporti continui e promiscui, ha trasformato la sublime cortigiana in una baldracca vecchia e malata.

Un tempo creatura forte e sana, si è fatta vieppiù fragile, perdendo gli anticorpi organici e diventando vulnerabile all'attacco di qualsiasi virus. E' stato il mio titolare, il demonio, a mandare il flagello: ma a farlo attecchire ci ha pensato la stoltezza dell'umanità scribacchina che intasa le case editrici..."

"Ma io posso salvare Mia nonna Emilia o dovrà morire?"

"Sì, noi possiamo salvare il romanzo: ma a una condizione..."

(fine alla prossima puntata)

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[L'immagine finale è di oyrad; l'immagine in alto, mandatami sempre da oyrad, è di Wesselmann]

postato da: MariaStrofa alle ore 19:22 | link |
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giovedì, 01 marzo 2007

mia nonna Emilia: io ti salverò

 

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[Il manoscritto di Mia nonna Emilia, come riportato qui, si era ammalato. Per chi voglia udire il precedente post, invece di leggerlo, cassiodorov lo ha recitato nel suo blog: here -

Volendo anche questo può essere solamente ascoltato dalla voce di cassiodorov: qui ]

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Cercai il documento Word sull'arduo disco... ma... il file non si apriva (questa era facile da immaginare, lo so, lo so!)

Decisi così di reincarnare Mia nonna Emilia  in una cassetta magnetica. Presi il radioregistratore Ultrasound Dolby Dick e cominciai a leggere ad alta voce le prime pagine. Pronunciate cinque parole, sentii l'apparecchio emettere uno strano ronzio: il tasto del play prese a vibrare e vibrare finché fece un gran botto e partì a razzo come un tappo di spumante.

La cassetta smise di girare e dai suoi orifizi fuoriuscì una poltiglia marroncina che si sparse dentro e fuori dagli ingranaggi.

Con la videocamera Fast Running Image 8902 il disastro fu ancora più clamoroso. Pochi istanti dopo la messa a fuoco della prima pagina, per poco non andò a fuoco anche il mio occhio sinistro.

La plastica molle del mirino divenne bollente e si liquefece a distanza di tre nanosecondi dal distacco con la mia orbita oculare.

Nello stomaco della videocamera si udì un forte brontolio, poi uscirono rumori simili a poderose scoregge la cui forza eolica, presumo, diede maggiore impulso al sistema d'avvolgimento che prese a girare a guisa di turbina, producendo un sibilo stridente di sirena violentata.

Il terribile lamento finì nel preciso istante in cui la videocassetta si sciolse in lacrimoni neri di rimmel, unendosi, tra la generale combustione dei presenti elementi, in un matrimonio indissolubile con il materiale plastico circostante.

Il tempo trascorreva e la cancrena avanzava. Il titolo era già divorato; quasi tutti i pronomi, gli articoli, i verbi, i sostantivi, erano ormai pressoché illeggibili e fra un po' sarebbero scomparsi anche gli avverbi. Soltanto le congiunzioni, le preposizioni, gli aggettivi e le interiezioni erano ancora immuni dal male.

Cupe visioni apocalittiche oscuravano il mio animo. Come sarebbe sopraggiunta la fine della mia creatura? L'inchiostro, sbiadendo a poco a poco, avrebbe lasciato il corpus esangue... I buchi nella carta sarebbero diventate voragini fino a quando non fosse stato leso un capitolo vitale...

Oppure le piaghe si sarebbero trasformate in funghi cancerosi, divorando il tessuto sano e soffocando il mio romanzo di ampio respiro.

.Ora non restava che...

(continua)

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[La foto 1 è di leo, la foto 2 di ombrellina e l'immagine finale di pipopipo21]

postato da: MariaStrofa alle ore 17:11 | link |
categorie: pesci rossi

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