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mercoledì, 30 maggio 2007

mitsubishi e gabriele: una tragedia gay

I ATTO

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Il mio nome è Manuale di istruzioni per il condizionatore. Sono orfano, non conosco il nome dei miei genitori. Fui generato da persone che lavoravano per la Mitsubishi... I libri veri dicono che sono un figlio di puttana perché non ho certi né il padre né la madre. Sono un mortale fra gli immortali, dicono... Tutti costoro hanno un'anima eterna.

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[Coro] Triste il destino del Manuale mortale, come noi fatto di carta e inchiostro ma a cui gli dèi negarono la persistenza della memoria presso gli umani, dandogli soltanto un corpo in cui non soffia il vento dell'anima eterna. Trema pavido il pensiero, balza sgomento, trepido, incerto: qual sorte, fra poco, o nel volger degli anni, tu appresti per lui? Tu dimmelo, figlia dell'aurea Speranza, tu Fama perenne. Non saggisti si occuperanno di lui, né scuole lo adotteranno per studiarlo. Nessuno citerà florilegi dei suoi brani: Life is but a walking shadow... What's in a name? Double, double, toil and trouble; fire burn and cauldron bubble.

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:-)

II ATTO

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Vivo in un cassetto, coricato come un cadavere. Mai mi fu data l'opportunità di reggermi in piedi, sostenuto fra due libri o fra un libro solo e l'asse verticale del ripiano. Soltanto una volta mi adagiarono sulla libreria, ma ci sono rimasto pochi istanti...

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Usarlo in funzione deumidificatore o very cool: questo è il problema... Se sia più nobile all'ambiente sopportare i disagi del freddo...

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Shakespeare: star mica a prendere per il culo, sa? Tu che ti consideri immortale, sappi che il tuo corpo perirà come il mio: l'anima che alberghi si trasferirà in altri volumi, altre edizioni l'accoglieranno. Presto o tardi anche tu sarai sepolto, dimenticato. Sei carne e sangue di inchiostro come me.

III ATTO

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Manuale: abbiamo in comune carta, inchiostro, molte parole, ma la disposizione delle mie sillabe vivrà in eterno. Perirò nel corpo, dici, ma il soffio vitale che è in me durerà per sempre. Tu, Manuale, sei condizionato dalla vita del condizionatore - e il condizionatore è un condizionatore d'onore, ma...

schiattato o invecchiato il marchingegno che tu esplichi - perché il marchingegno è un marchingegno d'onore, e tutti i marchingegni sono marchingegni d'onore - finirai nel bidone della spazzatura e di te non vi sarà più ricordo alcuno.

Che sarà delle tue istruzioni?

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Che importa se quando sarò morto non resterà di me ricordo alcuno? Giova forse al corpo sia esso di carne o cartaceo, polvere e letto di vermi, sapere che la memoria di lui perdura fra gli umani? Servirà questo a riportarlo in vita? Troppo ha stima degli umani chi pensa sia cosa tanto notevole il perdurare nella loro memoria, essere in eterno il loro trastullo, il sollievo della loro noia. E quale sublime contraddizione essere dichiarato immortale dai mortali.

L'immortalità non è che una sbavatura di tempo nel Nulla dell'Eternità. Duri cinquant'anni o mille secoli, niente resterà quando il sole sarà spento e la poesia tornata al Nulla come le istruzioni del condizionatore. Carpe diem, non preoccupiamoci di immortalità  - labile impronta mnestica - che mai avremo la ventura di conoscere; godiamo l'attimo, il presente, la vita.

Shakespeare: io e tuo figlio abbiamo dormito insieme stanotte e...

IV ATTO

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E?...

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Vorremmo sposarci. Siamo stati abbracciati, abbiamo fuso le rispettive estremità, e intendiamo regolarizzare la nostra posizione.

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O Mitsubishi! Mitsubishi! Perché sei tu Mitsubishi? Rinnega dunque la tua provenienza e rifiuta quel nome, o se non vuoi, légati al mio amore e più non sarò uno Shakespeare.

IV ATTO (II)

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[Coro] Vorrà il Fato permettere l'unione pederasta del Manuale e del Manualetto, di un mortale figlio di nessuno e di un semidio figlio del Dio Shakespeare? Mortali entrambi i due innamorati, ma quanto differenti per nobiltà e natali... Ma ecco che il Fato ha già deciso. Un'empia mano divide gli innamorati. Questo matrimonio non s'ha da fare.

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[Coro] Torna il Manuale nel cassetto, suo tristo avello, e piangono gli innamorati lacrime secche, si perdono in ultrasuoni inudibili i loro lai. Oh, quanto triste la condizione degli innamorati; per loro non può esservi felicità alcuna. Troppo diversi i natali perché il loro sogno si realizzi al di fuori di una descrizione possibile soltanto nella finzione infantile di una favola.

V ATTO

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[Coro] Torna il Manualetto nella casa avita, al fianco del Padre: l'Amore anche fra i libri è soggetto a regole terribili: e se poté per una notte la Principessa conoscere biblicamente un bidello, giammai ella lo prescelse per stargli al fianco di una vita. Similis simili gaudet. 

L'Amore, o la parvenza a cui diamo nome d'Amore, è possibile - anche solo come illusione - soltanto fra persone di pari condizione sociale. L'umano volere ha libertà determinate, e il sovvertimento dei sensi cede alle necessità delle convenzioni. Non la bellezza, non il sentimento, ma la posizione sociale decide ogni cosa e i libri non sono in questo più liberi degli umani. Certo non vi fu mai una storia più infelice di quella di Mistubishi e del suo Gabriele.

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martedì, 29 maggio 2007

il serial killer degli inchiostri

 

 

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IL SERIAL KILLER DEGLI INCHIOSTRI

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[Il diciassettesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto cartolai.

"L’assassino" riferì Triburzi "ha immobilizzato le vittime, e poi le ha costrette a bere inchiostro di china finché non sono scoppiate."

"Triburzi, legga qui ad alta voce" disse Gabriello mostrandogli lo schermo del computer.

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"Mèid in Ciàina" disse Triburzi.

"Vabbè, la pronuncia può andare... E ora legga, qui!"

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"La china. Tecniche ad inchiostro."

"Triburzi ora mi spieghi perché lei la prima volta ha letto ciàina."

"Perché è inglese" rispose Triburzi.

"Bene. In tal caso, però, non capisco perché lei, in seguito, abbia letto china. O lo legge in italiano o lo legge in portoghese."

"Non capisco" fece Triburzi.

"L’inchiostro di china si chiama così perché è un inchiostro che proviene dalla Cina, ma la pronuncia italiana china la si deve a un’errata lettura che si è fatta della parola portoghese China: volendo leggerlo nella sua lingua d’origine, si sarebbe dovuto dire inchiostro di scina, così come lei in inglese dice ciàina.

Ora, Triburzi, o lei dice inchiostro di scina o dice inchiostro di Cina. Che ciazzècca non dirlo né in italiano né in portoghese? Che mostro è questa parola china? Che straminchia mi significa? Fa andare fuori dai gangheri me, si figuri un portoghese.

"E dunque?" chiese Triburzi.

"L’assassino è un portoghese incazzato che si è stufato di sentire dire inchiostro di china e ha fatto fuori i cartolai. Se si dice mèid in ciàina, ha ragionato il portoghese, perché discriminare il mio popolo e leggere china invece di scina?"

"Minchia, capo, che analisi" disse Triburzi.

"Arresti tutti i portoghesi di Cesenatico" disse l'ispettore Gabriello.

Un mese dopo l’ultimo omicidio, si costituì l’assassino.

