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giovedì, 11 ottobre 2007

il serial killer della vaniglia

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IL SERIAL KILLER DELLA VANIGLIA
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IL VENTIDUESIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT
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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccise otto donne. In tutte le vittime, nude e straziate, l’omicida aveva conficcato una stecca di vaniglia nell’ombelico.

- Ci sono - disse l’ispettore Gabriello dopo l’ultimo omicidio - Vaniglia deriva dal latino vagina per la somiglianza del fiore con l’organo femminile. Chi ha ucciso, lo ha fatto per ritorsione sessuale: e la stecca di vaniglia, il simbolo dell’oltraggio, ne è la dimostrazione. Triburzi, bisogna arrestare tutti coloro a cui ultimamente è stata negata la passera.

- Capo, allora come prima cosa mi autoarresto e vado in galera io: mia moglie è due anni che non me la dà.

- Triburzi, non dica fesserie: lei, come i maggiordomi, è al di sopra di ogni sospetto.

- Grazie, capo, ma per fare come dice lei bisogna arrestare mezza umanità.

- E perché, Triburzi?

- Se escludiamo quelli che vanno a puttane, e i coniugi che hanno usufruito di recente della scopata coniugal-trimestrale (quella che lui glielo mette dentro di soppiatto mentre lei guarda Incantesimo con in testa i bigodini) restano milioni di uomini a cui di sicuro non è stata data. Qui bisogna contattare FBI e tutte le polizie del mondo.

- Triburzi, non mi rompa i coglioni: cominci a interrogare le persone, e arresti tutti quelli a cui non è stata data la passera di recente.

Un mese dopo l’ultimo omicidio, si costituì l’assassino: un uomo bellissimo, dal fisico atletico.

- Mi chiamo Girolamo Picchettoni e ho ucciso io le otto donne.

- Per la frustrazione di non scopare? - domandò Triburzi.

- Macché. Quelle otto le ho scopate tutte. No: il motivo è un altro; nessuna di loro sapeva farmi una torta di vaniglia buona come la mia mamma. Meritavano di morire. E la stecca di vaniglia gliel'ho conficcata nell'ombelico a mo' di candelina, come le candeline che mi metteva la mia mamma sulla torta.

- E perché si è costituito? - domandò Triburzi - Noi cercavamo frustrati, segaioli, gente che non scopava da un pezzo.

- L’altro ieri è venuta nel mio negozio Calpurnia Salgàri, la fidanzata dell’ispettore Gabriello. Io vendo busti e accessori intimi femminili. La Signora cercava una guaìna contenitiva. Le ho dato la più bella, e, mentre gliela impacchettavo, la signora Calpurnia mi ha guardato dicendo:

"Lei sa che guaìna deriva da vagina? Anticamente la vagina era il fodero della spada e la spada si infilava nella vagina.  Poi, il commediografo Plauto cominciò a usare vagina nel senso osceno che ha ancora oggi. Mi scusi, sa, deformazione professionale… Il mio fidanzato mi fa sempre una testa così con l’etimologia..."

Mentre parlava, la signora Calpurnia ha preso un cioccolatino di vaniglia, di quelli in omaggio sul bancone, e scartandolo, mi guardava con occhi terribilmente maliziosi… "Anche vaniglia deriva da vagina" ha sussurrato... Ho capito che era lì apposta, che Gabriello l’aveva mandata per farmi sapere che lui sapeva; lui sapeva che ero io l'assassino della vaniglia. E allora, non restava che costituirmi.

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- Ma è vero, capo? - domandò Triburzi. - Ha mandato lei Calpurnia?

- Certo che è vero - disse Gabriello, mentendo spudoratamente - Avevo indicato una falsa pista, ma io seguivo quella della guaìna, anticamente il fodero della spada, come è stato detto. Ho mandato io Calpurnia in tutti i negozi di intimo, visto che a Cesenatico non ci sono negozi di spade.

“Bastardo fetente” pensò Triburzi che non aveva di certo abboccato “Non sarebbe mai riuscito a risolvere questo caso, ma ha così tanto culo che Calpurnia, pur senza volerlo, è riuscita a farlo per lui. Quella Calpurnia voleva di sicuro farsi il bel bustaio, viste le allusioni e gli ammiccamenti, ma quel deficiente ha fraintesto, si è impaurito ed è venuto a costituirsi. Che culo, dannato ispettore."

Gabriello aveva il viso raggiante, e continuò a gongolare anche in conferenza stampa: ma i suoi pensieri erano cupi e foschi: "Appena vado a casa la sistemo io la Calpurnia..."

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postato da: MariaStrofa alle ore 17:53 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
venerdì, 06 luglio 2007

panni e materazzi

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IL SERIAL KILLER DEI NAVIGANTI
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[Il ventunesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]
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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto membri del circolo nautico Finché la barca va.
 
“Triburzi, per parlare in linguaggio nautico, stavolta sono in panna” disse l’ispettore Gabriello.
 
“In panna, ispettore? Ma non si dice in panne?”
 
“No, Triburzi, perché dirlo alla francese quando i francesi hanno preso il termine da noi? Panne è la traduzione dell’italiano panna *** (la moglie del panno) dal latino pÇŽnnu(m), usato dai nostri antichi navigatori.
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Mettere un veliero in panna, significa arrestarlo in mezzo al mare disponendo la velatura in modo che il gioco dei venti produca l’immobilità della nave. Dalla nave arrestata sul mare, i Francesi derivarono l’immagine dell’automobile ferma per un guasto al motore e per estensione, essere in panna, si dice oggi di ogni situazione che produca immobilità. ”
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“Capo, se lei è in panna, non dobbiamo arrestare nessuno allora?”
 
“Triburzi, arrestiamo un po’ di Francesi che male non fa. Dopo i campionati del mondo, visto come hanno reagito male, se lo meritano qualche arresto. Inoltre, l’assassino verrà a costituirsi: quindi che cosa ce ne frega a noi di chi arrestiamo? Lei disponga gli arresti che io vado a mangiarmi un piatto di tortellini alla panna, che si chiama così, la panna, perché copre il latte come un panno...”
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Un mese dopo l'ultimo omicidio si costituì l’assassino.
 
“Mi chiamo Giacinto Frugoni e sono un importatore di acque minerali.”
 
“Acqua Panna?” chiese Triburzi.
 
“Come fa a saperlo?” rispose l’assassino.
 
“Gliel’avevo detto o no, Triburzi, che ero in panna?” ammiccò Gabriello.
 
“Che culo, ispettore” disse Triburzi.
 
“Quando poi volete” protestò irritato l’assassino “che dica perché ho ucciso gli otto membri del circolo nautico e perché mi sono costituito… Vero che a Cesenatico i serial killer si costituiscono tutti, e che è come un atto dovuto, ormai ma mi sembra pur sempre una mancanza di riguardo perdervi nelle vostre disquisizioni senza nemmeno degnarmi d’attenzione né mostrarmi alcuna graditudine per la facilitazione che vi ho tuttavia procurato nel costituirmi. Se ho arrecato troppo disturbo, posso tornare un’altra volta quando avrete tempo d’ascoltarmi.”
 
“Ci scusi, Frugoni. Proceda, proceda” disse Triburzi.
 
“Gli otto membri del circolo nautico si facevano la mia fidanzata che lavorava lì come barista.”
 
“E come si chiama la sua fidanzata?” domandò Triburzi.
 
“Susanna” rispose l’assassino.
 
“Susanna tutta panna” esultò Gabriello alzando l’indice e il medio in segno di vittoria.

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*** [Etimologia accreditata da tutti i dizionari ma su cui, dice il DELI, pesa l'incertezza che non si è mai trovata un'attestazione antica indicante alcuna voce italiana panna che sia precedente al francese panne. Se dunque il francese panne non deriva dall'italiano panna,  ma viceversa, la sua etimologia rimane incerta. La situazione è di parità.Tra Italia e Francia si va ai tempi supplementari e ai rigori.]

postato da: MariaStrofa alle ore 01:03 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
martedì, 03 luglio 2007

vattela a pija' nder culo

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IL SERIAL KILLER DEGLI ATTORI
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[Il ventesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]
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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto attori dei dieci che recitavano in una farsa teatrale di Ennio Flaiano dal titolo La conversazione continuamente interrotta.
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“Capo,” domandò Triburzi “faccio arrestare tutti i macellai e i gestori di McDonald's, Burghy e similari?”
 
“Perché?” domandò uno stupefatto Gabriello.
 
“Perché vendono carne tritata. La parola farsa” disse Triburzi “deriva dal francese farce che, a sua volta, è derivata dal latino farcire; e farce significa carne tritata. La farsa si chiama così perché era un intermezzo profano che veniva introdotto nel mistero religioso (la prima forma di drammaturgia) così come la carne tritata veniva introdotta in un volatile per farcirlo.”
 
“E dove sarebbe scritto tutto questo?” domandò Gabriello.
 
“Nel dizionario etimologico del De Mauro” rispose Triburzi. “Visti i suoi successi in campo etimologico, cerco anch’io di tenermi aggiornato.”
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“Una stronzata” lo fulminò Gabriello. “Questa spiegazione era comunemente accettata da tutti i dizionari, ma l’etimologa Bernadette Rey-Fland si è opposta nel 1984 dimostrando, in base alle più antiche attestazioni francesi, che farsa è il risultato della combinazione di due parole che significano inganno. Farce deriva da:
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1)       farsus, participio passato di farcire, in riferimento a una pettinatura femminile
 
2)      e dal gemarnico fart che significa tingere, parola che ha dato origine anche al fard che tutte le donne ben conoscono.
 
Dalla combinazione dei due termini sono derivati il verbo farser, che significa ingannare, e il deverbale farce in accezione teatrale. Lasci stare macellai e gestori di Mc Donald, Triburzi, e arresti tutte le parrucchiere e le titolari di negozi cosmetici."
 
Un mese dopo l’ultimo omicidio si costituì l’assassino.
 
“Mi chiamo Terenzio Gambaloni e ho ucciso io gli otto colleghi che recitavano la farsa. Avevo una piccola parte nell'opera: facevo il secondo imbianchino. La farsa di Flaiano si svolge nelle case di un regista, di un poeta e di uno scrittore che devono mettere in scena una rappresentazione teatrale. Nel quadro sesto, a casa del poeta, ci sono due imbianchini e il primo imbianchino invita sempre l’altro a prenderla nel culo.
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Io ho chiesto che ogni tanto ci scambiassimo le parti, perché ero stanco di fare il secondo imbianchino e di venire sempre invitato a prenderla nel culo. Visto che non erano parti principali, e che non ci sono altre battute, era giusto che lo prendessimo nel culo un po' per uno. I miei colleghi non hanno accettato, nonostante le mie insistenze, perché secondo loro gli spettatori ridevano molto di più quando dovevo prenderla nel culo io, e allora ho detto andatevela voi a pija' nder culo e li ho fatti fuori tutti otto, tranne colei che rappresentava la cameriera."
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“Perché ne era innamorato?” domandò Triburzi.
 
“No, perché a Cesenatico è pratica comune e consolidata ucciderne soltanto otto alla volta. Non volevo certo essere io a rompere con la tradizione.”
 
“E perché si è costituito?” domandò Triburzi.
 
“Mia madre fa la parrucchiera e quando l’hanno arrestata, ha urlato: 'Ma questa è una farsa. Se non mi lasciate subito, quando esco di qui vi strappero i maroni e li metterò nel tritacarne.' A causa di queste parole, mia mamma è la principale sospettata ed è la sola a non essere stata rilasciata dopo l’interrogatorio.”
 
“Il figlio della parrucchiera. Visto, Triburzi? Il De Mauro è un ottimo testo***, ma preso come la Bibbia etimologica rischiava di portarci fuori strada. Bisogna sempre confrontare numerosi dizionari. L'etimologia” gongolò Gabriello "non deve essere trattata in modo leggero, come una farsa."
 

