

- Germana, ma che cosa ci fa un poliziotto nella nostra camera da letto?
- Ho deciso di affittare un autovelox, Aurelio, per dimostrare alle mie amiche che non esagero quando dico che a letto sei l'uomo più veloce del mondo.

- Tutte le volte che guardo le copertine dei libri di Schopenhauer non riesco a capacitarmi di come il mio filosofo preferito, esempio unico di chiarezza assoluta, che nella scrittura riusciva a spiegare concetti difficilissimi con parole mai oscure e ingannevoli, scegliesse poi titoli tanto astrusi, velleitari, pretenziosi e, in definitiva, ridicoli.
- Guarda, per me c'è una sola spiegazione: i titoli glieli metteva qualcuno del blog Ibridamenti.

- Simenon ha avuto diecimila puttane, tu trecentomila contatti. Come ti senti?
- Come uno stronzo: non capisco quando e perché ho confuso il target.

c'mon baby, baby don't you wanna go
c'mon baby, baby don't you wanna go
back to that same old place
sweet home chicago

Lui - Ha aperto il pacco, finalmente. Un cofanetto: due tomi.
Lei - Sì, ma hai visto che stronzata? L'ha fotografato in modo che nessuno veda niente.
Lui - Perché fa così?
Lei - Una forma di gelosia: un libro che cercava da più di vent'anni (e credi che, pur di ringiovanirla, gliene ho tolti un po'), il solo che non era mai riuscito a trovare. Pensa... che ha persino trovato l'epistolario di Dostoevskij in una libreria di Chicago: proprio quello della ESI, tradotto in italiano e curato da Lo Gatto. A Chicago!
Lui - E' andata fino a Chicago?
Lei - Ma no, gliel'hanno spedito. Però quello che mi chiedo io è: come cazzo ci finisce a Chicago l'epistolario di Dostoevskij tradotto in italiano?
Lui - Non saprei. E questo qui che vediamo ora? Da dove proviene?
Lei - Da Maremagnum. Un anno fa lo aveva già incrociato sul medesimo sito: dopo avere passato una notte insonne (erano circa le venti quando vide la scheda sul sito e, data l'ora, non poteva ordinarlo subito) alla mattina telefonò alla libreria... Alle sette! Ti rendi conto?... Alle sette! Sperava che fossero già aperti. Era come invasata. Non capiva più un'ostia. Finalmente, alle dieci, qualcuno rispose... ma...
Lui - Ma...?
Lei - L'avevano già venduto e si erano dimenticati di toglierlo dall'elenco. Credo che Maria abbia pianto per tre giorni. Quando è arrivato il pacco, stavolta, non ci credeva. Adesso vorrebbe condividere la gioia del ritrovamento, ma nello stesso tempo la vuole ritenere dentro di sé a lungo: come la fase anale di un bambino.
Lui - Ma secondo te a qualcuno frega qualcosa di questa storia?
Lei - A un altro bibliofilo demente forse sì. D'altronde... a chi interessano i post che si scrivono nei blog? A chi li scrive e a chi, avendoli scritti, va poi a vedere se ci sono commenti: due persone che sono una sola.
Lui - Hai visto che questi libri non sono nemmeno usati?
Lei - Già: non li ha mai sfogliati nessuno. Non è un po' triste considerare che alla fine si riesce a trovare tutto?
Lui - Triste, perché?
Lei - Come può essere nuovo un libro edito da tanti anni? Forse un regalo; ma chi l'ha ricevuto deve averlo appoggiato da qualche parte senza più toccarlo. Fino al giorno che l'ha rivenduto senza nemmeno leggerlo. O ci hanno pensato i suoi eredi. Ma non è detto che sia andata proprio così. Probabilmente è fallita una libreria nella quale era sempre stato esposto senza che interessasse a nessuno.
Lui - Vita e morte.
Lei - Sì, una compravendita di morti, questa dei libri... Ne arrivano alcuni con firme di appartenenza, e pur nella gioia di averlo ricevuto, se pensi alla mano che ha messo la firma, che l'ha sfogliato, che l'accarezzava, il cuore comincia a sanguinarti. Ti identifichi in chi ti ha preceduto. Devi pur sempre sperare nella morte di un bibliofilo per trovare ciò che ti manca. E non puoi fare a meno di pensare che questa, un giorno, sarà la tua sorte. Vedo spesso Maria che si aggira per casa e fa il Cardinal Mazzarino.
Lui - Maria fa il Cardinal Mazzarino? In che senso?
Lei - Mazzarino passava ore e ore in biblioteca: guardava i suoi quadri e i libri, chiedendosi con le lacrime agli occhi: Perché, perché un giorno dovrò abbandonare tutto questo? La gioia di avere finalmente trovato il libro cercato per anni si è trasformata in una terribile ansia: chi è morto, si chiede Maria, perché lei lo potesse ricevere? E lo accarezza... con la gomma ha tolto tutte le tracce di sporco, poi lo apre e, mentre le pagine le accarezzano le gote, lo sniffa ripetutamente; ma tutto questo orgasmo non riesce a toglierle il pensiero che sarà, anche se in un lontano futuro, costretta a separarsene. E, orribile dictu, arriveranno mani sudicie, che faranno orecchie immonde, che slabbreranno le copertine... Spigoli ammaccati, santiddio!... Maria ha lasciato scritto che se un suo libro dovesse mai finire in una biblioteca, maledirà i suoi eredi fino all'eternità.
Lui - Ma lo diciamo che libro è? Anche se fossero soltanto uno o due: ma qualcuno vorrà pur saperlo.
Lei - No; se Maria lo sapesse ci ucciderebbe. Deve essere lei, lei soltanto.
Lui - E lo dirà mai? Tutta questa attesa dà l'idea che sia un libro importante: e non mi pare che...
Lei - Un libro che lei non era mai riuscita a trovare: questo, solo questo, è ciò che conta.