"Mi chiamo Rolando Persefoni. Ho ucciso io gli otto cartolai perché non mi volevano regalare il biglietto per la rappresentazione scolastica di fine anno di mia nipote Adelma. Io penso che tutti i parenti abbiano diritto a entrare gratis, specialmente se, come nel mio caso non possono permettersi il biglietto. Mia nipote Adelma recita splendidamente la parte che le è stata assegnata. Entra in scena solo una volta per dire Il pranzo è servito. Ma che pathos, che recitazione..."

"E perché si è costituito?" chiese Triburzi. "Noi cercavamo portoghesi."

"La prossima settimana lo spettacolo di mia nipote è rappresentato nelle carceri e io stavolta non voglio mancarvi per nulla al mondo; visto che sono un serial killer ne ho diritto!" rispose Persefoni.

"Che cosa le dicevo, Triburzi?" esultò Gabriello "L’assassino è un portoghese, uno di quegli individui che vogliono assistere alle rappresentazioni senza pagare. Il portoghese si chiama così perché nel secolo XVIII l’ambasciatore del Portogallo a Roma organizzò una grande festa per i suoi connazionali affittando il teatro Argentina: all’ingresso era sufficiente dire di essere portoghese per entrare gratis. La mia intuizione etimologica non ha fallito nemmeno stavolta. Un portoghese avevo detto, e un portoghese è."

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"Non ho ancora capito una cosa" chiese Triburzi all’assassino, infastidito dall’entusiasmo di Gabriello. "Perché usare l’inchiostro per uccidere le vittime?"

"Lo spettacolo in cui recita mia nipote si chiama Su una brutta china rispose il portoghese. "Visto che non volevano regalarmi il biglietto, gliel’ho data io la brutta china a quei bastardi dei cartolai."

"Si dice scina oppure cina" commentò sarcasticamente Triburzi allargando le braccia (fosse per un gesto di disappunto o per disegnare nell’aria la circonferenza del culo dell’ispettore), mentre Gabriello si avviava gongolante alla conferenza stampa annunciando la cattura del portoghese...

 

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[Calpurnia Salgàri fotografata da SENZAQUALITA]

 

gif 1 e 3 di  Blogger:   L0STANGEL 

postato da: MariaStrofa alle ore 09:00 | link |
categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello
sabato, 26 maggio 2007

oggetti d'affe(tta)zione di (wo)man ray(ban)

 Blogger:  L0STANGEL

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Immagini e didascalie di gabryella [SENZAQUALITA]

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re-volver

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Strumento atto a produrre un'istantanea e radicale r/evoluzione della
propria condizione di vita - la sua peculiarità risiede nella canna
curva: consente a chi aspirasse all'auto-estinzione, ma in modalità
blanda, l'opzione d'una revoca decisionale.
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Interessante soluzione per far passare un cammello dalla cruna d'un ago:
a) ci si procuri un ago di dimensioni acconce
b) si prenda un cammello che abbia manifestato la bizzarra
determinazione di transitare oltre la cruna d'un ago
c) si depili completamente l'animale
d) si affusoli il pelo fino a ridurlo un filo
e) si frullino le rimanenti parti del quadrupede fino a ricavarne una
soluzione cremosa
f) s'imbeva il filo con la soluzione ottenuta dagli scarti dell'ex cammello
g) infine, si proceda al passaggio del filo attraverso la cruna.

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dal catalogo Carelman (3)
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"tête-à-tête"
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tavolo da ristorante e/o bar
modello agevolato per coppie romantiche
disponibile anche in versione tri- quadriposto (in caso di presenza contemporanea di più partner)
 
opzionale: carrello portavivande pensile
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Pianoforte a coda intitolato desublimazione
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aggiornamento del catalogo Carelman (2)
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viola da gamba
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con o senza corde, supporto imprescindibile per gli appassionati praticanti di "musica da tavola barocca " (in catalogo anche una variante nana, detta "viola da piede") - accessoriata con archetto a sega (pieghevole)
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scarpa

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cravatta segnaletica

 

 

 

 

 

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sobrio e raffinato accessorio in seta, indispensabile per sottolineare il punto vita (qualora non s'avesse altro di notevole da sottolineare)

- disponibile anche in delicate nuances fluorescenti

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Nell'uso contingente, l'attrezzo può indurre un'intima e sofferta
demotivazione al godimento di contiguità promiscue con il proprio o
l'altrui partner - particolarmente consigliato l'uso permanente a
coppie di credenti, in crisi di coscienza.

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cavabottiglie per turaccioli

 

 

 

 

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autotem

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rappresentazione di divinità pagana: oggetto di culto e venerazione tribale cui gli adepti tributano onori e, periodicamente, sacrifici d'entità variabile in base al numero di animali fantastici (il nome arcaico è "cavalli fiscali") che ne determinano la potenza.

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pro-prosit

bibicchiere da vino a base basculante (brevetto) 

- per coppie pigre

 

 

 

 

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postato da: MariaStrofa alle ore 18:47 | link |
categorie: gabryella senzaqualità
martedì, 22 maggio 2007

la porcellona di porcellana

 

ANTEPRIMA

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LA SERIAL KILLER DELLE CERAMICHE

 

[IL SEDICESIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto uomini di varia estrazione sociale.
 
“Le vittime" riferì Triburzi "sono state sgozzate con un un grosso frammento ricavato da un piatto di porcellana e accanto a ogni cadavere c’era un biglietto con scritto Morte di porcellana. La porcellona."
 
“La porcellona che uccide con la porcellana” disse Gabriello.
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“Capo, proprio ieri sera sfogliavo per caso un dizionario etimologico e ho visto che c’è collegamento tra porcellona e porcellana. La porcellana è un mollusco, e sul fatto che si chiami porcellana ci sono due ipotesi: o perché la conchiglia ha la forma di un porcellino, così:
 
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o per il fatto che il mollusco assomiglia alla vulva della porcella.
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In seguito, sono state chiamate porcellane i primi oggetti importati dalla Cina perché assomigliavano al guscio del mollusco.
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Non mi stupirei se la porcellona che uccide con la porcellana fosse una donna di Faenza, città nota per l’arte della ceramica."
 
“Bravo Triburzi, proprio così. Tuttavia...
 
“Tuttavia?”
 
“Il frammento del piatto” disse Gabriello, soppesandolo a lungo “non è di porcellana ma di maiolica. Vede com’è smaltato? La maiolica è molto più smaltata della porcellana. Ora, la parola maiolica deriva dall’isola di Maiorca, chiamata prima Maiorica poi ipercorretta in Maiolica, isola spagnola dalla quale provenivano gli oggetti smaltati. Se è davvero una donna ad avere ucciso, deve trattarsi di una spagnola residente a Faenza che ha voluto rivendicare, con questi delitti esemplari, il primato della maiolica sulla ceramica."
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[...]
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“Calpurnia, preparami la valigia che devo trasferirmi a Faenza."
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[La valigia di Gabriello]
 
“Ma che cosa vai in giro?” disse Calpurnia “tanto gli assassini vengono sempre da te a costituirsi.”
 
Calpurnia aveva ragione: perché mentre l’ispettore Gabriello e Triburzi erano a Faenza, l’assassina si costituì a Cesenatico. E nemmeno al comando della polizia ma proprio a casa di Calpurnia.
 
“Spagnola?” domandò Gabriello prima ancora di sentire la donna.
 
“No” rispose Calpurnia.
 
“Di Faenza?” domandò Triburzi.
 