 
[***Sebbene l'ultima edizione del De Mauro sia del 2000, l'obiezione della francese Bernadette Rey-Fand del 1984 non è segnalata: cosa che fa soltanto il DELI. Al di là delle mie preferenze per il DELI, e della polemica strumentale per il raccontino, non vorrei certo far passare l'idea che il De Mauro sbagli o sia, per questo, un dizionario non attendibile.]
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categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
lunedì, 02 luglio 2007

i promessi thug

 

Il Gange, questo famoso fiume celebrato dagl indiani antichi e moderni, le cui acque son reputate sacre da quei popoli, dopo d'aver solcato le nevose montagne dell'Himalaya e le ricche provincie del Siringar, di Delhi, di Odhe, di Bahare, di Bengala, a duecentoventi miglia dal mare dividesi in due bracci, formando un delta gigantesco, intricato, meraviglioso e forse unico. La imponente masse delle acque si divide e suddivide in una moltitudine di fiumicelli, di canali e di canaletti che frastagliano in tutte le guise possibili l'immensa estensione di terre strette fra l'Hugly, il vero Gange, ed il golfo del Bengala. Di qui una infinità di isole, d'isolotti, di banchi, i quali, verso il mare, ricevono in nome di Sunderbunds. Nulla di più desolante, di più strano e di più spaventevole che la vista di queste Sunderbunds. Non città, non villaggi, non capanne, non un rifiugio qualsiasi; dal sud al nord, dall'est all'ovest, non scorgete che immense piantagioni di bambù spinosi, stretti gli uni contro gli altri, le cui alte cime ondeggiano ai soffi del vento, appestato dalle esalazioni insopportabili di migliaia di corpi umani che imputridiscono nelle avvelenate acque dei canali.

[...]

Nondimeno la sera del 16 maggio del 1855...

[Emilio Salgari - I misteri della jungla nera]

 


 

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune.

[...]

Sulla sera del giorno 7 novembre dell'anno 1628...

[Alessandro Manzoni - I promessi sposi]

"Che cosa ne dici, Gabriello?" domandò Calpurnia Salgari "Non sarebbe bello fare una partecipazione di nozze con questi incipit tanto simili? Sia Ann Lawson Lucas, l'esperta americana del mio trisnonno, sia Michele Mari, nell'introduzione***, mettono in rilievo questa circostanza. E dopo i due brani, concludere con questa frase: Emilio Salgari, il trisnonno di Calpurnia, benedice con due secoli d'anticipo i promessi sposi e vi invita alle nozze della pronipote con Fausto."

L'ispettore Gabriello non rispose. O stava già dormendo o fingeva di non aver sentito.

[*** Emilio Salgari - Romanzi di giungla e di mare - Einaudi]

 



Ci pregiamo fornirVI, come regalo di nozze, locandina da affiggere in ogni commissariato di Polizia.
E figli maschi!*

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Tremal Naik

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#19, quel tremito lascia presagire i dolorosi sviluppi dell'irrefrenabile travaglio interiore che, più tardi, colpirà faustokan..

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postato da: MariaStrofa alle ore 17:06 | link |
categorie: ispettore gabriello
lunedì, 25 giugno 2007

non fa una grinza

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IL SERIAL KILLER DEI CARTOLAI

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[Il diciannovesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]
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[La meretrice dell'Apocalisse]
..,
A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto cartolai (5 maschi e 3 femmine).
 
“Capo,” disse Triburzi “tutti i cartolai sono stati uccisi tra le 16 e le 17.”
 
“L’ora della merenda!” esclamò Gabriello folgorato da una delle sue famigerate intuizioni etimologiche. “Merenda deriva dal verbo latino merere che significa meritare. Merenda è un pasto dato in premio per merito. Ma c’è un’altra parola, in italiano, che deriva dal verbo latino merere ed è meretrice. La meretrice si chiama così perché merita un premio in denaro per il suo lavoro. Si tratta senz’altro di delitti legati al mondo della prostituzione.”
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[Meretrice bolognese]
 
Triburzi non aveva ancora fatto in tempo a chiedere chi si dovesse arrestare che l’assassino si presentò al commissariato per costituirsi.
 
“Mi chiamo Giacomo Stironi e ho ucciso io gli otto cartolai. Ero andato da loro per comprare una rubrica e mi hanno fatto vedere libretti neri o di altri colori. Ma rubrica, lei lo sa bene ispettore, deriva dal latino terra rubrica che significa terra rossa: rosso, in latino, è ruber che ha dato il nome anche a rubino.
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Anticamente, l’asta di legno intorno alla quale era avvolto il rotolo di pergamena era colorata di terra rossa e in rosso veniva colorato anche il contenitore e la striscia sul quale era scritto il titolo del volume. Il nome rubrica poi passò a definire il libretto con gli indirizzi e i numeri di telefono. Ora, se io voglio una rubrica perché mi presenti un volumetto nero o di altro colore? Vuoi fottermi, cartolaio? Io allora ti faccio la pelle. La rubrica devi darmela rossa.”
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“Non fa una grinza” disse l’ispettore Gabriello, molto compiaciuto che anche i criminali si dilettassero di etimologia.
 
“Ma perché si è costituito?” domandò Triburzi.
 
“A Cesenatico, dopo i delitti, i serial killer si costituiscono tutti. Chi sono io, il figlio della serva, che non dovevo costituirmi?”
 
“Non fa una grinza” disse l’ispettore Gabriello.
 
“Ma la rubrica a che cosa le serviva?” domandò Triburzi.
 
“Volevo scriverci il nome di tutte le meretrici che frequento” disse Giacomo Stironi.
 
“Visto, Triburzi? Delitti legati al mondo della prosituzione. La mia intuizione etimologica non fa una grinza” gongolò Gabriello.
 
La sola cosa che faceva una grinza, invece, anzi moltissime grinze, era il volto di Triburzi che si tratteneva a stento dal dire ciò che pensava riguardo al culo e alla faccia tosta dell’ispettore Gabriello.
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categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
mercoledì, 13 giugno 2007

yesterday

 


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PROLOGO al diciottesimo caso dell'ispettore Gabriello: Il serial killer dei DJ

 

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Domenica 10 giugno 2007

"Ispettore c’è uno qui al telefono che denuncia la scomparsa di una persona. E’ sparita una certa Maria Strofa" disse Triburzi coprendo con una mano il microfono del ricevitore.

"E chi è che ne denuncia la scomparsa?" domandò l’ispettore.

"La persona al telefono ha una voce maschile ma dice che lui... cioè lei... è una signora. Si chiama lefty333boy."

"Gli chieda quando è sparita questa Maria Strofa."

"La signora Maria Strofa quando è sparita?" domandò Triburzi . "Ispettore: dice la signora lefty333boy, qui, che Maria Strofa non è una signora ma un uomo coi baffi. E non si vede più dal 7 giugno."

"Triburzi, ricapitoliamo: una signora con voce maschile che si chiama lefty333boy denuncia la scomparsa di un uomo coi baffi che si chiama Maria Strofa? Ho capito bene?"

"Sì."

"Sembra uno scherzo cinese."

"Sembra uno scherzo cinese" ripeté Triburzi. "No, capo, la signora lefty333boy dice che lui, cioè lei è greco e quindi non può essere uno scherzo cinese."

"Gli chieda in che rapporti erano."

"Lei in che rapporti era con Maria Strofa?" domandò Triburzi. "Dice la signora lefty333boy che era un suo... cioè una sua... mi scusi... commentatrice. Pare che dovessero sposarsi. Maria Strofa era il suo sposo, cioè il suo nuovo sposo visto che lefty333boy ha già un marito... ma teme che qualche persona dell'ambiente dei blog abbia fatto sparire Maria Strofa."

"Qualche sospetto?"

"Lei di chi sospetta?" domandò Triburzi. "Lefty333boy dice che sospetta di triana, petarda, monicamarghetti... come ha detto? monicamarghetti tutto attaccato?... DianaLove... tutto attaccato anche DianaLove?... metallica de che? metallicafisica tutto attaccato?... Pralina, Biancaneve, Orsarossa, Senzaqualita e sgnapisvirgola..."

"L'orso Yogi e i sette nani niente?" domandò sarcasticamente Gabriello.

[Le cose erano a questo punto, quando a Cesenatico ci fu il primo di un'altra serie di delitti.]

Nel giro di cinque giorni furono uccisi otto DJ. L'assassino, dopo avere accoltellato le vittime, aveva scarabocchiato con una biro nera i loro volti.

"Ho capito qual è l'origine degli scarabocchi" disse Gabriello dopo l'ottavo omicidio, folgorato da una delle sue prodigiose intuizioni etimologiche. "A uccidere le vittime è stato un fan dei Rolling Stones che odia i Beatles."

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"Me la spieghi, capo" disse Triburzi che non credeva alle proprie orecchie.

"Scarabocchio, Triburzi, deriva da un incrocio tra scarafaggio (dal francese escarbot) con l'italiano scarabeo. Lo scarabocchio, come in origine era chiamata la macchia d'inchiostro, ricorda la sagoma di uno scarafaggio. Ecco, guardi..." disse Gabriello mostrandogli un foglio su cui aveva fatto cadere una macchia d'inchiostro dalla stilografica.

"Scarabocchiando i volti dei DJ, il fan dei Rolling Stones ha voluto ricordare il suo odio per i Beatles che, come tutti sanno, significa scarafaggi. E uccidendo i DJ ha voluto lanciare un monito contro chi fa udire ancora la musica degli scarafaggi. Si vede che questi poveretti, ogni tanto, mettevano su dischi dei Beatles."

"Capo, ma scarafaggio in inglese è beetle e non beatle."

"Lo so Triburzi, ma anche se la parola è incrociata con il termine beat, il senso di scarafaggio rimane pur sempre. Bisogna arrestare tutti i fan dei Rolling Stones, Triburzi. Anzi: tutti quelli che preferiscono i Rolling Stones ai Beatles, asnche se non sono proprio fan, li arresti."

"I can't get no satisfaction" canticchiò Triburzi mentre usciva dalla stanza per impartire le disposizioni demenziali di Gabriello.

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Un giorno dopo l'ultimo omicidio, il 14 giugno 2007, si costituì l'assassina.

"Mi chiamo Albachiara Cinquetti. Ho ucciso io gli otto DJ perché tutti loro mi promettevano un futuro da cubista; ma quei bastardi, dopo avere avuto i miei favori, chiamavano altre cubiste e non rispettavano le promesse. Così li ho accoltellati e ho scritto sui loro volti quei contratti che non mi hanno mai fatto."

"Lei è una fan dei Rolling Stones?" domandò Triburzi ad Albachiara Cinquetti.

"No, io vado matta solo per Tom Waits."

"E per quale motivo si è costituita, visto che non era fra gli indagati?"domandò Triburzi. "Nessuno sospettava di lei!"

"Due giorni fa ho letto Il giovane Holden di Salinger e in quel libro c'era scritto chiaramente che dovevo costituirmi."

"Lo stesso libro" disse Gabriello "che aveva addosso Mark David Chapman, l'assassino di John Lennon, quando fu arrestato. Anche lui, richiesto di motivare il suo gesto omicida, sostenne di essere stato influenzato a farlo dalla lettura del giovane Holden di Salinger che considerava la sua guida spirituale.

Avevo o non avevo ragione a collegare il caso con i Beatles? Inoltre, Triburzi, l'assassina è venuta da noi senza bisogno di rincorrerla. E' rotolata giù fino qui, da sola, come una pietra. Like a rolling stone. La mia intuizione sul rapporto tra Beatles e Rolling Stones si è rivelata giusta anche questa volta."

"Like a rolling stone è di Bob Dylan, capo" osservò Triburzi. "E a fare una cover di questo pezzo sono stati i Rolling Stones."