Lo aspettavo da così tanti anni che non so se avrò mai il coraggio di aprire il pacco.

LUI - Mettiamo su un film porno?... No?... Allora facciamo un gioco di ruolo? Che cosa preferisci? Il direttore di casinò che rimette i debiti alla bella giocatrice? Il pompiere e la vergine portata fuori in braccio dalla casa in fiamme? Il chirurgo che salva la vita al figlio di lei? Il direttore del carcere e la detenuta?
LEI - C'è mica un gioco tipo lo stupratore gentiluomo che lui, prima di sbattermi, cucina, lava i piatti, pulisce per terra e mette a letto i bambini?


PREMESSA
[Nel 1580 e nel 1581, Montaigne fece viaggi in Francia, Svizzera, Germania e Italia sperando di trovare beneficio nelle acque termali per combattere la calcolosi renale di cui soffriva. Finché qualcuno non gli parlò di un grande dottore...]
- Caro Michel, l'operazione è durata diciotto ore e tutto è andato benone.
- Dottore, mi ha estratto molti calcoli?
- Una montaigne.
- Mio marito aveva l'abitudine di scopare con i fantasmi. Faceva l'amore con me pensando alle attrici, alle veline, o altre donne di sua conoscenza. Rimasta sola, adesso con i fantasmi ci scopo io. Tiro su le gambe e faccio vedere la passera, sperando ci sia qualche fantasma a cui piace.
- L'imperatore Caligola nominò senatore il proprio cavallo.
- Cazzo, che dilettante: Prodi, di una mastella, ci ha fatto addirittura un Ministro della Giustizia!
Nelle due immagini, il picciolo della mela biblica di Adamo e Eva: il pezzo più pregiato della collezione di Walter Benjamin; picciolo da lui usato come segnalibro durante la lettura di Berlin Alexanderplatz di Döblin.
Dell'esistenza del picciolo biblico, il solo pezzo di cui non si fa menzione nel libro di Mari, nemmeno Erich Auerbach seppe mai nulla. Il venditore del picciolo mi ha impedito di rivelare altri dettagli relativi al ritrovamento.
- Finalmente, Albee, eccoti qui. Era da un po' che volevo incontrarti, idiota, e chiederti ragioni di quel bel titoletto che hai messo alla tua commediola. Un altro non c'era, vero? Uno più intelligente e sensato tipo:
Chi prova attrazione sessuale per Aristotele?
Chi si mette il fondotinta di Cecco Angiolieri?
Chi annusa il culo di Jonathan Swift?
Perché vorrei proprio capire il motivo di questa domanda titolatrice che, fra l'altro, non c'entra nulla con l'oggetto della commediola. Paura di che cosa, cretinetti? A chi farei paura, io? E perché tu dovresti chiedere chi ha paura di me?... Tra l'altro, chi non conosce la mia biografia, e ha sentito parlare del film tratto dalla commediola, mi scambia per un mostro e pensa che quei due lì si scannino per me: ci sono un sacco di libri che quando mi vengono posti accanto cominciano a rabbrividire o fanno richiesta di essere spostati. E tutto per colpa di quel titolo, dato senza pensare alle conseguenze per la mia reputazione. Se potessi querelarti, ti trascinerei in tribunale: pirla. Allora, caro Albee, adesso, mi dici finalmente che cosa intendevi fare, e che senso c'è in tutto questo... E se non c'è un senso, vuol dire che sei scemo. Ma allora... se sei scemo lo dici e bonanotte: sono scemo! Cara Virginia, sono scemo. Ah... stai lì e non dici niente? E fai pure quella faccia? Vuoi proprio sapere che faccia hai? Hai una faccia come il mio culo, guarda!
- Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento... Mi è andata
anche fin troppo bene...
Perché si diventa scrittori? Ma, soprattutto, che cosa fa diventare grandi scrittori?
C'è un comune denominatore riscontrabile in Paolo Ferrucci, Cervantes, Dio Stoevskij, Sterne, Proust, Boccaccio, George Eliot, Flaubert, Charlotte Brontë, Jim Thompson, Georges Perec, Gadda, Carson McCullers, Dorothy Parker, Cronomoto, e tanti altri che, soltanto lacune di memoria e il poco spazio, mi impediscono di citare?
Si tratta di un talento innato o sono le circostanze sociali che favoriscono la vocazione?
Benché non sia facile dare una risposta generale, questa rubrica si occuperà di spiegare i misteri che hanno dato origine ai più grandi talenti di tutti i tempi.
Cominciamo con un immenso scrittore russo. Lo studio delle condizioni che ne hanno favorito lo sviluppo artistico nasce dalla collaborazione con
tendarossa, uno slavista sardo, nipote di un sardista russo, che si è posto per primo questo arduo problema ed è riuscito a risolverlo con una brillante intuizione, trovando nei rapporti famigliari dello scrittore la spiegazione di tutto.
Avendomi tendarossa comunicato questa mirabile intuizione, ho potuto fare ricerche in proposito e ho trovato documenti incontrovertibili, a supporto, che dimostrano come assolutamente inoppugnabile la tesi dello slavista sardo.
Nell'immagine che rappresenta l'adolescenza dello scrittore,
vediamo che la mamma riprende aspramente il figliuolo, ammonendolo che a forza di toccarsi continuamente (Antonuchka, niet, niet, troppe pugnettev, masturbazia disgrazia), il piccolo Anton PavloviÄ sarebbe diventato, come poi divenne, ÄŒechov .
Cara Ulderica, la felicità coniugale, con quella mozzarella di mio marito, è proprio una bufala: la nostra vita, una pizza che non ti dico. E a te come va?
- Che cosa ne pensi della nuova storia d'amore fra la Bruni e Sarkozy?
- Proprio niente, guarda; io prediligo ancora il pompino della Lewinsky a Clinton.
[...]
TOPINA INDULGENTE - A me piace l'uomo rasato a zero.. Tu come hai i capelli?
MUFLONE ROMANTICO - [vabbe', ci raseremo... ] Alla Bruce Willis... Non ho nemmeno un capello in testa.... E tu come sei vestita? A me piace la biancheria intima di pizzo.
TOPINA INDULGENTE - Ho soltanto le mutandine nere e le autoreggenti. [Che palle 'sti uomini, con le autoreggenti... Con la ciccia della coscia mi si arrotola tutta la balza...]
MUFLONE ROMANTICO - Sei una persona molto solare. [Nei programmi della De Filippi tutte le donne si dicono *solari*, ormai è una fissazione... e secondo me, questa è una che la De Filippi la guarda.]
TOPINA INDULGENTE - Sì, sono un tipo molto solare, e voglio un uomo che mi faccia ridere.
MUFLONE ROMANTICO - [Di solito, le donne ridono quando sentono che uno ha molti soldi] Vuoi fare un gioco? Piega il dito indice due o tre volte e poi fai "bau, bau". Sai che cos'è?
TOPINA INDULGENTE - No.
MUFLONE ROMANTICO - Un can...dito.