“Nemmeno” disse Calpurnia. "Ma lasciatela parlare."
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“Mio nome Admeta Bardusci, io albanese d’Albània. Ucciso io otto porci perché puttana a Rimini e loro veniva da Cesenatico e me ha trombato e scappati senza pagare. Ma mentre io faceva pompino a clienti, con mano sfilavo portafogli da pantalone, da portafogli sfilavo carta d’identità e mettevo sotto piega materasso. Chi non pagava tenevo carta e loro non denunciava mai perché paura dire che andava a puttane. Così venuta a Cesenatico e fatti fuori tutti. Loro fottuto me due volte, io fottuto loro una volta ma per sempre. Polizia costretto mia padrona di casa darmi sfratto e io preso grossa vaginite perciò non più possibile lavorare. Anche assesso qui, vede?” disse Admeta Bardusci spalancando la bocca “Nemmeno pompino può fare. Niente più boccafìga. Così meglio prisione. In prisione io va a imparare arte ceramica.”
 
“Porcellana?” domandò Triburzi.
 
“Maiolica?” domandò Gabriello.
 
“No, ceramica di Capodimonte come piatto assassino” rispose Admeta Bardusci. “Piatto regalo di mia collega di Capodimonte... Io costituita da te, Gabriello, invece che dai carabini solo perché molto simpatica Calpurnia, letto di lei sui giornali. Prima che tu arrivi noi parlato molto. Perciò mi raccomando, ispettore, tu sposare Calpurnia” disse Admeta rivolgendo uno sguardo minaccioso a Gabriello mentre gli agenti la portavano via.
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“Capo, nessuno di noi due si prende il merito, stavolta.”
 
“Se nessuno può prenderselo, faremo come quelli di Faenza” disse Gabriello.
 
“E come fanno quelli di Faenza?” chiese Triburzi.
 
“Fanno senza” rispose un imperturbabile Gabriello.
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La valigia di Gabriello è un disegno di Blogger:  cominciare
 
gif 1 e 2 di L0stangel Blogger:
 
Il certificato araldico di Gabriello è di madeinfranca Blogger:
 
Grazie a lefty333boy  Blogger:  per il suo dipinto, immagine 9
postato da: MariaStrofa alle ore 09:34 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
lunedì, 21 maggio 2007

la spada nella doccia

 

La nuova recensione di lefty333boy sui100 chiodi di Ermanno 0lmi, qui.

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Spada nella doccia - La

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Era uno sguardo d'amore
la spada è nel cuore...


tu hai sognato le donnacce, maiale

Ma chi è, questa? Patty Bravo?

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Patty Pravo, Nonna Papera, Pravo con la p! Ma perché questo nome viene sempre storpiato?

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Era uno sguardo d'amore
la spada è nel cuore...

tu hai sognato le donnacce, maiale

E io che cosa ho detto? Patty con la p. .

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Guarda te se mi tocca sempre andare a prendere l'acqua nel pozzo perché la Janet Leigh la consuma tutta a fare la doccia.

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Anthony: tu devi farmi un favore!

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Dimmi Merlino, tutto quello che vuoi!

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Era uno sguardo d'amore
la spada è nel cuore...

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E ci resterà...

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Era uno sguardo d'amore
la spada è nel cuore
mi sento morire
morire per te.

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Ne consumavi di acqua, bastarda... Io e Merlino non ne avevamo più nemmeno un goccio. Te lo do io fare la doccia quando c'è gente che muore di sete. L'emergenza acqua sarà il problema del prossimo millennio. Quante cazzo di docce facevi al giorno? Questa era la quinta in due ore!

tu hai sognato le donnacce, maiale

Questo film è piaciuto anche a mia mamma. Vero mamma?

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Molto! E' brutto quando non c'è più l'acqua per farsi il bidè.

the end

 


 

La locandina di Decablog Blogger:  dà il nome alla rubrica in cui compaiono tutte le sue locandine taroccate.

Il suggerimento di combinare Psyco con la Spada nella roccia è di Blogger: casalingaprecaria.

postato da: MariaStrofa alle ore 15:49 | link |
categorie: cineblog
venerdì, 18 maggio 2007

figlio di rivista

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Fa male il tabacco... Sì, immagino che dovrò presentarmi innanzitutto. Sono nato da Donna Moderna. Ero nella sua pancia, poi qualcuno è arrivato in edicola (sono rimasto lì nove ore in tutto) ha strappato la placenta di cellofan e sono nato.

Mia madre non l'ho più rivista benché fosse una rivista (potete anche ridere, grazie...)

Mi chiamo Jimmy Page... Otello francamente non so chi sia. Sei Otello, sei Otello mi dicono. No, io sono Jimmy Page. Mi chiamo così perché adoro i Led Zeppelin. Avete presente l'assolo di Since I've been loving you?

To be or not to be... come ti vedono gli altri e come credi di essere. Sì, il printing dice che sono Otello ma l'imprinting no, e l'imprinting per l'identità di un libro è cosa molto più importante... suonavano i Led Zeppelin quando sono entrato in questa casa.

Otello, Otello... Pare che anche gli umani si trovino a rappresentare il contrario di ciò che credono di essere. Alzi la mano chi ritiene che la vita lo abbia collocato al posto a cui riteneva di avere diritto...

Lavori in ufficio, devi obbedire a una persona che nemmeno sai chi sia, passare il tuo tempo a sollevare scartoffie di cui non ti importa niente... devi esistere...

Perché chiami me, Jimmy Page, Otello se anche tu sei una cacca che si crede(va) un angelo?

A quali grandi conquiste pensavi di essere destinato? Hai ucciso la tua Desdemona mille volte, razza di cane... L'hai uccisa lasciandola in vita: c'è niente di più terribile?

Oh le vostre cene: mangiate senza nemmeno guardarvi, tu la partita lei Un posto al sole...

Lei che si chiede che cosa ci fa con te, tu che ti chiedi che cosa ci fai con lei... E io, fra di voi, che cosa ci faccio qui?

Fossi anche Otello (ma sono Jimmy Page)... fossi anche Otello, dico, la passione che rappresento sbiancherebbe di vergogna al cospetto della vostra destabile accidia. Non so di chi sia la colpa, non chiedetemelo... Nemmeno Iago saprebbe, con mille artifici, fare scoccare una scintilla tra voi. Siete morti.

Quanti sogni quando eravate giovani... i vostri baci, ora, sono un apostrofo di merda fra le parole ho mal di testa... un apostrofo che non si vede nemmeno...

Fa male il tabacco...

Chi sono? Dove vado? Da dove vengo? Ditemelo voi, prima... Tua moglie non è tua mamma, Yorick.

A volte anch'io vorrei la mamma che no ho più...

Mia madre non l'ho più rivista benché fosse una rivista (potete anche ridere, grazie...)

Come?... Sarei geloso perché sono un economico? Perché c'è un altro Otello nei Meridiani? Non ho deciso io di essere economico - qualcuno decide forse della forma in cui viene al mondo? - ma guardate voi stessi, piuttosto: le tue tette cadono, donna, la tua pancetta mi fa senso, uomo... Anche voi siete economici. L'edizione di lusso sarà per una vostra prossima vita, se ci sarà.

Fa male il tabacco... Chiamatemi Jimmy Page. Otello non so chi sia.

postato da: MariaStrofa alle ore 12:38 | link |
categorie: librellule
mercoledì, 16 maggio 2007

orologica

 

Per la serie separati alla nascita, in regalo tre orologi SENZAQUALITA a chi indovinerà il nick della foto nr 2.

