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lunedì, 26 marzo 2007

eloquente

commento # 122 di Blogger:  al post dio c'è

meravigliose le poesie. la prima una volta mi è anche stata dedicata. sono contenta di essere passata ora che ci sono pure le immagini. che in effetti, non c'è più niente di eloquente per i maschietti.

In risposta al commento di cippi, ricevo da erostratos e volentieri pubblico:

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- Scusate, Cipì dice che sono eloquente.

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- A Mario, qua ce sta na locuente. Te ce lo sai che vor di?

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- Boh. A mme me pare n'antra cosa.

**

sì ma..la prossima volta, per favore, cerca d'aggiustare il tiro!

Blogger: La mia homepage: http://senzaqualita.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SENZAQUALITA


postato da: MariaStrofa alle ore 19:05 | link |
categorie: erostratos
martedì, 13 marzo 2007

scrincellare l'eternità

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.
“Bene” disse l'angiolessa “e così anche lei ha concluso il terreno transito, vero?”
 
“A quanto pare sì” confermai. "Ma come le sta bene quel vestitino" aggiunsi per cercare di ingraziarmi l'angiolessa. "Prada?"
.
"Dior" ribattè lei, stizzita. "Prada veste solo il diavolo".
.
“Ah già... " feci arrossendo di vergogna. "Ma... adesso... qual è il mio destino? Andrò all’Inferno, in Purgatorio o in Paradiso?”
 .
“Prego?.. Ma lasci perdere le stronzate che ha sentito giù. Questi luoghi non sono mai esistiti. Sarà a lei decidere dove andare per l'eternità. Prima deve affrontare La Grande Prova."
.
"La Grande Prova?"
.
"Sì. Dovrà chiudersi in una cabina, e..."
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"E votare...? No, cazzo, no, eh?... io morii dall'Italia, come lei sa. Mi toccherà mica di votare ancora qui, eh? Ho votato per una vita, adesso basta!"
.
"Ascolti invece di interrompere! La Grande Prova non è un voto. In cabina le verrà assegnato un libro e lei dovrà scrincellarlo.”
 .
“Che cosa dovrò fare, io?”
 .
Scrincellare: voce congiunta dei verbi scrivere e cancellare. Lei cancellerà le parole dal testo scrivendone uno nuovo. Le faccio un esempio... Supponga che il testo cominci con Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la dritta via era smarrita. E supponiamo che lei voglia tornare a vivere per l’eternità nella sua villa.
 
Dopo avere opportunamente scrincellato le parole o le lettere che non le servono, otterrà questa sequenza: Nel mezzo del camin di nostra villa… Messa la parola fine al testo, lei piomberà giù direttamente per la canna fumaria del suo camino. Naturalmente quante più cose ci metterà, tanto più la sua eternità sarà ricca di presenze e di cose.”
 
“Spero che non mi capiti una poesia di Ungaretti perché sarebbero cazzi amari. Che cosa ne scrincellerei?”
 
“La fortuna, anche qui gioca un ruolo importante. Più parole avrà a disposizione e più cose potrà ottenere per ricreare il suo ambiente dove vivere per l’eternità. Vuole un harem, vuole miliardi di dollari? Vuole vivere in un paradiso tropicale? Lei scrincelli il testo, e, messa la parola fine, l’otterrà… Scrincellare significa dar voce ai propri desiderii... per sempre...”
 
Entrai in cabina... Cominciai a pregare il mago Otelma che mi arrivassero i Miserabili, Guerra e pace, Alla ricerca del Tempo Perduto: avrei avuto la possibilità di scrincellare e scrincellare a piacimento…
 
Dopo un tempo che mi parve interminabile, la tenda si mosse…
 
“Ecco il suo libro…” disse l’angiolessa.
 
(continua)
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[Immagine di SENZAQUALITA]
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[La foto dell'angiolessa è stata inviata da DianaLove al blog di lefty333boy]
 
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[Il libro più letto nell'Aldilà - Immagine di erostratos]
 
postato da: MariaStrofa alle ore 15:42 | link |
categorie: pesci rossi, cervantite, erostratos, gabryella senzaqualità
mercoledì, 07 marzo 2007

la precarietà del cosmo: puttana mimosa!

In attesa dell'otto marzo, che è la festa della donna (e perciò anche mia), una vignetta dedicata alle donne:

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La vignetta di Altan si chiama vignetta perché nel XVI secolo, come si vede nell'immagine sotto, gli illustratori avevano l'abitudine di illustrare i libri con motivi floreali e in special modo con vigne.

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La nostra casalingaprecaria si chiama precaria perché precario deriva dal latino precarius che discende da prex, precis (preghiera) e significa perciò ottenuto con la preghiera. La nostra casalinga, per essere precaria, dunque, ha dovuto financo pregare.

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Immagine del cosmo: l'ordine delle cose create.

Da cosmo deriva la parola cosmetica, mettere in ordine il viso.

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 Grandine grossa, acqua tinta e neve
      per l'aere tenebroso si riversa;
  pute la terra che questo riceve.

scrive Dante Alighieri nel VI canto dell'Inferno.

La parola pute, qui, significa imputridisce. La puttana (che deriva da pute e significa putrida) anche se fa uso di cosmetica e si mette in ordine, è ugualmente putrida come l'origine del nome suggerirebbe? La puttana fornica.

Ma questa storia del non fornicare? Si può sapere che cazzo significa 'sto non fornicare, a parte la vecchia battuta scolastica di non uccidere le formiche?

Il fornice è un'apertura sormontata da un arco: qui, nell'arco di Costantino, ce ne sono tre. In epoca romana i bordelli erano collocati sotto i fornici: non fornicare.

E la mimosa... che domani se ne sentirà parlare per tutto il giorno? Che cosa significa mimosa?

Significa qualcosa che mima, proprio come

un mimo.

La mimosa sembra scherzare con la mano di chi la tocca: mima un gesto; per questo è stata chiamata così. Non chiedete a me perché l'etimologia dica questo, so mica io: voi avete mai visto le mimose che vi scherzano insieme?

Chissà che cosa ne pensa madeinfranca, in proposito, e il suo blog on n'est pas [seulement] de mimosas che in questi giorni festeggia un anniversario.

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E per concludere degnamente, riaggacciandomi al post precedente, ecco

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..e così paolo, dopo aver tracannato svariati bicchieroni di pozione metallica, si ritrovò dentro un libro - purtroppo, per l'emozione, dimenticò di pettinarsi la verzura.
.
[Immagine e didascalia di gabryella SENZAQUALITA]
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Inviterei tutti a prendere visione di questa immagine, che dire stupenda è poco, qui.
postato da: MariaStrofa alle ore 21:06 | link |
categorie: erostratos, etimi e timi, gabryella senzaqualità
martedì, 27 febbraio 2007

se questo è un uomo chiamato...

Cari lettori, quando consigliai Paolo Ferrucci di aprire un blog, e gli siglai il primo commento, non immaginavo che la sua stella sarebbe brillata così luminosa nel firmamento. Recenti sviluppi mi hanno portata a chiedermi (ma il senso di questa domanda si svelerà solo alla fine... se questo è un uomo...)

Qui lo vediamo ritratto da Decablog: crocifisso alla sua passione per Gaja Cenciarelli.

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Eccolo fotografato da erostratos mentre si rifocilla con un gustoso manicaretto alla locanda di gabryella. Ferrucci ha tentato di circuire anche la locandiera e lei si è vendicata servendogli un topo in luogo del cappone richiesto.

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Ferrucci è un personaggio poliedrico: lo vedete farsi una pera mentre triana è svenuta e gabryella lo riprende di nascosto.

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Il Ferrucci in una delle sue versioni più famose: Ferrucciòlmes fotografato sempre da erostratos.

Ferrucciòlmes non usa la lente di ingrandimento soltanto per rilevare impronte. Spesso e volentieri la usa per guardare la sineddoche delle signore.

E' un uomo passionale, come abbiamo detto!

