Ilary era stanca di sentir dire che suo marito Totti era ignorante; così, per il suo compleanno (il compleanno di lei), gli regalò il DELI: 102 euri di dizionario.
Totti lo lesse totto in una notte. Un mese dopo, si giocava l'ultima partita del campionato 2007-2008. A un minuto dalla fine del derby Roma-Lazio, le squadre erano sullo zero a zero. Ma ecco che Aquilani entra in area di rigore, dribbla due avversari, e, poco prima di tirare in porta, viene atterrato alle spalle da un difensore della squadra avversaria. L'arbitro fischia il rigore! Rigore. I romanisti sugli spalti esultano.
Tutti guardano Totti. Totti guarda tutti; si avvicina al dischetto con sguardo sornione, poi si volta, scruta i compagni e...
- Mo je faccio...
- No, er cucchiaio nooooo - urlano allibiti i suoi compagni di squadra. Se Totti avesse segnato, la Roma avrebbe vinto il campionato. - No, pupone, er cucchiaio nooooo...
- 'gnoranti - disse Totti - nun je faccio er cucchiaio. Je faccio 'a chiocciola.
Caro... caro... caro... sì, caro, certo che ti scrivo; l'indirizzo me lo avevi già dato tempo fa; no, non l'ho perso... e nemmeno mi sono scordata di te, figuriamoci! ma potrei sapere, oltre all'indirizzo, che nome e cognome devo mettere sulla busta? Mi è stata rispedita al mittente la trentesima lettera: destinatario sconosciuto. Mi dici per piacere come cazzo ti chiami in questo periodo dell'anno?
- Ma voi, il mistero della Trinità l'avete mai capito?
- Mai. Come si faccia a essere la medesima cosa in tre entità diverse, distinte, proprio non saprei...
- Mi sa tutta una bufala.
LA S D CAMELIE Ma hai visto la reazione a questo post?
NANÀ Non dirmelo, quando le signore hanno saputo che la diamo via a 30 euro si sono tutte meravigliate. Si vede che ce l'avranno d'oro.
LA S D CAMELIE Ci dicano allora quanto dovremmo chiedere per strada! Ci sono le nigeriane che la dànno a 15... figurati.
NANÀ Sai com'è... ogni donna è convinta di avercela solo lei, e che darla sia un evento così fondamentale che l'universo, ogni volta che ciò accade, va sottosopra. Quando poi devi venderla sul serio, ti accorgi che l'universo va sottosopra sì, ma soltanto quando il cliente dice ok il prezzo è giusto, non contratta, e accetta il guanto.
LA S D CAMELIE Perché loro a quanto penserebbero di darla via, sentiamo...
NANÀ Mica l'hanno detto, a parte criticare la tariffa del boccafìga a 30. Secondo te, se glielo chiediamo rispondono?
LA S D CAMELIE Mah, non credo... Comunque è il problema di sempre: non sono certo le puttane che mancano, ma i soldi.
[Sala d'aspetto del dottor Živago]
SANDOKAN Dottore, vorrei fare una liposuzione e un lifting per diventare un personaggio popolare.
ŽIVAGO Ma non lo è già?
SANDOKAN Non del tutto. Ci sono cose in me che impediscono una completa identificazione da parte dei lettori.
ŽIVAGO Tipo?
SANDOKAN Legga qui a pagina 2!

ŽIVAGO Minchia!
SANDOKAN Capisce, dottore? Non c'è battaglia in cui io non beva sangue umano. E poi, succiare le cervella... Mh, sono bone, bone, ma la cosa non penso sia tanto gradita ai lettori... Preferirei apparire più soft, umano, e magnanimo. Anche se perdo in realismo, guadagnerò senz'altro in popolarità e romanticismo.
ŽIVAGO D'accordo, Sandokan.
[Liposuzione e lifting]
- L'intervento è riuscito perfettamente, signor De Amicis. Abbiamo ripristinato la circolazione sanguigna inserendo tre by-pass e rimuovendo un little-tony dal ventricolo destro.
- E per la riabilitazione, dottore?
- Ma mi raccomando... con molta moderazione, signor De Amicis.

In camera da letto
- No, caro, stasera no: ho un terribile cerchio alla testa.
- Il cerchio ce l'hai ormai tutti i giorni: deve essere l'aureola, cara; stai per diventare santa ma dubito fortemente che tornerai vergine.
In bagno
- Visto che il pavimento devo pulirlo io, potresti impegnarti qualche volta a centrare la tazza? Ti lamenti che non te la do più ma ti informo che il mio buco è più piccolo; perciò aggiusta la mira, somaro, e poi ne riparliamo.
- Ehi... baruchista, mi dia una birra in lattina.
- Ma è cieco? Qui la serviamo soltanto alla spinoza.
- Carlo, come vanno le emorroidi? Peggio?... Fammi vedere.