TOPINA INDULGENTE - Lol.. Ma allora fai ridere sul serio. Nessun uomo mi hai mai fatto ridere così. [Incoraggiamolo un po'. Questa del *candito* me l'aveva raccontata il mio compagno di banco alle elementari.]
MUFLONE ROMANTICO - Quando mi hai scritto il primo ciao me l'hai scritto in un modo così speciale che ho capito di amarti. Sarà stato perché dopo il ciao hai messo soltanto due puntini invece di tre... Una zingara di Rimini, la prima cugina della zingara di Federico Fellini, quindi una persona davvero seria, mi ha fatto le carte e mi ha detto che l'amore della mia vita avrebbe avuto il numero due come caratteristica.
TOPINA INDULGENTE - [Che figura!] ... Io pensavo ce ne volessero soltanto due di puntini, be', meglio così... se l'aveva predetto la zingara... Che musica ti piace? Io adoro Branduardi.
MUFLONE ROMANTICO - Noooo... Grande, il migliore: io ho tutta la sua discografia.
TOPINA INDULGENTE - Ma nel tuo profilo c'è scritto che ti piacciono i Led Zeppelin e Tom Waits!
MUFLONE ROMANTICO - All'estero, sì, ma in Italia non c'è niente meglio di Branduardi. ['cazzo ha scritto 'sto Branduardi?, fammi googlare, va'... Bran...duardi... come si chiama di nome? Sarà questo qui.... Angelo Branduardi... *Alla fiera dell'est*, *La pulce d'acqua*. Ma che roba è?...]
TOPINA INDULGENTE - Ci sei ancora?
MUFLONE ROMANTICO - Sì, ho inserito nel lettore CD *La pulce d'acqua*. Essere accarezzato da queste note è come sentire il tuo respiro. Lo sai che fra le righe mi arrivano cose ancora più intense di quelle che scrivi? Come se i silenzi che metti tra una parola e l'altra avessero il potere di sussurrare verità recondite alle orecchie della mia anima. Mi sembra di conoscerti da sempre.
TOPINA INDULGENTE - ['sto qui fa il romantico ma cià 'na voglia di figa che non ne può più.] Ci conosciamo da quarantadue minuti ma anche per me è la stessa cosa. A proposito... io sono abbastanza tollerante come persona ma se c'è una cosa che non sopporto sono le menzogne. Se mi accorgo che un uomo mi dice una bugia, fosse anche una piccolissima bugia bianca, per me è finita. Non voglio Baroni di Monteclausen nella mia vita.
MUFLONE ROMANTICO - [Minchia! Monteclausen non l'avevo mai sentita. Facciamo finta di niente, c'è già stata la gaffe dei due puntini.]... La stessa cosa vale per me, sai? Io penso che si debba dirsi tutto con la massima sincerità... Ti do il mio cellulare così quando, e sottolineo se, ti va, puoi chiamarmi. [...]
TOPINA INDULGENTE - D'accordo... [Sarà mica impotente che non mi ha nemmeno chiesto di farsi una sega? O vuol farsela direttamente al telefono?]
MUFLONE ROMANTICO - Ci sei ancora?
TOPINA INDULGENTE - Sì, ho preso nota del numero. Muflone, di che segno sei?
MUFLONE ROMANTICO - Ariete.
TOPINA INDULGENTE - Io Scorpione: siamo due tipi combattivi.
MUFLONE ROMANTICO - Già, e pensa che ho pure l'ascendente in Scorpione. [Mica vero, sono ascendente Acquario, ma se non ho la sfiga di aver trovato una cartomante dilettante che vuol farmi il quadro astrale, segno un punto a mio favore.] Topina...
TOPINA INDULGENTE - Sì...?
MUFLONE ROMANTICO - Non spaventarti se...