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Ferrucci osserva attentamente la sineddoche di casalingaprecaria che indossa un abito di erostratos

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Qui, invece, Ferrucciolmes osserva la sineddoche di gaja cenciarelli in due versioni diverse (gaja, non la sineddoche!)

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[gabryella]

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[erostratos]

Ma la cosa più sensazionale deve ancora venire, siori e siore, e tutti voi alla fine vi chiederete come mi sono chiesta io... se questo è un uomo...

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[gabryella]

Ferrucci non è soltanto il commentatore d'animo buono che tutti i portatori di blog conoscono. Per amore si trasforma in o'malamente.

La sua metamorfosi cominciò quando Ferrucci si candidò a pretendente di gaja cenciarelli la cui sineddoche conosceva bene per averla tante volte osservata con la lente di ingrandimento. Eccolo alla guida della carrozza che porta al rapimento di gaja cenciarelli.

Ferrucci si era intrufolato subdolamente in una storia d'amore di gaja, trasformandola con il suo intervento in una sceneggiata.

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[erostratos]

Ma chi, chi poteva immaginare quali doti avesse nascoste Paolo Ferrucci! Un'arma, la sua, che si è rivelata vincente. Siori e siore... ecco Ferrucci ritratto da oyrad G.B. Moroni che mostra fieramente la sua... armatura...

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Blogger: MariaStrofa Minchia, Ferrucci: ma che hai lì sotto?

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Anche la ritrosetta e viperina gaja, in una locandina di gabryella, dopo aver visto il pacco dono di Paolo Ferrucci, non accetta che casalingaprecaria si intrometta e tenta di strozzarla.

Siore e siori... io allora mi chiedo se questo è un uomo! O, forse... è un uomo chiamato cavallo?

Che cosa abbia lì sotto Ferrucci è facile immaginare, facile da scoprire (per chi non tema di scoprir morendo); molto meno facile rivelare Il mistero etrusco: il nuovo romanzo di Paolo Ferrucci nella prestigiosa edizione Sylvestre Bonnard in uscita a marzo e di cui si può leggere un'anticipazione in questa pagina.

Signori: se comprate il libro di Paolo Ferrucci vi verrà un... mistero etrusco... come il suo! Signore: regalate il libro di Paolo Ferrucci ai vostri uomini!

Paolo Ferrucci: uno scrittore! Un mito! Qui il suo blog.

Blogger: MariaStrofa Uno scrittore, un mito e una minchia, aggiungerei...

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Anche suor Pralina fotografata da erostratos osserva compiaciuta il... mistero etrusco di Paolo Ferrucci. Pralina ne ha prenotate tre copie da regalare al suo bioverdurix.

**

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[erostratos]

[Qui per leggere la nuova puntata della vita di Paolo Ferrucci]

postato da: MariaStrofa alle ore 17:35 | link |
categorie: erostratos, gabryella senzaqualità
domenica, 25 febbraio 2007

quando il piccione caga sul monumento

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Tommaso Oldeni aveva accettato per la prima volta in vita sua di concedere un'intervista. Nessuno sapeva come fosse fatto (di lui non era mai stata pubblicata alcuna foto) né se il nome e cognome fossero veri o soltanto un omaggio al giovane Holden di Salinger e a Thomas Pynchon: altri due scrittori che avevano scelto l'isolamento assoluto dal mondo.
 
La giornalista Gioia Paracarro, del settimanale La Vip Teresa, aveva dovuto accettare condizioni precise: intervistare bendata e porre soltanto una domanda.
 
- Perché lei non ha mai voluto farsi vedere dai suoi lettori? - chiese Gioia Paracarro con la voce tremante, accendendo il registratore.
 
- I lettori sono esseri ripugnanti. - rispose Tommaso Oldeni - Vogliono avvicinarsi al loro dio per distruggerlo. Uno scrittore vivo è offensivo per il lettore. La sua presenza fisica esorbita, eccede qualunque decenza, è una kenosi intollerabile e perversa.
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E il lettore desidera vendicarsi, prima o poi. Anela a trasformarsi nel piccione che caga sul monumento, dopo avere constatato che il monumento è fatto di carne e scoperto, magari, che al dio puzza l'alito... che è umano troppo umano.
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Il lettore è una groupie che cerca di scoprire se il segreto del genio sia annidato tra i peli pubici o tra quelli delle ascelle; esige dal suo idolo il sacrificio del disvelamento per farsi ripagare il tributo di adorazione che gli concede.
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Quando lo scrittore scende dal piedistallo per annullare democraticamente le distanze, i lettori non staranno mai sullo stesso piano: prima o poi finiranno con il seppellirlo (fattolo scendere dal piedistallo, lo collocheranno sottoterra).
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Uno scrittore che accetta il dialogo con i lettori è un povero pazzo suicida. I lettori sono i peggiori nemici dello scrittore. I lettori vanno disprezzati e tenuti a distanza.
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L'unico dialogo possibile fra scrittore e lettore è quello platonico, in cui ciascuno fa la sua parte. Che importano i suggerimenti dei lettori? Il feedback sarà pure un caposaldo della comunicazione, ma la letteratura NON è comunicazione.
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Uno scrittore non comunica: è. E la sua poesia, se è tale, come dice Montaigne, non seduce il nostro giudizio: lo rapisce e lo devasta.
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In fondo, gli scrittori vengono al mondo non per essere capiti ma per essere amati. Per questo devono sparire, come diceva Kafka, che non vedeva l'ora di morire per fare vivere i suoi libri.
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Le presentazioni dei libri, gli incontri, le comparsate televisive sono allora soprattutto una sottile forma di tortura, un ricatto, la consumazione di una vendetta. Questi non sono scrittori, sono veline.
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O il libro parla da solo o è meglio che taccia per sempre. I miei libri hanno parlato per me, e io ho parlato adesso, che sono ormai prossimo alla morte, per la prima volta... è sufficiente... Addio.
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[Il racconto è stato costruito utilizzando frasi mie e di erostratos riprese da un thread di it.cultura.libri in seguito al linciaggio di tutti gli scrittori più o meno famosi che partecipavano al gnusgrùp]
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[immagini di pipopipo21]
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[Immagine dal sublimog, blog sublime, di DianaLove] - Diana è assente fino a mercoledì; se qualcuno non dovesse ricevere risposta dopo avere chiesto l'invito...
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[Loreto van de Velde - nhuada]

postato da: MariaStrofa alle ore 11:06 | link |
categorie: pesci rossi, erostratos, pipopipo21
giovedì, 22 febbraio 2007

un marziano a Roma

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Verba volant, scripta manent.

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In amore, invece, gli scritti volano e le parole restano.

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Nosce te ipsum.

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Conoscere sé stesso. Dopo di che non è più possibile vivere insieme con sé stesso.

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Flaianus mi hai rotto er cazzum! Tu stai lì a fare la dolce vita mentre io vengo sbatacchiato ogni volta che la Strofa vuol far credere che è colta e che conosce il latinorum.

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C'è sempre una lingua che non si conosce. Shakespeare non conosceva il greco ma nemmeno Omero conosceva l'inglese.

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Odi et amo... Ehi, Motti... Motti!

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Sì?

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Lascia stare quel marziano a Roma e vieni a fare all'amore, dài. Lo sai che da me troverai un sano erotismo.

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Un sano erotismo? Ma è come dire una bella dentiera.

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... diliges proximum tuum sicut te ipsum.

Blogger: MariaStrofa

Che minchia significat?

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... ama il prossimo tuo come te stesso.

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Amare il prossimo è la forma più raffinata di disprezzo per il prossimo. Si ammette che non si può fare altro che amarlo: e che per tutto il resto è inutilizzabile.

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Odi et amo...

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In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza, essere capaci di andare a letto con la propria moglie.

Blogger: MariaStrofa

Poi dicono che in Italia... Ma nel '900 mondiale... uno come Flaiano... me lo trovate? Secondo me, davvero, era un marziano a Roma.