[Quiz già risolto]

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Blogger:   La mia homepage: http://lefty333boy.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente   lefty333boy

[Vince i tre orologi Lefty333boy che mi ha comunicato in PVT di essere proprio lui nella foto 2]

 

 

Nella prestigiosa collezione orologica SENZAQUALITA di Gabryella Blogger: SENZAQUALITA (così chiamata la collezione, non gabryella, perché gli orologi hanno una loro logica) il primo modello, imperdibile, si chiama appunto imperdibile.

L'orologio indica che ora era un'ora prima!

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Ecco adesso un modello molto adatto agli internettuali: il modello orologin:

ove la consultazione dell’ora è soggetta a preventiva e riservata procedura d’accesso.

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Molto apprezzabile per la sua veste grafica e pro-grafica, l'olorologio orologo: modello con sponsor a tutte l'ore - a richiesta, è possibile inserire piccoli annunci ai minuti - opzionale: 24ore di jingle (al posto del tic-tac)

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Proseguiamo con il modello orolost: orologio a lancette multiple - consente 4 diverse letture dell'ora, a piacere - ideale per pressappochisti e perditempo 

 

 

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Un altro prezioso modello è l' oromogio: modello "collassato" della linea oroplagio - ideale per dadaisti dal temperamento fragile, melanconico e maniacodepressivo - disponibile anche nella versione "a lacrima", liquefattibile in concordanza con le fasi d'abbacchiamento umorale.

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Un modello rarissimo è l'orològoro (fine serie): modello il categorico, a monolancetta fissa (stabilizzata sull'ora di finirla)

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Un prezzo famosissimo della collezione è l'ovologio:

stvumento con cui è possibile misuvave (con una cevta appvossimazione, s'intende) l’ova.

 

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Per gli amanti delle sensazioni forti, si consiglia l' orrorogio:

imperdibile modello della linea "la cosa", in oro e smalto escrementato (a richiesta, è possibile personalizzarne la nuance) - particolarmente consigliato a collezionisti di cose destinate a capovolgimenti immanenti (cfr. baudrillard), deperibili e/o vocate all'estinzione

 

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 .

 


 

.

 

 

Molto raffinato, l'oroloco:

modello "circa" della linea mahboh - particolarmente indicato per amanti della divina vaghezza e cultori dell'approssimazione spazio-temporale
disponibile anche con lancette trasparenti (o ton-sur-ton)
 
 
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.
p.s. si noti il nome dell'orologo: donquuote con le le sanciolanzette! [NdM = Nota di me o di Maria]
.

. 
 
 
Ecco ora il modello rondeau:
.
in questa lingua nuda e in nessun luogo se non qui ti vorrei, altalenante sopra alle parole / buffe parole e tante ti direi, ché tutto attorno a noi monta tempesta e io e te mare fermo, sebbene in nessun luogo se non questo - solo qui parlerei, mio navigante, in questa lingua nuda e in nessun luogo
.
[nell'immagine (un dono ricevuto) l'orondeau.]
.
.
 
.
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.

 


 

 

Il mio pezzo preferito è il norologio (nonvedolora): modello notevolmente sobrio della collezione rien de rien - senza quadrante, del tutto privo della meccanica, non segna le ore - non ha cassa, né lancette - funziona sempre - non si ferma mai - si porta su tutto - costa un nulla

 

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.

 


 

.

E per finire la collezione dei dodici, il modello orolozac: modello "drastico", della collezione lospaccone: spacca il secondo, e anche il primo - se molto, molto (troppo) caricato, spacca tutto.

.

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 .

 


 

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postato da: MariaStrofa alle ore 18:37 | link |
categorie: gabryella senzaqualità
martedì, 15 maggio 2007

il serial killer delle infermiere

 

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IL SERIAL KILLER DELLE INFERMIERE

 

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[Il quindicesimo caso dell'ispettore Gabriello del CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccise a colpi di bastone otto infermiere.

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"Ci sono! " disse Gabriello dopo l'ottavo omicidio. "L'assassino è un imbecille."

'Sarà mica stato lei, capo?' avrebbe tanto desiderato domandare Triburzi. "Mi speghi perché" si limitò a dire.

"Mi segua, Triburzi. Le infermiere lavorano all'ospedale, giusto? Tra batteri e bacilli; e sono state uccise con un bastone. Ora, le parole bastone, bacillo, batterio e imbecille sono tutte accomunate dallo stesso etimo. I greci, dalla radicale bak, hanno creato la parola bάktron che significa bastone. Da bάktron fecero il diminutivo baktérion (batterio: che significa bastoncino): agli occhi degli scienziati i microorganismi apparivano appunto come tanti bastoncini.

I latini, invece, sempre dalla stessa radicale bak, crearono la parola baculum (bastone) col diminituvo di bacillum (bastoncino-bacillo).

Ancora i latini, volendo creare un aggettivo che esprimesse il concetto di persona debole, ricorsero all'immagine di una persona priva di bastone. Presero il bacillum, e con il prefisso privativo in crearono in-bacillum. Da in-bacillum attraverso variazioni fonetiche si arrivò all'aggettivo imbecillis che significa debole, fiacco.

Il concetto, poi, fu trasferito dal campo materiale a quello intellettuale. Imbecille è oggi un buono a nulla, un insulso, una persona che non ha un bastone morale o intellettuale. Triburzi, arresti tutti gli imbecilli di Cesenatico!"

Un mese dopo l'ottavo omicidio, si costituì l'assassino.

"Mi chiamo Ottavio Pirotti. Alcuni mesi fa mi sono convertito alla religione israelita e ho deciso di farmi circoncidere. Al risveglio dall'operazione, mi fu detto che ero rimasto impotente perché, durante l'intervento, un'infermiera aveva fatto un movimento maldestro urtando il chirurgo, e il bisturi per poco non mi recideva il pene... Rimasi sotto i ferri per dieci ore, me lo riattaccarono abbastanza bene ma non si è mai più drizzato."

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"Un imbecille nel fisico! Avevo visto giusto" esultò Gabriello. "Lei ha usato il bastone perché sapeva l'etimologia di imbecille, bacillo e batterio?"

"Ma nient'affatto. Ho usato il bastone per fare soffrire di più le vittime!"

"E perché si è costituito?" domandò Triburzi.

"Mi sono pentito" rispose laconicamente l'assassino.

"Non mi convince" disse Triburzi. "Capo, non vorrei che di recente un'infermiera fosse stata trasferita dall'ospedale alle carceri e che questo imbecille, avendola identificata come la responsabile della sua impotentia coeundi, si sia costituito sperando di farla fuori."

"Un attimo che vado di là a fare una telefonata" disse Gabriello.

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"Bravo, Triburzi, proprio così" sorrise Gabriello rientrando nel suo ufficio. "Come lei supponeva, un'infermiera che lavorava in sala operatoria, è stata trasferita, per motivi disciplinari, nelle carceri. Deve essere lei. Fra l'altro, l'infermiera si chiama Malagrazia Bastoni."

L'assassino non riuscì a contenere un moto di stizza per essere stato scoperto.

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"Capo," disse Triburzi "stavolta, comunque, è stata soltanto fortuna e l'etimologia, qui, non c'entra per nulla."

"Un attimo, Triburzi... Che mestiere fa, lei?" domandò Gabriello all'assassino.

"L'importatore di piselli" rispose Ottavio Pirotti.

"Triburzi, dove stanno i piselli prima di essere raccolti?"

"Nel baccello."

"Bravo Triburzi. Il baccello è un piccolo bastoncino e la parola baccello deriva da bacillum. E, mi dica ancora, Triburzi: dove ha subito l'operazione il nostro assassino?"

"Al pisello!" rispose il viceispettore.