"Sì, ma John Lennon diceva che la strada l'ha sempre indicata Bob Dylan. Perciò tutto torna."

[Squillo di telefono]

- Capo è sempre la signora lefty333boy: dice che Maria Strofa è ricomparsa. -

- Yesterday? - domandò Gabriello.

- Yesterday - confermò Triburzi.

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postato da: MariaStrofa alle ore 20:13 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
domenica, 03 giugno 2007

l'ira di Calpurnia

 

Postilla al post precedente le ragnatelle:  se Carmelo Bene era apparso alla Madonna, lefty333boy va oltre e appare a sé stesso come la Madonna di Civitavecchia. E piange sangue!

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[Calpurnia Salgari in una fotografia di SENZAQUALITA]

Se l’etimologia rappresentava la fonte di indagine principale nella professione dell’ispettore Gabriello, questa disciplina lo ostacolava però nella vita privata provocandogli una serie di piccole e grandi nevrosi che turbavano lui, personalmente, e chi gli stava vicino.

Il vero motivo per cui Gabriello non si decideva a sposare Calpurnia Salgàri era rappresentato dal fatto che non poteva pensare all’anello senza un moto di disgusto.

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"Anello" rimuginava Gabriello" deriva da ano che in latino significa cerchio. L’idea di sposarsi e di infilare l’anello nell’anulare (di infilare cioè un culetto nel dito culare) gli sembrava così sconveniente che trovava sempre una scusa per rimandare la cerimonia. "Sposarsi" aggiungeva "è davvero come mettersi un dito su per il culo."

Anche chiamare fede l’anello non era una gran soluzione, visto che l’ispettore Gabriello era profondamente anticlericale: pur adorando il cappuccino, non riusciva mai a ordinarlo, al bar, senza farsi venire in mente il saio dei cappuccini il cui colore dava il nome alla bevanda; sicché finiva sempre per prendere un latte macchiato.

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Una grande lite tra Calpurnia e Gabriello ci fu il giorno che l’ispettore murò l’abbaino dell’appartamento di Calpurnia con la scusa che lui non voleva abatini in casa a controllare i suoi movimenti.

Gabriello portava soltanto blue-jeans perché non riusciva mai a comprare un paio di pantaloni in un negozio. Dicendo pantaloni si sarebbe sentito un buffone: visto che il termine pantalone non è altro che il nome della maschera veneziana che li indossava.

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Ma quando Gabriello apprese che i blue-jeans si chiamano così perché sono la trascrizione inglese della parola bleu Gênes (fustagno azzurro fabbricato a Genova), lui, che era un simpatizzante della Sampdoria, smise di portarli e non era infrequente che andasse al lavoro con le brache del pigiama.

 

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Quel che non accadde il giorno in cui Gabriello si rese conto che il pigiama è una parola di derivazione araba (pae jamma significa in arabo veste da gamba); per timore di essere scambiato per un simpatizzante di Bin Laden (erano crollate le Twin Towers da una settimana), l'ispettore girava per casa soltanto con un paio di slip; i boxer (boxer shorts: calzoncini da pugile) li detestava perché era contrario al pugilato.

Ancora più difficile, a causa dell’etimologia, era la convivenza con Calpurnia che soffriva di leggere eruzioni cutanee. Quando Gabriello vedeva un foruncolo sul viso di Calpurnia sentiva l’impulso irresistibile di arrestarlo, mettergli le manette e condurlo in carcere; finché perdurava il foruncolo, Gabriello si rifiutava di baciare Calpurnia per non sentirsi connivente con un malfattore; e la situazione non migliorava nemmeno se Calpurnia gli diceva "ho l’acne".

"Acne" osservava Gabriello "è una parola entrata clandestinamente nel linguaggio italiano. Si tratta di un’errata trascrizione della parola acme. Una parola intrusa, fuorilegge, che non ha il visto per rimanere."

"Gabriello" gli disse un giorno Calpurnia, perdendo la pazienza per le troppe nevrosi di Gabriello "ti restano due soluzioni: o vai da un ferramenta o ascolti tutti i dischi di Miles Davis".

"Che significa?" domandò Gabriello. "Ferramenta? Miles Davis."

"Che vai dal ferramenta per le seghe e ascolti Miles Davis per quando hai voglia di trombate. Con me, Gabriello, hai chiuso."

[Per foruncolo e abbaino vedi qui e qui]

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martedì, 29 maggio 2007

il serial killer degli inchiostri

 

 

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IL SERIAL KILLER DEGLI INCHIOSTRI

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[Il diciassettesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto cartolai.

"L’assassino" riferì Triburzi "ha immobilizzato le vittime, e poi le ha costrette a bere inchiostro di china finché non sono scoppiate."

"Triburzi, legga qui ad alta voce" disse Gabriello mostrandogli lo schermo del computer.

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"Mèid in Ciàina" disse Triburzi.

"Vabbè, la pronuncia può andare... E ora legga, qui!"

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"La china. Tecniche ad inchiostro."

"Triburzi ora mi spieghi perché lei la prima volta ha letto ciàina."

"Perché è inglese" rispose Triburzi.

"Bene. In tal caso, però, non capisco perché lei, in seguito, abbia letto china. O lo legge in italiano o lo legge in portoghese."

"Non capisco" fece Triburzi.

"L’inchiostro di china si chiama così perché è un inchiostro che proviene dalla Cina, ma la pronuncia italiana china la si deve a un’errata lettura che si è fatta della parola portoghese China: volendo leggerlo nella sua lingua d’origine, si sarebbe dovuto dire inchiostro di scina, così come lei in inglese dice ciàina.

Ora, Triburzi, o lei dice inchiostro di scina o dice inchiostro di Cina. Che ciazzècca non dirlo né in italiano né in portoghese? Che mostro è questa parola china? Che straminchia mi significa? Fa andare fuori dai gangheri me, si figuri un portoghese.

"E dunque?" chiese Triburzi.

"L’assassino è un portoghese incazzato che si è stufato di sentire dire inchiostro di china e ha fatto fuori i cartolai. Se si dice mèid in ciàina, ha ragionato il portoghese, perché discriminare il mio popolo e leggere china invece di scina?"

"Minchia, capo, che analisi" disse Triburzi.

"Arresti tutti i portoghesi di Cesenatico" disse l'ispettore Gabriello.

Un mese dopo l’ultimo omicidio, si costituì l’assassino.

"Mi chiamo Rolando Persefoni. Ho ucciso io gli otto cartolai perché non mi volevano regalare il biglietto per la rappresentazione scolastica di fine anno di mia nipote Adelma. Io penso che tutti i parenti abbiano diritto a entrare gratis, specialmente se, come nel mio caso non possono permettersi il biglietto. Mia nipote Adelma recita splendidamente la parte che le è stata assegnata. Entra in scena solo una volta per dire Il pranzo è servito. Ma che pathos, che recitazione..."

"E perché si è costituito?" chiese Triburzi. "Noi cercavamo portoghesi."

"La prossima settimana lo spettacolo di mia nipote è rappresentato nelle carceri e io stavolta non voglio mancarvi per nulla al mondo; visto che sono un serial killer ne ho diritto!" rispose Persefoni.

"Che cosa le dicevo, Triburzi?" esultò Gabriello "L’assassino è un portoghese, uno di quegli individui che vogliono assistere alle rappresentazioni senza pagare. Il portoghese si chiama così perché nel secolo XVIII l’ambasciatore del Portogallo a Roma organizzò una grande festa per i suoi connazionali affittando il teatro Argentina: all’ingresso era sufficiente dire di essere portoghese per entrare gratis. La mia intuizione etimologica non ha fallito nemmeno stavolta. Un portoghese avevo detto, e un portoghese è."

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"Non ho ancora capito una cosa" chiese Triburzi all’assassino, infastidito dall’entusiasmo di Gabriello. "Perché usare l’inchiostro per uccidere le vittime?"

"Lo spettacolo in cui recita mia nipote si chiama Su una brutta china rispose il portoghese. "Visto che non volevano regalarmi il biglietto, gliel’ho data io la brutta china a quei bastardi dei cartolai."

"Si dice scina oppure cina" commentò sarcasticamente Triburzi allargando le braccia (fosse per un gesto di disappunto o per disegnare nell’aria la circonferenza del culo dell’ispettore), mentre Gabriello si avviava gongolante alla conferenza stampa annunciando la cattura del portoghese...

 

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[Calpurnia Salgàri fotografata da SENZAQUALITA]

 

gif 1 e 3 di  Blogger:   L0STANGEL 

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martedì, 22 maggio 2007

la porcellona di porcellana

 

ANTEPRIMA

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LA SERIAL KILLER DELLE CERAMICHE

 

[IL SEDICESIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto uomini di varia estrazione sociale.
 
“Le vittime" riferì Triburzi "sono state sgozzate con un un grosso frammento ricavato da un piatto di porcellana e accanto a ogni cadavere c’era un biglietto con scritto Morte di porcellana. La porcellona."
 
“La porcellona che uccide con la porcellana” disse Gabriello.
.
“Capo, proprio ieri sera sfogliavo per caso un dizionario etimologico e ho visto che c’è collegamento tra porcellona e porcellana. La porcellana è un mollusco, e sul fatto che si chiami porcellana ci sono due ipotesi: o perché la conchiglia ha la forma di un porcellino, così:
 
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 .
o per il fatto che il mollusco assomiglia alla vulva della porcella.
.
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.
In seguito, sono state chiamate porcellane i primi oggetti importati dalla Cina perché assomigliavano al guscio del mollusco.
.
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.
Non mi stupirei se la porcellona che uccide con la porcellana fosse una donna di Faenza, città nota per l’arte della ceramica."
 
“Bravo Triburzi, proprio così. Tuttavia...
 
“Tuttavia?”
 
“Il frammento del piatto” disse Gabriello, soppesandolo a lungo “non è di porcellana ma di maiolica. Vede com’è smaltato? La maiolica è molto più smaltata della porcellana. Ora, la parola maiolica deriva dall’isola di Maiorca, chiamata prima Maiorica poi ipercorretta in Maiolica, isola spagnola dalla quale provenivano gli oggetti smaltati. Se è davvero una donna ad avere ucciso, deve trattarsi di una spagnola residente a Faenza che ha voluto rivendicare, con questi delitti esemplari, il primato della maiolica sulla ceramica."
.
[...]
.
“Calpurnia, preparami la valigia che devo trasferirmi a Faenza."
.
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[La valigia di Gabriello]
 
“Ma che cosa vai in giro?” disse Calpurnia “tanto gli assassini vengono sempre da te a costituirsi.”
 
Calpurnia aveva ragione: perché mentre l’ispettore Gabriello e Triburzi erano a Faenza, l’assassina si costituì a Cesenatico. E nemmeno al comando della polizia ma proprio a casa di Calpurnia.
 
“Spagnola?” domandò Gabriello prima ancora di sentire la donna.
 
“No” rispose Calpurnia.
 
“Di Faenza?” domandò Triburzi.
 
“Nemmeno” disse Calpurnia. "Ma lasciatela parlare."
.
 
 
“Mio nome Admeta Bardusci, io albanese d’Albània. Ucciso io otto porci perché puttana a Rimini e loro veniva da Cesenatico e me ha trombato e scappati senza pagare. Ma mentre io faceva pompino a clienti, con mano sfilavo portafogli da pantalone, da portafogli sfilavo carta d’identità e mettevo sotto piega materasso. Chi non pagava tenevo carta e loro non denunciava mai perché paura dire che andava a puttane. Così venuta a Cesenatico e fatti fuori tutti. Loro fottuto me due volte, io fottuto loro una volta ma per sempre. Polizia costretto mia padrona di casa darmi sfratto e io preso grossa vaginite perciò non più possibile lavorare. Anche assesso qui, vede?” disse Admeta Bardusci spalancando la bocca “Nemmeno pompino può fare. Niente più boccafìga. Così meglio prisione. In prisione io va a imparare arte ceramica.”
 