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Di Ennio Flaiano si è occupato in tre post molto belliimg87/5854/pferrucciwb3na1.jpg  Paolo Ferrucciòlmes (fotografia di erostratos), qui.

postato da: MariaStrofa alle ore 12:30 | link |
categorie: librellule, erostratos
mercoledì, 21 febbraio 2007

la donna che centrava la tazza del water

Prologo di erostratos KING al post:

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[Un commentatore di Maria Strofa ha bucato, per ritorsione, una gomma all'auto di Edda Gableri]

Ammetto che ho sbagliato.

Pensavo di scrivere questo unico post e di risolverlo con la battuta finale. I romanzi di appendice continuano, ma quello di appendicite continuava per finta! Era solo per fare una battuta.

Macché.. nei commenti è stato un tutto un invito a continuare, come se io avessi pensato a un proseguimento.

Nei limiti della mia popolarità di condominio, mi ritrovo come il povero Conan Doyle che non aveva più giurisdizione su Sherlock Holmes; quando lo fece morire per liberarsene, insorse l'Inghilterra tutta! Doyle dovette riscrivere altre avventure accadute prima della morte del detective.

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[Sherlock Holmes fotografato da erostratos mentre si traveste da Paolo Ferrucci]

Il Francesco Cartuscella mi è sfuggito di mano e ora appartiene ai commentatori! Vogliono sapere che cosa è accaduto dopo. Cartuscella non è più mio.

E adesso?... Posso cavarmela mandando un fiore a chi mi ha commentato aggiungendo non volevo continuare, mi spiace, sorry?

Cartuscella l'ho messo al mondo, ma è stato adottato dai commentatori del mio condominio che me l'hanno riaffidato in adozione: portalo a spasso ancora, dicono. Dite!... Volevo scrivere e mo mi tocca fare la baby sitter del VOSTRO Cartuscella!

Obbedisco: obtorto collo ma obbedisco.

Una soluzione semplice sarebbe quella di far morire Cartuscella. Uno scrittore ha potere di vita o di morte; e quando un personaggio non sa più come farlo muovere, lo fa schiattare e bonanotte.

Ma già si è visto quel che accadde a Conan Doyle: e inoltre, se continuazione deve esserci... facciamolo vivere ancora un po' questo Cartuscella prima di farlo sparire.

*

SECONDA PUNTATA del romanzo d'appendicite L'uomo che centrava la tazza del water

Il chirurgo che operò Cartuscella riuscì a salvare lo scrittore, portò a casa la chiavetta USB, lesse il romanzo e se ne innamorò (sia del romanzo sia dello scrittore). Il chirurgo si chiamava Angelica Cherubini. Donna bella, giovane e colta, quando seppe da Cartuscella che cos'era accaduto gli chiese di sposarla.

Cartuscella, che non si fidava più delle donne, esigeva da Angelica continue prove d'amore. Chiese ad Angelica di centrare la tazza del water mentre faceva la pipì: ma lei doveva stare in piedi e pure bendata!

Poi le chiese di sbreccare ogni piatto del servizio di Limoges appartenuto a Maria Antonietta

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e, infine, non pago, le chiese di ingoiare il bisturi con cui lei l'aveva operato. Angelica non sopravvisse all'operazione, ma oltre al bisturi ingoiò anche la chiavetta USB.

Cartuscella quando capì che cos'era accaduto, chiese la riesumazione della salma. Purtroppo (o per fortuna) Angelica era stata cremata.

Cartuscella perse il suo romanzo, e per sopravvivere diventò paroliere del cantante Povia. L'ultima sua canzone, dedicata alla chiesa italiana fa così:

Quando i Ruini fanno no

che meraviglia

Quando i Ruini fanno no

l'Italia in culo se lo piglia!

Edda Gableri è stata vista di recente sullo yacht di Briatore. Chissà se riuscirà mai a farglielo ingoiare.

[Fine]

[Fine, sì, ho detto fine]

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Mentre ricordo ancora che il nome di Cartuscella è ispirato al blog di PenserEnsuite, qui, ringrazio pipopipo21 per tutte le belle immagini che mi permette di usare.

La foto di Edda Gableri con la gomma bucata da un commentatore del blog di Maria Strofa è tratta dal blog meraviglioso di DianaLove.

postato da: MariaStrofa alle ore 19:06 | link |
categorie: pesci rossi, erostratos, pipopipo21
lunedì, 19 febbraio 2007

eros-stratos(ferico)

 

 
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appendice ellenistico-salgariana
 
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Io mica la conoscevo quest’isola che ancora non ho capito che forma ha. Si vede che non è segnata sulle mappe. Fatto sta che mi trovo qui, ospite della Sorellanza che spirateggia su e giù per questi mari, tutte donne, una specie di Tortuga rosa.
..
Cioè, ci sarà pure qualche uomo, ma in giro non se ne vedono. Può darsi che li tengano in casa.
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A dire il vero le isole sono due: Sñapas, la maggiore, e Virgla, un isolotto contiguo che ne fronteggia la costa sul lato di nord-est. A giudicare dal suono dev’essere da qualche parte nelle Antille, ma non saprei.
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Lì per lì credevo di essere finito a Temiscira, la leggendaria città delle Amazzoni. L’ho anche chiesto a una con le scarpe di pezza.
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- No, Tesora.
- Scusa?
- Tesora, con la t maiuscola. È la nostra capitale.
- Ah, ok. Grazie.
 .
Sì, questa Tesora, devo dire, è una città alquanto pittoresca, tutta fortificata e protetta da una baia naturale di mirabile conformazione.
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Il resto dell’isola non ho avuto ancora modo di visitarlo, ma ho sentito pronunciare il nome di alcuni posticini assai curiosi: Playa Gaya, Punta Triana, Punta Lollosa, le sierras Casera y Precaria, che dovrebbero trovarsi nella parte occidentale, e poi il tenebroso monte Hidra, di origine vulcanica, che si può vedere anche da qui, e una certa laguna, ottimo approdo per attività di contrabbando, che chiamano Favor de las Nieblas.
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Più qualche altro sito dal sapore romantico, tipo Flor de Bruguera o Luna de las Buenas Noches... Purtroppo non mi sono mai mosso dalla capitale, quindi non saprei neppure collocarli esattamente. Ci vorrebbe un cartografo.
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Ah, nel caso qualcuno si domandasse come ci sono capitato... Per la cronaca: ho fatto naufragio mentre veleggiavo, diretto a Cartagena per cavolacci miei, a bordo del brigantino Pequod. Il nome gliel’ha dato l’armatore (“inventato” dice lui), un certo Oliveiro de Libertos.
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Aggrappato a un relitto, per tre giorni – durante i quali ho smoccolato ininterrottamente all’indirizzo del señor de Libertos – ho pensato che la sua era stata una trovata del cazzo, ma sto cominciando a ricredermi: le piratesse sono davvero incantevoli. E inoltre, non mi chiamo Ismaele.  [erostratos]
 
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Quando gabryella e erostratos si incontrano...
 
erostratos mi ha mandato il pezzo [cartina geografica compresa] e io mi sono presa la libertà di interpolarlo (anche per motivi grafici) con una delle gif libronautiche più meravigliose e geniali che potessi mai immaginare. Ho delirato quando ho visto questa gif di gabryella: qui. 
 
E' il luogo dove nascono le storie...
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Il post è dedicato a:
 
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sgnapvirgola  (la conformazione dell'isola è tratta dall'avatar di sgnapisvirgola)
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Questa è una foto dal blog di DianaLoveMaravigliosa
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Image Hosted by ImageShack.us
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Blogger:
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Blogger:
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ma noi così...nell' Ammucchiata
SIAMO di una bellezza assoluta...
mostruosa, ecco!
 

                     
 

bisousàtous-uno
Blogger:
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postato da: MariaStrofa alle ore 00:24 | link |
categorie: erostratos, gabryella senzaqualità
domenica, 18 febbraio 2007

arrivano i mostri

 

 

Ecce blognauti!