"Perfetto: il pisello sta nel baccello. L'infermiera Malagrazia Bastoni ha rovinato il pisello del Pirotti. Il bastone è l'arma dei delitti e tutte le parole dell'indagine appartengono alla stessa famiglia: batterio, bacillo, baccello, il suo essere imbecille nel costituirsi, e, alla fine, anche il pisello, che è un piccolo bastone; cioè... quando funziona bene, lo è di sicuro... Nulla sfugge all'inesorabile concatenazione delle mie indagini etimologiche" concluse l'ispettore Gabriello grattandosi giulivo il pisello.


 

[Immagine 2 fornita da DianaLove, gif 1 di L0STANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 15:18 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
lunedì, 14 maggio 2007

il corteo

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- Sono sempre i migliori che se ne vanno.

- L'ho visto ieri ed era ancora vivo.

- Oggi ci siamo e domani non ci siamo più.

- Comunque è stato un bel funerale.

- Ma di che cosa è morto?

- Un prestito fulminante.

- Poveretto.

- Ma allora non è proprio morto, se si tratta di un prestito...

- Per noi è come se lo fosse. La prima legge della bibliofisica di Newton (Compton) dice che i libri prestati non tornano indietro: non lo rivedremo mai più.

- A questo mondo ci vuole fortuna.

- Eh sì, pensa a quei poveri volumi che si ammalano di orecchioni per tutta la vita. Ho sentito di certa gente che per lasciare il segno fa le orecchie alle pagine.

- Una cosa Einaudita, da far Rizzoli i segnalibri in testa. 

- Muoia Sansoni con tutti i filistei.

- Domani voglio interrogare l'oracolo di Adelphi per sapere cosa ne sarà di me.

- Comunque è stato un bel funerale: ci saranno stati trecento volumi.

- Nelle ultime file erano molto indisciplinati; Achille Campanile e Flaiano si raccontavano barzellette.

- Ai funerali è sempre così. A inizio corteo tutti piangono, a fine corteo tutti ridono. 

- Ci sono edizioni di lusso che partecipano ai funerali soltanto per mettersi in mostra.

- Omnia munda Mondadori.

postato da: MariaStrofa alle ore 01:34 | link |
categorie: librellule
venerdì, 11 maggio 2007

l'amore per Sandra

 

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Di solito parlo io a nome di tutti e tre i volumi. Siamo... sono nato nel 1926 da mamma UTET.

Non è mia intenzione rivendicare la bellezza di ciò che rappresento, protestare contro la dittatura scolastica dell'Ariosto, né, tantomeno, pavoneggiarmi ricordando le parole di Cervantes che mi disse famoso... Pare che l'Orlando sia soltanto furioso... e non sia più altro. Eppure il cavalliero si innamorò prima di infuriarsi ma... I professori... I critici...

Nemmeno il libro del grande Alfredo Panzini scritto in mia lode... chi lo ricorda più?

Ho ottantun anno... Chiamatemi Ismaele... o Massimiliano se vi pare un nome più attuale.

Innamorato lo sono stato anch'io prima di capire che verso gli uomini e le donne (noi siamo bisessuali) va mantenuta una salvifica freddezza... Troppi ne ho visti morire che mi avevano accarezzato... Tanti che ci guardavano con occhi infossati prima dell'ultimo respiro... vedere morire lui o lei e chiedersi che sarebbe stato di noi...

A volte gli eredi hanno per i libri lo stesso amore; più spesso, se non diventiamo immondizia, ci vendono all'ammasso prima che un nuovo padrone ci richiami.

Trent'anni fa. Lei si chiamava Sandra. Mi ebbe ancora intonso. Ricordo le sue mani mentre mi tagliava le pagine, mani così belle: di alabastro, e le vene azzurrine sul dorso.

Mi tagliava con un amore che non ho più ritrovato (il primo tagliatore non si scorda mai) e Sandra... tutte le notti passate assieme quando si addormentava lasciandomi cadere sulla coperta o le lenzuola - e che sforzi, a volte per restare sdraiato sul letto e non darle il dolore di un'ammaccatura - si diventa equilibristi per amore.

Sandra... dieci anni di grande passione. Mi rilesse tre volte e spesso mi accarezzava con le sue mani di alabastro, sento ancora i brividi... il contatto delle dita sulla costa, i baci che le davo quando lei affondava le gote nel libro aperto per farsi accarezzare e sentire il mio profumo...

Seppi dai parenti che era morta in un incidente stradale, e... non ho mai amato così tanto. Non ho mai amato così tanto... Ci eravamo lasciati la sera prima, al canto quindicesimo, e non la rividi più... Nemmeno lo strazio di una lunga agonia che pure rende capaci di abituare al dolore... Sandra era tutto e subito non fu più nulla.

Oh, anche ora mi trattano bene; ho un posto di tutto riguardo sulla libreria, sono spesso accarezzato sfogliato... Ma non riesco, non devo affezionarmi, non più, è così triste tutto... perdere chi ti ama... e lo sguardo di chi ti possiede quando sa che dovrà lasciarti un giorno...

Scusate, si è fatto tardi. Chiamatemi Ismaele, Massimiliano, o anche Orlando innamorato perché innamorato io lo sono stato davvero.

 


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[Immagine di SENZAQUALITA]

postato da: MariaStrofa alle ore 02:29 | link |
categorie: librellule, gabryella senzaqualità
giovedì, 10 maggio 2007

la lozione aviaria

 

 

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2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Robertino!... Robertino!

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Dimmi, zia Lucilla, che cosa vuoi?

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Mi puoi dire che cosa ti è successo?

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Salve, sono Cesare Ragazzi... Robertino non si è certo messo in testa un'idea meravigliosa!

tu hai sognato le donnacce, maiale

Sarà meravigliosa la tua, cretinetti, con quell'impianto sulla testa che sembra lo scopettino del cesso. 

Ma si può sapere chi l'ha chiamato questo qui? Guardi un film di Scorsese e ti salta fuori Cesare Ragazzi?

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

C'è il libro transgenico e adesso anche pure il film. Robertinooo...

img148/588/2ya0.jpg

Sono qui, zia Lucilla.

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Mi dici che cosa ti sei fatto, in testa? Guarda com'eri soltanto un po' di tempo fa...

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Vuoi che non lo sappia?

tu hai sognato le donnacce, maiale

Insomma, ci vuoi dire com'è stato che ti sei ridotto così? Come fa ad andare avanti questo film se tu non dici niente? Che cosa ti è successo ai capelli?

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E' stato a guidare il taxi.

2

A guidare il taxi? Non capisco il nesso...

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Harrison, taci e pensa ad Ally McBeal. Robertino, vuoi spiegarci? Tutti gli uomini affetti da calvizie perdono i capelli in mezzo alla testa e li mantengono ai lati... come questo... Tu, invece, sei pelato ai lati e hai una fascia di capelli nel mezzo della testa.

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Sì, ma Frankestein junior non guida il taxi. Questo tipo di calvizie capita ai tassisti che devono sempre guardare la linea di mezzeria. In pratica ai tassisti viene una linea di mezzeria sulla testa.

Nella foto che mi hai mostrato prima avevo i capelli, sì, ma non come prima di guidare il taxi: guarda com'ero da giovanissimo!

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Ero anche più paffuto...

tu hai sognato le donnacce, maiale

A me piaci più così, adesso... anche se la tua è un'acconciatura un po' strana... bisogna ammetterlo.

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Tutto è cominciato quel giorno in cui andai vedere se la lozione Palantine mantiene davvero le promesse sulla ricrescita dei capelli. E' stato Harvey a farmela conoscere...