“Porcellana?” domandò Triburzi.
 
“Maiolica?” domandò Gabriello.
 
“No, ceramica di Capodimonte come piatto assassino” rispose Admeta Bardusci. “Piatto regalo di mia collega di Capodimonte... Io costituita da te, Gabriello, invece che dai carabini solo perché molto simpatica Calpurnia, letto di lei sui giornali. Prima che tu arrivi noi parlato molto. Perciò mi raccomando, ispettore, tu sposare Calpurnia” disse Admeta rivolgendo uno sguardo minaccioso a Gabriello mentre gli agenti la portavano via.
.
 
“Capo, nessuno di noi due si prende il merito, stavolta.”
 
“Se nessuno può prenderselo, faremo come quelli di Faenza” disse Gabriello.
 
“E come fanno quelli di Faenza?” chiese Triburzi.
 
“Fanno senza” rispose un imperturbabile Gabriello.
.
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.
La valigia di Gabriello è un disegno di Blogger:  cominciare
 
gif 1 e 2 di L0stangel Blogger:
 
Il certificato araldico di Gabriello è di madeinfranca Blogger:
 
Grazie a lefty333boy  Blogger:  per il suo dipinto, immagine 9
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martedì, 15 maggio 2007

il serial killer delle infermiere

 

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IL SERIAL KILLER DELLE INFERMIERE

 

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[Il quindicesimo caso dell'ispettore Gabriello del CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccise a colpi di bastone otto infermiere.

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"Ci sono! " disse Gabriello dopo l'ottavo omicidio. "L'assassino è un imbecille."

'Sarà mica stato lei, capo?' avrebbe tanto desiderato domandare Triburzi. "Mi speghi perché" si limitò a dire.

"Mi segua, Triburzi. Le infermiere lavorano all'ospedale, giusto? Tra batteri e bacilli; e sono state uccise con un bastone. Ora, le parole bastone, bacillo, batterio e imbecille sono tutte accomunate dallo stesso etimo. I greci, dalla radicale bak, hanno creato la parola bάktron che significa bastone. Da bάktron fecero il diminutivo baktérion (batterio: che significa bastoncino): agli occhi degli scienziati i microorganismi apparivano appunto come tanti bastoncini.

I latini, invece, sempre dalla stessa radicale bak, crearono la parola baculum (bastone) col diminituvo di bacillum (bastoncino-bacillo).

Ancora i latini, volendo creare un aggettivo che esprimesse il concetto di persona debole, ricorsero all'immagine di una persona priva di bastone. Presero il bacillum, e con il prefisso privativo in crearono in-bacillum. Da in-bacillum attraverso variazioni fonetiche si arrivò all'aggettivo imbecillis che significa debole, fiacco.

Il concetto, poi, fu trasferito dal campo materiale a quello intellettuale. Imbecille è oggi un buono a nulla, un insulso, una persona che non ha un bastone morale o intellettuale. Triburzi, arresti tutti gli imbecilli di Cesenatico!"

Un mese dopo l'ottavo omicidio, si costituì l'assassino.

"Mi chiamo Ottavio Pirotti. Alcuni mesi fa mi sono convertito alla religione israelita e ho deciso di farmi circoncidere. Al risveglio dall'operazione, mi fu detto che ero rimasto impotente perché, durante l'intervento, un'infermiera aveva fatto un movimento maldestro urtando il chirurgo, e il bisturi per poco non mi recideva il pene... Rimasi sotto i ferri per dieci ore, me lo riattaccarono abbastanza bene ma non si è mai più drizzato."

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"Un imbecille nel fisico! Avevo visto giusto" esultò Gabriello. "Lei ha usato il bastone perché sapeva l'etimologia di imbecille, bacillo e batterio?"

"Ma nient'affatto. Ho usato il bastone per fare soffrire di più le vittime!"

"E perché si è costituito?" domandò Triburzi.

"Mi sono pentito" rispose laconicamente l'assassino.

"Non mi convince" disse Triburzi. "Capo, non vorrei che di recente un'infermiera fosse stata trasferita dall'ospedale alle carceri e che questo imbecille, avendola identificata come la responsabile della sua impotentia coeundi, si sia costituito sperando di farla fuori."

"Un attimo che vado di là a fare una telefonata" disse Gabriello.

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"Bravo, Triburzi, proprio così" sorrise Gabriello rientrando nel suo ufficio. "Come lei supponeva, un'infermiera che lavorava in sala operatoria, è stata trasferita, per motivi disciplinari, nelle carceri. Deve essere lei. Fra l'altro, l'infermiera si chiama Malagrazia Bastoni."

L'assassino non riuscì a contenere un moto di stizza per essere stato scoperto.

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"Capo," disse Triburzi "stavolta, comunque, è stata soltanto fortuna e l'etimologia, qui, non c'entra per nulla."

"Un attimo, Triburzi... Che mestiere fa, lei?" domandò Gabriello all'assassino.

"L'importatore di piselli" rispose Ottavio Pirotti.

"Triburzi, dove stanno i piselli prima di essere raccolti?"

"Nel baccello."

"Bravo Triburzi. Il baccello è un piccolo bastoncino e la parola baccello deriva da bacillum. E, mi dica ancora, Triburzi: dove ha subito l'operazione il nostro assassino?"

"Al pisello!" rispose il viceispettore.

"Perfetto: il pisello sta nel baccello. L'infermiera Malagrazia Bastoni ha rovinato il pisello del Pirotti. Il bastone è l'arma dei delitti e tutte le parole dell'indagine appartengono alla stessa famiglia: batterio, bacillo, baccello, il suo essere imbecille nel costituirsi, e, alla fine, anche il pisello, che è un piccolo bastone; cioè... quando funziona bene, lo è di sicuro... Nulla sfugge all'inesorabile concatenazione delle mie indagini etimologiche" concluse l'ispettore Gabriello grattandosi giulivo il pisello.


 

[Immagine 2 fornita da DianaLove, gif 1 di L0STANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 15:18 | link |
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mercoledì, 09 maggio 2007

pizza alla palombaro

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IL SERIAL KILLER DEGLI ETIMI INCERTI

[Il quattordicesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto palombari.
.
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“Triburzi,” disse Gabriello “non ci sono più i killer di una volta. Adesso i killer si mettono a far fuori soggetti dall’etimo incerto. Ma che sistema è mai questo, dico io?”
 
“E’ un mondo difficile” sospirò Triburzi frustrando il suo grande desiderio di mandare affanculo l’ispettore Gabriello.
.
‘Stai a vedere' pensò Triburzi ‘che i killer, prima di uccidere, devono consultare il dizionario di etimologia per facilitare quell’imbecille del mio capo.'
 
Triburzi però si sbagliava.

Dopo un mese arrivò una lettera anonima.
 
Gabriello, e ora? Che cosa farai? Hai intenzione di arrestare tutta la popolazione mondiale, visto che l’etimo di palombaro non ti soccorre?
.
Alcuni dicono che palombaro derivi dal latino palumbarius che significa sparviero (dall'immagine di chi si precipita o si immerge per raggiungere la preda), altri lo fanno derivare da paloma (gomena) che è un cavo di ormeggio della nave, e altri ancora dicono derivi da colombaro, dal greco kolymbetès che significa tuffatore...
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 .
Io sono sempre stato un uomo pacifico Gabriello, ma ora mi sono trasformato in un serial killer perché con la tua fortuna mi hai rotto i coglioni alla grande. Ho comprato un dizionario di etimologia e un po’ per volta ucciderò tutti coloro il cui etimo è indefinito. Voglio vedere come farai, culattone! Ti manderanno a dirigere il traffico, Gabriello.
 
Il serial killer degli etimi incerti.
 
La lettera fu mandata anche a Repubblica e al Corriere della Sera, mettendo in grande imbarazzo Gabriello e tutto il suo staff. Il testo, considerata la popolarità mondiale di Gabriello, fu ripreso in prima pagina dal New York Times, dal Washington Post e dalla Gazzetta di Brianza.*
 
Un mese dopo i palombari, furono uccisi otto pizzaioli.
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E un mese dopo l’ultimo omicidio, arrivò la seconda lettera anonima.
 
Gabriello, vatti a mangiare un pizza da coloro che ho risparmiato. Ecco, guarda, accludo alla lettera una banconota da 50 euro e pago io per te e Triburzi. L’etimo di pizza è incerto, Gabriello. Mangia la pizza e attaccati al tram anche stavolta. Finita la pizza, vai a scopare quella cozza della tua fidanzata Calpurnia. E sposala, che è ora, imbecille.
 
Il killer degli etimi incerti.
 
Anche questa lettera fu spedita in copia ai maggiori quotidiani nazionali: ma senza i 50 euro dell’originale, ovviamente.
 
“Triburzi, il killer ha preso un dizionario di quarta categoria, perché secondo il DELI l’etimologia di pizza non è più incerta. Deriva dall’antico alto tedesco bÄ­zzopÄ­zzo documentato nelle accezioni di morso, boccone, pezzo, pezzo di pane, forma di pane, focaccia… Triburzi, ho capito, finalmente… bisogna arrestare…
 
“Tutti i tedeschi di Ghermania?” domandò Triburzi allarmato.
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...........................................................
 
"Gabriello, Gabriello, svegliati, svegliati" disse Calpurnia.
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"Allegria, allegria... Ti ho incastrato, Mike, allegria..." bofonchiò Gabriello.
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"Gabriello, svegliati, devi avere avuto un terribile incubo. Povero caro..." disse Calpurnia tergendogli la fronte madida di sudore. "Tutta colpa mia... Ieri sera ti ho spaventato troppo quando ho detto che volevo ucciderti con l'accetta se non mi sposavi.
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Ma io ti amo, sciocchino... Vienimi vicino, Gabriello... Sgurgle!"
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gif 1 di L0STANGEL; jpg 2 dal blog di DianaLove; jpg 5 dal blog di oyrad, immagine finale di SENZAQUALITA.
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postato da: MariaStrofa alle ore 02:30 | link |
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sabato, 05 maggio 2007

the day of the aragosta

 

 

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L'episodio più clamoroso di Gabriello diventa un film. Acquistati i diritti per la

realizzazione. La notizia, qui.

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Mentre Calpurnia Salgari attende serenamente il prossimo incontro con il suo eterno fidanzato Gabriello... [SENZAQUALITA]

 

IL SERIAL KILLER DELLE ARAGOSTE

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[IL TREDICESIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

 

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto proprietari di ristoranti. L'ultimo era il titolare del locale chiamato L'aragosta verde.
 
"Aragosta verde?... Triburzi," disse Gabriello dopo l’ottavo omicidio, folgorato dall'ennesima intuizione etimologica "bisogna arrestare tutti gli egiziani di Cesenatico."
 
"Capo,” rispose Triburzi "prima che si proceda all'arresto degli egiziani, che non so proprio come faremo a trovarne a Cesenatico, mi spieghi almeno a che cosa si deve questa pensata: in modo che l'eventuale frustrazione investigativa sia in parte compensata da un arricchimento culturale."
 
"Ha presente l’Esodo 10: 4,5,6 della Bibbia, Triburzi?"
 
"No” rispose il viceispettore "io di esodo conosco soltanto quello vacanziero."
 
“Nell’Esodo 10, 4, 5, 6 della Bibbia di Diodati sta scritto:
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... lascia andare [dice il Signore al faraone tramite Mosè e Aronne] il mio popolo perché mi possa servire.

 Poiché se ti rifiuti di lasciare andare il mio popolo, ecco domani farò venire delle locuste nel tuo territorio.

 Esse copriranno la faccia della terra, così che nessuno potrà vedere il suolo; ed esse divoreranno anche ciò che è rimasto, quello che vi è stato lasciato dalla grandine, e divoreranno ogni albero che cresce per voi nei campi.