Benché ognuno preso singolarmente sia di una bellezza assoluta, ammetterete che, visti così tutti insieme, gli avatar comparsi nei luoghi 1 e 2 fanno una certa impressione.

Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: La mia homepage: http://sbucciature.splinder.comLa mia homepage: http://anonimoanomalo.ilcannocchiale.itBlogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: La mia homepage: http://cordovero.blogspot.comBlogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: La mia homepage: http://www.bloggers.it/scrittureBlogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: MariaStrofaBlogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: fornarina

Arrivano i mostri! Ecco il grido imperioso che tormenterà le notti dell'usurpatore:

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Blogger: [SENZAQUALITA]

La sfida al bo-ok corral è cominciata!

Blogger: [Decablog]

Gli impavidi blognauti si uniscono per combattere e sconfiggere gli pseudolibronauti di Oliviero Diliberto.

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Leo è riuscito a fotografare l'armadio in cui ci sono gli scheletri di questa vicenda editoriale.

oyrad così commenta questa opera buffa:

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Blogger: [oyrad]

Il caso è stato sollevato da Lucio Angelini qui.

Si inserisce a sorpresa nella vicenda Paolo Ferrucci, qui.

Con il fiuto da detective che contraddistingue il nostro Ferrucciòlmes (fotografato da erostratos mentre cerca di risolvere Il mistero etrusco)

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più di uno ha sospirato: Questa, allora, è la fine (non si sa bene se positiva o negativa!)

Preghiamo!

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Blogger: [chatterly]

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Cara Maria comincio a preoccuparmi.... ti vedo ovunque!
Ieri guarda un pò cosa ho "visto"!!!!
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Blogger:  [Perlasmarrita]

 

postato da: MariaStrofa alle ore 15:41 | link |
categorie: librellule, erostratos, gabryella senzaqualità
sabato, 17 febbraio 2007

rotolibro in cerca d'autore

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[Altro plagio - gif di Senzaqualità]

[Locandina di Decablog]

 

Dopo avere letto i commenti al post precedente (commenti, in tal caso, è crasi di commoventi commenti: e io vi adoro a tutti!) ho deciso di chiudere il blog a mio nome e adottare, per ogni cosa che scriverò, lo pseudonimo di Oliviero Diliberto come suggerito da erostratos. Chissà che in questo caso non arrivi fra i miei visitatori anche Umberto Eco.

L'idea di vedere Umberto Eco tra un Paolo Ferrucci e una sgnapisvirgola, molto sotto goodnightmoon o Letizia Miciù, con hidra o gaja che gli soffiano il commento nr 1 per una frazione di secondo, è cosa che inserisco tra i desiderii della mia vita.

Ma prima di questo grave sacrifizio, rendo disponibile alla categoria della libera titolazione il mio secondo romanzo. Se ci fosse un parlamentare che ha bisogno di scrivere qualcosa e non sa che titolo metterci... ma prenda pure il mio!

Mi accorgo a posteriori di quanto fui inconsapevole profetessa nel chiamare il mio secondo romanzo Rotolibro d'autore.

Cancellato, come si può vedere dalla foto, lo pseudonimo Carlo Berselli sulla copertina, attendo sviluppi: il Rotolibro d'autore è ora Rotolibro in cerca di autore.

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Il mio sogno, dopo Oliviero Diliberto che pubblica I libronauti con prefazione di Umberto Eco, sarebbe quello di vedere Fausto Bertinotti in Rotolibro d'autore con la prefazione di Alberto Arbasino; oppure Cossutta con Claudio Magris.

Molto ma molto meno gradito (quasi da querela) sarebbe un Buttiglione con Gabriele La Porta: ma addirittura da suicidio, invece, un Calderoli con Maurizio Belpietro.

I particolari della vicenda prendi il titolo di una persona sconosciuta e pubblicalo tu che sei famoso sono stati riportati da cazzeggi letterari, qui: post di oggi e di ieri.

f.to

il vostro Oliviero Diliberto.

postato da: MariaStrofa alle ore 12:30 | link |
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mercoledì, 14 febbraio 2007

il cuore è un cacciatore solitario

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Buon San Valentino, San Valentino!

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Veramente io sarei Sant'Agostino. E sono single: festeggio domani 15. [Una delle più grandi scrittrici del '900! Uno dei titoli più belli della letteratura... Non si è mai vista una titolatrice del suo livello. Riflessi in un occhio d'oro, La ballata del caffè triste, porella... che cosa le è capitato da intronarsi così? Carson McCullers... scrittrice divina...]

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Ha vissuto fianco fianco a me per tre anni: tutti i libri hanno cambiato posto tranne noi due. La Carson - hai ragione vescovo di Ippona - scrittrice somma - è diventata l'idiota della famiglia. A proposito... per San Valentino la Strofa ha promesso che mi mette accanto il castoro, la Beauvoir. Aveva detto alle 14. Che ore sono?

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Boh...

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Quando la conversazione non decolla, bisogna ricorrere al tempo. Certo che quest'invernizio è stato abbastanza caldizio!

Ci penso io. Non è il giorno dell'amore, oggi? Per festeggiare questa ricorrenza io vorrei augurare buon Sant'Agostino...

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[Rintronato anche il Gourmont: ha l'alzheimer. Per forza... un'edizione del 1905.] Remy, Remy, dolce Remy: San Valentino! oggi è San Valentino non Sant'Agostino.

Oggi, per festeggiare San Valentino, voglio dedicare una mia pagina alle palingenie.

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[Tutti i libri della libreria] Le palingenie? E che cosa sono?

Vi è una specie di farfalle, le palingenie, di cui non si è mai veduta la femmina. Ciò avviene perché, fecondata prima ancora di uscire dalle sue spoglie di linfa, essa muore, con gli occhi ancora chiusi, madre a sua volta e figlia, appena venuta alla luce.

Buon San Valentino a te, palingenia, simbolo della femminilità, dell'amore negato, della donna, della maternità, della vita...

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P.S. Il libro di Carolina Invernizio è un omaggio a flaviablog una portatrice di blog coltissima e molto raffinata. Qui il suo bellissimo post dove parla dell'Invernizio, e qui il suo blog carta scritta dove parla di libri e scrittori.

P.P.S. grazie a eros/tratos che ricordandomi il sublime Fisica dell'amore mi ha permesso di riportarlo alla luce della prima fila, di rileggerlo e di dedicare il post alle palingenie.

postato da: MariaStrofa alle ore 14:01 | link |
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domenica, 11 febbraio 2007

la locanda dei pasti perduti

 

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La locanda di gabryella è una storica locanda frequentata da grandi scrittori.

Il servizio e la ristorazione sono ineguagliabili; tutto è sempre filato liscio, tranne qualche piccolo incidente: come quella volta che...

**

[Entra Gustave Flaubert] - Ho una prenotazione a nome Flaubert.

Menico [garzone che lavora alla locanda] - Buongiorno Signore: due posti, vero?

Flaubert  - No, solo uno.

Menico - Ma qui c'è scritto Gustave Flaubert e Madame Bovary. La prenotazione è per due. Non viene la Signora?

Flaubert - Ignorante: Madame Bovary c'est moi.

**

[Entrano i moschettieri] - E' pronto il nostro tavolo?

Menico - Ecco qui, signori: un tavolo per tre.

I moschettieri - Ignorante: noi siamo in quattro.

**

[Entra Arthur Rimbaud] - Ho prenotato a nome Rimbaud

Menico - Entri, Signore, e si accomodi: questo è il suo tavolo.

Rimbaud - No, non è per me.

Menico - Non è per lei?

Rimbaud - Ignorante: Je est un autre.

**

[Entra un russo]

[Menico, vedendolo, si entusiasma] - Si accomodi, Signor Dostoevskij.

Il russo - Ignorante, io sono il sosia.

**

[Entra una compagnia teatrale] - Abbiamo prenotato a nome Artaud.

Menico - Ecco qui il vostro tavolo da venti posti.

Artaud - Ignorante, ce ne volevano quaranta.