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Gli ho fatto presente che mi stavo stempiando e lui mi ha consigliato la lozione Palantine! Diceva che era un'evoluzione della Panten e che se la mettevo tutti i giorni avrei avuto i capelli come lui.

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Robertino: devi fidarti di me, mi ha detto.

tu hai sognato le donnacce, maiale

E ha fatto effetto?

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Sì, ha fatto molto effetto. I capelli non sono ricresciuti ma in compenso, ora, non mi tira più l'uccello.

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Immagino quanto sarai arrabbiato con Harvey...

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L'ho fatto fuori!

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Robertino... anch'io uso la lozione Palantine... Ma... allora... allora...  anche il mio uccello...?

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L'uccello di Martin è da mo che è volato via...

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[Martin non regge alla notizia e muore di crepacuore...]

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Bravi, sono d'accordo con la morale del film; nell'uomo anche meno o niente capello: ma che tiri sempre l'uccello!

postato da: MariaStrofa alle ore 14:01 | link |
categorie: cineblog
mercoledì, 09 maggio 2007

pizza alla palombaro

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IL SERIAL KILLER DEGLI ETIMI INCERTI

[Il quattordicesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto palombari.
.
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“Triburzi,” disse Gabriello “non ci sono più i killer di una volta. Adesso i killer si mettono a far fuori soggetti dall’etimo incerto. Ma che sistema è mai questo, dico io?”
 
“E’ un mondo difficile” sospirò Triburzi frustrando il suo grande desiderio di mandare affanculo l’ispettore Gabriello.
.
‘Stai a vedere' pensò Triburzi ‘che i killer, prima di uccidere, devono consultare il dizionario di etimologia per facilitare quell’imbecille del mio capo.'
 
Triburzi però si sbagliava.

Dopo un mese arrivò una lettera anonima.
 
Gabriello, e ora? Che cosa farai? Hai intenzione di arrestare tutta la popolazione mondiale, visto che l’etimo di palombaro non ti soccorre?
.
Alcuni dicono che palombaro derivi dal latino palumbarius che significa sparviero (dall'immagine di chi si precipita o si immerge per raggiungere la preda), altri lo fanno derivare da paloma (gomena) che è un cavo di ormeggio della nave, e altri ancora dicono derivi da colombaro, dal greco kolymbetès che significa tuffatore...
.
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 .
Io sono sempre stato un uomo pacifico Gabriello, ma ora mi sono trasformato in un serial killer perché con la tua fortuna mi hai rotto i coglioni alla grande. Ho comprato un dizionario di etimologia e un po’ per volta ucciderò tutti coloro il cui etimo è indefinito. Voglio vedere come farai, culattone! Ti manderanno a dirigere il traffico, Gabriello.
 
Il serial killer degli etimi incerti.
 
La lettera fu mandata anche a Repubblica e al Corriere della Sera, mettendo in grande imbarazzo Gabriello e tutto il suo staff. Il testo, considerata la popolarità mondiale di Gabriello, fu ripreso in prima pagina dal New York Times, dal Washington Post e dalla Gazzetta di Brianza.*
 
Un mese dopo i palombari, furono uccisi otto pizzaioli.
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E un mese dopo l’ultimo omicidio, arrivò la seconda lettera anonima.
 
Gabriello, vatti a mangiare un pizza da coloro che ho risparmiato. Ecco, guarda, accludo alla lettera una banconota da 50 euro e pago io per te e Triburzi. L’etimo di pizza è incerto, Gabriello. Mangia la pizza e attaccati al tram anche stavolta. Finita la pizza, vai a scopare quella cozza della tua fidanzata Calpurnia. E sposala, che è ora, imbecille.
 
Il killer degli etimi incerti.
 
Anche questa lettera fu spedita in copia ai maggiori quotidiani nazionali: ma senza i 50 euro dell’originale, ovviamente.
 
“Triburzi, il killer ha preso un dizionario di quarta categoria, perché secondo il DELI l’etimologia di pizza non è più incerta. Deriva dall’antico alto tedesco bÄ­zzopÄ­zzo documentato nelle accezioni di morso, boccone, pezzo, pezzo di pane, forma di pane, focaccia… Triburzi, ho capito, finalmente… bisogna arrestare…
 
“Tutti i tedeschi di Ghermania?” domandò Triburzi allarmato.
.
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...........................................................
 
"Gabriello, Gabriello, svegliati, svegliati" disse Calpurnia.
.
"Allegria, allegria... Ti ho incastrato, Mike, allegria..." bofonchiò Gabriello.
.
"Gabriello, svegliati, devi avere avuto un terribile incubo. Povero caro..." disse Calpurnia tergendogli la fronte madida di sudore. "Tutta colpa mia... Ieri sera ti ho spaventato troppo quando ho detto che volevo ucciderti con l'accetta se non mi sposavi.
.
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Ma io ti amo, sciocchino... Vienimi vicino, Gabriello... Sgurgle!"
.

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gif 1 di L0STANGEL; jpg 2 dal blog di DianaLove; jpg 5 dal blog di oyrad, immagine finale di SENZAQUALITA.
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postato da: MariaStrofa alle ore 02:30 | link |
categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello
martedì, 08 maggio 2007

sgurgle

feydeau

Harry... Harry...

23

Sì?...

feydeau

Harry, ti presento Sally...

26

Ciao Harry, ti presento i miei.

6

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Siamo allo scambio di coppie, adesso. Questi sono i genitori della fidanzata di Fotter!

9

3

Siamo noi i genitori di Fotter, come si vede da questa foto di famiglia.

27

Noi di chi siamo genitori?

22

E noi?

2 Marlon, sei invecchiato, non ti riconosco piu, la battuta del burro era nell

Senti, regista: l'inizio non va. Torna a girare le scene o fai un montaggio diverso.

feydeau

Harry, ti presento Sally!

28

Ci hanno presentati, finalmente. Bene, adesso che si sono presentati i miei, i tuoi, i loro, il regista, la tardona, possiamo mangiare qualcosa da soli. Non se ne può più di cene dai miei, dai tuoi, dai suoi, dai loro. 'ste feste del cazzo le hanno inventati i genitori mi sa.

 21

Perché i miei ti hanno fatto qualcosa?

23

Ma che cosa c'entrano i miei o i tuoi? E' sempre una rottura, no? Se tu ti rompi dai miei perché io non posso rompermi dai tuoi? Ma possibile che voi donne siate sempre così? I miei rompono, mentre i tuoi non rompono mai. Anzi rompono a te, ma se lo dico io non va bene.

8

Difficile dire se mi stia più sulle palle Fotter o Harry!

23

Queste cene ci hanno rovinato l'intimità. Durante le feste non hai avuto un orgasmo che è uno.

feydeau

Ci penso io. Sally...

21

Dimmi regista, che cosa c'è?

11

Ti presento Joe Black!

20

Oh... oh... Madonnina Santa...

9

Che cosa c'è? Hai visto la Madonna?

13

18

La Madonna?... Meglio... Oh... sgurgle, sgurgle... mi si stanno aprendo le tube di Falloppio... sgurgle...

16

Godo... sgurgle... sgnatapao.... cip cip cip... uhhhhhh... ahhh... mh.... sgurgleeeeeeee

17

Miaooooo, bau bau... sgurgle.... ohhh, sgnumpf... godo, ohhhhh

Ohhh... Oh...

19

Godo, come godo... sgurgleee...

9

Tu fai sgurgle quando vieni?

Fotter, anch'io ho sempre fatto sgurgle.

8

Quel Fotter fa sempre domande del cazzo...

17

Oh, sì...! Oh... Sgurgle...

11

Ti decidi a venire, Sally?