 E riempiranno le tue case, le case di tutti i tuoi servi e le case di tutti gli Egiziani, qualcosa che né i tuoi padri né i padri dei tuoi padri videro mai, dal giorno che furono sulla terra fino a questo giorno.

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Il Signore mandò le locuste come ottava piaga contro il faraone per costringerlo a liberare gli ebrei. Gli egiziani non hanno mai digerito questa storia delle locuste. Ce l'hanno a morte con loro."
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"Fin qui ci siamo, capo. Ma che cosa c’entrano i ristoratori con le locuste e gli egiziani che ce l’hanno con le locuste? Forse che nei ristoranti si mangiano locuste?"
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"Certamente!" rispose Gabriello.
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"Capo, è sicuro di stare bene?"
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 "Benissimo, Triburzi. I ristoranti servono aragoste, giusto?”
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"Giusto" confermò Triburzi.
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"La parola aragosta deriva da la locusta, con fonetica genovese (la ragusta) e concrezione dell'articolo in una sola parola (l'aragusta>aragusta>aragosta).
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L'aragosta è una locusta, Triburzi.
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Il killer egiziano ha voluto celebrare il giorno dell’aragosta, contrapponendolo al giorno della locusta, punendo i ristoratori che servivano locuste."
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“Capo, lei è un genio” disse Triburzi con il tono di chi in realtà avrebbe preferito dire: Gabriellosaprai di etimologia ma come detective sei una gran testa di cazzo.
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Un mese dopo questo dialogo si costituì il serial killer.
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"Mi chiamo Saltèrio Cavalletta" esordì.
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"Che le dicevo, Triburzi?" esultò Gabriello "Aragosta, locusta e Cavalletta. Tutto torna. Lei ha ucciso i ristoratori per proclamare il giorno dell’aragosta, vero?" domandò Gabriello.
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..
“E che stronzata sarebbe questo giorno dell’aragosta?” ringhiò Cavalletta con un tono di voce veramente incazzato. “Io sono un vegetariano: ho dichiarato guerra ai ristoratori che servono carne e pesce.”
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"Ma perché si è costituito?" domandò Triburzi. "Nessuno sospettava di lei. Noi cercavamo egiziani. Abbiamo arrestato soltanto una donna, una certa Omara Sharifa. E non l'abbiamo nemmeno presa a Cesenatico ma a Pinarella di Cervia. Stiamo aspettando che il ministero ci mandi un interprete per interrogarla."
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"E’ la mia colf, ed è innocente. Liberatela" singhiozzò Cavalletta. "Lei, Gabriello, ha un culo così grande che ci si potrebbe infilare dentro un’aragosta viva... e nemmeno se ne accorgerebbe!"
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“La mia intuizione etimologica sul rapporto tra aragosta, locusta e egiziani si è rivelata fondamentale” disse un gongolante Gabriello in conferenza stampa.
 
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s'ipotizza perfino che, in successive mutazioni di natura spuria, s’addivenisse a traslare, con aggressivo francesismo, l’etimo locusta in "lacoste" (da cui la locuzione "il giorno della lacoste")

da allora, il coccodrillo d’egitto campeggia (in araldica), immarcescibile, su campo di lana e/o di cotone

  La mia homepage: http://senzaqualita.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SENZAQUALITA



[Immagine 1 di
SENZAQUALITA; gif 2, 3, 12 di L0STANGEL, le altre foto a cura di DianaLove]
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mercoledì, 02 maggio 2007

il serial killer del dizionario

Prologo:

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stando a una nota riservata fornitaci dal suo psicanalista (creped,
crepot... ora non ricordo il nome esatto), Calpurnia subì un trauma
mentre era ancora un'adolescente stupenda, sebbene afflitta da un
lieve difetto alla vista: la pulzella coltivò un deviato quanto
sfortunato amore giovanile verso una creatura decisamente inadatta
alle sue più elementari esigenze... tuttavia, pare ch'ella reagisse alla
sorte con straordinaria vigoria (nell'immagine, calpurnia si trastulla
con la testa recisa del suo innamorato) [immagine e didascalia di
SENZAQUALITA]

.

 

 

 

IL SERIAL KILLER DEL DIZIONARIO

 
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[Il dodicesimo caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

- Triburzi: - disse Gabriello con gli occhi velati di lacrime -  nel mio dizionario etimologico sono state strappate 8 pagine. Non lo consultavo da circa un anno. Oggi, mentre cercavo l'etimo di conidio, mi sono accorto che mancavano le pagine 379 e 380. Ho continuato a sfogliarlo e ho visto che hanno tolto anche le pagine 486, 487, 488, 1050, 1457, 1852.

Ho raffrontato tutte le parole mancanti e ho rilevato che c'è un chiaro filo conduttore: ci sono ben sei parole che si riferiscono al matrimonio.

- Ha idea di chi può essere stato, capo?

- Calpurnia: è stata lei a farmi fuori le otto pagine. 

- E come l'ha capito?

- Il libro era collocato fra Le poesie di Carducci e Le tigri di Mompracem di Salgàri...

- Sospetta di Calpurnia soltanto perché era vicino a un libro di Salgàri? Mi sembra un po' esile come indizio.

- No, Triburzi: questo è stato soltanto il segno che lei, la serial killer del dizionario, ha voluto lasciare come firma. Tutti i serial killer, come ben sa, amano firmare i loro delitti.

- E il movente, capo?

- Calpurnia si è voluta vendicare del fatto che non le ho ancora chiesto di sposarla dopo vent'anni di fidanzamento. Due giorni fa, prima che partisse, abbiamo avuto l'ennesima feroce discussione.

- Salgàri capisco: ma che cosa c'entra Carducci con il matrimonio, capo?

- Triburzi, lei ricorda la poesia di Carducci Il bove?  Quella che comincia con T'amo pio bove?

- Sì, la ricordo. Ma Calpurnia ritiene forse che lei sia un bove?

- No, però vorrebbe tanto che io lo fossi...

- Calpurnia vorrebbe che lei fosse un bove? Ma il bove è castrato... Non capisco...

- Triburzi, guardi qui: - disse Gabriello indicando a Triburzi lo schermo del computer.

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- Un giogo per buoi - disse Triburzi.

- Appunto... la prima pagina strappata, la 379, è la pagina dove c'è l'etimo di coniuge. Coniuge deriva dal latino cum iugum e coniuge significa aggiogato come un bue; messo sotto lo stesso giogo. I coniugi, per i latini, erano come una coppia di buoi. E guardi le altre parole che mancano.

A pagina 1457 manca la parola scapolo. Aspetti che cerco su Google... Ecco...

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Scapolo, da ex capulare, significa sfuggito al cappio. Calpurnia è stanca che io continui a sfuggirgli.

A pagina 486 - 487 c'era la parola divertire e a pagina 488 la parola divorzio. Divorzio deriva da divertire nel senso di divergere, cioè di fare cambiare direzione a una cosa. Chi si diverte o divorzia cambia comunque direzione.

- Non siete ancora sposati e Calpurnia teme già il divorzio?

- Calpurnia è una che guarda sempre avanti. Poi, a pagina 1050 c'era la parola nubile. Guardi qui:

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- Una nube - disse Triburzi.

- Sì, la nube vela e copre il cielo come la nubile aspira a ricoprirsi del velo nuziale: è il desiderio di Calpurnia.

E poi, a pagina 1852, c'era la parola zitella. Zitella significa donna che è  ancora ragazza (da zitta, forma toscanizzata di citta>piccitta = ragazza). Un messaggio chiaro e in piena regola per dirmi che Calpurnia è stanca del fidanzamento. Tutte le volte che va a Trani dai suoi parenti non sa più come giustificarsi di essere ancora zitella.

- Capo, Calpurnia è di Trani e lei di Cesenatico. Lo diceva anche il Carducci: T'amo pio bove e mogli e buoi dei paesi tuoi.

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[Gif, 1, 2, 3, 7 di L0STANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 16:39 | link |
categorie: etimi e timi, gabryella senzaqualità, ispettore gabriello
lunedì, 23 aprile 2007

gabriello

 

Dopo la drammatica svolta, di cui si dà conto nel post, i fan dell'ispettore Gabriello rifiutano l'idea della sua morte.

Blogger:  Casalingaprecaria lo vorrebbe anche ispettrice ma vivo.

 

Senzaqualita, invece, suppone che l'arma usata da Gabriello fosse in realtà questa.

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Gabriello è morto? Ancora vivo ma fortemente menomato? 

L’ispettore Gabriello e Triburzi furono ricevuti dal Ministero dell’Interno che volle congratularsi personalmente per tutti i casi risolti.
 
"Abbiamo deciso di darle un grande premio" disse il Ministro per ringraziarLa di tutto il lavoro che tanto onore ha portato al nostro paese. “Ecco, Gabriello, venga qui alla mia scrivania.”
 
'Lo faranno mica vice ministro?' si chiese Triburzi.
 
"Si sieda pure sulla mia poltrona" disse il Ministro dell'Interno. "
Questo è il suo premio... Le piace?” chiese il Ministro indicando lo schermo del computer.

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"Un blog tutto per lei; Cesenatico Police Department: Il blog di Gabriello. E guardi qui" disse il Ministro "ho già lasciato anche un commento. Tutti i suoi fan, ora, potranno commentarla."

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img73/4026/amatoev0.jpgLa mia homepage: http://parlardi.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ministro Interno

Primooooooo! Buongiorno Gabriello.

 

Gabriello, appena vide che il regalo era il blog, e appena lesse il commento del Ministro dell'Interno, estrasse la Beretta che teneva sotto l'ascella e, senza alcuna esistazione, si sparò nei coglioni.

"E' morto?" chiese il Ministro dell'Interno a Triburzi che si era chinato sul petto per ascoltarne il battito del cuore. 

[ gif 1, 2 di L0STANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 22:07 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
sabato, 21 aprile 2007

gabriello e il figlio di madame butterfly

IL SERIAL KILLER DELLE CALZE DI NYLON

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Riassunto della puntata precedente: l'ispettore Gabriello va a Manhattan per aiutare l'ispettore Càgallhan a risolvere il caso di otto persone soffocate con calze di nylon. La prima parte si può leggere nel post sotto o qui, a fumetti, sotto la recensione del film di Fellini di lefty333boy.

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"Mi chiamo Yo Ti Mato" disse l'assassino a Triburzi, declinando le proprie generalità. "Matato io otto persone con nylon per vendicare male fatto ai giapponesi."

"Yeaahhh, I was right" esultò l'ispettore Càgallhan.

"Cazzo ha detto, Càgallhan?" chiese Gabriello a Triburzi.

"Ha detto che aveva avuto ragione a sospettare di un giapponese" disse mestamente Triburzi.

"Triburzi, lei sa parlare giapponese?"

"Sì, capo."

"E allora dica a Yo Ti Mato che l'etimo di Nylon come acronimo antigiapponese è sbagliato."

 

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"Arigatò etimò sbagliatò, no verò quel che nylon significò. Etimò no acronimò, vocabolò, arigatò, cotone e azotò" disse Triburzi.

Yo Ti Mato, dopo avere udito le parole di Triburzi, veloce come un fulmine, sfilò la spada che teneva nascosta sotto la giacca e fece hara kiri.

Avvolto intorno all'elsa della spada era legato un biglietto scritto in giapponese che Triburzi tradusse:

Io provengo da Nagasaki. Una donna di nome Madame Butterfly conobbe un marinaio di nome Pinkerton che le regalava sempre calze di nylon: il marinaio la mise incinta ma quando il bambino aveva già tre anni, il marinaio non tornò più sposando un'americana. Madame Butterfly, quando seppe del tradimento dell'americano, non vedendo più levarsi il fil di fumo, si uccise.

Io sono il figlio di Madame Butterfly.