TOPINA INDULGENTE - Se?...
MUFLONE ROMANTICO - Se il mio sentimento è già così forte. [Fortuna che nella chat non c'è la pagina 777 di Televideo, altrimenti leggerebbe sottotitolato che di forte e duro, al momento, ho soltanto l'uccello.] Non spaventarti, topina.
TOPINA INDULGENTE - No, muflone, a presto... Chiudi tu.
MUFLONE ROMANTICO - No, chiudi tu... Ti a
Topina Indulgente disconnected
LUI - In questo dizionario ci sono le Montagne d'Amore, le Cime Tempestose, la Collina delle Rose, il Mare Selvaggio, la Valle Felice...
LEI - Ricordiamoci di aggiungere a matita il Paese del Sesso Coniugale. Buonanotte.
- Che cosa pensi delle lettere di Kleist?
- Niente. Da quando Marshall McLuhan ha detto che il medium è il messaggio, io leggo soltanto i postini.
[Foto ingrandita, qui]
- La ringraziamo davvero tanto per essersi offerto volontario. Noi di Sbrodolamenti, un'organizzazione universitaria per lo studio delle nuove forme di comunicazione e di interconnettività, vogliamo verificare come i blog modifichino la percezione psicologica e sociale delle persone. Ora le applicherò questo elettrodo sulla tempia sinistra, e sul monitor vedremo scorrere le immagini dei suoi pensieri principali.
Molto bene, lei è un uomo perfettamente normale. Non fa altro, nella sua vita, che occuparsi di figa e pallone. Come d'accordo, lei aprirà un blog e fra un mese tornerà per ripetere l'esperimento. Vedremo in quel caso se il palinsesto del suo cervello avrà subito modifiche sostanziali.
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UN MESE DOPO
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- L'esperimento è riuscito. Lei ha aperto un blog da solo un mese e, come rileva anche il monitor, non pensa più né alla figa né al pallone, ma soltanto a ricevere commenti. Se prima era il classico maschio notevolmente coglione, come lo è il novantanove virgola novantanove percento della popolazione maschile eterosessuale, adesso è rincoglionito del tutto.
- Grazie dottore, come posso sdebitarmi per questa grande scoperta?
- Lasci un commento sul nostro blog Sbrodolamenti.
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[Post gemellato con
questo
Se i tre moschettieri sono quattro,
in un matrimonio i due coniugi quanti sono?
Secondo Oscar Wilde, nel matrimonio per farsi compagnia bisogna essere in tre; due è come esser soli.
Ma secondo Ambrose Bierce, il matrimonio è una piccola comunità costituita da
un padrone
una padrona
e due schiavi:

in tutto due persone.
2 + 1 = 3 (Wilde)
2 + 2 = 4 = 2 (Bierce)
3Wilde - 2Bierce = 1 coniuge.
Dopo questi complicati calcoli, il risultato pare essere il seguente: se vuoi davvero essere solo, nella vita, spòsati.
Oppure, come disse ancora meglio Cechov: Se hai paura della solitudine, non sposarti.
[L'aforisma di Cechov mi è stato rammentato da kneff
]
Via da me, Gray, via! Io invecchio e tu rimani sempre giovane. Uccidendoti, invertirò i nostri destini. Muori, maledetto: vattene via dalla mia vita, via, via da me, Gray!
Se non c'è più la gioventù, non fate come lui. La soluzione per i vostri problemi non è via Gray ma