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[Entrano un visconte e un cavaliere] - Abbiamo prenotato a nome Italo Calvino.

Menico - Ecco qui il vostro tavolo da due posti.

Il visconte e il cavaliere - Ignorante: ci serviva soltanto mezzo posto.

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[Entra Pirandello]

[Menico, appena lo vede] - Senta lei, io mi sono rotto di fare la figura dell'ignorante. Per quanti dovevo riservare, che non ho mai capito? Per uno, nessuno o centomila? Ma vada un po' affanculo lei e maria strofa. Io mi licenzio.

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[Alla locanda succedono anche fatti magici. Il vento le ha preso il cappello, la sciarpa è diventata ala pronta al volo]

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Il geipèg della locanda Senzaqualità, a cui è dedicato il post,  è di erostratos. L'immagine, didascalia compresa, è di pipopipo21]

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[entra un uomo barbuto]


menico: - e lei, chi diavolo è?"


ludwig feuerbach: - per il momento sono nessuno, ma appena mi darai da mangiare sarò ciò che mangerò [SENZAQUALITA]

ludwig feuerbach - Ah... un'altra cosa... mi apparecchi anche per Dio che l'ho inventato io.

**

[entra Jules Renard]

Menico – Buongiorno, Signore. Il suo nome?
Renard – No, lasci perdere, non ho prenotato. Aggiunga pure un coperto al tavolo di Ferrucci e metta sul suo conto.
Menico – Come desidera, Signore.
FerrucciScroccone!

[erostratos]

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Sempre con Pirandello:

Menico- Lei ha prenotato, vero?

Pirandello - così è, se vi pare.

[SENZAPIUTEMPO]

**

Eh, beh...sono gli incerti del mestiere ad avere una locanda.

Ad esempio mi è giunta voce che, con gentilezza, quando entrò Ionesco, Menico disse:
- Venga, ho giusto un tavolo riservato per due...giusto vicino all'orchestra, in bella compagnia!
L'altro, nervoso:
- Io sono IL SOLITARIO!

E Calvino, quando gli venne riservato un tavolo vicino al caminetto ebbe a reclamare:
- Preferirei in giardino, sono IL BARONE RAMPANTE!

Quanto a De Carlo, per quanto riguarda i dolci è incontentabile, ci vuol un'esagerazione di farcitura, praticamente UN TRENO DI PANNA!
 
[Flaviablog]
 
**
Ha telefonato Bulgakov ha ordinato una margherita per il maestro
 
Grossman ha detto di apparecchiare solo con cucchiaio e forchetta, il coltello lo porta lui
Burroughs vuole solo un pasto nudo
Gordimer non vuole nessuno al suo fianco
Dona Flor viene coi suoi due mariti ma vuole un tavolo per due!
F.Scott Fitzgerald ha la dentiera nuova vuole solo una fettina di tenera notte
per Silone solo vino e pane e una manciata di more
per Baricco una bistecca senza sangue
per Camilleri solo arancini
 
[didolasplendida]

**

[Entra una compagnia un uomo mezzo piegato] - prenotazione a nome D'annunzio

Menico - Ecco qui il vostro tavolo per uno.

D'annunzio- Ignorante, ce ne volevano, Io superuomo e SuperMan

[PassoDiBradipo]

**

un tavolo per doctor Jekyll & mrs Hyde
prego>,-))
e che sia un po " nascosto"

[lefty333boy]

**

3 posti anche per il dio cristiano, ed altrettanti per charles mingus.

[aitan]

**

Ho prenotato per molti e diversi, ma vedo che basta un posto solo. Che inquietudine (F. Pessoa)

[effe]

**

Sono Vladimir, verrei a cena con il mio amico Estragon... può preparare anche un terzo coperto? Sa, aspettiamo un amico.

[Zu]


postato da: MariaStrofa alle ore 20:05 | link |
categorie: cervantite, erostratos, pipopipo21
giovedì, 08 febbraio 2007

gaja e iannozzi: la loro storia è una sceneggiata!


da "i promessi sposi"

[SENZAQUALITA]

La storia di Gaja Cenciarelli e Giuseppe Iannozzi è ormai una sceneggiata! Un nuovo intruso (Paolo Ferrucci) si inserisce di prepotenza nella torbida storia d'amore e cerca di rubare Gaja a Iannozzi!

erostratos ha già confezionato una locandina sublime. Qui per vederla. Date le dimensioni della locandina, ho dovuto metterla in fondo al post.

Protagonisti (con i loro veri volti):

1) Gaja Cenciarelli

2) Giuseppe Iannozzi

3) Lucio Angelini

4) Paolo Ferrucci

postato da: MariaStrofa alle ore 18:39 | link |
categorie: erostratos
sabato, 13 gennaio 2007

erostratos 7

Diceva Calvino (Italo) che le strutture alimentano la creatività: così è dello scrivere in rima o con un soggetto assegnato, diversamente dallo scrivere a tema libero senza alcuna limitazione prefissata: ciò che a sentire Calvino, almeno, ne paralizzava la fantasia.

Mi rifaccio a Calvino per giustificare il post che segue: avrei dovuto mandare un solo disegno ma il mio template me lo sbatteva troppo in fondo. E non era il caso di vaniloquiare per riempire spazi.

Così ho pensato, in forza della limitazione grafica, di riproporre i disegni di erostratos come sono stati pubblicati nel blog e poi di riproporli a grandezza naturale (possibilità che la mia imperiza non mi aveva consentito la prima volta - ma che ora sono in grado di fare grazie ai suggerimenti di gabrilù): e spero che la limitazione, come dice Calvino, sia stata di giovamento.

Alla fine, perché era e rimane soltanto questo lo scopo del post, il nuovo disegno di erostratos.

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danzacurato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato da: MariaStrofa alle ore 23:32 | link |
categorie: erostratos
mercoledì, 03 gennaio 2007

erostratos 6

C'è un album di Milo Manara del 1996 che si chiama Gulliveriana, ma qualcuno nel 1990 lo aveva già anticipato.

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[Questo è un disegno ispirato a Gulliveriana di Manara. Il disegno si trova nell'omonimo blog di Gulliveriana (post 8 giugno 2005) ]

Anche il disegno sotto è dedicato espressamente a Gulliveriana]

L'illustrazione dell'altra Gulliveriana è molto grande sicché occorre scendere un po' per vederla (ma ne vale la pena! - con IE, almeno, si deve scendere; con Mozilla no...)

Di chi è questa Gulliveriana? Cioè io lo so, ma secondo voi? (In ogni modo, il mistero non durerà molto perché domani (cioè oggi fra 22 ore, prima di mandare l'altro post, metto il nome del disegnatore nel titolo e bonanotte...)

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postato da: MariaStrofa alle ore 00:17 | link |
categorie: erostratos
sabato, 30 dicembre 2006

erostratos 5

Che storia hanno le mogli dei grandi scrittori? Dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna? E dietro una grande donna c'è sempre un grande uomo? (non nel senso di quando lo fa alla pecorina, s'intende...)
.
Si vorrebbe dare inizio con questo post di erostratos alla rubrica Mogli dei grandi scrittori o anche Mariti delle grandi scrittrici (o fidanzati o morosi - la parola compagno mi fa venire l'orticaria): anime morte alla gloria ma resuscitate nei limb(r)i delle biografie: larve ipostatiche che assurgono allo status di farfalle virtuali soltanto se accompagnano, obtortobbediènti, il volo di Madame Butterfly (Madame Butterfly c'est moi! dice lo scrittore)...
.
Anime che si sono sacrificate, che hanno oppresso la loro metà con l'ab-negazione, con il ricatto psicologico di un'esistenza vissuta all'ombra del Grande: ricatto sottaciuto o urlato ma sempre ricatto. No, non è facile essere l'altra metà del cielo di un genio. Terribili possono essere le conseguenze...
.
La moglie di Tolstòj
         di erostratos

Sof

  
Tutte le mogli felici si assomigliano fra loro, ogni moglie infelice finisce per assomigliare al marito.
 