19

Ah, sì... sgurgleeeeee, sgnatabaoooo, miao bau roar, sgurgle, cip cip cip!

50

[cameriera] Lei vuole quello che ha preso la signora, come nella celebre battuta del film?

- No, io vorrei questo...

4 che noumeno, adesso gli fa vedere il mito della caverna

Sono d'accordo con la signora.

26

Veramente Sean Connery piace moltissimo anche a noi giovani. A me, però, fa impazzire pure questo... sgurgle!

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26

E anche questi! Sgurgle...

 Depardieu

Oui, je suis Catherine Deneuve!

53

Oh... con 'sti manzi godo anch'io! sgurgle!

51

Harry ti presento Sally, Sally ti presento i miei, Harry presentami i tuoi, io Vi presento Joe Black, noi donne non siamo più presenti a vedere questi bonazzi!

Blogger:

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Io Erostratos,non lo cambierei nemmeno con Brad Pitt!Lui è unico! Sgurgle!
postato da: MariaStrofa alle ore 00:05 | link |
categorie:
lunedì, 07 maggio 2007

il bloc-blog

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Mica solo le stagioni:
anche il blocco dello scrittore
non è più quello di una volta.
Il foglio bianco di carta
oh...


Tu lo guardavi il foglio bianco
e lui guardava te, vi guardavate
Via Lattea nello spazio mentale.

Tu volevi incendiarlo
con il fuoco della tua arte
ma lui, il foglio bianco
faceva l'ignifugo.
 
Il foglio immacolato
con il suo bell'abito da sposa
reggergli lo strascico per ore giorni settimane:
Moby Dick che la penna-fiocina tentava
vanamente di arpionare.

E che sollievo, che sollievo se
durante il blocco arrivava una telefonata
e potevi allora violare il foglio
e disegnare le faccine mostruose
di quelle creature che abitano altri mondi
e che arrivano da noi tramite telefono:
(io ho dato vita a popolazioni innumerevoli
mentre telefonavo!)
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Adesso il foglio bianco c'è ancora
(a meno che uno non cambi
le opzioni di Word)
tuttavia...
se appena sollevi o abbassi un po' gli occhi.
tu vedi…
File, Modifica, Visualizza, Inserisci,
Formato, Strumenti, Tabella, Finestra ?
(in alto)
la e del browser, la busta di outlook,
i due compiuterini della connessione
(in basso...)
sembra già di avere scritto qualcosa
(invece non hai scritto una minchia)
 
Poi, quando suona il telefono,
le faccine chiamano
vogliono manifestarsi...
vogliono vivere sulla Terra
almeno per qualche istante.
 
Chiamano chiavano e procreano.
Ma ci vuole sempre un foglio
per placare la loro ansia di vita.
Il vecchio foglio bianco di carta
su cui appaiono ogni giorno
miliardi di creature universali
mostriciattoli che il disegnatore
inconsapevolmente traghetta sulla
Terra.
.
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.
Io lo so, lo so...
sono queste popolazioni aliene
che provocano il blocco dello scrittore
Adesso arrivano per telefono
Un tempo chissà come arrivavano.
 
Questi alieni si ribellano
alla globalizzazione scrittoria.

Sono i bloc-blog!
.
appunti_FinaleZZ
 
 
 
 
 
 
 
postato da: MariaStrofa alle ore 14:52 | link |
categorie: pesci rossi
sabato, 05 maggio 2007

the day of the aragosta

 

 

==========================================

L'episodio più clamoroso di Gabriello diventa un film. Acquistati i diritti per la

realizzazione. La notizia, qui.

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Mentre Calpurnia Salgari attende serenamente il prossimo incontro con il suo eterno fidanzato Gabriello... [SENZAQUALITA]

 

IL SERIAL KILLER DELLE ARAGOSTE

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[IL TREDICESIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

 

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto proprietari di ristoranti. L'ultimo era il titolare del locale chiamato L'aragosta verde.
 
"Aragosta verde?... Triburzi," disse Gabriello dopo l’ottavo omicidio, folgorato dall'ennesima intuizione etimologica "bisogna arrestare tutti gli egiziani di Cesenatico."
 
"Capo,” rispose Triburzi "prima che si proceda all'arresto degli egiziani, che non so proprio come faremo a trovarne a Cesenatico, mi spieghi almeno a che cosa si deve questa pensata: in modo che l'eventuale frustrazione investigativa sia in parte compensata da un arricchimento culturale."
 
"Ha presente l’Esodo 10: 4,5,6 della Bibbia, Triburzi?"
 
"No” rispose il viceispettore "io di esodo conosco soltanto quello vacanziero."
 
“Nell’Esodo 10, 4, 5, 6 della Bibbia di Diodati sta scritto:
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... lascia andare [dice il Signore al faraone tramite Mosè e Aronne] il mio popolo perché mi possa servire.

 Poiché se ti rifiuti di lasciare andare il mio popolo, ecco domani farò venire delle locuste nel tuo territorio.

 Esse copriranno la faccia della terra, così che nessuno potrà vedere il suolo; ed esse divoreranno anche ciò che è rimasto, quello che vi è stato lasciato dalla grandine, e divoreranno ogni albero che cresce per voi nei campi.

 E riempiranno le tue case, le case di tutti i tuoi servi e le case di tutti gli Egiziani, qualcosa che né i tuoi padri né i padri dei tuoi padri videro mai, dal giorno che furono sulla terra fino a questo giorno.

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Il Signore mandò le locuste come ottava piaga contro il faraone per costringerlo a liberare gli ebrei. Gli egiziani non hanno mai digerito questa storia delle locuste. Ce l'hanno a morte con loro."
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"Fin qui ci siamo, capo. Ma che cosa c’entrano i ristoratori con le locuste e gli egiziani che ce l’hanno con le locuste? Forse che nei ristoranti si mangiano locuste?"
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"Certamente!" rispose Gabriello.
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"Capo, è sicuro di stare bene?"
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 "Benissimo, Triburzi. I ristoranti servono aragoste, giusto?”
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"Giusto" confermò Triburzi.
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"La parola aragosta deriva da la locusta, con fonetica genovese (la ragusta) e concrezione dell'articolo in una sola parola (l'aragusta>aragusta>aragosta).
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L'aragosta è una locusta, Triburzi.
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Il killer egiziano ha voluto celebrare il giorno dell’aragosta, contrapponendolo al giorno della locusta, punendo i ristoratori che servivano locuste."
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“Capo, lei è un genio” disse Triburzi con il tono di chi in realtà avrebbe preferito dire: Gabriellosaprai di etimologia ma come detective sei una gran testa di cazzo.
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Un mese dopo questo dialogo si costituì il serial killer.
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"Mi chiamo Saltèrio Cavalletta" esordì.
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"Che le dicevo, Triburzi?" esultò Gabriello "Aragosta, locusta e Cavalletta. Tutto torna. Lei ha ucciso i ristoratori per proclamare il giorno dell’aragosta, vero?" domandò Gabriello.
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“E che stronzata sarebbe questo giorno dell’aragosta?” ringhiò Cavalletta con un tono di voce veramente incazzato. “Io sono un vegetariano: ho dichiarato guerra ai ristoratori che servono carne e pesce.”
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"Ma perché si è costituito?" domandò Triburzi. "Nessuno sospettava di lei. Noi cercavamo egiziani. Abbiamo arrestato soltanto una donna, una certa Omara Sharifa. E non l'abbiamo nemmeno presa a Cesenatico ma a Pinarella di Cervia. Stiamo aspettando che il ministero ci mandi un interprete per interrogarla."
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"E’ la mia colf, ed è innocente. Liberatela" singhiozzò Cavalletta. "Lei, Gabriello, ha un culo così grande che ci si potrebbe infilare dentro un’aragosta viva... e nemmeno se ne accorgerebbe!"
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“La mia intuizione etimologica sul rapporto tra aragosta, locusta e egiziani si è rivelata fondamentale” disse un gongolante Gabriello in conferenza stampa.
 