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Ho sempre saputo che l'etimo di nylon come acronimo antigiapponese era sbagliato, ma agli americani non pareva vero di poterci sfottere dopo averci ammazzato come mosche con il bombardamento di Nagasaki al quale sono miracolosamente sopravvissuto.

Da Nagasaki sono volato a Manhattan e ho ucciso otto persone; ne avrei uccise di più se avessi avuto più tempo, ma le ferie erano finite.

Mio cugino, il solo componente rimasto della mia famiglia, è un importatore di cotone di Manhattan ed è stato arrestato ingiustamente.

Mi sono costituito a Cesenatico perché non voglio finire nelle grinfie della giustizia americana; ho scelto l'ispettore Gabriello che a differenza di quello stronzo di Càgallhan conosceva il vero etimo di nylon. Soltanto a lui e al suo genio ho inteso rendere onore. Liberate mio cugino. Arigatò.

"La verità ha trionfato" disse in conferenza stampa un Gabriello meno gongolante del solito. Addolorato per la morte di Yo Ti Mato, Gabriello era troppo signore per infierire sul collega e umiliare per la seconda volta l'ignoranza etimologica dell'ispettore Càgallhan già definito stronzo da Yo Ti Mato.

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Blogger:         

 

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[Immagini di DianaLove, gif 1 e 2 di L0STANGEL, immagine finale di metallicafisica]

postato da: MariaStrofa alle ore 12:51 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
venerdì, 20 aprile 2007

l'ispettore gabriello a Manhattan

 

IL SERIAL KILLER DELLE CALZE DI NYLON

 

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[IL DECIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

A Manhattan, nel giro di un mese, furono uccise otto persone. L'assassino, dopo avere immobilizzato le vittime, le costrinse a ingoiare calze di nylon fino a quando non sopraggiunse la morte per soffocamento.

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Poichè l'ispettore Càgallhan del New York Police Department non riusciva a cavare un ragno dal buco, cedendo alle pressioni dei superiori, fu costretto a chiamare per un consulto l'ispettore Fausto Gabriello del Cesenatico Police Department, la cui fama di implacabile detective etimologico aveva varcato l'Atlantico giungendo negli USA.

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"L'ispettore Càgallhan" disse il viceispettoreTriburzi che faceva da interprete" ritiene che sia stato un giapponese a commettere gli omicidi, perché come si sa la parola nylon è l'acronimo di

Now

You

Lousy

Old

Nipponese

insulto che venne pronunciato in segno di spregio antinipponico quando gli Stati Uniti inventarono il nylon. L'industria americana aveva prodotto un miracolo e in quella circostanza ci fu appunto chi disse: Ora tocca a te, vecchio pidocchio giapponese: Now you, lousy old Nipponese - vediamo quel che sei capace di fare.

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In base a questa intuizione etimologica, dice l'ispettore Càgallhan, sono stati arrestati tutti i giapponesi di Manhattan ma senza alcun costrutto. Nessuno si è costituito e sono già passati cinque mesi."

"Triburzi, dica all'ispettore Càgallhan che lui di etimologia non capisce un benamato cazzo."
 
"Devo dirgli proprio benamato cazzo?" domandò Triburzi, sgranando gli occhi e rivolgendo a Gabriello uno sguardo supplice.
 
"Sì, dica proprio a Càgallhan che non capisce un benamato cazzo! Questo etimo di nylon è una fetecchia, una leggenda metropolitana, una stronzata colossale. Glielo dica a Càgallhan che è soltanto un'americanata!"

"You..." tradusse Triburzi rivolgendosi al Càgallhan "you don't understand a beloved cock of etimology. Nylon has nothing to do with Japan! Nylon, as you intend it, is a fetecchia, a metropolitan legend, a colossal strounshit."

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"Dica a Càgallhan che bisogna arrestare tutti i produttori di azoto, rayon e cotone di Manhattan." esclamò Gabriello. "L'assassino è uno di questi. L'etimologia di nylon è incerta ma l'ipotesi più accreditata è che la parola nylon sia una combinazione di azoto (nytrogen) rayon e cotton. Alcuni addirittura parlano di un influsso suggestivo della parola Babylon ma non credo che troveremo babilonesi a Manhattan."

"Scusi, capo, ma che minchia c'entrano i produttori d'azoto con gli omicidi?"

"C'entrano, Triburzi. Il serial killer, stanco di sentire l'etimo sbagliato, ha voluto uccidere per richiamare l'attenzione sul vero significato di nylon."

Triburzi avrebbe desiderato morire piuttosto che tradurre all'ispettore Càgallhan che bisognava arrestare tutti i produttori di azoto, rayon e cotone di Manhattan.

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Sei mesi dopo l'ultimo omicidio, si costituì l'assassino; ma non si costituì a Manhattan, si costituì a Cesenatico. L'ispettore Gabriello, Triburzi e Càgallhan volarono a Cesenatico.

Il serial killer delle calze di nylon era un giapponese.

"Mi chiamo Yo Ti Mato" disse l'assassino a Triburzi, declinando le proprie generalità

(domani la conclusione del caso)

.

[Foto di DianaLove; gif 1, 2, 4 di L0STANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 02:57 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
martedì, 17 aprile 2007

il serial killer delle mortadelle

IL SERIAL KILLER DELLE MORTADELLE

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[Il nono caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono strangolati otto importatori di liquore di mirto.

“Ci sono, finalmente” disse l’ispettore Gabriello dopo l’ottavo omicidio, folgorato da una prodigiosa intuizione etimologica. “Questi sono delitti politici.”

“Delitti politici?” domandò Triburzi, incredulo, sgranando gli occhi.

“Triburzi, qui si vuole colpire Romano Prodi! Come è soprannominato Romano Prodi dai suoi avversari?”

“Mortadella!”

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“Triburzi!... la parola mortadella deriva dal latino murtÄtum e significa salsiccia condita con il mirto: mirto che in latino si diceva mÅ­rtu(m).

Queste uccisioni degli importatori di mirto sono segnali di avvertimento per arrivare poi alla mortadella vera e propria, cioè a Prodi. Si parte dal mirto (particolare) per arrivare alla mortadella (generale). Il serial killer ha voluto mettermi alla prova.

Ormai tutti conoscono i miei casi e anche gli assassini sono diventati esperti di etimologia.”

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Benché Triburzi non avesse mai immaginato di poter udire in vita sua una simile stronzata, si mostrò entusiasta dell’analisi fatta dal suo superiore.

“Capo, ma lei è geniale!” disse, con una recitazione che se non era da Oscar valeva almeno un David di Donatello e tre quarti di Golden Globe.

“Dobbiamo arrestare tutto il centro destra di Cesenatico” disse l’ispettore Gabriello.

“Anche l’UDC?” chiese Triburzi.

“Anche l’UDC” fece Gabriello. “Si sa mai dove cazzo sta l'UDC. E già che c’è, arresti anche pure gli esponenti di estrema sinistra. Prodi è inviso anche a queste formazioni."

Mediaset, in segno di solidarietà con gli arrestati del centro destra, dichiarò il mirto liquore ufficiale della destra italiana. A ogni ora del giorno e della notte, comparivano spot che decantavano le qualità del liquore di mirto.


La sinistra non fu da meno; per dimostrare che non era collusa con gli estremisti, elesse il mirto a bevanda ufficiale dell'ulivo (?); il mirto per alcune settimane riuscì nella fantascientifica impresa di unificare l’Italia. Alcuni parlamentari proposero di cambiare il primo articolo della Costituzione in L’Italia è una repubblica fondata sul mirto.

Un mese dopo l’ultimo omicidio si costituì l’assassino: Lorenzo Bellotti.

“Ho ucciso io gli otto importatori di liquore di mirto.”

“Con quale movente? Che mestiere fa, lei?” chiese Triburzi.

Bellotti esitava a rispondere, vergognandosi per la risposta che avrebbe dovuto dare.

“Con quale movente? Che mestiere fa lei” urlò Triburzi con tale impeto da spaventare persino Gabriello.

“Io… io… sono un importatore di limoncello” rispose l’assassino scoppiando in un pianto disperato.

ENTRA

“Volevo favorire il limoncello a scapito del mirto, ma per colpa di Gabriello che ha collegato il mirto alla mortadella e a Prodi, qui in Italia, adesso, si beve solo mirto. Sono rovinato. Lei Gabriello ha un culo impressionante” ringhiò Bellotti facendo con i pollici e gli indici un grande cerchio ideale.

“La mia intuzione etimologica si è rivelata vincente” gongolò l’ispettore Gabriello in conferenza stampa. “Favorendo il consumo di mirto ho obbligato l’importatore di limoncello a costituirsi.”

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[Immagini 3, 4, 9 di DianaLove -1, 2, 11 di L0STANGEL]

Ringrazio un bel po' (in ordine di apparizione) i commentalettòri dell'ottavo caso dell'Ispettore Gabriello: Il serial killer dei dormiglioni.

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postato da: MariaStrofa alle ore 09:46 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
sabato, 14 aprile 2007

il serial killer dei dormiglioni

 

 

 

 

IL SERIAL KILLER DEI DORMIGLIONI

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[L'OTTAVO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccise con overdose di morfina otto persone.
 
“Ho capito, finalmente” disse l’ispettore Gabriello dopo l’ultimo omicidio. “L’assassino è un insonne.”
 
“Un insonne?” domandò Triburzi.
 
“Sì, Triburzi, lei sa bene che quando una persona dorme va tra le braccia di Morfeo. La parola morfina, in virtù delle sue proprietà narcotico-stupefacenti, è stata chiamata morfina in onore di Morfeo: dio del sonno e del sogno. Chi ha ucciso con la morfina ha voluto farlo per vendicarsi della sua incapacità di finire tra le braccia di Morfeo. Un insonne che, per invidia, ha ucciso i dormiglioni.”
.
.
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 .
“Cazzo, capo, complimenti…” fece Triburzi ostentando di mostrarsi il più strabiliato possibile per l'analisi, quando in realtà avrebbe voluto dire che faceva cagare.
 
“Bisogna arrestare tutti gli insonni” disse Gabriello.
 
“Eh?... capo... mi spiega come si fa ad arrestare tutti gli insonni di Cesenatico? Di giorno non dorme quasi nessuno. Dovremo andare ad arrestarli di sera o di notte, suonando a ogni porta... e per farci aprire saremo costretti comunque svegliarli. E se si svegliano, capo, come facciamo a capire che sono insonni? Ci toccherà arrestare tutta la città!”
 
“Triburzi non rompa i coglioni, veda di fare indagini e arrestare gli insonni di Cesenatico.”
 
Un mese dopo l’ultimo omicidio, si costituì l’assassino.
 
“Mi chiamo Tommaso Angelucci e ho ucciso io le otto persone con la morfina.”
.
 
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“E con quale movente?” domandò Triburzi.
 
“Movente flaubertiano” rispose Angelucci. “Stavo scrivendo un romanzo giallo e dovevo fare morire una persona per overdose di morfina. Al fine di poterne dare una descrizione accurata, ho dovuto fare pratica: così come fece Flaubert, che assistette alla morte di alcuni poveracci per avvelenamento di arsenico, con l'intento di utilizzare l'esperienza per descrivere l'agonia nel suicidio di Madame Bovary”.
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“Ma perché si è costituito? Lei è insonne?” domandò Triburzi.
 
“Io ho sempre dormito benissimo. Mi sono costituito perché di professione faccio l’elettricista specializzato nella fornitura di campanelli. Ormai sono rovinato. Da quando si è sparsa la voce che arrestate gli insonni, tutti i campanelli sono stati messi fuori uso; nessuno vuole più campanelli nuovi alle porte per evitare che la polizia gli scassi la minchia... e di chiamate per i campanelli guasti non ce ne sono più. Siccome voglio finire il mio romanzo, non ho altra alternativa che farlo in carcere mantenuto a spese dello Stato”.
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“La mia intuizione etimologica si è rivelata vincente” gongolò l’ispettore Gabriello in conferenza stampa. “Facendo arrestare gli insonni, e provocando di conseguenza il collasso della rete campanellaria, ho costretto l’assassino a costituirsi. Tutti gli assassini, prima o poi, gravitano attorno a me come guardie etrusche.”
 