Per alcuni anni ancora, dopo la sua morte, i bifolchi di Jàsnaja Poljana videro il conte Lev NikolàeviÄ Tolstòj, il grande scrittore – sguardo vacuo e una soffice matassina di capelli posata in cima al cranio –, attraversare il cortile trottando nella guazza con le sottane tirate.
 
Non era lui.
 
Quella sinistra palingenesi rispondeva sibbene al nome di Sof’ja Andrèevna Tolstàja, nata Bers, secondogenita del medico di corte Bers: sua moglieSof 
Lui la conobbe che era un bijou.                                                                                    
Leggiadra.
Venusta.
Che figa!, si disse il conte (se lo disse in russo, con un’unica emissione di suono, una specie di muggito alcolico che s’impastava nel finale). Me la sposo! (altro muggito)
 
La piccola aveva tuttavia, come si suol dire, un temperamento tragico.
Col tempo peggiorò. Isterica, lagnosa (oh, quanto!) non che incline al battibecco, affetta da una gelosia tenace e disperante, grufolava fra le carte del marito, lo guatava nel sonno, lo concupiva.
.
Giunse financo a sospettare che pendesse dall’altra parte, e che, ogni qual volta il di lui discepolo ÄŒertkòv passava a trovarlo a Jàsnaja Poljana, i due si appartassero per ingropparsi. Avrebbe voluto possederlo solo lei, interamente e senza remissione, tutto per sé, sgnapparselo tutto, scofanarselo dalla testa ai piedi, ciucciargli l’anima insieme con l’uccello. Talora vagheggiava di accopparlo per poi rifarlo esattamente uguale(parole sue).
 
Gli scodellò tredici marmocchi.
 
Lo interiorizzò morbosamente.
 
Poi, non paga, cominciò pure a esteriorizzarloSof
 
Il volto le si rincagnò tutto. Mise fuori una lana intricata, fioccosa, e un nappone con cui si avanzava sopra la spalla del marito intento alla scrittura e ne annusava ingordamente i pensieri.
 
Lui – e si capisce – prese a fuggirla. Ricusò perfino di dormire con lei nello stesso letto.
Solo a toccarla, gli pareva di indulgere a una sorta di onanismo indecoroso e puerile.
Che cazzo, sua moglie era un marito! E poi quel cipiglio, quella barbaccia da pope, quelle fattezze senza grazia... Sì, insomma... gli ripugnavano (non osava approfondire).
 
Per un attimo, colto dalla disperazione, fu addirittura tentato di venirle incontro: di effeminarsi lui. Ma come? Poteva mica fiondarsi a Casablanca... I serpenti! Sì, sì, i serpenti, come coso, lì... l’indovino. Ma che mese era? Quando cazzo si accoppiano i serpenti?? Ma porc... Serate innumere a lessarsi le ciuffole con Hegel, invece di studiare zoologia!   
 
Ma poi no, non avrebbe funzionato comunque: di sicuro l’avrebbe tradita.
Cornificata.
Senza scampo.
Ma certo! Già si vedeva darla a qualche musicista, di quelli con le mani diafane, sottili... Mica ‘sti badili terrosi da mugìco. Quel Taneev, per esempio. O a un ufficiale... Un elegantone coi bottoni dorati e la passamaneria. Sì, meglio un ufficiale.
 
Oppure, più correttamente, si sarebbe gettato sotto un treno.
 
No: era la fine. La diuturna, l’estenuante, la mortificante intimità con se stesso che sua moglie gli infliggeva lo persuase che non si sopportava. La vena gli si inaridì. Tutti quei libri, quel fottio di personaggi sollevati come un muro fra sé e la propria faccia... Tutto inutile.
 
Non fa meraviglia che, la notte del 28 ottobre 1910, il conte Tolstòj uscisse definitivamente di cotenna e, braghe alla mano, si slanciasse in un galoppo belluino lungo le campagne, e poi in carrozza, su! più su! per le nevose salpingi della Santa Madre Russia fino all’ultima stazione di Astàpovo - il suo utero atro -, dove tirò le cuoia (sì, fu un finale circolare).
 
L’infelice Sof’ja Andrèevna sopravvisse al marito ancora nove anni.
Quando morì, era tutta la buonanima.
.
Sof
.
Questo post è gemellato con letturalenta Luca Tassinari, qui, (trafiletto a destra)
.
 
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Il nuovo film del Cineblog Indovina chi viene (non a cena ma Indovina chi viene... e basta), qui, è dedicato alle donne ma può essere visto, con interesse o disinteresse, diletto o sdiletto, anche da chi donna non è. Per la dedica, si può leggere qui.

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in effetti, Sof’ja Bers fu la vera ispiratrice dell’Anna Karenina, controverso personaggio cui l’Autore assegnerà, tra perle e trine, il marchio del "diverso" e che ebbe poi ad ispirargli la celeberrima frase, dedicata alla consorte: "anna karenina c’est moi et, tout fois, toi aussi!"
(qui, una rivelatoria ma ormai introvabile rappresentazione di Anna mentre, davanti allo specchio, s'immerge nel duplice transfert Sof’ja/Lev)



[SENZAQUALITA
]
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categorie: erostratos
giovedì, 21 dicembre 2006

la chiamavano mimì

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Con ogni evidenza, chi teme che qualcuno gli porti sfiga non sa che la sfiga lo ha già visitato da un pezzo. [erostratos]

Questa frase me l'ha inviata erostratos in email parlandomi di Mario Praz (anglista Sommo) di cui tante persone, ancora, temendo che porti sfiga, non pronunciano il nome e lo chiamano soltanto il Professore. Io l'ho associata anche alla sublime MIA MARTINI... a cui la dedico.

postato da: MariaStrofa alle ore 15:00 | link |
categorie: erostratos
martedì, 19 dicembre 2006

de libro albino

librobianco

Il librobianco di gabryella è lo sviluppo di un'idea di Laurence Sterne che mise una pagina bianca nel Tristram Shandy; gabryella, meno tirchia del grande scrittore irlandese, di pagine bianche ne ha messe 580.

Il librobianco di gabryella, tuttavia, non è di quel bianco che più bianco non si può.

 

Se fosse un libro del tutto bianco, come quello che Virginia Woolf donò alla sua amante Vita Sackville-West, se fosse un libro disperatamente bianco (senza qualche nota decontestualizzata a piè di pagina) detto libro sarebbe del tutto nero, come ci spiega erostratos nella prefazione al libro collocata in nota a pagina 10.

 

 

Un libro non può essere disperatamente bianco, perché un libro bianco, ma bianco con disperazione, non è cosa che ignori la nerezza, nossignore, anzi, quella stessa nerezza, sottratta al novero dei confortevoli tesori dell’interiorità la cui funzione precipua consiste nel permettere agli allocchi di gloriarsi del loro disvelamento, la abita ora interamente, irredimibilmente, lo informa di sé con la flagrante pervasività di una speranza tradita.

erostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratoserostratos

 

Sui contenuti di questo libro c'è ancora grande mistero (erostratos ci ha inviato la sua prefazione in email chiedendo che restasse riservata, cosa che abbiamo fatto riservandola per questo post):

 

gabryella, dopo molta insistenza, ci ha anticipato tre note: le note a pagina 15, 16, 17,

 

La nota a pagina 15 dice: vedi nota  a pagina  17

 

La nota a pag 17 dice vedi nota a pagina 16

 

La nota a pagina 16 dice: Questa nota non è una nota ma una pipPa, come abbiamo spiegato a pagina 18.

 

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Ma la nota a pagina 18 non ci è stata mandata.

 

Vani i tentativi di avere altre anticipazioni da parte di gabryella. Abbiamo perciò incaricato un hacker di entrare nel suo computer (in quello di gabryella, non in quello dell'hacker); hacker che è riuscito, prima di essere fairuollàto, a farci avere le seguenti note:

 

nota di pagina 101:

Brava brava gabryella, ogni cosa sai far tu, qui la vita è sempre rosa solo quando ci sei tu. [nota di mariarosa]

 

Nota di pagina 102:

Blog runner - Ne ho visti blog che voi umani

non potreste nemmeno immaginarvi.