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s'ipotizza perfino che, in successive mutazioni di natura spuria, s’addivenisse a traslare, con aggressivo francesismo, l’etimo locusta in "lacoste" (da cui la locuzione "il giorno della lacoste")

da allora, il coccodrillo d’egitto campeggia (in araldica), immarcescibile, su campo di lana e/o di cotone

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[Immagine 1 di
SENZAQUALITA; gif 2, 3, 12 di L0STANGEL, le altre foto a cura di DianaLove]
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postato da: MariaStrofa alle ore 09:02 | link |
categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello
giovedì, 03 maggio 2007

giganti e incantatori

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- Un gigante!

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- Noooo... signoria vostra, nooo...

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- Bravi, bravi... Maria, Maria... ancora un altro spettacolo di burattini. Ancora...

Blogger: MariaStrofa No, bambini, adesso è ora di andare a letto.

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- Guarda te che vita ci tocca fare... Burattini ci chiamano... Burattini saranno quei libretti del cazzo. Io sono Don Chisciotte... Sancho, Sancho!

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- Dica, signoria vostra...

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- Andiamo a dormire, sono tutto rotto... Ti dirò che anche stavolta, benché sapessi che era tutta una finzione scenica - e che io dovevo fare finta di scambiare un mulino per un gigante... quello che ho visto mi pareva proprio un gigante e niente affatto un mulino.

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- Era un gigante, signoria vostra, lo era eccome. Sono i poveri di spirito che vedono il mulino al posto del gigante. I maghi incantatori riescono ancora oggi a convincere i lettori che lei è un pazzo. Poveri lettori: si illudono di giudicare e non si accorgono di essere loro le vittime...

Pure quel Cervantes, quel poveretto che ha raccontato la nostra storia, la più formidabile di tutti i tempi, è stato vittima degli incantatori e, in virtù di un sortilegio, mi ha sempre costretto a dire falsità... Lo hanno obbligato a creare un dualismo tra me e lei che in realtà non c'è mai stato... e tutto questo per mettere ancora più in risalto la pazzia dei cavalieri erranti. Ma non ci sono mai stati mulini, signoria vostra, sempre e soltanto giganti.

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- Sempre e soltanto giganti, Sancho... mio meraviglioso scudiero. Chi vede mulini dove ci sono giganti, vada a farsi esorcizzare... o smetta di leggere!

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[Immagine di SENZAQUALITA]

[La foto 7 è stata modificata da un originale tratto dal blog di DianaLove]

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In riferimento al post precedente, Calpurnia Salgari in sereno atteggiamento d'attesa. [SENZAQUALITA]

postato da: MariaStrofa alle ore 19:49 | link |
categorie: librellule, cervantite
mercoledì, 02 maggio 2007

il serial killer del dizionario

Prologo:

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stando a una nota riservata fornitaci dal suo psicanalista (creped,
crepot... ora non ricordo il nome esatto), Calpurnia subì un trauma
mentre era ancora un'adolescente stupenda, sebbene afflitta da un
lieve difetto alla vista: la pulzella coltivò un deviato quanto
sfortunato amore giovanile verso una creatura decisamente inadatta
alle sue più elementari esigenze... tuttavia, pare ch'ella reagisse alla
sorte con straordinaria vigoria (nell'immagine, calpurnia si trastulla
con la testa recisa del suo innamorato) [immagine e didascalia di
SENZAQUALITA]

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IL SERIAL KILLER DEL DIZIONARIO

 
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[Il dodicesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

- Triburzi: - disse Gabriello con gli occhi velati di lacrime -  nel mio dizionario etimologico sono state strappate 8 pagine. Non lo consultavo da circa un anno. Oggi, mentre cercavo l'etimo di conidio, mi sono accorto che mancavano le pagine 379 e 380. Ho continuato a sfogliarlo e ho visto che hanno tolto anche le pagine 486, 487, 488, 1050, 1457, 1852.

Ho raffrontato tutte le parole mancanti e ho rilevato che c'è un chiaro filo conduttore: ci sono ben sei parole che si riferiscono al matrimonio.

- Ha idea di chi può essere stato, capo?

- Calpurnia: è stata lei a farmi fuori le otto pagine. 

- E come l'ha capito?

- Il libro era collocato fra Le poesie di Carducci e Le tigri di Mompracem di Salgàri...

- Sospetta di Calpurnia soltanto perché era vicino a un libro di Salgàri? Mi sembra un po' esile come indizio.

- No, Triburzi: questo è stato soltanto il segno che lei, la serial killer del dizionario, ha voluto lasciare come firma. Tutti i serial killer, come ben sa, amano firmare i loro delitti.

- E il movente, capo?

- Calpurnia si è voluta vendicare del fatto che non le ho ancora chiesto di sposarla dopo vent'anni di fidanzamento. Due giorni fa, prima che partisse, abbiamo avuto l'ennesima feroce discussione.

- Salgàri capisco: ma che cosa c'entra Carducci con il matrimonio, capo?

- Triburzi, lei ricorda la poesia di Carducci Il bove?  Quella che comincia con T'amo pio bove?

- Sì, la ricordo. Ma Calpurnia ritiene forse che lei sia un bove?

- No, però vorrebbe tanto che io lo fossi...

- Calpurnia vorrebbe che lei fosse un bove? Ma il bove è castrato... Non capisco...

- Triburzi, guardi qui: - disse Gabriello indicando a Triburzi lo schermo del computer.

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- Un giogo per buoi - disse Triburzi.

- Appunto... la prima pagina strappata, la 379, è la pagina dove c'è l'etimo di coniuge. Coniuge deriva dal latino cum iugum e coniuge significa aggiogato come un bue; messo sotto lo stesso giogo. I coniugi, per i latini, erano come una coppia di buoi. E guardi le altre parole che mancano.

A pagina 1457 manca la parola scapolo. Aspetti che cerco su Google... Ecco...

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Scapolo, da ex capulare, significa sfuggito al cappio. Calpurnia è stanca che io continui a sfuggirgli.

A pagina 486 - 487 c'era la parola divertire e a pagina 488 la parola divorzio. Divorzio deriva da divertire nel senso di divergere, cioè di fare cambiare direzione a una cosa. Chi si diverte o divorzia cambia comunque direzione.

- Non siete ancora sposati e Calpurnia teme già il divorzio?

- Calpurnia è una che guarda sempre avanti. Poi, a pagina 1050 c'era la parola nubile. Guardi qui:

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- Una nube - disse Triburzi.

- Sì, la nube vela e copre il cielo come la nubile aspira a ricoprirsi del velo nuziale: è il desiderio di Calpurnia.

E poi, a pagina 1852, c'era la parola zitella. Zitella significa donna che è  ancora ragazza (da zitta, forma toscanizzata di citta>piccitta = ragazza). Un messaggio chiaro e in piena regola per dirmi che Calpurnia è stanca del fidanzamento. Tutte le volte che va a Trani dai suoi parenti non sa più come giustificarsi di essere ancora zitella.

- Capo, Calpurnia è di Trani e lei di Cesenatico. Lo diceva anche il Carducci: T'amo pio bove e mogli e buoi dei paesi tuoi.

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[Gif, 1, 2, 3, 7 di L0STANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 16:39 | link |
categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello

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