“Guardie etrusche?” domandò Triburzi.

”Sì, le guardie etrusche si chiamavano satelliti e giravano sempre attorno al re: come i satelliti girano attorno ai pianeti, appunto… Ne ho detta un'altra, Triburzi, perché morfina mi sembrava troppo facile.”
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Ringrazio molto molto (in ordine di apparizione) i commentalettòri del settimo episodio dell'ispettore Gabriello: Il serial killer dei calvi.

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[Foto di DianaLove]

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[Dedico il post a  metallicafisica (terzo avatar a sinistra della prima fila) perché l'idea gabriellica mi è venuta leggendo ieri il suo blog.

postato da: MariaStrofa alle ore 08:10 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
mercoledì, 11 aprile 2007

Il serial killer dei culturisti


 



IL SERIAL KILLER DEI CULTURISTI

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[IL SETTIMO CASO DELL'ISPETTORE GABRIELLO DEL CESENATICO POLICE DEPARTMENT]


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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi per impalamento otto culturisti. Nell’ano di ognuna delle otto vittime era stato conficcato un pezzo di legno grande come un mattarello.

"Ho capito, finalmente" disse l’ispettore Gabriello dopo l’ottavo omicidio. "I culturisti sviluppano i muscoli. Ora, la parola muscolo deriva dal latino mus, muris che significa topo e musculus è il diminutivo che sta per topolino.

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I muscoli si chiamano così, appunto, perché sembrano topolini che guizzano sotto la pelle. Triburzi, qui bisogna arrestare tutti i topi."

"Capo, non abbiamo gatti in organico: come cazzo possiamo fare ad arrestare i topi?"

"Triburzi, non dica stronzate: parlavo di topi di biblioteca. Questo è un chiaro delitto in cui lo Spirito si contrappone al Corpo. Inoltre, Triburzi, il metodo di uccisione è una conferma della mia teoria. La parola libro deriva da liber che è il terzo strato della corteccia di un albero.

Mettendo i pezzi di legno nel culo, il topo di biblioteca ha inteso dare un ammonimento ai culturisti che trascurano le letture per la vanità degli esercizi fisici. Arresti tutti i topi di biblioteca, Triburzi e arresti tutti coloro che hanno comprato più di un libro nelle ultime settimane."

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Un mese dopo l’ottavo omicidio, si costituì l’assassino.

"Ho ucciso io gli otto culturisti. Mi chiamo Marco Canziani."

 "E con quale movente?" chiese Triburzi.

"In primo luogo per difendere l’onore di mia moglie che si chiama Francesca Steroidi. Non ne potevo più di sentirmi sfottere dagli amici che i culturisti si facevano continuamente di mia moglie. Io gestisco o per meglio dire gestivo, insieme con mia moglie, una libreria che abbiamo chiamato sciaguratamente Steroidi: ogni giorno entravano da noi soltanto atleti e culturisti e mai nessuno per comprare un libro. Questi imbecilli cercavano dei farmaci sottobanco. I veri intellettuali, dissuasi dal nome della libreria, ci evitavano accuratamente. 

Una settimana fa, mia moglie è scappata con un culturista che era entrato per comprare un libro. Francesca, stupita da questo fatto prodigioso, si è innamorata perdutamente del culturista che mostrava un animo tanto intellettuale. Sono fuggiti all’estero, sapendo che qui non era aria per culturisti, e io, purtroppo, non ho i soldi per inseguirli: sono rovinato e non ho altra alternativa che farmi mantenere dallo Stato."

"E che libro cercava il culturista?" domandò Triburzi

"I casi dell’ispettore Gabriello" rispose Marco Canziani.

"Non solo la mia intuizione etimologica di collegare libri e culturisti è risultata vincente, ma per merito di un libro a me dedicato sono riuscito a risolvere il caso senza muovere nemmeno un muscolo" dichiarò un entusiasta Gabriello in conferenza stampa.

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[Foto di DianaLove]

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[L'ultima immagine, sognalibro, che riassume genialmente tutta la storia, è di SENZAQUALITA]
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[gif di L0STANGEL: 1,2]

Ringrazio molto molto (in ordine di apparizione) i commentalettòri del sesto caso dell'ispettore Gabriello: Il serial killer delle edicole.

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postato da: MariaStrofa alle ore 13:02 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
martedì, 10 aprile 2007

il serial killer delle edicole

 

 

IL SERIAL KILLER DELLE EDICOLE

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[Il sesto caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

 

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono incendiate otto edicole con dentro otto edicolanti.
 
“Ho capito, finalmente" disse l’ispettore Gabriello, folgorato il giorno dopo l’ottavo incendio da una delle sue prodigiose intuizioni etimologiche. "Edicola deriva dal latino aedicula ed è il diminutivo di aedes che significa tempio. Edicole fatte a tempio, ce ne sono ancora oggi: ma una volta erano tutte così."
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“Capo," disse Triburzi  non vorrà dirmi che dobbiamo arrestare tutti i templari di Cesenatico: spero!”
 
“Cretino!” esclamò l’ispettore Gabriello
 
“Mi offenda pure, capo, ma..."
 
“Non dicevo a te, Triburzi: cretino è l'assassino. Cretino deriva dal provenzale crétin e significa povero cristiano nel senso evangelico di povero di spirito: beati pauperes spiritu. Poi, l’accezione si è corrotta: e il senso di povero di spirito è passato a designare anche il povero di intelletto. L’assassino è un cristiano primitivo, cioè un crétin; costui, con un gesto esemplare, ha dato fuoco alle edicole per scacciare i mercanti dal tempio. Dobbiamo trovare questo cretino cristiano.
 
“Sono cazzi amari!” disse Triburzi “A Cesenatico, di cretini e di cristiani ce ne sono davvero in abbondanza...
 
Un mese dopo l’ottavo omicidio, mentre Gabriello e Triburzi stavano decidendo se arrestare cristiani o arrestare cretini, si costituì l’assassino.
 
“ Mi chiamo Osvaldo Pironi. Ho ucciso io gli edicolanti per imitare Erostrato che bruciò il tempio di Diana a Efeso (una delle sette meraviglie del mondo) soltanto per il desiderio di passare alla storia. Ebbene, Gabriello: l’etimologia non è soltanto una sua prerogativa, sa?
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Anch’io sapevo che edicola significa tempietto: ma non essendoci templi religiosi a Cesenatico, ho pensato di dare fuoco a quei tempietti laici che sono le edicole. Inoltre, Gabriello, lei sa bene che il significato originario di aedes è quello di luogo in cui si accende il fuoco... e io, per l'appunto, l'ho acceso. Mi sono costituito e ora sono pronto a diventare famoso come Erostrato."
 
“ Che cosa le dicevo, Triburzi?” disse l’ispettore Gabriello. Si trattava davvero di un cretino. L’assassino era un grande cretino. Così cretino che si è costituito perfino da solo.”
 
“Capo, a dire la verità, tutti gli assassini si sono sempre costituiti da soli” obiettò Triburzi.
 
“Sì, ma questo è il più cretino di tutti: senza dubbio. La mia intuizione etimologica che fosse un cretino si è rivelata vincente.”
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[Immgine nr 4 di DianaLove]
[gif di L0STANGEL: 1,2]

Ringrazio molto molto  (in ordine di apparizione) i commentalettòri del quinto caso dell'ispettore Gabriello: perla e pirla.
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postato da: MariaStrofa alle ore 13:38 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
giovedì, 05 aprile 2007

perla e pirla

 

 

IL SERIAL KILLER DEI PROSCIUTTI

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[Il quinto caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono strangolate, con una collana di perle, otto persone.
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- Capo, - disse Triburzi – dobbiamo arrestare tutti i gioiellieri di Cesenatico?
 
- Ma non dica stronzate! – replicò Gabriello, folgorato da una delle sue prodigiose intuizioni etimologiche – Qui c’entrano i prosciutti.
 
- I prosciutti? E che ciazzèccano le perle con i prosciutti? Ancora un assassino legato alla questione delle piadine? Come quello del gruviera? - domandò Triburzi.
 
- Triburzi: la parola perla deriva dal latino pernula che significa prosciuttino: e questo perché la perla è contenuta in una conchiglia che assomiglia all’osso tondeggiante nella coscia del prosciutto. Come questo, guardi...
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L'etimo però è controverso: chi dice che la perla prende il nome dall'osso tondeggiante, chi dalla forma a prosciutto della conchiglia: comunque il senso è questo..
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- Speriamo non lo impari mia moglie... – disse Triburzi – che le ho appena regalato una collana di prosciutti.
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-  Triburzi, dobbiamo arrestare tutte le persone che raccolgono conchiglie a forma di prosciutto sulla spiaggia.
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- Capo, arrestare raccoglitori di conchiglie è facile, ma controllare se ogni conchiglia ha la forma del prosciutto è impossibile. Mi dice come cazzo possiamo farcela?
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- Non rompa i coglioni, Triburzi: indaghi e arresti tutti i raccoglitori di conchiglie: di ognuno esamini le conchiglie e tenga in arresto soltanto quelli che hanno raccolto conchiglie a forma di prosciutto.
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Un mese dopo l’ultimo omicidio, mentre lo stadio di Cesenatico era stipato in ogni ordine di posti di raccoglitori di conchiglie, si costituì l’assassino.
 
- Mi chiamo Angelo Attavanti. Sono un rappresentante di folletti. Liberate mio figlio, vi prego: fatelo uscire dallo stadio; ho ucciso io le otto persone strangolandole con una collana di perle.
 
- Ma il movente? - domandò Triburzi - Le fa il rappresentante di folletti e nessuno sospettava di lei.
 
- Le otto persone uccise si scopavano mia moglie. Quei porci!
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- E perché li ha strangolati con una collana di perle? - chiese Triburzi.
 
- Era la collana che avevo regalato a mia moglie.
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Prima che quei porci morissero, hanno sentito ancora una volta attorno al collo il profumo di mia moglie...  e poi, invece di lasciare la collana sul cadavere, dopo ogni omicidio, me la sono ripresa.
 
- Perché costava troppo? - chiese Triburzi che si ricordava quello che aveva appena speso lui per regalarne una alla moglie.
 
- No, - rispose Attavanti - perché come ammonisce il vangelo secondo Matteo: non bisogna gettare le perle ai porci. Sicché io, dopo averla usata, me la sono ripresa. Che sfiga, però: chi avrebbe mai immaginato il collegamento tra perla, prosciutto e conchiglia! Lei, Gabriello, ha più culo che scienza - concluse mestamente Attavanti.
 
- La pista etimologica si è rivelata decisiva anche stavolta – disse gongolando in conferenza stampa l’ispettore Gabriello. Il criminale è stato assicurato alla giustizia.
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[L'etimo di perla è controverso: sono per prosciuttino il Gabrielli e Barbara Colonna. Il DELI propone l'alternativa di perla derivante da perula, bisaccia tondeggiante. Il De Mauro, nell'incertezza, non dà né l'una né l'altra]
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[Immagini di DianLove,: 3,5,6,8,9,10,11,12]

[gif di L0STANGEL: 1,2,

postato da: MariaStrofa alle ore 11:25 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
martedì, 03 aprile 2007

Gabriello: un diavolo per capello

IL SERIAL KILLER DEGLI UOMINI CALVI

[Il quarto caso dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furo accoltellati otto bagnanti maschi.

- Capo, - disse Triburzi -  i morti hanno una cosa in comune: questo serial killer uccide tutti gli uomini calvi o che si fanno il riporto.