Blog da compatimento in panne al largo dello sbattimento di coglioni

E ho visto i fantasy di ***  balenare nel buio vicino alle porte di Polenta e Osei.

E tutti quei commenti andranno perduti da Palermo a Chioggia come

lacrime nei fazzoletti Tempo. E’ tempo di morire [nota del cazzo o di Dick. Dick non ha mai scritto questa nota perché l'ho scritta io, ma Dick non ha mai nemmeno scritto l'originale Ne ho viste cose che voi umani...  perché l'ha scritto Rutger Hauer]

 

Nota di pag 142:   

Ma vaffanculo Tassinari, va’.

 

Nota di pagina 397:

Lucius Sergius Catilina se netabat culum cum carta velina. Carta velina se foravit, ditus in culum penetravit. (apocrifo di Teofilo Folengo)

 

folengo

 

Nota di pagina 420

Io muoio e quella puttana di Madame Bovary mi sopravviverà (Flaubert)

 

Nota alla nota di pagina 420:

Così Alfiuccio (La Frusta) la smetterà di dire che questa affermazione di Flaubert non è scritta in alcun libro e la riporta soltanto George Steiner.

.

 

Nota di pagina 499:

angeliniDoppioPetto Una foto di Hans Christian Andersen in costume da Lucio Angelini.

 

Nota di pagina 580:

[al lettore] Che cazzo stai sempre a leggere libri? Ma vai un po’ in giro su Internet. Fatti una vita vera, conosci avatar, avataresse. Get a life (account!)

 

Qualcuno di voi conosce altre note del libro di gabryella?

 

librobianco

[Post gemellato con senzaqualità blog con molta qualità

per la serie dai link di Gabriella Alù]

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Altre note del libro di gabryella

.

sì, ok, la prefazione... però devi raccontare della seduta, se no non si capisce.
insomma, la gabry stava facendo una seduta spiritica: impetrava per il suo libro la benedizione di le corbusier (fanatico apologeta del bianco), ed ecco che a un tratto le vengon gli occhi scerpellini, li strizza, li strabuzza, li protrude, e quando li riapre uno guarda a babordo e l'altro a tribordo (tutti capiscono che ha cuccato sartre). poi comincia a sghignazzare, ma di brutto, non la finisce più... sbanfa! ci ha il parletico! nella convulsio, caccia fuori una voce grassa e chioccia di cui si afferrano a stento alcune parole schioppate: livre blanc (e ride)... audiberti (e ride)... ridicule... noirceur secrète (e ride)... désespérément ... uh!... au lait!... je me pisse dessus... je me pisse... e di colpo si arrovescia sulla sedia come le dive del muto. quando si rianima, la gabry, non ricorda nulla. e tutti a dirle wow, sapessi! le corbusier... un figo, gli è piaciuto un casino! vai tranquilla...
beh, si è commossa. ha estratto il fazzoletto dalla tasca e si è asciugata gli occhi.
aveva ancora un richiamo di esoftalmo, ma era carinissima. [erostratos]

.

°

A pag.113 si cita il famoso aforisma "Laif is nau perché l'ottimismo è il profumo della vita" Lo diceva il capitano Nemo ai suoi intrepidi tigrotti mentre cucinava loro i bastoncini di pesce.. [annaritav]
 
°
Visto che l'hai mandato indove che l' mandasti non posso che segnalare un suo contributo (è lettore lento, ma ha un intuito, il professore! Oh, che intuito!)
qui [fuoridaidenti]
 
°
pag. 220: non è nota.  [manginobrioches]
°
colgo l’occasione per sottolineare l’eccezionalità della nota 69 – trattasi di nota disambigua: essa, infatti, offre un’audace interpretazione della nota 68, laddove s’indaga sul senso del titolo dell’immortale opera di d’Arrigo "Norcinus, orca", decrittandola come l’esclamazione stizzita di un macellatore di porci, da non confondere (come brillantemente intuito nella nota 71) con quanto riportato nella nota 70, riferita a "Porcinus lorca", espressione che allude al delicato poeta, (già autore del surreale romanzo "Nadadora su meringa"[nuotatrice su meringa]) del trasgressivo "el caso de Bernarda alba, tota nuda y tota calda"
 
°
Nota bis a pag. 580: La fine è nota
[metallicafisica]
 
°
Se a qualcuno interessa ce l'ho fotocopiato. [Loreto]
 
°
 
La nota a pag. 18 ce l'ho io: sono tre righe completamente nere.

Poi ho la nota ter a pagina 580: "[a erostratos] Che cazzo stai sempre a commentare blog? Ma vai un po’ a scrivere un saggio su Imbriani e mandalo *subito* a Tassinari, all'indirizzo specificato nella nota a pagina 142". [letturalenta]
.
°
nota alla pag. 113.
molly e james: fine di una storia.
la loro unione si smembrò, quando lei disse a lui: ma perchè non scrivi libri che possano leggere tutti? [casalingaprecaria]
 
 
°
di grandissimo valore esegetico la nota 461 bis , che rimanda a Ishida Takeshi, "Element of Tradition and Renovation", che a sua volta riprende il concetto di dicotomia Orizzontalismo/Verticalismo, espresso da Peter N. Dale, che dal canto suo non aveva potuto fare a meno di integrare la classificazione di Sakuta Keiichi, in "The Loss of Meaning of Death" , il quale, a sua volta, quel giorno non aveva un alibi sufficiente e nemmeno un capro espiatorio [flounder]
 
 
°
Nota zero."Il poco che sorregge il molto". E' la "nota" del midrash. Il Midrash è "l'arte" di interpretare i testi, di sviscerarli. Nel midrash, cioè nella sostanza della religione ebraica (una vera cultura occidentale parte dalla comprensione del significato profondo del midrash) il testo ha il significato di esistere solo tra gli spazzi bianchi. Peraltro è assolutamente vietata la memorizzazione, per evitare di perdere la capacità di far "vibrare" il testo nelle sue infinite interpretazioni. [mic]
°
esiste, ed è di prossima uscita, un Libro delle note alle note del libro
Finalmente, in un unico volume (pagg I- XIX e 1- 10.8075,2), il commentario e l'esegesi dell'intero corpus di note - alcune inedite, altre apocrife, talune antropofaghe - che chiosa il Libro Bianco delle Qualità.
Il libro delle note alle note del libro è un maxiemendamento, necessita della vostra fiducia. [Effe]

°
[Interessante invece l'appendice o qualcosa del genere che mi ritrovo rilegata insieme al libro. Si dice che tra i primi a tentare un'operazione di "ripulitura" delle pagine fu Joyce.
Ti riporto l'inizio dell'inedita nota originale a piè di pagina al monologo di Molly Bloom.

Nota: ,,.,,.;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,..;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,..;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,.,:,.,..;:,-..;:,-..:,,. ..,,,-;. .;.-,,.:.,,,:,.,..;:,-. (...)]  [Loreto]

°
1) La mamma di tutte le note: l'alunno in classe era distratto. 2) Nota: durante l'ora di catechismo l'alunno fingeva di leggere con interesse un libro completamente bianco. 3) Nota: l'alunno, quando il maestro cerco' di dar fuoco alle pagine, per capire se era scritto con inchiostro simpatico, glielo strappo' dalle mani e colpi' forte sulla testa il sottoscritto. (Ziacassie)

°

Già il libro bianco mi ha estenuato, non è che ci sarebbe un abstract delle note? (qui si sa come va a finire, una nota tira l'altra e alla fine si canticchia tutto il giorno) [ Tez]

°

La mia nota era a pagina SETTEpijoteazZERO. [Gaja]

°

la nota di pag.18 è un NB che rimanda al Nota Bene di pag.19 (dove si può bellamente notare come ci sia un bel nulla da notare) [gabryella]

°

Sol [Giocatore]

°
 
nota.
anche no-ta.
no-tav.
un po' di impegno sociale, in somma (che fa fine scrivere in somma, sé stesso e anche non ostante. grandi innovazioni linguistiche. prendete nota).
r [sambigliong]

°

Di libri bianchi si discorreva tanto tempo fa, quando it.cultura.libri era it.cultura.libri.