- Oh, sono molto gonfie e arrossate. Devono farti tanto male, vero?
- Dottore, soffro di una forma di stranamore per le persone mature.
- Si spogli e si sdrai sulla pancia che l'ausculto.
- Devo dire 33 dottore?
- No, adesso dica 2001.
- Dottore, ma è sicuro che sia necessario visitarmi così in... profondità per il mio disturbo affettivo?
- Hm.... Hm... Humbert... Humbert... Quanto spazio qui, si vede che c'è stata un'odissea...
- Ecco signorina Lolita, ora sì, dica 33 due volte; e poi ci aggiunga tre, faccia la somma... ecco le faccio vedere che cosa vien fuori... ecco, così... brava... Hm... Hm... Humbert... Humbert...
- Dammi la uno e fammi dei bei primi piani, ve la do io l'inchiesta sullo stato della situazione libraria... Posso partire?... Sì? Bene...
Ditemi se questa è vita! Un granello non fa in tempo a depositarsi sullo scaffale, nemmeno pochi minuti, che arriva una baldracca con un piumino e me lo fotte, spazzandolo via. E io a chi chiedo?
Una volta quelle baldracche lì si chiamavano fantesche e un signor Fante se le faceva tutte e poi le metteva in riga. Ma oggi...
Qui se ne sbattono tutti, sapete, e di solidarietà nemmeno a parlarne. Hai mai visto che un Dostoevskij trattenga un granello di polvere nel cofanetto? Che un Tolstoj ne nasconda qualcuno sotto la sovracopertina? Che un Flaubert ne appunti uno sul suo segnalibro di seta? Ma figuriamoci, sono grandi libri loro: se ne fregano di me e delle mie necessità, e di fare in modo che si riesca a metter su un po' di polvere perché io la interroghi.
Se ne sbattono, i sommi, se io con questo titolo devo trascorrere in eterno una vita da frustrato. Sempre a sculettare lì in prima fila, lorsignori, a tirarsela che sono quanto di meglio ci sia! I ricchi sono così: nemmeno un granello di polvere ti regalano; più sono ricchi e famosi e meno si preoccupano degli altri.
Una prece per Elio Vittorini, pace all'anima sua: lui sì che era lungimirante. Quando fece la prima traduzione, mi chiamò Il cammino nella polvere. Probabilmente immaginava quel che sarebbe accaduto. Con un titolo così, anche se non c'era polvere, uno almeno si riposava e morta lì.
Ma dopo Vittorini, tutti a tradurre Chiedi alla polvere, chiedi alla polvere! E i lettori, poi... Ma chiedetelo voi alla polvere, bastardi rottinculo, passatela voi una vita tra assi pulite! Perché devo chiederlo io? Basta aspettare e sarete esauditi. Polvere siete e polvere tornerete. E allora glielo chiederete voi, oh se glielo chiederete! E anche voi, finalmente, sarete fra le assi. Sfigati. Tutti, tutti quanti! Chiudi il collegamento, dài, che mi sono rotto i coglioni. Spegni quella telecamera, idiota. Ma andate affanculo tutti.
- Dottore, dopo essere stato dall'oculista a curare l'occhio per occhio, ero venuto qui da lei per il dente per dente: voglio levarli dal Levitico e altrove perché mi dolgono; hanno perso troppo smalto, sono consunti e, con l'apocalisse anticipata che c'è in giro, ormai, mi pare molto meglio mettere in risalto gli aspetti più legati alla tolleranza. Ma... il giorno del giudizio no... dottore, quello no!
- Signor Javeh, togliamoLo lo stesso. Anche se non fa male a Lei, c'è il rischio che possa far male a me e a tanti altri.
- Signor Kierkegaard, signor Kierkegaard, ma si può sapere dove sta kierkegaardando? Kierkegaardi dove le sto indicando io e legga le lettere! Su, niente timore e tremore e mi dica se vede meglio A o B. Aut aut!
- Signor Publio Virgilio, devo darle purtroppo una spiacevole notizia. A lei è sceso soltanto un Marone.
- E apra bene 'sto cazzo di gola, signor Lanchester. Sono riuscito a vedere le tonsille di sua moglie, in sala d'aspetto, mentre accavallava le gambe, possibile che non riesca a vedere le sue?
[Gola di John Lanchester è un libro straordinario. Un thriller che si sviluppa tra grandi ricette di cucina internazionale - ce ne saranno a decine - ed etimologia degli ingredienti. E c'è pure il morto. Lo consiglio davvero a tutte le donne {e agli uomini no, chiede barbara34?}. Lo si trova in edizione economica nella Tea.]
Tutti sanno che il parto cesareo (qui vediamo il dottor Živago mentre ne sta facendo uno) si chiama così perché Caio Giulio Cesare è nato in questo modo.