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E fa bene stava per rispondere l'ispettore Gabriello, che in quel momento aveva appena visto la foto di Schifani sul giornale, quando rimase folgorato da una delle sue prodigiose intuizioni etimologiche.

- Ho capito: questi uomini soffrivano di alopecia. Alopecia deriva dal greco alópecs, volpe, e significa volpinità: perdita di capelli a chiazze, come la volpe che in primavera perde il pelo. L'assassino è un animalista contrario alla caccia alla volpe. Triburzi! mi trovi tutti gli inglesi contrari alla caccia alla volpe.

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- Capo, un inglese a Cesenatico possiamo pure trovarlo: ma mi dice come cazzo facciamo a trovare a un inglese contrario alla caccia alla volpe?

- Triburzi, non mi rompa i coglioni: cerchi, indaghi.

Un mese dopo l'ultimo omicidio, mentre la polizia cercava vanamente un inglese contrario alla caccia alla volpe, si costituì l'assassino.

- Capo, c'è qui un tale che vuole costituirsi.

- Lo faccia entrare - disse Gabriello.

Triburzi aprì la porta e:

- Salve! Sono Cesare Ragazzi - disse, entrando, l'ometto venuto a costituirsi. - Ma non il Cesare Ragazzi della pubblicità che si è messo in testa un'idea meravigliosa: - aggiunse vedendo lo sguardo allibito di Gabriello e Triburzi - sono soltanto un omonimo. Ho ucciso io gli otto uomini, per timore che prima o poi finissero per andare dall'altro Cesare Ragazzi. Non è bello chiamarsi Cesare Ragazzi e vedere l'omonimo che diventa ricco mentre io faccio fatica a tirare avanti con il mio negozio di pellicceria.

- Ma perché si è costituito? - chiese Triburzi - Nessuno sospettava di lei.

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- Ormai sono rovinato. Pellicce, nessuno ne compra più. Avevamo in ordine soltanto quattro pellicce di volpe, ma da quando sui giornali si è parlato del collegamento tra omicidi e animalisti contrari alla caccia alla volpe, anche quelle ordinazioni mi sono state annullate. Non avrei mai immaginato che uccidendo uomini calvi e con il riporto avrei finito con il portare alla rovina definitiva il mio negozio.

- La mia intuizione etimologica è stata brillantissima - disse gongolando l'ispettore Gabriello alla conferenza stampa. - L'alopecia e il serial killer che vendeva pellicce di volpe erano perfettamente collegati.

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[Foto da DianaLove]

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postato da: MariaStrofa alle ore 10:08 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
domenica, 01 aprile 2007

arrestate topo gigio!

IL SERIAL KILLER DEL GRUVIERA
[Terza avventura dell'ispettore Gabriello del Cesenatico Police Department]

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A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto titolari di chioschi di piadine. L’assassino, dopo averli strangolati, ebbe cura di infilare un pezzo di gruviera nella bocca e nel culo di ogni cadavere.
 
 - Capo che cosa può significare un pezzo di formaggio coi buchi messo nei due buchi di un cadavere? - chiese il viceispettore Triburzi.
 
- E’ semplice - rispose Gabriello con una delle sue folgoranti intuizioni etimologiche. - Il gruviera si chiama gruviera perché è fabbricato nella regione svizzera La Gruyère, e La Gruyère si chiama in questo modo perché è una regione frequentata dalle gru. Bisogna arrestare tutti gli allevatori di gru di Cesenatico.
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- Capo... mi dice dove cazzo troviamo un allevatore di gru a Cesenatico? Visto che si tratta di gruviera, facciamo mica prima ad arrestare Topo Gigio?
 
- Triburzi non mi rompa i coglioni e faccia poco lo spiritoso. Cerchi, indaghi!
 
Un mese dopo l’ultimo omicidio, mentre la polizia cercava vanamente allevatori di gru a Cesenatico, si costituì Angelo Saccotti.
 
- Perché si è costituito? - gli chiese il viceispettore Triburzi. - Nessuno la sospettava.
 
- Avevo letto le altre inchieste dell'ispettore Gabriello - rispose Saccotti  - e so che l’assassino finisce sempre con il costituirsi. Non volevo deludere i fan dell'ispettore Gabriello di cui anch'io mi onoro di fare parte. Quando ho saputo delle gru, ho capito che dovevo aiutare Gabriello perché il commissario aveva pestato una merda andando completamente fuori pista.
 
- Ma il movente degli omicidi? Perché ha ucciso i titolari dei chioschi di piadine? - chiese Triburzi.
 
- Io sono un importatore di gruviera e ormai sono rovinato. Ho cercato in tutti i modi di convincere i piadinai che la piadina è molto più buona col gruviera. E invece loro continuano a metterci quella schifezza dello squacquerone. E visto che di gruviera non volevano saperne, gliel’ho infilato nella bocca e nel culo: così in qualche modo, adesso, lo assaggiano.
 
- Grazie alle mie intuizioni etimologiche - disse gongolando il commissario Gabriello alla conferenza stampa - non c’è criminale che sfugga alla giustizia.
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categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
mercoledì, 21 marzo 2007

bisturi e pistola

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Il secondo caso dell'ispettore Gabriello è noto alle cronache come

IL SERIAL KILLER DI PISTOIA

A Cesenatico, nel giro di un mese, furono uccisi otto bagnini. La polizia indagò vanamente finché i carabinieri del RIS di Parma non stabilirono che le vittime erano state sgozzate con un bisturi.

Non appena lo seppe, il commissario Gabriello della polizia di Cesenatico (Cesenatico Police Department) ebbe una delle sue folgoranti intuizioni etimologiche.

- La parola bisturi - disse - deriva dal latino Pistoria (Pistoia), città celebre per la fabbricazione di armi e lame. Arrestate tutti i pistoiesi che sono a Cesenatico e troveremo l'assassino.

- Ma capo - protestò il vice commissario Triburzi - dove minchia lo troviamo un pistoiese a Cesenatico? Siamo in inverno, possiamo mica girare per strada a chiedere a tutte le persone se c'è qualcuno di Pistoia.

- Consultate l'anagrafe, controllate tutti i cittadini che risiedono qui.

- E se il killer di Pistoia fosse venuto solo per uccidere per poi tornarsene a Pistoia? - osservò il vice commissario Triburzi.

- Lo vedremo: Triburzi, non mi rompa i coglioni con queste ipotesi.

Consulta, scartabella, analizza: a Cesenatico c'erano rappresentanti di tutta la popolazione mondiale (eschimesi, cingalesi) ma di pistoiese non ce n'era nemmeno uno. C'erano perfino dieci neozelandesi, e che cazzo ci facessero a Cesenatico dieci neozelandesi lo sapevano solo loro.

La notizia trapelò sui giornali, e Pistoia fu additata come la città del crimine: era dai tempi di Dante e della sua famosa invettiva contro Vanni Fucci che Pistoia non conosceva un periodo così oscuro. Tutte le città toscane proibirono l'accesso ai pistoiesi. Pistoiese divenne sinonimo di assassino.

Fu a questo punto che il serial killer si costituì. Si chiamava Giorgio Pralinotti detto il Pistola, titolare del bagno omonimo.

- Sono rovinato - disse il Pistola. - Ho ucciso i colleghi bagnini per avere più gente da me, ma da quando è scoppiato il caso di Pistoia tutti i clienti mi hanno annullato le prenotazioni. Anche se il mio bagno si chiama Pistola, nessuno vuole più averci a che fare. Quel deficiente di un pittore che mi ha dipinto l'insegna ha fatto una l così piccola che sembra una i, e tutti leggono Pistoia invece di Pistola. Sono rovinato, sono pieno di debiti. Sono costretto a farmi mantenere dallo Stato.

- Il caso è stato brillantemente risolto. - annunciò l'ispettore Gabriello in conferenza stampa - Grazie alla mia intuizione etimologica del bisturi di Pistoia, il criminale Pistola è stato assicurato alla giustizia.

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[Immagine di pipopipo21]

[Lo scudetto della polizia Cesenatico Police Department  e la gif  promozionale sono di LOSTANGEL]

postato da: MariaStrofa alle ore 00:41 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello
martedì, 20 marzo 2007

meglio puttana che baldracca

 

L'ispettore Gabriello di Cesenatico è passato alla storia per avere risolto i casi criminali più intricati tramite la perizia etimologica.

Questa passione gli era nata da quando, appena entrato nella polizia, aveva scoperto (cosa ormai arcinota) che il termine assassino deriva dall'arabo Hashishiyya che significa uomini dediti all'hashish; una volenta setta musulmana i cui seguaci, come attesta Marco Polo, non rifuggivano dall'uccidere convinti di meritarsi la vita eterna nel paradiso di Allah.

Il primo caso risolto brillantemente dall'ispettore Gabriello fu quello noto alle cronache come

IL CASO DEL SERIAL KILLER DELLE BALDRACCHE NEL LETTO A BALDACCHINO

Otto baldracche furono uccise nel giro di un mese; e tali baldracche concedevano i loro favori in letti a baldacchino. Non furono uccise baldracche in macchina, per strada, e nemmeno baldracche che fornicavano in letti normali.

La polizia indagò vanamente senza capire quale fosse il mistero delle baldracche nel baldacchino finché l'ispettore Gabriello, con una geniale intuizione, risolse il caso.

- L'assassino è un iracheno - disse l'ispettore Gabriello. La parola baldacchino deriva da Baldacco che era il nome con cui Marco Polo chiamava Bagdad; inoltre anche la parola baldracca deriva da Baldacco (Bagdad) perché questa era ritenuta una città dissoluta.

Tutti gli iracheni di Cesenatico furono fermati, rinchiusi nella palestra di pallavolo comunale, e interrogati. Nessuno confessò.

Dopo una settimana, si costituì alla polizia il vero serial killer Pietro Ansaloni, romagnolo purosangue, un commesso dell'IKEA che di iracheno non aveva nemmeno il timbro di turista sul passaporto.

- Avevo paura di perdere il lavoro - disse il commesso dell'Ikea - e così ho cercato di dissuadere quante più persone dall'adoperare i letti a baldacchino.

- Ma perché uccidere delle baldracche? - chiese il vicecommissario Triburzi che conduceva l'interrogatorio.

- A me, senza pagare, non me l'ha mai data nessuna; perciò andavo spesso a baldracche ma quando capitavo in casa di una baldracca che fornicava in un letto a baldacchino, la mia ira di commesso dell'Ikea diventava incontenibile.

- E perché costituirsi? - gli chiese il vicecommissario Triburzi - Nessuno aveva sospetti su di lei. Anche il commissario Gabriello ha pestato una bella merda credendo fosse stato un cittadino dell'Iraq.

- Mi sono costituito - rispose Ansaloni -  quando ho letto che del crimine erano sospettati gli iracheni. Non ho avuto coraggio di procurare altro motivo di dolore a questo popolo così tormentato - disse il commesso dell'IKEA Pietro Ansaloni che uccideva le baldracche nei baldacchini, sì, ma era politically correct e di animo socialmente sensibile.

- L'etimologia è stata la chiave vincente  - disse l'ispettore Gabriello in conferenza stampa - Se non avessimo arrestato tutti gli iracheni grazie alla mia intuizione etimologica, l'assassino non si sarebbe mai costituito. 

Pietro Ansaloni era un tipo davvero sfigato al contrario dell'ispettore Gabriello; se nei giornali si fosse parlato di puttane, troie, battone o mignotte, invece di baldracche, l'ispettore Gabriello non sarebbe mai arrivato ad associare le parole baldracca e baldacchino e a risolvere il caso.

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[Prossimo caso dell'ispettore Gabriello: il serial killer di Pistoia]

[In rete c'è un altro investigagore più famoso di Gabriello: l'ispettore Maupertuis di zop. Due grandi indagini qui e qui]

 


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postato da: MariaStrofa alle ore 00:44 | link |
categorie: etimi e timi, ispettore gabriello

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