Il link:
http://snipurl.com/15c1o [Federico Platania]

°

nota 2: re [Mrs Olga]

°
nota a pagina 49:

As (A flat: 415 Hz), La bemolle, semiminima,
Gesangvoll, Mit Innigster Empfindung (Andante Molto Cantabile Ed Espressivo) [Aitan]

°
...mal di testa... :/
già i numeri mi tormentano in ufficio! [troppogenuina]

°

nota a pag. 504

forse in riferimento alle famose marine di G. Perec, ibidem. [Mauro Gasparini]

°
Anche Albano ha lasciato 2 pagine bianche 1 per Romina e 1 per la Lecci nella sua autobiografia e l'ha detto con molto orgoglio cavalleresco.
La mia nota è a pagina 44 col resto di due che è il numero degli insulti che trapela da ogni poro di cellulosa. [sgnapisvirgola]

°
il libro è forma o sostanza ??
glf

°
ne prendo sei copie [ cobblep0t]

°
Nota a pag. 579:

Gli studiosi non sono ancora concordi sull'identità dello scalpellino che incise l'epitaffio sulla tomba dello scrittore ispano-americano Pepito Ruiz:

"quando tutto filava liscio come l'olio
e la goccia ha fatto trabocare il vaso
c'ero." [Paolo Ferrucci]
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categorie: biscotti, librellule, erostratos, gabryella senzaqualità
mercoledì, 06 dicembre 2006

erostratos 4

danzacurato

 

Il cardinale Hummes, nominato prefetto della Congregazione per il clero, aveva detto che i preti si dovrebbero sposare per combattere la crisi delle vocazioni: il celibato, ha aggiunto, non è un dogma bensì una norma disciplinare.

 

Poi  Hummes ha subito rettificato perché, pur ribadendo che il matrimonio dei preti non è un dogma, ci ha fatto sapere che in Vaticano non è argomento all'ordine del giorno (sottotitoli alla pag 777 di televideo: Hummes si può sapere che cazzo t'è venuto in mente? Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire, bitte!)

 

 

Che fare per questi poveri sacerdoti?

 

Io e erostratos abbiamo avuto una medesima idea asincrona.

 

Ecco qui un Suo dipinto premonitore (speditomi quando Hummes non aveva ancora straparlato) che si intitola curato che balla con la perpetua meccanica.

Le alte gerarchie non vogliono dar moglie ai preti?

E non ci sono più le perpetue di una volta?

Diamogli perpetue meccaniche, allora!

 

 

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domenica, 03 dicembre 2006

erostratos 3

La bonne[Anche la bonne di casa mia non partecipa alla giornata mondiale dell'orgasmo - vedi post del 2 dicembre 2006]
postato da: MariaStrofa alle ore 10:52 | link |
categorie: erostratos
venerdì, 01 dicembre 2006

erostratos 2

 

erostratos (i miei 24 lettori già lo conoscono - vedi categorie) non è soltanto un genio letterario: è un genio totale. Ecco qui una sua Venus!

Venus

 

P.S. e domani mando un secondo meraviglioso disegno di erostratos, così Federico Platania e phoenix rider (che hanno ragione a protestare [commenti a spoon river]) riescono a mettersi in pari con il mio blog.

P.P.S erostratos mi aveva mandato tempo fa questo disegno, quando non sapevo nemmeno che cosa fosse un blog. La decisione di pubblicarlo è perciò soltanto mia.

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categorie: erostratos
lunedì, 20 novembre 2006

e r o s t r a t o s

Salamov_fotosalamovsalamov_2Salamov_fotosalamovsalamov_2

.

"Il dottor Kuz'menko rovesciò i pezzi sul tavolo."

Siamo in uno degli ultimi *Racconti di Kolyma* di Varlam Šalamov.
E questi sono piccoli scacchi di pasta di pane, ispirati all'Epoca dei
Torbidi. La fattura finissima non tradisce che furono intagliati con mezzi
di fortuna e in circostanze sciagurate dallo scultore Kulagin, prigione
delle Butyrki, 1937.

"Tutti i detenuti della sua cella hanno masticato per ore e ore il pane che
gli serviva. La cosa fondamentale qui era cogliere il momento esatto in cui
la saliva e il pane masticato arrivavano a una specie di punto di fusione
irripetibile. Solo il maestro stesso poteva decidere e aveva fortuna se
riusciva a far uscire dalla bocca una pasta adatta ad assumere qualsiasi
forma sotto le sue dita e poi indurire per l'eternità, come il cemento delle
piramidi egizie."

Questi scacchi hanno seguito Kulagin in tutti i suoi trasferimenti, sono
sopravvissuti alle disinfestazioni, alla rapacità dei malavitosi, ai rovesci
del caso. Sono sopravvissuti allo stesso Kulagin, ucciso dalla fame come
tanti prima e dopo di lui. Ormai prossimo alla fine, in un accesso di
demenza, tentò di divorarli. Gli furono sottratti. Riuscì solo a inghiottire
una delle torri bianche e la testa mozzata della regina nera.

C'è un punto in cui il deperimento causato dall'inedia diventa
irreversibile.
"Avrebbe dovuto incominciare a mangiare le piccole figure di pane qualche
mese prima. Lo avrebbero salvato dalla morte." Così il dottor Kuz'menko.

Ma questa ovviamente è solo la declinazione scientistica dell'apologo. Gli
scacchi di Kulagin non erano e non sono uno strumento di salvezza. Non è
nella loro natura.
Frutto di un inganno della fame, prodotto dell'incontro fra le secrezioni
del bisogno e la materia del suo soddisfacimento, essi tracciano un limite.
Sono anzi quel limite, cristallizzato in immagine ostensibile. Un punto di
fusione, il simbolo di una coappartenenza che non può essere ridotta.
Un'altra cosa.
Sarebbe improprio definirli ancora "figure di pane". Del pane hanno perduto
per sempre l'innocenza e le virtù alimentari, e se una chimica meno ingenua
si applicasse alla loro composizione, scoprirebbe che la fame stessa non vi
ha parte inferiore né per quantità né per qualità, ma che il suo enzimatico
lavorìo, se ha in un certo senso pervertito la materia, l'ha nel contempo
rivelata.

"Come il cemento delle piramidi egizie." La similitudine scivola sulla
lingua del dottor Kuz'menko che non se ne avvede. Si tratta ancora di pane?
Si tratta ancora di vita?
Ed è così di tutte le opere d'arte: esse non salvano nessuno, né il loro
artefice né gli altri.
E dunque? Dunque sono lì, nel loro disagio testimoniale. Irriducibili alla
trasparenza dei loro elementi costitutivi e tragicamente inassimilabili come
gli scacchi di Kulagin, dànno corpo alla frattura originaria con cui
l'essere viene alla presenza, direbbe il filosofo.
Non siamo lontani dalla verità. Anzi, lo siamo. Appunto.


erostratos

***

Scrivo alla fine perché non volevo rischiare di condizionare negativamente la lettura con il mio troppo entusiasmo. Si tratta di uno dei più bei post recensori di it.cultura.libri (periodo aureo - come lo definisce Lucio Angelini, il quale Angelini vanta anche la precedenza di avere affermato dopo il primo intervento di erostratos, sul gnusgrùp, che avevamo a che fare con un grande).

Sì, avevamo e abbiamo a che fare con un grande. Il pezzo è stato pubblicato anche dal mai troppo lodato sito "La Frusta" di cui porto il linco.

I Racconti di Kolyma si trovano, completi, nell'edizioni Einaudi, sia economica sia Millenaria.

postato da: MariaStrofa alle ore 16:59 | link |
categorie: erostratos

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