In latino scientifico, il parto cesareo si chiama sectio caesarea dal nome latino Cāesar (Cesare, appunto); ma non pare confermata l'origine del nome Cesare che, secondo Plinio il Vecchio, sta per:
caeso matris utero = dall'utero tagliato della madre, laddove questo caeso (tagliato) risulta più chiaro se pensiamo alle cesoie: entrambi derivano dal verbo cāedere = tagliare.
Sarebbe un circolo vizioso perfetto: stabilito, senza alcun dubbio, che il parto si chiama cesareo in onore di Cesare, Cesare si chiamerebbe così perché nato con il parto cesareo (Cāesar = caeso matris utero = dall'utero tagliato della madre).
Perfetto per Plinio e per tutti tranne che per il padre di Cesare che, se avesse voluto chiamare Rodolfo il figlio, sarebbe stato obbligato a chiamarlo Cesare visto che la mamma lo aveva fatto in quel modo e perché l'evento era stato così clamoroso da doversi ricordare per forza nel nome di battesimo... Sarà mica per questo motivo che hanno avuto la bella idea di chiamare Cesara la Bonamici?
Omnemodo, anche il padre di Cesare voleva chiamare Cesare e non Rodolfo il figlio: Plinio il Vecchio si sbagliava. Cesare è un nome di derivazione etrusca.
[Per Serena, nata con parto cesareo]
Sei d'accordo che la grande letteratura non è mai consolatoria? O che è consolatoria soltanto in senso catartico? Come lo era la tragedia greca? Che più disgrazie succedono e più te ne esci con sollievo? O vuoi il lieto fine? Mi spiace, cazzo, mi spiace. Mi spiace per te.
Qui di lieti fine non ce ne sono. Sto parlando di Jim Thompson, di cui Fanucci sta pubblicando l'opera integrale.
Jim Thompson sta a tutti gli scrittori maledetti americani come Frank Sinatra a Mino Reitano o Tom Waits ad Aurelio Fierro.
Bukowski a confronto di Jim Thompson sembra una servetta timorosa che ogni tanto si fa un goccetto dopo aver lucidato il pavimento: e Bukowski, invece dell'anemico John Fante, non avrebbe potuto riscoprire Jim Thompson?
Gli uomini del sottosuolo sono usciti dalle pagine di Dostoevskij e si sono trasferiti negli Stati Uniti. Li ha raccontati Jim Thompson. Sono sfigati, depressi, rubano e uccidono senza mai una giustificazione.
Jim Thompson non è come i pur grandi Hammett e Chandler che hanno tanto bisogno di farsi vedere buoni e bravi, e come tutto si ricomponga nel loro ordine morale: hanno cedimenti, i detective, ma poi alla fine sono sempre carini, onesti e disinteressati.
'sticazzi! Jim Thompson non dà giustificazioni né consolazioni. E se un uomo dal sottosuolo si scopa una storpia, non la chiama disabile. La desidera perché è storpia. Perché scopa bene, forse per controbilanciare la sua diminuzione fisica. E ruba e uccide per stare meglio: senza giustificazioni sociologiche.
Jim Thompson scriveva per vivere: nessuno o quasi lo cagò allora, in pochi lo cagano oggi. Tranne Stephen King, a cui non assomiglia per niente, ma che ha avuto la generosità di parlarne e di considerarlo un Immenso.
Jim Thompson ha sceneggiato per Stanley Kubrick Orizzonti di gloria e Rapina a mano armata. I due non erano soggetti che potessero andare d'accordo: ma Kubrick aveva del culo oltre che del genio e gliene va dato atto.
Jim Thompson è costretto a mettere il padre in un ospizio: quando ha abbastanza soldi per andare a riprenderlo ci va ma tarda di un giorno. Trova il padre impiccato.
Non ci sono cazzi: è uno dei più grandi scrittori americani del secolo scorso (e anche di sempre). Quando vuole, ha momenti di umorismo che sembra un Mark Twain paranoico.
Ma ha scritto un sacco di merda (per campare).
Così, se non vuoi consolazioni, se ti va di leggere uno scrittore veramente forte, un Dostoevskij altrove, farai meglio a scegliere i titoli per non incorrere in un libraccio orrendo. Se fai di testa tua, va poi a finire che butti via i soldi e dopo mi giuri trenta cancheri.
I titoli in ordine di preferenza:
- Colpo di spugna
- L'assassino che è in me
- Diavoli di donne
- In fuga (ci hanno fatto il film Getaway e l'hanno rovinato con un happy end)
Quasi tutti i romanzi sono tradotti da Anna Martini, una cara amica di it.cultura.libri.
Ciucciateli te i tuoi finti maledetti, i tuoi Kerouac avvinazzati, i tuoi Jack London sociali, i tuoi Burroughs da salotto col buco, i tuoi Bukowski da esposizione. Ciucciateli te.
Jim Thompson.